Manerbio, tampone a tutta la classe elementare: “Ma senza il consenso dei genitori”

https://img.iltempo.it/images/2020/09/19/185006375-e407990f-79dd-4e48-9648-e4453aef7efd.jpg

A scuola con la febbre e tutta la classe si becca il tampone. E’ successo a Manerbio, in provincia di Brescia, dove l’intera classe di terza elementare è stata bloccata e sottoposta al test dagli operatori ATS direttamente nel giardino dell’istituto dopo che un compagno era entrato in aula con la febbre. “Nessun consenso era stato dai genitori rimasti fuori dal cancello” riporta l’account Twitter Radio Savana pubblicando il servizio sulla notizia. ( https://www.iltempo.it/attualita/2020/09/19/news/manerbio-classe-in-quarantena-tamponi-scuola-brescia-24593307/ )

Ho appena sentito un’amica di Manerbio. Mi ha detto che la versione ufficiale, o meglio, le versioni ufficiali sono tutte fasulle.
A quanto pare, sembra che una mamma sia risultava positiva a un tampone ed abbia avvertito la scuola frequentata dalla figlia.
Da li è partito il casino. Non è vero che i bambini sono stati sottoposti a a tampone senza il preventivo consenso dei genitori.
Oltretutto, e sono l’unico in Italia a scriverlo, c’è il problema degli alunni stranieri.
Infatti, a causa delle convenzioni internazionali, derivanti direttamente dalla Legge dell’Ammiragliato, gli stranieri non possono essere sottoposti a un TSO senza l’assenso dei genitori dato che per loro non può esistere alcun obbligo sanitario.
I media hanno falsamente affermato che i tamponi sono stati fatti senza il consenso dei genitori perchè vogliono abilitare l’idea che ciò possa avvenire.
Mentre i giornali hanno scritto tutto e il contrario di tutto a dimostrazione che comprare quotidiani sono soldi buttati non meno di quelli per le sigarette o il “gratta e vinci”!

Rispetto alle notizie che stanno circolando in queste ore sui social e a mezzo stampa, dopo un confronto diretto con alcuni genitori dei bambini sottoposti a tampone, tengo a precisare che gli alunni della classe trattenuta hanno iniziato a tornare a casa, insieme ai genitori, intorno alle 13, mentre sin da subito sono stati informati dalla Preside del problema. Tutti i bambini hanno effettuato il tampone in presenza del genitore, seguendo il protocollo ATS. Spiace che, in un momento tanto delicato, quando per la prima volta dobbiamo affrontare una ripresa scolastica che coniughi il bisogno di tornare alla normalità, soprattutto per i nostri ragazzi, a quello di evitare il rischio di focolai, i fatti vengano distorti e manipolati. Le Istituzioni stanno lavorando e collaborando nella gestione di questa nuova fase, che vuole in primis tutelare la salute dei nostri piccoli e delle loro famiglie. Pur non avendo alcuna responsabilità, come sindaco, rispetto ai protocolli di scuola e ATS, sono stato duramente attaccato sui social e sarà mia cura valutare se ci sono gli estremi per querelare chi ha offeso e minacciato la mia persona. Un pensiero, infine, a tutte le famiglie. Purtroppo stiamo affrontando per la prima volta una nuova fase della pandemia che può creare timore e preoccupazione. Peraltro siamo una delle comunità più colpite dal coronavirus. Ricordo che Manerbio ha contato 150 morti, in soli due mesi, fra i residenti. Credo che sia ancora nella memoria di tutti noi lo sconforto, la sofferenza e la difficoltà di quei giorni degli Ospedali e della gestione delle salme. L’obiettivo è oggi più che mai quello di salvaguardare il diritto allo studio e soprattutto la salute degli studenti, degli insegnanti e del personale ATA, e di conseguenza di tutta la comunità.

Il sindaco (di Manerbio, n.d.r.) Samuele Alghisi