Commodo il Misericordioso sale sul ring

Si potrebbe accostare al personaggio dell’iconico film di Ridley Scott l’astronauta Umberto Guidoni. L’imperatore scese nell’arena a combattere, nel Colosseo, non prima di avere fatto clandestinamente acciaccare i suoi contendenti. Lo stesso è successo a Roma il 10 ottobre 2018.
Guidoni si presentò sotto le mentite spoglie del “tassinaro Mario”. Al che, mi venne subito in mente la scena d’apertura del film I soliti ignori, ambientato a Roma: “Scusa, conosci un certo Mario?“, “Mario chi, ce ne stanno cento“. “Ma questo è uno che ruba“, “Be’, sempre cento sono!“. Mi ronzava in testa ma non la dissi, essendo settentrionale temevo di passare per un “leghista fuori casa”.
E che dire di Gaston Zama? Un personaggio equivoco che a noi ci aveva raccontato di chiamarsi “Giorgio Romiti”.
Il gatto e la volpe di collodiana memoria.
La condizione era, evidentemente, l’astronauta avrebbe dovuto “vincere” comunque come l’imperatore romano nel film Il Gladiatore.
Un gioco al massacro.
Però riflettevo stamane. Se la Terra è davvero sferica, perché prendersela con un disgraziato come me? E badate,  io sono un disgraziato autentico. I poteri occulti hanno forse la coda di paglia?
Il verso di una nota canzone che parla della città eterna recita: “che mi da coraggio, se tu non mi vuoi bene“.