Conviene la stufa a pellet? No!

Non ci sarebbe bisogno di scrivere un articolo del genere. Ma tant’è.
Il riscaldamento tramite stufe a pellet è stato “pompato” come ecologico ed economico ma si tratta di una bufala diabolica, una delle infinite.
Riscaldare con il pellet può costare anche 5 euro al giorno (150 euro il mese). Ciò per 12 ore quotidiane, se la stufa la si tiene in funzione per 16 ore (6 del mattino fino alle 10 di sera), può venire anche 180-200 euro il mese!
L’unica installazione convincente è quella che alimenta anche i termosifoni e riscalda l’acqua dello scaldabagno ma un impianto simile costa diverse migliaia di euro.
Il pellet è un prodotto artificiale (segatura compressa, in buona sostanza), non naturale. Richiede dispendio di energia per produrlo. Inoltre, la stufa produce polveri sottili e dannose e soggetto a manutenzione da parte di personale specializzato (100 euro per la pulitura).
Nota rilevante: la stufa a pellet non funziona se manca la corrente. In caso di black-out causa nevicata copiosa, si rimane al freddo.
La stufa a pellet non conviene in case già dotate di impianto con termosifoni e caldaia a gas in ordine, meglio rimanere a gas.
Se un’abitazione è completamente priva di impianto di riscaldamento, conviene valutare il riscaldamento elettrico sfruttando le prese di corrente (a norma) già presenti nella casa. Bisogna richiedere l’aumento della portata del contatore elettrico a 4,5 Kw, 3Kw in genere non sono sufficienti. Alcuni gestori lo fanno gratuitamente.
La stufa a pellet è come l’auto elettrica: un sistema per fare spendere le famiglie col mezzuccio psicologico del rispetto per l’ambiente e di un preteso risparmio economico.