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13 novembre 2019

No, Diego Fusaro non parteciperà a un convegno di terrapiattisti

Ormai è certo che il filosofo leader di Vox Italia non prenderà parte all’evento. Eppure, a quanto pare, Fusaro all’inizio aveva volentieri accettato di partecipare. Ecco cosa ci ha raccontato uno degli organizzatori del convegno

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(foto: George Diebold/Getty Images)

Lo scorso 5 novembre la notizia era circolata su diversi giornali, tra cui Milano Today, Next Quotidiano e Blasting News: Diego Fusaro, il filosofo e intellettuale del turbocapitalismo, avrebbe preso parte come relatore a un convegno dal titolo assai poco enigmatico La terra è piatta, organizzato dai più noti sostenitori italiani del terrapiattismo e in programma il prossimo 24 novembre presso The Hub Hotel a Milano.

Una notizia di fatto smentita dallo stesso Fusaro appena due giorni più tardi, attraverso una dichiarazione ad Affari Italiani in cui (rin)negava la notizia della partecipazione e qualsiasi forma di collaborazione con gli organizzatori del convegno. Insomma, una totale presa di distanza dal filone terrapiattista, nonostante online la locandina originale del convegno annunciasse un tale “Diego Fusaro” come relatore in due diversi interventi di evidente stampo storico-filosofico-politico.

La ricostruzione dell’accaduto

Come sono andate le cose, allora? C’è stato un uso non autorizzato del nome di Fusaro per promuovere l’evento, oppure il filosofo ha deciso di ritrattare una decisione già presa? Per provare a fare un po’ di chiarezza Wired ha contattato Albino Galuppini, autore del primo libro italiano sul terrapiattismo e soprattutto co-organizzatore dell’evento meneghino di fine mese, nel quale porterà i suoi contributi sulla falsità del modello eliocentrico e a proposito del finto allunaggio.

Secondo quanto ci ha raccontato Galuppini, Diego Fusaro sarebbe stato invitato “via internet” da uno dei relatori, Calogero Greco. “Ci siamo messi d’accordo perché lui partecipasse, e inizialmente aveva accettato non solo la pubblicazione dell’intervista [di presentazione del convegno e tutt’ora online, ndr], ma anche di trattare la terra piatta come un argomento discutibile, nel senso che se ne sarebbe potuto discutere”.

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Un fotogramma tratto dal video con l’intervista (telefonica) di Albino Galuppini a Diego Fusaro (crediti: YouTube/Agostino Favari)

L’intervento di Fusaro non sarebbe stato relativo al terrapiattismo in sé, ma più in generale alla storia della cosmologia “da Tolomeo a Copernico” e alla Laocrazia, ossia un’ipotetica forma di governo diretto da gente comune. “Il tutto è stato pubblicato sulla locandina”, ha raccontato Galuppini, “ma poi il 5 novembre scorso come un fulmine a ciel sereno ho ricevo un paio di comunicazioni da Fusaro con le richieste di togliere il nome dalla locandina e di rimuovere il video con la sua intervista. Per noi è stata una grossa sorpresa, perché aspettavamo solo di riceverlo il 24 per ascoltare le sue due relazioni sulla cosmologia antica”.

Sempre secondo la ricostruzione fornita a Wired da Galuppini, per la partecipazione di Fusaro al convegno ci si era accordati per un “costo di 500 euro come rimborso spese, di cui la metà versati in anticipo lo scorso 3 ottobre e i rimanenti 250 dopo il convegno, con regolare fattura”. Contestualmente alla rinuncia, Fusaro avrebbe anche anche già restituito per intero la caparra che era stata versata. L’ultima versione della locandina, che conferma il prezzo di 25 euro per poter partecipare come uditori, non riporta più alcun riferimento a Fusaro.

Le prove a sostegno di questa ricostruzione

Al di là delle dichiarazioni (per propria natura, di parte) di chi ha organizzato il convegno, ci sono alcuni elementi che lasciano intendere che effettivamente – almeno in un primo momento – Fusaro avesse davvero confermato la propria presenza alla kermesse terrapiattista. Insieme al suo nome, infatti, sulla locandina è esplicitamente indicato il titolo dell’intervento, ed è difficile credere che questo sia stato inventato dagli organizzatori senza consultare il relatore stesso. Per di più, nel già citato video contenente una chiacchierata telefonica tra Diego Fusaro e Albino Galuppini pubblicata il 3 ottobre, si parla esplicitamente della partecipazione all’evento, tanto che Fusaro viene ringraziato della “disponibilità a partecipare al convegno 24 novembre a Milano”, e a sua volta il filosofo replica “grazie a voi dell’invito”.

