Il reddito di cittadinanza non è stato un fallimento

Mi fa ridere un personaggio come Alessandro di Gaia che ancora attacca i politici perché invidioso dei soldi che intascano. I politici sono solo dei burattini prezzolati.
Il reddito di cittadinanza, poi, non è stato affatto un fallimento poiché lo scopo è stato pienamente raggiunto:

  1. Incrementare l’assistenzialismo al Sud onde rinsaldare l’unità d’Italia
  2. Trattenere gli immigrati specie quelli non di razza bianca

Che la storiella dei “navigator” e delle “tre proposte di lavoro” fossero una bufala era ampiamente scontato.
Loro parlano di “fallimento” perché vogliono modificarlo onde aumentare i privilegi dei percettori.
Ricordiamoci che in Europa, se non ci fosse il RdC, ci sarebbero metà immigrati africani. In Germania e Francia, certe etnie vivono sostanzialmente di sussidi statali diretti o indiretti.
Di recente, anche il governo di centrodestra spagnolo ha varato il reddito di cittadinanza collo scopo duplice di attutire l’impatto sociale della costruzione del super-stato europeo americanizzato e per trattenere gli immigrati secondo il piano Kalergi.
Nella neo lingua orwelliana, il bene è il male, la guerra è pace e un grande successo viene spacciato per fallimento!

https://it.blastingnews.com/lavoro/2020/07/reddito-di-cittadinanza-corte-dei-conti-solo-il-2-percent-dei-beneficiari-trova-lavoro-003165192.html

Sono d’accordo col Greg. Il fatto è che l’Italia è solo tenuta insieme dalla burocrazia statale autoreferenziale di cui del decoro frega niente. All’estero, i lavori nelle zone di mare si fanno solo d’inverno per non tediare i turisti con la vista dei cantieri prima ancora del disagio negli spostamenti. In Italia, dipende dagli appalti, quando arrivano i soldi si parte, estate o inverno che sia. Se ci fate caso, attorno alla stazione Centrale di Milano c’è sempre qualche cantiere aperto. A Parigi o Berlino vedete un cantiere in una piazza per 6/8 mesi ma poi per 10 anni rimane tutto a posto. L’altra follia italiana è che si costruiscono le opere senza programmare la manutenzione susseguente. Così, ci sono paesini che hanno ottenuto soldi per grandi opere, es. tangenziali ecc. , ma non hanno denari per la manutenzione per cui noi abbiamo senza alcun dubbio le peggiori strade d’Europa, quanto a manutenzione. Basta osservare la condizione del manto stradale o i segnali stradali storti o restrizioni della carreggiata che rimangono tali per anni. Io ho visto nell’Est europeo zone “povere” dove le strade sono, però, ben tenute da sembrare di essere in Scandinavia. Da noi, dopo che Renzi ha tolto i soldi alle province, la rete stradale è a livello di quella indiana. Ma non lo si può dire.
All’estero, la priorità è se l’opera serve o no e il decoro (manutenzione periodica), da noi, le priorità per le opere pubbliche sono i “diritti sindacali”, la “regolarità degli appalti” e il “certificato antimafia”.