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10 agosto 2021

Parma & la nuova Mediopadana?

30 luglio 2021 – Individuare la migliore soluzione per inserire la Città di Parma e il suo territorio nella rete dei servizi di Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria. Questo l’obiettivo del Tavolo Tecnico che è stato istituito oggi con la firma del Protocollo di Intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims), la Regione Emilia-Romagna, la Città di Parma e Rete Ferroviaria Italiana Spa (Rfi). Il Protocollo è stato firmato oggi al Mims dal Ministro Enrico Giovannini, dall’assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, su delega del Presidente Stefano Bonaccini, dal Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e dall’Amministratore delegato e Direttore generale di Rfi, Vera Fiorani.

Si è giunti alla decisione di istituire un Tavolo Tecnico considerando che Parma e il territorio limitrofo necessitano di una connessione efficace con la rete ferroviaria ad alta velocità, sia per gli aspetti demografici, sia per la presenza di un consistente tessuto produttivo, culturale e turistico, e che per la connessione sono possibili diverse soluzioni infrastrutturali e di organizzazione del servizio.

“Agevolare il collegamento della Città di Parma e del suo territorio all’alta velocità/alta capacità ferroviaria rientra nella strategia di questo Ministero che anche punta a collegare le città alle grandi direttrici dei trasporti”, ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. “Sono certo che il Tavolo, che svolgerà analisi approfondite sul territorio, valuterà tutti gli aspetti utili per adottare la soluzione più efficace ed efficiente per Parma e l’intera Regione Emilia-Romagna”.

Il Tavolo Tecnico, che si riunirà con cadenza almeno bimestrale e concluderà i lavori entro 12 mesi, dovrà prendere in considerazione le diverse ipotesi per collegare la città di Parma all’Alta velocità ferroviaria, la realizzazione di una nuova stazione dedicata sulla linea Milano-Bologna e soluzioni infrastrutturali e di organizzazione di servizi di tipo diverso. In particolare, il Tavolo avrà il compito di identificare le possibili soluzioni tecnicamente efficaci e realizzabili anche effettuando analisi territoriali sugli aspetti trasportistici, sociali ed economici, produrre l’ordine di grandezza dell’impatto economico e i tempi necessari a realizzare le soluzioni ritenute più percorribili.

Nel corso dell’incontro di questa mattina è stato firmato anche il protocollo d’intesa tra Ministero, Regione e Rfi per lo studio di fattibilità del potenziamento della linea ferroviaria Castel Bolognese-Ravenna. Gli interventi che verranno valutati riguardano l’eliminazione dei passaggi a livello e la loro sostituzione con altre opere (sottovia, cavalcavia) per migliorare la puntualità del servizio ferroviario e la sicurezza delle persone. E’ prevista anche la valutazione di altri interventi, tra cui i sottopassi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la velocizzazione della linea e il ripristino del quinto binario alla stazione di Castel Bolognese per consentire l’interscambio tra i servizi per Ravenna e quelli per Rimini. ( https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/alta-velocita-tavolo-tecnico-collegamento-parma )

Errare umano, perseverare è diabolico ammonisce sant’Agostino. Dunque a Parma si progetta oggi ciò che da sempre si doveva fare: la fermata Mediopadana sulla TAV Milano – Bologna dato che è la città a metà fra il capoluogo felsineo e quello meneghino.
Invece, si optò per l’assurdissima Mediopadana fuori Reggio Emilia, in mezzo al nulla. Archetipo padano di una cattedrale nel deserto come la definirebbe don Luigi Sturzo.
Ora, perché la Mediopadana è stato un grossolano errore (oltre che uno spreco di suolo agricolo)?
Evidentemente, bisogna mettersi nei panni del turista giapponese o della turista americana. A loro sembra normale, che un treno AV fermi nella stessa stazione, sui binari accanto,ai treni regionali/locali che portano alle località minori. Tuttalpiù, appena fuori o sotto la stazione ferroviaria partono i bus urbani o extraurbani per altre destinazioni locali.
A me, è capitato di tornare da Roma via Parma. Di certo, mi sono guardato bene dallo scendere alla Mediopadana. Sono sceso a Bologna e ho preso l’interregionale per Milano che mi ha portato in centro a Parma. Altrimenti dalla stazione AV di Reggio, avrei avuto un pullman dal lento incedere nel traffico sulla via Emilia o sulla A1 fino a Parma.
Questo è un ragionamento che, a quanto pare, sfugge ai grandi “trasportisti” di sti kazzi che progettano anche a Parma una stazione avulsa dal contesto, distante dal centro.
Qui a Brescia, inavvertitamente o meno, tale errore non è stato commesso. Si scende dal trenino locale e il Frecciarossa o Italo fermano li, qualche binario più in la.
La gente vuole COMODITÀ e SEMPLICITÀ, non vuole uscire dalla stazione, specie di questi tempi difficili. Scommetterei una discreta sommetta, che da Bologna in centro a Reggio si arriva prima coll’interregionale (pure con fermata a Modena) che con un treno AV in Mediopadana e poi salire coi bagagli sul bus o trenino, in aggiunta, il tempo di percorrenza fino in centro.
A Milano, il Malpensa Express ha cominciato a ingranare solo da quando parte e arriva in Milano Centrale che è la stazione hub della città.
Mi auguro che a Parma, quantomeno, questi trogloditi lo capiscano: i treni AV devono arrivare in centro cioè fermare alla Stazione, non in campagna oltre la tangenziale distante dal al cuore cittadino, cioè piazza Garibaldi e via d’Azeglio.

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