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La vecchia versione della locandina del convegno, in cui compare tra i relatori Diego Fusaro

Fusaro, invece, ha liquidato le critiche circa la sua partecipazione parlando di un “chiacchiericcio incontrollato della rete”, e ha spiegato che lo stesso 24 novembre sarà impegnato al Palazzo delle Stelline (sempre a Milano) per “il convegno nazionale di Vox Italia“. Ironizzando, infine, che non avendo il dono dell’ubiquità non potrà certo presenziare all’evento.

Dunque Diego Fusaro è o non è un terrapiattista?

Insieme agli aspetti organizzativi e burocratici (che potrebbero anche sfociare in una questione legale), resta aperta anche una faccenda contenutistica e scientifica. Se dal punto di vista della comunità scientifica non c’è granché da discutere sul terrapiattismo, la posizione dello stesso Fusaro sembra invece essere un po’ più indefinita nei contorni.

Da un lato, infatti, smarcandosi dal convegno il filosofo ha anche negato affinità con il terrapiattismo. “Ritengo che quelle dei terrapiattisti siano tesi del tutto infondate“, ha dichiarato alla stampa. “[Tesi] che meritano di essere confutate con la potenza della ragione filosofica e scientifica moderna”. Dall’altro lato, però nel video promozionale si era lasciato andare ad affermazioni ben più possibiliste e concilianti. “Penso che ogni spirito critico debba essere aperto alla ridiscussione di tutto“, si sente chiaramente, “poi magari appureremo che aveva ragione Tolomeo [astronomo figura di riferimento del geocentrismo, ndr], o magari appureremo che aveva ragione Copernico, ma comunque è un bene discutere”. Insomma, anche se non si parla mai esplicitamente di terra sferica e terra piatta, un atteggiamento estremamente aperto nei confronti di qualsiasi teoria da ridiscutere, incluso a quanto pare pure l’eliocentrismo. In pratica, l’apoteosi del relativismo.

Che Fusaro non possa essere definito tout court un terrapiattista lo ha tuttavia confermato anche Galuppini: “Non è entrato nella discussione del terrapiattismo”, ci ha raccontato, “ma aveva accettato di sospendere il giudizio, [adducendo una] sua mancanza di competenza culturale sul tema”. Dal punto di vista di Galuppini, dunque, quella di Fusaro è stata una “doppia smentita, sia sul fatto che avrebbe partecipato sia sulla posizione aperta alla discussione e al confronto”.

Certo, dal punto di vista scientifico si potrebbe sostenere che Fusaro sia rinsavito. Come lo spiega, invece, Galuppini? “Credevo che, vista la sua intelligenza, sapesse bene in quale ambiente si sarebbe calato partecipando a una conferenza sulla terra piatta. O ha pensato di usarci come cassa di risonanza per le sue attività, senza valutare appieno a che cosa sarebbe andando incontro, oppure può darsi che gli sia stato suggerito da qualcuno di non accostarsi al filone terrapiattista”. Un ennesimo complotto? ( https://www.wired.it/attualita/media/2019/11/12/diego-fusaro-terrapiattisti/ )

13 novembre 2019

Ciò che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti

C’è qualcosa di peggio della dimostrazione del fatto che il sole disti dalla terra 5.000 chilometri o dell’intervento di Diego Fusaro

Ciò che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti

C’è qualcosa che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti che si terrà fra qualche giorno a Milano. Non è la dimostrazione del fatto che il sole disti dalla terra 5.000 chilometri, e nemmeno la fortunata circostanza che tale distanza così fondamentale per l’universo capiti essere una bella cifra tonda. Ne è l’intervento a sorpresa di Diego Fusaro, che spiegherà cos’è la laocrazia (io non lo so) conciliandola magari, ancora più a sorpresa, con la teoria geocentrica. E non è nemmeno l’insistenza sulla validità scientifica della cosiddetta osservazione zetetica, ossia basata sul credere soltanto a ciò che vediamo coi nostri occhi, mentre alcuni ingenui credono convenga fidarsi di occhi più esperti che utilizzano strumentazioni più sofisticate. Ciò che proprio non torna è che un intervento al convegno sarà esposto sotto forma di lettera a Giuseppe Conte: sottintendendo dunque che una teoria scientifica possa trarre credibilità dall’avallo del presidente del Consiglio, mentre da secoli la trae soltanto da esperimenti e calcoli. In questo i terrapiattisti sono particolarmente retrogradi: non tanto nel voler far girare il sole intorno alla terra ma nello sperare che la scienza possa girare attorno alla politica quando, da tempo immemorabile, è la politica che gira intorno alla scienza. ( https://www.ilfoglio.it/bandiera-bianca/2019/11/11/news/cio-che-non-torna-nel-programma-del-convegno-di-terrapiattisti-286063/ )