Archive for ‘Contraddizione in termini’

19 aprile 2017

Gomitolo molto improbabile

Orbite Cassini animazione

Ricostruzione artistica digitale di tutte le orbite seguite dalla sonda Cassini attorno a Saturno. Va dal 2004 al 2017 ed l’animazione è stata affettuosamente chiamata “Ball of yarn” (“Gomitolo”) dai pianificatori della missione.
Il pianeta Saturno dista oltre un miliardo di km da noi. C’è da chiedersi come sia stato possibile seguire con tale precisione le tracce di una sonda lunga pochi metri. Con quale energia un oggetto così minuto può emettere un segnale radio abbastanza robusto da potere essere ricevuto sulla Terra?

9 gennaio 2017

Hubble e le Voyager uniscono le forze

Mentre le Voyager proseguono il loro incredibile viaggio, iniziato quarant’anni fa, oltre il Sistema Solare, il telescopio spaziale Hubble mappa la strada che le sonde si troveranno davanti. I dati delle due missioni stanno fornendo indizi su come il Sole viaggia attraverso lo spazio interstellare.
“Questa è una grande opportunità per confrontare i dati delle misure in situ delle Voyager con quelli di Hubble”, ha detto Seth Redfield della Wesleyan University di Middletown (Connecticut), a capo della ricerca.
“Le Voyager stanno campionando piccole regioni dello spazio mentre viaggiano ma non abbiamo idea se le caratteristiche di queste aree sono tipiche o rare. Hubble ci fornisce una visione d’insieme e contestualizza i dati delle Voyager”.
Gli astronomi sperano che le osservazioni del telescopio spaziale aiutino a caratterizzare le proprietà fisiche del mezzo interstellare locale.
Le due sonde veterane dello spazio stanno ora attraversando il bordo più esterno dell’eliosfera, cioè si trovano al confine del dominio solare.
La Voyager 1 è in testa, per così dire, ed ha iniziato ad assaggiare lo spazio interstellare, la regione tra le stelle piena di gas, polvere e materiale espulso durante gli eventi catastrofici. La navicella si trova a più di 20 miliardi di chilometri dalla Terra ed è di fatto l’oggetto più lontano costruito dall’uomo. Tra 40.000 anni circa, quando ormai non sarà più operativa, passerà a 1,6 anni luce della stella Gliese 445 nella costellazione Giraffa.
La gemella Voyager 2, invece, si trova a 17 miliardi di chilometri dalla Terra. Punta in direzione della stella Ross 248 nella costellazione di Andromeda dalla quale passerà a 1,7 anni luce sempre tra 40.000 anni circa e tra 296.000 anni raggiungerà Sirio, la stella più brillante dei nostri cieli.
Per i prossimi 10 anni le sonde misureranno il mezzo interstellare, i campi magnetici ed i raggi cosmici.
Hubble ha scoperto che la Voyager 2 finirà fuori dalla nube interstellare che circonda il Sistema Solare in un paio di migliaia di anni. In base a questi dati, gli astronomi prevedono che il veicolo spaziale trascorrerà 90.000 anni in una seconda nuvola per passare poi in una terza. Le informazioni che la sonda potrebbe raccogliere sarebbero estremamente utili e rivelare variazioni negli elementi chimici ed origini diverse. ( http://aliveuniverse.today )

Il sito AliveUniverse, evidentemente dedito alla disinformazione globale, dirama notizie allucinanti come questa. Le sondo Voyager, lanciate negli anni ’70,  sarebbero ancora operative e si troverebbero miliardi di chilometri lontane da noi Come raggiungono la Terra coi loro segnali? Con quale potenza trasmettono? Su quali frequenze? Se consideriamo che perfino i satelliti televisivi geostazionari in orbita equatoriale a 36.000 km non dispongono di energia sufficiente a raggiungere le cosiddette parabole satellitari. I numero citati nell’articolo sono mera invenzione, si tratta di un romanzo di fantascienza.

Hubble e le Voyager uniscono le forze

7 gennaio 2017

Mi sono perso qualcosa? Gli stivali di Neil Armstrong

Le suole degli stivali della tuta spaziale di Neil Armstrong indossati sulla Luna e, sotto, le famose impronte lasciate sul suolo selenico da egli stesso.

