Archive for novembre 10th, 2021

10 novembre 2021

Crolla la vendita di alberi di Natale

L’appello di Coldiretti: “Acquistate abeti veri”

“In maniera impropria continuano a chiamare l’albero finto ecologico, quando è esattamente l’opposto”, aggiunge poi Betti. E in effetti guardando i numeri forniti da Coldiretti, di sostenibile non c’è nulla. “Gli alberi di Natale in plastica sono prodotti all’estero, vengono trasportati attraverso i continenti nel nostro Paese. Per produrre un chilo di plastica si consumano 2 kg di petrolio e la relativa combustione  comporta l’emissione in atmosfera di 2-3 kg di CO2.  Considerando che il peso di un albero di plastica medio è 10 kg, il consumo di petrolio per la produzione è di 20 kg, con relative emissioni in atmosfera di CO2 pari a 40-60 kg. Moltiplicando per il numero di alberi di plastica venduti ogni anno – circa mezzo milione –  l’impatto è evidente. Relazione invertita per l’abete: ogni albero toglie dall’atmosfera 47 kg di CO2 e un ettaro produce ossigeno per 45 persone. ( https://www.intoscana.it/it/articolo/crolla-la-vendita-di-alberi-di-natale-lappello-di-coldiretti-acquistate-abeti-veri/ )

Most Realistic Artificial Christmas Trees | Balsam Hill
Albero di Natale artificiale realistico.

Non sono d’accordo col tenore dell’articolo. Che significa utilizzare “alberi veri”? E poi che fine fanno?
Ricordo un compagno di università che aveva una casa in montagna. A gennaio, prestava attenzione ai cassonetti dell’immondizia girando per Brescia. Talora vi trovava un albero di Natale buttato via. Lo prendeva su e se lo piantava nel suo terreno montano attorno casa. Sebbene pochi attecchissero, in pochi anni si era fatto un bosco di abeti veri gratuitamente.
Io non sono d’accordo nell’utilizzare alberi di Natale veri che soffrono per niente e poi vengono buttati morendo senza radici.
Piuttosto un bell’albero di Natale artificiale (vedi foto) simile a uno vero da utilizzare di anno in anno.
Mi dispiace per gli operatori del settore ma la mattanza degli alberi di Natale vivi va fermata.
Per quanto mi riguarda, io faccio il presepe soltanto.

10 novembre 2021

La carestia ineluttabile

(Di martedì 9 novembre 2021) Dopo l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili, dei minerali e della logistica, dopo la carestia di microchip, ecco che si profila l’ultimo tassello di una crisi che ha sicuramente a che fare con la pandemia, ma che è figlia, forse in parti uguali, anche del cambiamento climatico: il grano ha raggiunto sul mercato di Parigi il prezzo massimo storico, su quello di Chicago il massimo dal 2012. Il grano tenero, che un anno fa costava 213 dollari USA alla tonnellata, attualmente ne vale 283; il grano duro, che si usa per la pasta, ha toccato i 550 euro sulle borse europee. In Italia l’aumento del costo grano duro in un mese è stato dell’80%, del 135% se parametrato ai valori medi degli ultimi cinque anni. Nel caso del grano duro, l’impennata è stata provocata non soltanto dall’aumento dei prezzi di combustibili, fertilizzanti, trasporti e logistica, come nel caso del …( https://www.zazoom.it/2021-11-09/la-carestia-ineluttabile/9793921/ )

Mangeremo auto elettriche. Lo scrivo dal 2010 che la situazione sarebbe continuamente peggiorata. Per questo, hanno inventato il reddito di cittadinanza, per tamponare il collasso economico causato dall’Unione Europea. Esattamente ciò che avvenne al Meridione dopo l’unità d’Italia.
Come disse il massone Tremonti 15 anni fa, “il superfluo costa più del necessario”. Ora, la Storia ha corretto se stessa, il necessario costa più del superfluo.
Che cosa fare?
Per chi può disporre di un fazzoletto di terra, è indispensabile imparare a coltivare e auto-produrre il cibo che si consuma. Già allora scrissi un pamphlet sulla coltivazione biologica degli alberi da frutta intitolato IL FRUTTETO DELL’EDEN disponibile gratuitamente in formato PDF su Lulu.com: