Il complotto di Babbo Natale

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San Tommaso rispetto a loro era un principiante. I terrapiattisti non si arrendono, la grande truffa, meglio, la madre di tutte le truffe dev’essere sventata. Per farlo sono pronti a tutto, anche a scrivere una lettera al premier Giuseppe Conte per avere l’autorizzazione a mettere in campo una spedizione all’Antartide: se la Terra è un grande disco come può esserci un polo sud? E che diamine. Ai terrapiattisti mica gliela racconti.
Neil Armstrong? È un attore. Galileo e Newton? Delle maschere. Siamo vittime di un’illusione. Il polo nord è al centro. Con questi non si scherza, le loro tesi sono spiazzanti: l’acqua non può curvare, quindi la Terra è piatta.
Io su questa cosa che l’acqua va sempre dritta non ci ho dormito per giorni. Tra i maggiori esponenti nazionali di questo movimento, che come un fungo allucinogeno trova il suo sottobosco ideale in rete, c’è Albino Galuppini da Visano, teorizzatore dell’astronomia zetetica (ovviamente a noi creduloni incomprensibile), una laurea in scienze naturali non è bastata a convincerlo. Perché i terrapiattisti adorano scaldarsi al caminetto del non sapere, governano loro la fiammella e guai a chi vuole aggiungere legna: diffidare di chiunque è la regola. Il complotto è sempre dietro l’angolo.
Nell’infausto tempo attuale, i terrapiattisti salgono in cattedra. Voglio allora lanciare loro una sfida. Altro che Antartide, andate in Lapponia, a me che quel signore così anziano (vestito anche in modo ridicolo, diciamolo) in una sola notte consegni una marea di regali proprio non mi convince. ( https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/il-complotto-di-babbo-natale-1.3433368 )

Questa poi.
Santa Lucia andrebbe su tutte le furie, se non fosse una santa, a sentir parlare di un personaggio torbido quale Babbo Natale. Tanti anni fa, quando il sole era giallo e c’era tanta campagna a Brescia, era lei sola a portarci i regali la notte fra il 12 e 13 dicembre.
Babbo Natale fu un’invenzione pubblicitaria della Coca-Cola, i colori bianco e rosso sono i suoi. Lo ammette lo stesso sito aziendale:

https://www.coca-colacompany.com/stories/coke-lore-santa-claus

Ciò che il sito non dice è che dietro la barba bianca si nasconde Belzebù. In America, lo chiamano Santa, anagramma di Satan.
Perfino i massoni kazaki si sono vergognati (per finta) di avere chiamato la capitale della loro regione Astana (anagramma sempre è) e l’hanno “ribattezzata” Nur-Sultan:

https://www.aljazeera.com/news/2019/03/kazakhstan-renames-capital-honour-leader-190323182311714.html

“Sultano di Nuova Ur”, in onore della prima città che gli “illuminati” ricostruirono dopo il Diluvio Universale.
Il Gattopardo esulta: cambiare tutto affinché nulla cambi.
Il latte è bianco il caffè è nero e, analogamente alla Coca-cola, è una bevanda artificiale. Tutto per sovvertire l’ordine divino.
La coca, come già scriveva Bill Kaysing, utilizza cocaina  fra gli ingredienti, per creare assuefazione, le iniziali CC stanno per 33, la prima C si protrae a delineare il Serpente, ma non ci vuole un “terzo occhio” per cogliere i dettagli.
Il poveretto o la poveretta che ha scritto l’articolo si crogiola al fuoco dell’Abisso. Contenta lei o lui.
Io preferisco aspettare la notte di Santa Lucia!