26 dicembre 2016

Barbro Karlen è figlia naturale di Anna Frank?

Anne Frank Barbro KarlenSono note le polemiche che ruotano attorno all’Olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Negare l’esistenza dei campi di concentramento è illogico, per il semplice fatto che molti esistono ancora trasformati in museo a futura memoria.
Un discorso diverso si applica al “numero” e a “chi” venne fisicamente eliminato la denrto. Probabilmente più zingari, handicappati e omosessuali che ebrei delle élite. Forse giudei appartenenti a qualche tribù “sfigata”.
In Svezia e nel mondo è nota una scrittrice di nome Barbro Karlen la quale afferma senza esitazione di essere la reincarnazione di Anna Frank. La ragazzina a tutti nota come morta in un’epidemia di tifo nel campo di Bergen Belsen assieme alla sorella Margot nella primavera del ’45, a poche settimane dalla liberazione da parte di truppe britanniche.
La Kerlen insiste talmente sulla somiglianza fisica con la Frank da farmi sospettare che ella sia in effetti figlia naturale di Anna Frank, scampata allo sterminio e rifugiatasi nella non lontana Svezia. La Scandinavia era, al pari di Olanda e Svizzera, meta degli ebrei che cercavano scampo dal nazismo dilagante nell’Europa continentale.
Otto Frank, padre di Anna, peccò d’ingenuità credendo che Adolf Hitler avrebbe rispettato la neutralità dell’Olanda. Dovette decidere di nascondersi ad Amsterdam con la famiglia e altri ebrei le cui vicende in cattività sono raccontate nel celeberrimo Diario.

Anna Frank, Francine Prose

La scrittrice statunitense Francine Prose che taluni indicano essere in realtà Anna Frank. Lei pure ha una strana connessione con la autrice del famoso Diario.

La Karken afferma di avere provato una emozione fortissima tornando ad Amsterdam a visitare la casa, divenuta museo, dove Anna visse in segregazione. Però non sappiamo se si sia mai recata ne luogo dove nella sua vita precedente sarebbe morta. Del resto, i cadaveri delle sorelle Frank non furono mai identificati. Anche gli altri superstiti coinvolti nella vicenda, a partire da Miep Gies, non parlano mai dei campi di detenzione e della morte di Anna ma solo delle vicende prima della cattura ad Amsterdam.
Possiamo ipotizzare che Otto Frank, ritrovate moglie e figlie nel marasma generale, le abbia spedite in Svezia facendole credere morte nel timore di un ritorno del Nazismo. Poi Anna, all’età di 25 anni, sposata ad un uomo di cognome Karlen, diede alla luce Barbro nel 1954.
Poco più che ventenne, la Karlen aveva già pubblicato una decina di libri nello stile della Frank. Forse scritti da Anna sua madre (della quale non sono riuscito a reperire note biografiche o fotografie). Onde sfruttare il nome “Anna Frank”, dato lo strepitoso e imprevisto successo del diario, uscito nel 1947, hanno escogitato la storiella della “reincarnazione” per “resuscitarla”. Viene riportato che Otto, a capo delle associazioni in ricordo della figlia, abbia palesemente istruito gli addetti alla fondazione di ignorare chiunque millantasse di essere Anna rediviva.
Sorprendentemente, in letteratura, le due donne sono spesso accostate. Come se uno che assomigliasse a Twain, adducendo di essere la reincarnazione dell’ideatore di Tom Sawyer, debba essere considerato attendibile. In alcuni libri della scrittrice svedese, vi sono chiari elementi biografici e ricordi attribuibili ad Anna Frank e quasi nessuno li mette in discussione come trattarsi di indicazioni autentiche. La figlia è impiegata nel ruolo di scrittrice ombra dalla madre?
Ritenete che la mia una teoria blasfema e inverosimile? Può darsi. A mio parere, però pensare che esista una reincarnazione di una vittima dell’Olocausto con una stretta somiglianza fisica e nel modo di scrivere è blasfemo.
In ogni caso, mi piacerebbe vedere qualche fotografia della mamma di Barbro Kerlen. Voi no?
Ma forse è solo una speranza che ciò che è successo non fosse mai successo.

Libro Anna Frank Barbro Karlen

Barbro ha gli stessi occhi di Anna, forse perché è sua figlia?

