Piste ciclabili: l’infinita astuzia dei petrolieri

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Ebbene sì, anziché ripristinare le ferrovie dismesse, a costo zero in termini di consumo di territorio, si trasformano in piste ciclabili.
La fine della fiera: le “ciclabili” servono un’ora alla settimana per fare due pedalate mentre per andare a lavorare tutti i giorni si continua a utilizzare la macchina. Non è furbo?
E questo in un paese dove la vettura privata sta rapidamente divenendo un bene di lusso.
È il caso della ferrovia della val Brembana, in provincia di Bergamo, che era perfino a scartamento ordinario ed elettrificata:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_della_Valle_Brembana

Strani ambientalisti gioiscono nell’eliminare un servizio pubblico per asfaltare perfino le strade ferrate. L’asfalto è un prodotto di scarto del cracking del petrolio. Vincono sempre loro.
Non è giusto.

http://www.lavocedellevalli.it/cronaca/articolo/la-ciclabile-della-val-brembana-si-amplia-pronto-il-nuovo-tratto-che-da-villa-dalme-zogno

https://i0.wp.com/www.lavocedellevalli.it/newsimg/740/1869_Treno_della_Valle_Brembana_sul_viadotto_di_Lenna.jpg