Il pensiero unico dominante

Quando si parla di sette e contesti settari si fa il non poco comune errore di pensare che ci si riferisca esclusivamente a contesti di stampo religioso. In realtà il settarismo è presente in molti contesti ed il rischio di incappare in persone con atteggiamenti settari è sempre più elevato.

Chi conosce le principali caratteristiche che fanno di un contesto, un contesto settario non avrà difficoltà a rintracciare nel “pensiero unico dominante” una delle peculiarità in assoluto determinanti in questi contesti.

In poche parole il pensiero unico dominante è quella corrente di pensiero adottata dal contesto a cui tutti coloro che ne fanno parte devono adeguarsi, pena, l’attacco alla persona, la maldicenza, l’isolamento sociale, l’esclusione e talvolta la vera a propria morte sociale.

Il pensiero unico dominante ha la caratteristica di non venir mai generato dal basso ma dall’alto, di non essere frutto della mente di molti ma della mente di pochi, di essere povero di concetti, ripetuti all’infinito pur di renderli credibili, di essere povero di idee, da cui si tiene bene alla larga per evitare scomodi sconvolgimenti.

Il pensiero unico dominante è una sorta di magma incandescente, ovunque passa brucia ogni segno di vita intellettuale annientando lo spirito critico, caratteristica fondamentale dell’essere individui e non cloni.

Il pensiero unico dominante porta l’individuo ad accettare qualsiasi cosa pur di uniformarsi alla massa, pur di non sentirsi escluso, socialmente isolato.

E’ così che il rapporto tra individuo e massa si configura come totalmente sbilanciato a favore della seconda, completamente soggiogata dai pochi in alto produttori del pensiero unico dominante a cui fare riferimento di volta in volta.

La massa tenuta in scacco dall’ormai vecchio ma sempre efficiente strumento della paura genera nel singolo che osa pensare con la propria testa prima la frustrazione di non essere compreso, poi il senso di colpa per non essere adeguato, infine la scelta, indotta dal ricatto morale, di uniformarsi per essere parte di questo magma umano che al suo passaggio tutto brucia.

Colui che sceglierà di preservare il suo pensiero, il suo spirito critico e la sua dignità di individuo sarà destinato ad essere l’escluso, l’estraneo, il dissidente, il folle.
Sarà destinato a restare umano.

Completamente d’accordo con l’analisi di questa donna.