Ciò che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti

C’è qualcosa di peggio della dimostrazione del fatto che il sole disti dalla terra 5.000 chilometri o dell’intervento di Diego Fusaro

Ciò che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti

C’è qualcosa che non torna nel programma del convegno di terrapiattisti che si terrà fra qualche giorno a Milano. Non è la dimostrazione del fatto che il sole disti dalla terra 5.000 chilometri, e nemmeno la fortunata circostanza che tale distanza così fondamentale per l’universo capiti essere una bella cifra tonda. Ne è l’intervento a sorpresa di Diego Fusaro, che spiegherà cos’è la laocrazia (io non lo so) conciliandola magari, ancora più a sorpresa, con la teoria geocentrica. E non è nemmeno l’insistenza sulla validità scientifica della cosiddetta osservazione zetetica, ossia basata sul credere soltanto a ciò che vediamo coi nostri occhi, mentre alcuni ingenui credono convenga fidarsi di occhi più esperti che utilizzano strumentazioni più sofisticate. Ciò che proprio non torna è che un intervento al convegno sarà esposto sotto forma di lettera a Giuseppe Conte: sottintendendo dunque che una teoria scientifica possa trarre credibilità dall’avallo del presidente del Consiglio, mentre da secoli la trae soltanto da esperimenti e calcoli. In questo i terrapiattisti sono particolarmente retrogradi: non tanto nel voler far girare il sole intorno alla terra ma nello sperare che la scienza possa girare attorno alla politica quando, da tempo immemorabile, è la politica che gira intorno alla scienza. ( https://www.ilfoglio.it/bandiera-bianca/2019/11/11/news/cio-che-non-torna-nel-programma-del-convegno-di-terrapiattisti-286063/ )