La fibra ottica è una grande opera inutile

Uno stato finto come l’Italia è facilmente riconoscibile per le opere pubbliche inutili che hanno devastato l’ambiente e il territorio ovunque. Ci sarebbe da gridare allo scandalo e adesso proseguono con l’inquinamento luminoso che sta devastando la provincia di Brescia, ad esempio. Impiegano il trucco del “risparmio energetico” utilizzando costosissime lampade a led estremamente potenti.
Un grande opera inutile in corso e la cosiddetta copertura nazionale a fibra ottica.
Il discorso è semplice: ormai la gente è abituata a Internet mobile ed è diventato talmente veloce che la fibra ottica è superata per l’uso che ne fa il 90% della popolazione.
Semplicemente, il costo (con degrado di segnale e guasti) di entrare nel palazzo su doppino + installazione router + wi-fi in abitazione è superiore a qualunque chiavetta Internet banalmente inseribile in una porta USB del PC. Senza menzionare, ovvio, quelli che ormai fanno tutto solo collo smartphone. In particolare, quando col 5G verrà superata la limitazione dei “giga” in rete mobile. Ho notato che molti imprenditori comunicano con dipendenti e clienti tramite whatsapp, ormai la fibra non serve neanche alle imprese.  A un mio conoscente, per un contratto aziendale con fibra 100 mega bidirezionale, 99% di banda garantita, hanno chiesto 600 euro il mese + IVA. E per i profili personali, non c’è banda garantita con la fibra.
La TV e la radio digitali (DTT e DAB+) sono destinate a scomparire assorbite da internet. Le loro infrastrutture di trasmissione, e relative frequenze, diventeranno ponti internet nel sistema 5G. Questo già entro due o tre anni. Si chiama “convergenza digitale” della quale io parlo dal 2008.
Nei palazzi nuovi, è obbligatoria la predisposizione per il passaggio della fibra ottica, ma si tratta di un aggravio di costi insensato in un paese che diviene sempre più povero e terzomondiale, però nessuno osa dirlo.
In Italia non si asfaltano più le strade ma, in compenso, esse vengono ulteriormente crivellate per interrare i tubi dell’inutile “fibra”.
Ulteriore evidenza che l’Italia è finita.