Archive for gennaio 24th, 2022

24 gennaio 2022

L’eruzione del Hunga Tonga è artificiale?

Hunga Tonga Island Obliterated – NASA Satellites Capture Massive Blast
Immaginare “satellitare” perfettamente centrata. Il satellite transitava sopra il vulcano nel momento esatto dell’esplosione.

È strano, prima un’esplosione nera che sembra fatta con la dinamite. Di questa, c’è la ripresa integrale come se fosse attesa. La seconda mega esplosione grigia, invece, è stata innescata dalla prima ma non era atteso il momento per cui non c’è la prova visiva, se non quando l’eruzione era in corso.
Hanno tagliato il cavo sottomarino che porta internet alle Tonga per evitare la fuoriuscita di notizie atte a smascherare il complotto. Dicono che l’interruzione è stata causata dall’eruzione. Ma il cavo sottomarino si trova sul fondo del mare e lontano dall’epicentro del fenomeno vulcanico. Alcuni testimoni hanno detto di avere udito una bomba esplodere.
Il tutto era atto a diramare immagini satellitari, ovviamente fasulle, atte a comprovare la sfericità terrestre e l’esistenza dei satelliti artificiali. Dell’evento, ci sono praticamente solo immagini “satellitari” che da terra! Come se i “satelliti” fosse in attesa!
Infine, hanno detto che la connessione internet via satellite non funziona perché ci sarebbe troppa cenere vulcanica sospesa nei vari strati atmosferici.

Il vulcano, secondo gli esperti, non eruttava da 4000 o 6000 anni cioè non si sa. Sotto, un film dove si vede un’esplosione nera, logicamente artificiale, uguale alla prima del Hunga Tonga.
Infine, a me ritorna in mente che il Vesuvio ha eruttato l’ultima volta nel 1943 dopo 3 secoli, guarda caso quando Napoli era occupata dai militari americani. Che coincidenza.
L’evento di Beirut, in Libano, dell’agosto 2019, sta a dimostrare che spaventose esplosioni simil-atomiche possono essere create artificialmente.

24 gennaio 2022

Conseguenze del piano Kalergi

Schianto a Rezzato, nessuno dei giovani aveva la patente

Una scena terribile. L’auto sulla quale viaggiavano i cinque giovani - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Doveva essere l’ultima tappa di una lunga giornata in compagnia. Il viaggio in auto dalla Valsabbia a Brescia si è trasformato invece nell’ultimo atto della vita di cinque giovanissimi. Tutti amici, nella stessa compagnia, tutti morti nello stesso terribile schianto.
I ragazzi – che sono morti sabato sera poco dopo le 22 a bordo di una Volkswagen Polo che si è scontrata frontalmente contro un pullman, lungo la 45bis all’altezza di Rezzato – avevano trascorso il pomeriggio insieme per uno spiedo di gruppo a Sabbio Chiese. Come raccontano alcuni coetanei, avevano poi concordato un passaggio in un supermercato a Raffa di Puegnago e infine la corsa verso la città, con l’intenzione di incontrare altri amici nella zona della Stazione. Dove però il 19enne Dennis Guerra, e i 20enni Imad El Harram e Imad Natiq, il 22enne Salah Natiq cugino di primo grado di Imad, e Irene Sala, di soli 17 anni, non sono mai arrivati. ( https://www.giornaledibrescia.it/valsabbia/schianto-a-rezzato-nessuno-dei-giovani-aveva-la-patente-1.3664394)
( https://www.giornaledibrescia.it/valsabbia/schianto-a-rezzato-nessuno-dei-giovani-aveva-la-patente-1.3664394 )

Bisogna bene andare a fondo di questi fatti tragici.
Il primo aspetto da considerare è che alle automobili viene consentito di andare più forte del limite di velocità il che è pazzesco, se ci pensiamo. Dovrebbe esistere un limitatore “intelligente”, collegato col navigatore, che impedisca di superare il limite di velocità previsto per ogni singolo tratto di strada.
Ma poi c’è il fatto della società multirazziale.
Subito il Giornale di Brescia puntualizza che i ragazzi italiani e magrebini erano amici e facevano parte della stessa compagnia. W l’Integrazione! Ma a quale prezzo?
Ciò che non spiega il quotidiano è che certe etnie, specie nordafricani, albanesi, pakistani e indiani, sono restii per evidente “differenza mentale” nello studio e neanche riescono a conseguire la patente. La “tolleranza” e il “buonismo” impostaci dagli agenti USA quali Veltroni e Napolitano (premiato con la presidenza della repubblica, 2 volte!) fanno il resto.
Gli immigrati non bianchi, in particolare se islamici, in Italia sono come le vacche sacre in India. Sono degli “intoccabili”.
Con la scuola dell’obbligo il problema dei “migranti” è stato banalmente risolto abolendo le bocciature, con grande gioia degli antirazzisti. Così, abbiamo giovani stranieri che a 16 anni, al termine della scuola dell’obbligo, non sanno l’italiano, ne bene la loro lingua madre, manco parlano il dialetto per non passare per “filo-leghisti ignoranti”. Però, sanno usare lo smartphone. Perfetti prototipi per il consumismo di Amazon e per il lavaggio del cervello di Hollywood. Oltretutto, adesso hanno a disposizione quella miniera d’oro chiamata reddito di cittadinanza, istituito apposta per facilitare la creazione della società multirazziale americanizzata.
Viceversa, le normative europee hanno reso più duro il percorso per conseguire la patente di guida. Tanti stranieri (e italiani) ci rinunciano e certi giovani che si ritengono molto “furbi” scorrazzano in macchina senza titolo con relative conseguenze.

AGGIORNAMENTO L’AMICO: «ERO CERTO CHE AVESSE LA PATENTE»
«Ero certo – ha risposto – che avesse la patente, mi aveva detto che l’aveva presa». Una risposta che è stata quindi chiarita con altre dichiarazioni: «Non potevo immaginare il contrario, anche alla luce del fatto che io e gli amici gli avevamo prestato l’auto più volte». E ancora: «Da oltre un anno lo vedevo guidare in paese». Una deposizione importante con elementi che vanno nella direzione di una certezza del giovane d’aver agito in buonafede. Un gesto in ogni caso, quello dell’auto prestata che gli rimarrà dentro per sempre, pur non potendo minimamente immaginare quando l’ha compiuto, quello che sarebbe successo. Non è indagato. ( https://www.bresciaoggi.it/oltre-brescia/italia/parla-l-automobilista-andavo-a-70-all-ora-mi-hanno-fatto-i-fari-subito-dopo-il-botto-1.9147674 )

Qui emerge il vero responsabile della strage: lo stato italiano su ordine di Soros. Le autorità locali dovevano sapere che il ragazzo guidava senza patente. Ormai i comuni bresciani sono pieni di telecamere ovunque e i database della PA e della polizia locale possono benissimo incrociare dati istantaneamente. Però le “vacche sacre” non si devono fermare… e poi bisogna incrementare il traffico per giustificare altri appalti per altre inutili strade.