13 novembre 2016

Mount Rainier: il vulcano che proietta l’ombra sul cielo

di Francesca Mancuso.
Un ombra scura sale dietro la Montagna americana per eccellenza. Un alone grigio molto strano, che sale dal basso verso l’alto, al contrario rispetto a quanto siamo abituati a vedere. Siamo a due passi da Seattle, dove sorge un particolare vulcano dormiente, il Monte Rainer. Quest’ultimo è famoso per lo spettacolo insolito che regala ogni anno tra l’autunno e l’inverno: la sua ombra proiettata sulle nuvole.

Adesso, e non in altri periodi dell’anno. Perché? Il sole, durante tali stagioni sorge più a sud rispetto al monte, apparendo proprio dietro al picco montuoso. Il risultato è la suggestiva ombra creata dai raggi solari che trovano il naturale ostacolo. Un’ombra, dunque, che punta dal basso verso l’alto e che si proietta sulle nubi di passaggio.
Ciò rende ancora più speciale la Montagna, com’è definito dagli americani il loro Mount Rainier. Tale massiccio vulcanico, che si trova nello stato di Washington, è alto 4.392 metri e nei dintorni non ha uguali. Non ci sono altri vulcani di pari altezza, per questo il Monte Rainer è considerato la montagna più importante in tutti gli Stati Uniti.
Quando appare l’ombra? Sono le giornate nuvolose quelle in cui è possibile ammirare lo spettacolo della lunga fascia scura che solca il cielo. In quei giorni, le nubi a destra della montagna possono essere baciate dall’ombra del vulcano. ( http://www.nextme.it/ )
Come è possibile tale evenienza? Il Sole dovrebbe essere talmente basso da ubicarsi sotto le nuvole? Una fonte di luce immensa, distante 150 milioni di km, come riesce a proiettare un’ombra così definita? Inoltre, se la Terra è curva, come può la luce illuminare la montagna?

Monte reiner ombra

6 novembre 2016

Crozza e il primo sbarco sulla Luna: ”Nel 1969 non c’era neanche il fax”

Per chi intendesse approfondire l’argomento dei falsi sbarchi lunari, in italiano esistono solo tre libri: il primo è il noto Non siamo mai andati sulla Luna di Bill Kaysing, peraltro introvabile. In realtà, si trova usato ma al quadruplo (se va bene) del prezzo di copertina.
Gli altri due sono stati scritti da me: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST e LA LUNA DI CARTA.

Crozza Luna

24 ottobre 2016

Prova che i satelliti TV sono una beffa

Mi sono bastati un paio di minuti di ricerca stamani per trovare ciò che andavo cercando: la testimonianza di uno smanettone che riesce a prendere più satelliti con la stessa parabola per la ricezione diretta, senza manco doverla orientare:

Ricezione di più satelliti,senza spostare la parabola

Ciao ragazzi.
di sat non ne capisco molto.
ho orientato ad occhio (ed orecchio) la mia parabola su hotbird.
riesco a ricevere circa 600 canali.(qualità 60% livello 95%)
però ho visto che selezionando altri satelliti,riesco a ricevere anche altri canali,una cinquantina su astra,altri su eurobird,atlantic..Eutelsat..Intelsat..Amos..etc.. etc…
è normale?
uso un solo lnb e
uso uno zapper sat telesystem

Notare la reazione immediata dell'”esperto”:

No, con la parabola puntata su HotBird, ricevi solo HotBird. E’ un errore tipico dei meno esperti.
Se ti entrano canali anche selezionando altri satelliti è solo perchè per coincidenza hanno la stessa frequenza, ma sono tutti su HotBird.
Per ricevere altri satelliti devi puntare la parabola verso questi.

Guarda qui le tabelle delle frequenze: http://www.lyngsat.com/europe.html

La susseguente replica ingenua dello smanettone satellitare:

non ho capito quindi come mai nel mio caso,riesco a vedere altri canali sugli altri satelliti?

(Seguite la discussione qui: http://www.digital-forum.it/showthread.php?150633-Ricezione-di-pi%F9-satelliti-senza-spostare-la-parabola )

Se qualche visitatore conosce esempi e casi del genere, me li segnali cortesemente via email (il mio indirizzo si trova sul lato destro)

21 ottobre 2016

Dove puntano veramente le parabole satellitari?

