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5 ottobre 2020

Il piano Kalergi istituzionalizzato

L’ultima trincea del Movimento 5 Stelle è il tentativo di bloccare la reintroduzione della protezione speciale (ex protezione umanitaria) per i migranti. Il pressing pentastellato per cambiare il testo del ministro Lamorgese (che fu condiviso a fine luglio dai capidelegazione di maggioranza), è in atto da giorni, lo stesso capo politico Vito Crimi ne ha parlato sabato col premier Conte. Ma fonti di palazzo Chigi dicono che, quando stasera il consiglio dei ministri affronterà la discussione del Dl che supererà i decreti Salvini, i grillini esprimeranno le loro riserve “con un approccio dialettico ma collaborativo”, rimandando alla discussione parlamentare un eventuale aggiustamento. In altre parole, niente barricate.”Il problema – assicura il responsabile sicurezza del Pd, Carmelo Miceli – è superato. Le modifiche raccolgono le osservazioni del presidente Mattarella e della Corte Costituzionale e vanno oltre, garantendo diritti, integrazione e sicurezza”.La bozza del decreto, composto da 9 articoli, stabilisce che il divieto di transito nel mare territoriale alle navi delle Ong tornerà in capo al ministro dei Trasporti (che deciderà d’intesa con Interno e Difesa) e, per le Ong che violano il divieto di navigazione, le multe non saranno più elevate dai prefetti ma eventualmente solo dopo un processo vero e proprio per violazione dell’articolo 1102 del codice della navigazione nel quale potrà scattare anche il reato penale, con pene fino a due anni.
In ogni caso le multe non saranno più monstre – i decreti Salvini prevedevano fino a un milione di euro e il sequestro della nave –, ma potranno oscillare solo “dai 10mila a 50mila euro” e saranno limitate a quelle ong che operano senza coordinamento. Il divieto di transito nelle acque territoriali, infatti, non può essere applicato “nell’ipotesi di operazioni di soccorso immediatamente comunicate al centro di coordinamento competente per il soccorso marittimo e allo Stato di bandiera ed effettuate nel rispetto delle indicazioni delle autorità competenti”.
Punto qualificante del nuovo decreto è il nuovo “sistema di accoglienza e integrazione” che darà nuova vita alla rete SprarSiproimi e sarà strutturato su due livelli: uno per la prima accoglienza e un secondo diffuso sul territorio in piccoli centri gestiti dai Comuni ed allargati ai richiedenti asilo.
Il decreto allunga anche i termini obbligatori per il riconoscimento della cittadinanza italiana, che passano da 48 a 36 mesi. Vengono inoltre dimezzati i tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni) e, per gli aventi diritto, ridotti da 48 a 36 mesi i tempi massimi per ottenere la cittadinanza. Il nuovo decreto dà poi la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe. Su quest’ultimo punto si è pronunciata la Corte Costituzionale. Per i richiedenti asilo ci sarà anche la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità. Contro questa “controriforma” Lega e Fd’I promettono lotta dura in Parlamento.
( https://www.quotidiano.net/politica/via-i-decreti-sicurezza-ma-solo-in-parte-pressing-5-stelle-sul-pd-non-cancellate-tutto-1.5576445 )

Nel 2014, quando scrissi qui che l’operazione Mare Nostrum sarebbe servita a fare entrare milioni di africani, fui preso a insulti e improperi.
Da molti anni denuncio la pericolosità del M5S.
Ora ci siamo. Ciò che vogliono fare è di farne entrare a centinaia di migliaia l’anno, dare loro un minimo di educazione colla “prima accoglienza” e poi trattenerli in Italia colla possibilità di iscriversi all’anagrafe addirittura da clandestini (per mascherare la cosa li hanno ridenominati “richiedenti asilo”).
Addirittura, hanno abolito le bocciature nella scuola dell’obbligo per non dovere bocciare i figli degli africani. Fra 10 anni, in molti comuni anche piccoli, la maggioranza degli alunni nelle scuole non sarà di origine italiana ma nemmeno di razza bianca (°). Per cui, che senso ha parlare ancora di Italia dato che adotteranno anche la lingua inglese nell’insegnamento (già avviene progressivamente a livello universitario da anni).
Scrivo dal 2012 che l’abbaiare di Grillo sul reddito di cittadinanza era per trattenere gli immigrati.
Una volta ottenuta una forma di regolarizzazione, potranno tutti beneficiare di un sussidio mentre per gli italiani lavori malpagati, pensioni da fame e tasse alle stelle perché “ce lo chiede l’Europa”.
Ci sono famiglie immigrate, generalmente non bianche, che vivono in case popolari (diciamo 100 euro d’affitto) e percepiscono un RdC di 800 euro il mese (o più). Un operaio italiano guadagna 1300 euro il mese ma ne spende 100/150 di benzina/trasporti per recarsi sul posto di lavoro e paga un affitto di mercato di 400/500 euro per un bilocale a prezzo di mercato.
Pertanto, al senegalese, magrebino, pachistano ecc, semplificando i conti, rimangono 700 euro al mese SENZA SQUASSARSI DAL DIVANO.  Invece, l’italiano DEVE LAVORARE per 1300 euro il mese, meno 100/150 di trasporti (ma conosco chi ne spende 200), meno 400/500 euro di affitto. Calcolate voi quanto si incamera a sgobbare in questo paese!
Soros, Bergoglio, i massoni nei giornali e TV propugnano la cultura antirazzista per cui buona partye degli italiani trova giusto tutto ciò.
Era il 2005 e già profetizzavo che saremmo divenuti come il Kossovo ed è ciò che accadrà. Non si potrà dare un sussidio per decenni a dei nullafacenti, promuovendo ex lege i loro figli semplicemente perché non bianchi, senza suscitare rivolte negli italiani. O forse no.
Ogni altro discorso è relativo.

Articolo del 2 agosto 2014:
https://pianetax.wordpress.com/2014/08/02/immigrazione-la-casa-bianca-si-affida-ai-privati/

Assegnazione gratuita di terreno demaniale a immigrati:
https://pianetax.wordpress.com/2016/06/13/in-sardegna-la-cgil-vuole-sostituire-i-sardi-con-gli-immigrati/

(°) Dal punto di vista sociologico, sarebbe interessante studiare come mai in Italia, l’emancipazione femminile sia stata imperniata, su spinta evidentemente della massoneria, sulla riduzione delle nascite. In America, invece, si potrebbe dire essere avvenuto l’opposto: la donna emancipata è quella che ha la facoltà di fare molti figli.