Il generale Pagliaccio

I poteri occulti sono così prevedibili.
Subito vi avevo detto che questo massone siciliano è il solito gatekeeper. Una sorta di “Badoglio 2.0” ma ancora più finto e anacronistico.
Le arance c’entrano poco, il colore arancione, come vi avevo spiegato anni fa, è l’unico colore che vale 33 nella geometria sacra caldea.
Non chiede lo scioglimento della UE ma “una nuova Europa” riformata da dentro esattamente come i massoni Grillo e Berlusconi.
Definisce lo psicobuffone genovese “un attore” assunto da Casaleggio (io lo scrivevo 10 anni fa!) però, a sua volta e ripetutamente, si proclama “artista”. Pertanto, anche lui recita una parte.
Se la prende con politici e magistrati ma nulla dice sui TSO obbligatori fatti a chi si oppone al regime imposto da Soros. E logicamente, sempre silenzio sull’invasione di immigrati africani mantenuti col reddito di cittadinanza e mille altri sussidi erogati subitamente (mentre per la cassa integrazione degli italiani ci sono le “lungaggini burocratiche”.
Sui vaccini e sulle mascherine, il generale mi è paeso ondivago.
Il coronavirus, dall’autunno scorso, ha mietuto forse 100mila vittime, in particolare in Lombardia dove è stato appositamente diffuso come monito a Salvini. Non a caso, in piena pandemia, si cera di regolarizzare mezzo milione di africani che potrebbero diventare due milioni coi ricongiungimenti famigliare nel giro di qualche anno.
Su di ciò, che cosa pensa il generale Pagliaccio?
Infine, chiede una nuova legge elettorale, una riforma già prevista per non fare vincere Salvini, vogliono tornare al proporzionale. Nel 2013, con la riforma voluta da Monti, la sinistra governo 5 anni, con personaggi orribili quali  Kyenge, Boldrini, Renzi ecc, col 29% dei voti grazie al “super premio di maggioranza”. Poi la modificarono e, nel 2018, il centrodestra, pur col 37% dei consensi elettorali, si trova oggi in minoranza in parlamento.
Così funziona la “democrazia” italiana.

Questo della Corporazione privata è un vecchio discorso che faceva già Alessandro di Gaia diversi anni fa.