Un video che metto sotto mi sprona a tornare sulla questione dell’esistenza o meno dei satelliti geostazionari ossia fermi rispetto alla superficie terrestre. Essendo molto distanti (quasi 36.000 km), le parabile riceventi dovrebbero essere orientate verso il cielo. Ho semplicemente cercato in rete immagini per “parabole Milano” ed è uscito un articolo globalista dal Corriere della Sera sul fatto che le mogli degli immigrati si isolano guardando la TV del loro paese. L’immagine a corredo mostra diverse parabole per la ricezione televisiva diretta nella città meneghina, nessuna delle quali è puntata verso l’alto. Da dove proviene in realtà il segnale “satellitare”?
Probabilmente da impianti che emulano i segnali satellitari. Essi sono verosimilmente controllati da misteriose  organizzazioni “provider” per le emittenti nazionali e locali che desiderano “andare sul satellite”.

https://i1.wp.com/lacittanuova.milano.corriere.it/files/2012/03/parabole-500x333.jpg

17 ottobre 2016

I Satelliti TV non esistono: la conferma

Questo signore, che ringrazio per il video di risposta, tenta di smontare la teoria seconda la quale i satelliti della TV a diffusione diretta sono inesistenti. Ma è una completa catastrofe.

  1. Le parabole satellitari, in ispecie nei paesi non allineati e poco infra strutturati, puntano immancabilmente verso l’orizzonte, non verso il cielo.
  2. L’orbita geostazionaria si trova a 36.000 km d’altezza circa. Una quota diversa, da lui indicata, non consentirebbe di completare l’orbita ogni esattamente 23 ore, 56 minuti e 4 secondi da cui la dicitura ‘geostazionario’.
  3. Da tale distanza (circa il triplo del diametro terrestre) occorrerebbe una potenza d’impianto spaventosa. Non ci è dato sapere come vengano alimentati tali dispositivi.
  4. Quali sono le frequenze su cui operano i satelliti TV? La legge del quadrato inverso alla distanza (1/d2) dice che raddoppiando la distanza arriva solo un quarto del segnale emesso. Da 36 mila km, che segnale possiamo ricevere? Esiste una soglia limite anche per gli amplificatori più sofisticati i quali, fra l’altro, non vengono integrati in apparecchi da poche decine di euro disponibili nei centri commerciali.

Le tesi sostenute nel video sono valide sulla carta, anzi sulla lavagna. Tuttavia, nel mondo reale le cose stanno diversamente.

Articoli di approfondimento: TV satellitare, esiste o si tratta di una beffa?I satelliti GPS non esistono!La beffa dei telefoni satellitari

16 ottobre 2016

Comunicazioni interplanetarie questionabili

Juno: rinviata la riduzione dell’orbita

Juno al perigiove (ricostruzione artistica)

A causa di un possibile probema del sistema propulsivo, rinviata la manovra che avrebbe dovuto inserire la sonda nell’orbita definitiva attorno a Giove, nel corso della prossima settimana. ( http://aliveuniverse.today/ )

La massa di Giove è pari a 317,938 volte quella terrestre; il suo volume è 1.408,377 volte superiore; il raggio equatoriale corrisponde a 11,209 raggi terrestri; la densità media è 0,24 volte quella della Terra e l’accelerazione di gravità (alla sommità delle nubi) è 2,34 volte superiore.
La minima distanza di Giove dalla Terra risulta essere pari a 588 milioni di chilometri e la sua distanza dal Sole vale poco più di 5 volte la distanza Terra-Sole. La massima distanza con la Terra è di 817 milioni di Km. Perchè nessuno si chiede come sia possibile inviare e ricevere segnali radio da luoghi così lontani? Su quale banda di frequenze operano?
Quale potenza dovrebbero possedere i trasmettitori? E quale amplificazione spettacolare gli apparati riceventi?

