Archive for marzo 28th, 2020

28 marzo 2020

Il vuoto creato da Bergoglio

https://www.secoloditalia.it/files/2020/03/piazza-san-pietro-deserta-papa-640x267.png

Il massone Bergoglio, assieme alla combriccola del virus, ha ottenuto ciò che i satanisti si prefiggono da sempre. Chiese vuote, senza confessioni, eucaristia, fedeli chiusi in casa a guardare la TV mentre ladri e farabutti corazzano allegramente alla faccia della “quarantena”. Siamo veramente alla fine del mondo.

28 marzo 2020

Il massone Bruno Vespa vuole sfamare il clandestini per trattenerli in Italia

Dietro la storia di dare i soldi a chi lavora in nero c’è l’intento della massoneria di trattenere i milioni di migrati di tutte le razze per creare il popolo italiano multirazziale. Non basta più il reddito di cittadinanza “pentastellato”. Anche il grembiulino Vespa esce allo scoperto.
Quante volte vi ho scritto che versare i contributi all’INPS non serve a niente, tantovale lavorare in nero che è la scelta giusta?
Quante partite IVA hanno chiuso in Italia a causo della tassazione oppressiva grossa parte della quale è costituita dai contributi previdenziali??? Invece, per quelli che hanno lavorato in nero, tutto di guadagnato, adesso il governo li premia pure. Imprenditori che in nero hanno messo via milioni di euro, sfruttando la gente, ora per loro mangiare non è di certo un problema!

https://pianetax.wordpress.com/2019/06/20/versare-contributi-inps-sono-soldi-buttati-dimostrazione/

di Paolo Farinella, prete (11 luglio 2010) (anche questo Farinella, per me, è un massone)

E’ tutto vero. Tanto è vero che sembra incredibile. Giovedì 8 luglio, nel giorno più caldo dell’estate, in casa di Bruno Vespa il servo per tutte le stagioni, si radunano per la «santa cena», un manipolo di massoni e fratelli di potere: Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI, in questo momento fuori servizio a Castelgandolfo, Silvio Berlusconi e il suo prosseneta nonché «gentiluomo di Sua Santità», Gianni Letta, Cesare Geronzi, il cui solo nome è una garanzia di malaffare e il Pierferdi Casini, cristiano di acciaio inossidabile e cattolico col marchio «Fisichella» e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, torna la massoneria a riunirsi non più nelle bettole e nelle cantine, in mezzo al carbone, ma nel tinello del «servo dei servi», sua schiavitù Vespa Bruno, sempre pronto col grembiulino da quaquaraqua a servir portate di indecenza e di indegnità. Il Promettitore di tutto a tutti vede che si sta sgretolando il consenso perché stanno emergendo il vuoto primordiale e il nulla del suo governo, accompagnati da un rosario di corruttele e di «cricche» di cui non si vede la fine perché siamo solo alle sorgenti.

Un bel rinfrescante estivo ci voleva proprio con gli ingredienti giusti a dosi uguali: Vaticano, governo, anzi Berlusconi, P2, massoneria, finanza (alla Geronzi), e tutto innaffiato dall’oste Casini che alla fine presenta il conto e alza sulle mance. Bello, un sacco bello per l’Italia decotta. Casini stava prima con Forlani che finì a sbavare davanti al giudice che lo accusava di essere ladro e tangentaro; poi passò con Berlusconi e per cinque anni lo appoggiò in ogni lordura, pur di avere la presidenza della Camera; poi si smarcò da lui per riprendersi la sua autonomia e giurando che mai sarebbe ritornato con il Berlusconi; poi si allea con Fini per fare lo sgambetto al governo del padrone; poi ritorna a Canossa perché, figlio, è dura stare lontano dalle poltrone e dal potere, ma visto che ci siamo chiediamo il massimo: vicepresidenza del consiglio dei ministri, ministero degli esteri e delle infrastrutture e qualche centinaio di posti economici che contano, di quelli, per intenderci «arraffa-arraffa». Staremo a vedere. E l’impegno con Fini? Ecchissenefrega? Limpido come l’olio adulterato.

Resta una domanda: in questo covo di sciacalli, di corrotti, di uomini senza principi e senza morale, responsabili del degrado della nazione, gestiti da un capo del governo immorale «a planta pedis usque ad verticem capitis», indegno, bugiardo e destabilizzatore, cosa ci fa il cardinale segretario di Stato, l’eminenz Tarcisio Bertone seduto a cena con questi piduisti e massoni? Non c’è via di mezzo: o lo è anche lui come loro o lì non deve stare. In nome di quale competenza e autorità discute di rimpasto e/o scioglimento di governo? Si è mosso all’insaputa del papa? MI pare strana la cosa perché il segretario di Stato rappresenta sempre il papa.

Ciò vuol dire che il papa è «informato dei fatti»? e condivide, che ha mandato cosciente e consapevole il segretario di Stato? Con quale mandato? Salvare Berlusconi dalla caduta e farlo risorgere, costi quel costi, in nome dei sani e santi «principi non negoziabili» come lo spergiuro, la falsità come metodo di governo, la corruzione come sistema di cooptazione, la collusione con la malavita organizzata come scopo di governo, rapporti di natura sessuale con minorenni o «dame bianche» portate al seguito presidenziale in veste ufficiale? Oppure in nome dei principi etici e del «bene comune» per cui si mandano nei parlamenti donnine compiacenti e gentili con un essere laido che non ha il minimo senso etico né privato né pubblico?

