Prof decapitato vicino a Parigi, l’assassino era un 18enne ceceno

La sorella del padre di una studentessa ha giurato fedeltà all’Isis e per lei è scattato “un mandato di cattura”. La rivendicazione dell’attacco è stata trovata sul cellulare del killer

Prof decapitato vicino a Parigi, l'assassino era un 18enne ceceno. La zia di un'allieva era dell'Isis. Fermate altre 10 persone

L’uomo che ha decapitato il professore di storia vicino a un college a Conflans-Sainte- Honorine, periferia occidentale di Parigi, si chiamava Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov, aveva 18 anni ed era in Francia con lo status di rifugiato, nato in Russia ma di origini cecene. Ucciso dagli agenti di polizia intervenuti per fermarlo, contro i quali, ha spiegato la procura antiterrorismo, aveva fatto fuoco. Il procuratore Jean-Francois Ricard ha confermato che Anzorov “era in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato lo scorso 4 marzo” e non era noto all’intelligence.

Nel corso delle indagini scattate dopo l’orribile delitto la polizia francese ha fermato dieci persone, fra le quali anche un minore, provenienti dalla cerchia familiare dell’aggressore. In stato di fermo anche uno dei membri del consiglio degli Imam francesi, l’agitatore estremista Abdelhakim Sefrioui, che prima dell’omicidio aveva postato in Rete un video in cui denunciava il professore, praticamente additandolo ed esponendole alla vendetta.

L’agguato è partito alla fine delle lezioni, nel pomeriggio: il giovane ha decapitato il professore con un coltello gridando “Allahu Akhbar”. Dalle indagini, pare che Anzorov si aggirasse attorno alla scuola chiedendo informazioni agli studenti sul professor Paty, perché glielo indicassero. Le immagini dell’insegnante decapitato sono poi state postate sul profilo Twitter dell’aggressore con un messaggio di rivendicazione: “Allah, ho ucciso un cane dell’Inferno che ha osato infangare il tuo nome”. La polizia municipale, chiamata da alcuni testimoni, ha ucciso il diciottenne che aveva fatto fuoco sugli agenti. La procura antiterrorismo ha spiegato che il video della rivendicazione è stato recuperato nel cellulare dell’assassino.  ( https://www.repubblica.it/esteri/2020/10/17/news/professore_decapitato_vicino_parigi_fermate_4_persone_tra_cui_un_minore-270827633/ )

Il quotidiano di notizie false La Repubblica (fondata dal massone Scalfari) ci propina un’altra bufala sulla falsariga degli “attentati islamici” in Francia creati dalla CIA in collaborazione alla massoneria francese.
Il risultato di tutte queste sceneggiate è di creare col terrore un “clima di accoglienza” nei confronti dei “migranti”.
A qualcuno può sembrare di avere letto male o che io abbia scritto una cavolata.
Non è esatto in entrambe le evenienze.
Colla scusa della “lotta al terrorismo internazionale”, promulgheranno ferree leggi anticristiane e antireligiose.
A Repubblica, Corriere, Boldrini, Grillo, Conte, Saviano e compagnia cantante nulla frega di Maometto.
Come vi spiego da lustri, loro utilizzano gli islamici, che fanno entrare allettandoli in ogni modo, solo ed esclusivamente in funzione anticristiana. Il loro nemico è uno e uno solo: Il Nazareno.
Intanto, l’attore Bergoglio ha diramato una enciclica, “Tutti fratelli,” a metà fra il kafkiano e il grottesco. Un accrocchio di anatemi vetero-massonici forse scritto a Langley e tradotto in spagnolo come sono tradotti i post di Grillo, Cunial e Paragone. Finti oppositori al regime “antirazzista” europeo. È il manifesto del NWO in diretto contrasto, in pratica, con tutti i precetti cristiani. Ancora qualche cristiano lo segue, finirà con lui all’Inferno.
Infine, il prode Marcianò viene processato per avere banalmente dimostrato che la Solesin (ammesso sia mai esistita) è ancora viva. Altra farsa giudiziaria (similmente al processo contro Salvini) su ordine d’oltreoceano contro chi mette minimamente in discussione il “Washington consensus”.

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