Canali di Marte

Giovanni Virginio Schiaparelli fu un astronomo piemontese vissuto nell’’Ottocento. Fu anche uno storico della scienza, membro dell’Accademia dei Lincei e senatore del Regno d’Italia. Lavorò per quarant’anni presso l’Osservatorio di Brera a Milano che lo ebbe come vulcanico direttore.

Giovanni Virginio Schiaparelli (1835 - 1910)

Egli è noto per i suoi studi sul pianeta Marte in particolare svolti durante la “grande opposizione” del 1877.
Marte dista mediamente da noi circa 99 milioni di km ma durante queste “grandi opposizioni” si avvicina “terribilmente”! Fino a meno di 56 milioni di km (“solo” 55,8 milioni di km nel recente 2003).
Durante  la “grande opposizione” del 1877 Schiaparelli fece delle osservazioni sorprendenti sul pianeta rosso. Osservò dei mari e dei  continenti ma in particolare una fitta  rete di canali lineari che furono interpretati come opere “artificiali”. La sua scopata fu confermata da altri ma subito nacque anche il presunto equivoco, probabilmente predisposto ad arte, sul  significato della parola  “canale” in riferimento alla loro genesi. Il suo lavoro ispirò La guerra dei mondi di H. G. Wells.
Crescono di giorno in giorno, grazie alle immagini inviate dalle sonde,  le evidenze di strutture e costruzioni artificiali localizzate sul pianeta  Marte.
In particolare dei canali o meglio tunnel translucidi che sembrano adagiarsi  in canyon o fratture della crosta marziana. Talvolta semisepolti dalle frequenti tempeste di sabbia.
In qualche caso appaiono interrotti da crolli. Sorretti da formazioni ad anelli trasversali disposti a distanza prefissata per sorreggerne la struttura.

Quancuno suggerisce che queste strutture servano o siano servite trasportare un liquido  verso bacini a cielo aperto che raccolgono della sostanza allo stato liquido.  Schiaparelli sostenne nel  libro La vita sul pianeta Marte che, data l’assenza di piogge, questo è il modo per distribuire grandi quantità di liquido sul pianeta.

Che cosa sono?
Vestigia di antiche civiltà? Bizzarrie della geologia extraterrestre? Tracce di vita fossile?
O cos’altro? Immagini ripresa dalla MOC (Mars Orbiting Camera) a bordo del MGS (Mars Global Surveyor) mostrano oggetti ancora più stravaganti. Impressionante il “duomo” cioè una costruzione che sembra una sfera di circa 300 metri di diametro dentro un cratere. Questo “oggetto” assomiglia a tutto fuorché  a una formazione “naturale”.

Una ricostruzione tridimensionale dell’immagine conferma l’impressione di artificialità di un edificio  geodesico.

Chi può dimostrare la reale natura di queste formazioni marziane che appaiono in fotografie regolarmente reperibili sui siti NASA?
Perchénon se ne discute apertamente nella comunità scientifica?

Di Virginio Schiaparelli si parla nel mio ultimo libro: CALEIDOSCOPIO MARTE.