Il papa, e a ruota, il segretario di Stato, il presidente della Cei, ad ogni occasione ribadiscono sempre ché «la chiesa non si occupa di politica e non ha soluzioni tecniche da offrire» perché è sempre «super partes». Ciò significa che il papa e il suoi dipendenti non riescono a coniugare contemporaneamente i verbi «predicare» e «razzolarare».

Se un Bertone qualsiasi può andare a cena da Vespa con simile compagnia, significa che lui e chi rappresenta non hanno alcuna autorità morale di parlare in nome del Vangelo e tanto meno di Dio, il quale li aveva già avvertiti 25 secoli oro sono: «Guai a voi, pastori …Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate … Eccomi contro i pastori: a loro chiederò conto del mio gregge e ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto» (Ez 34,5-10).

In occasione degli auguri natalizi, il 21 dicembre 2009, parlando alla Curia romana, lo stesso Benedetto XVI ha detto che è ricorrente per la Chiesa e i vescovi «la tentazione di fare politica», cioè di «cedere alla tentazione di prendere personalmente in mano la politica e da pastori trasformarsi in guide politiche». Come si conciliano queste parole con la presenza di Bertone alla cena alla bettola «da Vespa» perché per conto di Berlusconi convincesse Casini ad entrare nel governo?
La Chiesa di Cristo è degradata ad una conventicola di farabutti e di mercanti senza scrupoli che lo stesso Cristo vomita perché della Sposa di Cristo hanno fatto una meretrice da bordello.

Al segretario di Stato, «arbiter elegantiarum», le parola di S. Antonio da Padova: «Che cosa dirò degli effeminati prelati del nostro tempo, che si agghindano come donne destinate alle nozze, si rivestono di pelli varie (Sermone Annunciazione 3,14) [i prelati] sono donna, in lat. mulier, perché… molli, effeminati e corrotti, si presentano per denaro nei tribunali e nelle curie, come le prostitute (Sermone X Domenica dopo Pentecoste 1,9) … i prelati corrotti… non c’è in essi alcuna forma di virtù, non c’è onestà di costumi, ma solo marciume di peccati … questi indegni prelati della Chiesa non hanno alcuna energia nella mente, non essendo capaci di resistere alle tentazioni del diavolo: ma tutta la forza l’hanno nelle braccia e nei fianchi, forza di rapina e di lussuria» (Sermone IV Domenica Pentecoste. 3,14) [testi in Sant’Antonio da Padova, I Sermoni, Messaggero di Sant’Antonio Editrice, Padova 20054, pp. 1093, 579, 459]. (MicroMaga = MM = 33

( http://temi.repubblica.it/micromega-online/cena-alla-carbonara-per-la-diabolica-alleanza-massonica/ )

28 marzo 2020

Incendio al Palazzo di giustizia di Milano: distrutta la cancelleria centrale

A causare il rogo, all’ultimo piano, con ogni probabilità è stato un cortocircuito

Un incendio è divampato questa mattina alle 5,25 al Palazzo di Giustizia di Milano. Ad andare a fuoco, al settimo piano, la cancelleria centrale con gli atti del giudice per le indagini preliminari e l’archivio, lambite dalle fiamme alcune stanze proprio dei gip. Sul posto sono arrivate sette squadre dei vigili del fuoco, al lavoro con cinque autopompe, due scale e altri due mezzi. I pompieri hanno avuto difficoltà a raggiungere la zona del rogo, che si è sviluppato all’ultimo piano dell’edificio, il settimo appunto. Le fiamme sono state spente intorno alle 8,40. Non ci sono feriti, l’attività del Palazzo di Giustizia è peraltro ridotta ai servizi essenziali a causa dell’epidemia di coronavirus.
A causare l’incendio con ogni probabilità è stato un cortocircuito ai sistemi informatici che spesso vanno in sovraccarico. “E’ stato un incendio violentissimo con danni terribili”, ha commentato il pm Alberto Nobili, intervenuto sul posto. Tre piani: il quinto, il sesto e il settimo sono stati dichiarati inagibili, ma verifiche sono in corso anche sulla stabilità dell’intera struttura. Il sesto piano si è inevitabilmente allagato dopo l’intervento dei vigili del fuoco. ( https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/03/28/news/milano_incendio_palazzo_giustizia-252525967/ )

Mentre i coglioni se ne stanno tappati in casa, i furbi non dormono mai…

https://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2020/03/28/103848010-a1f28ac0-eb29-471d-bab4-74283938fbf5.jpg

28 marzo 2020

Tommix: coronavirus, il delitto perfetto

Nuovo video di Tommaso Minniti sulla questione coronavirus.
Sarebbe interessante sapere perchè nel mondo, come logico che sia, l’epidemia sia partita dalle vaste metropoli internazionali con grandi reti di affollate metropolitane. In Lombardia, invece, il virus è partito da oscuri bar di paese e da centri per anziani di piccoli comuni lontani dalle principali vie di comunicazione. Buona visione.