Archive for Maggio 2nd, 2022

2 Maggio 2022

San Giovanni apostolo è ancora vivo?

Vangelo di san Giovanni capitolo 21, versetti 20-23 nella bibbia Diodati del 1607.

Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?». [Vangelo di Giovanni, cap. 21:20-23]

Quante volte ci siamo domandati che fine abbia fatto il discepolo prediletto di Cristo, ovvero san Giovanni l’Evangelista? E’ morto seguendo il corso naturale della natura umana presente, oppure ha subìto una sorte speciale? 

La prima menzione di un destino particolare per san Giovanni il Teologo è menzionata nell’apocrifo Atti di Giovanni [1] i quali affermano che l’Apostolo Giovanni morì, ma la tomba fu trovata vuota, e quindi si assume che fu assunto in Cielo: il parallelo con la Madre di Dio è evidente. Negli Atti è specificato che i discepoli di Giovanni “non trovarono niente se non i suoi sandali” nel luogo dove lo avevano lasciato il giorno precedente, nel quale il santo apostolo aveva pregato Dio di prenderlo con sé. A Efeso, luogo del suo sepolcro, si sono sempre celebrate le liturgie sopra la sua tomba. Il giorno 8 maggio si commemora un miracolo accaduto proprio al suo sepolcro, dal quale uscì una sorta di polvere (chiamata “manna” dai fruitori del miracolo) che si depositava sui fedeli. Circa verso l’anno Mille, il miracolo ha smesso di manifestarsi.

Affresco dell’Assunzione al Cielo di Giovanni il Teologo, al monastero della Sacrissima Vergine Mavriotissa a Kastoria (Grecia).

Al quinto Idiomelo del Mineo, per la festa di san Giovanni il Teologo, si canta: 

Trasferito dalla Terra (methistamenon) [in Cielo] senza ritirarsi (afistamenon) da questa, vivi e aspetti la seconda Venuta del Maestro

Inoltre, fra i vari Canoni poetici al santo, un Canone scritto da un tale Giuseppe cita il fatto che Giovanni “è stato portato via” dalla Terra e ora “si trova in Paradiso” (en ouranois genomenos). Fra gli autori antichi, menzioniamo Policrate di Efeso (+196), ripreso da Eusebio di Cesarea nel suo Storia Ecclesiastica, il quale afferma: 

Grandi luminari della Fede dormono in Efeso, e questi risorgeranno nel giorno della Parusia del Signore… come Giovanni, colui che poggiò la testa al petto del Signore: anche lui dorme in Efeso. [2]

Come sappiamo, “dormire” nella poetica cristiana significa essere morto. Fra le note dei nuovi Minei, difatti, compare questa nota alla parola metastasi (“Assunzione”), riferita a san Giovanni il Teologo: 

Sarebbe più corretto cantare la parola Komisis (Dormizione) in luogo di Metastasi (Assunzione), perché il Teologo non fu tradotto al Cielo, bensì si addormentò. [3]

Sant’Ippolito di Roma (+236) nel suo Racconto dei Dodici Apostoli, così si esprime su san Giovanni Apostolo: 

Giovanni, il fratello di Giacomo, visse e predicò nell’Asia Minore, venne ad Efeso e qui si addormentò nei tempi di Traiano. Gli abitanti cercarono il suo cadavere, ma non lo trovarono. [4]

Nella Legenda Aurea, composta nel XIII secolo in ambiente latino (ma tratta solo di santi pre-scisma), invece, si dice chiaramente che san Giovanni fu rapito al Cielo circondato dalla Gloria divina e dalle energie increate, e al suo posto rimase la “manna”. 

—————————————–

NOTE

1) M. B. Riddle, Acts of st. John the Evangelist, in Ante-Nicene Fathers, libro VIII, pp. 560-64.

2) Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, 3.31.3 (M.20.280B)

3) Mineo, Santa Sofia Edizioni, pag. 191 (inglese-greco). 

4) M. B. Riddle, Ante-Nicene Fathers libro V, p. 255 ( http://luceortodossamarcomannino.blogspot.com/2017/11/la-fine-di-san-giovanni-evangelista.html )

Mi ha intrigato parecchio una risposta di don Minutella su san Giovanni: del discepolo non si conosce la tomba, a differenza degli altri, e potrebbe essere ancora vivo per desiderio di Gesù. Alla luce della scoperta che il Messia è vissuto mille anni fa, l’ipotesi assume un aspetto intrigante, lo ripeto.
E dove potrebbe dimorare san Giovanni, certamente in abiti di foggia come ai tempi, in attesa del ritorno del suo Signore?
In un posto di monaci isolato dal mondo in cui il tempo non passa mai.
Il monte Athos è una montagna e una penisola in Macedonia, nella Grecia settentrionale, chiamata in greco Ἅγιον Ὄρος (“Santa Montagna”). La penisola, la più orientale delle tre “dita” della Calcidica, si sporge nel mar Egeo per circa 60 km, con una larghezza tra i 7 e i 12 km, e copre un’area di circa 390 km²; la montagna dell’Athos propriamente detta culmina a sud in una vetta alta 2.033 metri. L’Athos costituisce un’unità amministrativa autonoma sotto la sovranità dello stato greco. Vi si accede, solo dal mare, grazie a un permesso di soggiorno, il diamonitirion, attualmente rilasciato da un ufficio speciale a Salonicco (c’è un numero fisso ogni giorno per gli ortodossi e uno per i non ortodossi. E, secondo un’antica tradizione risalente all’epoca bizantina, non è consentito l’accesso alle donne).
Uno di quegli anziani monaci dalla lunga barba bianca è san Giovanni l’evangelista in incognito? I patriarchi biblici campavano secoli, prima del Diluvio. Alcuni superavano i 900 anni di età, Giovanni sarebbe di una decina d’anni più giovane del Cristo, oggi avrebbe circa mille anni.
Perché esiste una comunità del monachesimo greco ortodosso così riservata?
Forse per celare qualcosa o qualcuno?