Coronavirus, i decessi sono molti di più!

Siamo abituati a sottostare alla forza dei numeri che scandisce la nostra esistenza.
Le previsioni quotidiane del tempo con cifre della temperatura registrata e di quella prevista e le classifiche dei vari sport a noi cari.
D’improvviso anche l’ascolto dei dati su infetti, morti e guariti delle 6 di sera è divenuto un rito quotidiano. Numeri che salgono e scendono al pari della posizione in classifica della propria squadra del cuore.
Ma sappiate che quei dati sono molto approssimati.
Il numero dei contagiati si riferisce solo a coloro i quali, manifestando sintomi, sono sottoposti al tampone. Il numero reale è probabilmente di 10 volte tanto come ammesso dallo stesso “dottor Morte” Borrelli.
Stesso discorso per i decessi attribuiti al coronavirus in quanto sono solo quelli ospedalieri per cui il tampone e il quadro clinico permettono una diagnosi precisa.
Non sono conteggiati fra i decessi tutti coloro che muoiono negli ospizi e a casa. I medici non vanno a visitarli a domicilio. I tamponi non vengono prescritti poiché riservati agli ospedali. Si limitano a prescrivere tachipirina e consigliare di bere molta acqua ma spesso poi il malato muore.
I decessi vengono catalogati come “polmonite” o “influenza”. Le salme non vengono sottoposte ad analisi ma immediatamente poste dentro un sacco di plastica e inumate il prima possibile.
Qui a Brescia le case di riposo si stanno svuotando, pare una piaga biblica.
Pertanto, i dati forniti ogni sera sono artificiosi, raffazzonati atti a sollazzare il popolino teledipendente e idiota qual è l’italiano medio. Un altro tassello dell’immensa ragnatela di notizie false in cui viviamo.
Ci sono molti altri fatti che ci nascondono, ad esempio, che il virus è in parte aerobico la qual cosa spiega la alta contagiosità. I venti e le perturbazioni primaverili, con tutta probabilità, contribuiranno alla diffusione dell’epidemia.
Inoltre, ci sono casi di persone decedute repentinamente (recidiva) dopo essere state dimesse dagli ospedali apparentemente guarite. So di due casi, un 26ene di Bologna e un carabiniere sulla cinquantina nella zona di Spezia.
Sorvolo in questo momento sull’ipotesi che sua stato diffuso intenzionalmente.
Infine, di strane “polmoniti” si parla da tempo. Verosimile che il virus sia presente da parecchi mesi, in realtà.

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