3 ottobre 2016

TV satellitare, esiste o si tratta di una beffa?

https://i2.wp.com/www.livephysics.com/media/stories/problems/classicalmechanics/xgeostationary_sat001.gif.pagespeed.ic.ib8_Nc4yWy.pngLe trasmissioni radio, di qualsiasi tipo, sono limitate dalla distanza del trasmettitore dall’antenna ricevente. Per esempio, se una superficie riceve un lux di luce a 2 metri di distanza e la superficie viene allontanata a 4 metri dalla fonte, essa riceverà un quarto dell’illuminazione. Dato che il segnale decade col quadrato della distanza. Infatti, la potenza emessa si distribuisce su un angolo di 90°, quindi una superficie che aumenta al quadrato mentre la distanza linearmente.
La legge del quadrato inverso alla distanza (1/d2) si applica non solo alla luce ma a tutte le radiazioni elettromagnetiche. In generale, la formula nell’immagine sotto è valida per i dispositivi per telecomunicazioni.
A questo punto sorge una domanda: i satelliti per diffusione TV, che per definizione sono geostazionari, posizionati a 36.000 km di altezza (circa il triplo del diametro terrestre), con quale potenza dovrebbero trasmettere onde raggiungere le parabole che vediamo comunemente sui tetti?
Probabilmente nell’ordine dei mega-watt. Ma quale fonte energetica può garantire una tale intensità di segnale? Dovrebbero essere trasmettitori alimentati da estensioni immani di pannelli solari le quali dovrebbero continuamente orientarsi verso il Sole. Sì perché, essendo oggetti geostazionari, ruotano attorno la Terra ogni 24 ore onde rimanere immobili rispetto alle antenne riceventi.
I satelliti artificiali per telecomunicazioni sono grandi, su per giù, quanto un furgone. Come fanno e irradiate mega-watt di energia?
Poi esiste la questione da me già sollevata sull’orientamento delle parabole satellitari. Io ho osservato che sono sovente direzionate orizzontalmente. Da dove proviene realmente il segnale della TV “via satellite”?

http://vivalascuola.studenti.it/come-calcolare-la-quota-di-un-satellite-geostazionario-123681.html

24 settembre 2016

La NASA non può andare oltre l’orbita bassa

Ma allora come fecero ad andare 8 volte, con equipaggio, verso la Luna di cui 6 allunaggi? Non è una bella domanda?

23 settembre 2016

Fotografia della Terra dall’Apollo 17

Apollo 17

Su questo mondo di cartone, è buio a Tokyo, Mosca, Londra, New York, Los Angeles, Honolulu e Sidney contemporaneamente.

La mappa dell’illuminazione planetaria oggi alle 12:30 ora legale. Vedete che il globo non è corretto. Pertanto la Terra non può essere una sfera.

19 settembre 2016

Perché non Si Vedono le Stelle Nelle Foto degli Astronauti dallo Spazio?

L’astronauta italiano dell’ESA durante le operazioni extraveicolari sulla Stazione Spaziale Internazionale. Intorno l’immensità e oscurità del cosmo. Credit: NASA/ESA/ISS.

Quando immaginiamo lo spazio, la prima cosa che viene in mente è una coperta infinita di stelle. Il cielo stellato è un po’ il simbolo dei nostri sogni di esplorazione spaziale, eppure nelle immagini degli astronauti, le stelle non si vedono. Ma cosa succede esattamente? La risposta la trovate sempre guardando il cielo stellato, ma durante una sera con la Luna piena. Le stelle più pallide non sono più visibili intorno alla luce riflessa dalla Luna e questo può far sembrare il cielo molto meno ricco. Lo stesso avviene con gli astronauti in orbita intorno alla Terra. La Terra, quando viene illuminata dal Sole diventa migliaia di volte più luminosa delle stelle intorno e come risultato, nelle foto non si vede traccia della pallida luce delle lontane stelle.

Buzz Aldrin vicino ad uno seismometro montato durante la missione Apollo 11. Credit: NASA

Ovviamente le stelle sono li, e gli astronauti le possono vedere se si voltano nella direzione opposta al Sole. Ma la ragione per cui non le vediamo noi sta anche nella natura delle macchine fotografiche che non riescono a recuperare abbastanza luce da questi lontani e piccoli puntini e vengono velocemente inondate dalla luce solare. Per evitare che le foto siano troppo esposte, gli scatti sono veloci e quindi il tempo di esposizione alla luce stellare è veramente troppo basso. I nostri occhi sono molto più sensibili alla luce rispetto alle macchine fotografiche e quindi gli astronauti possono vedere molto più di quanto possono farci vedere a noi qua giù.
Anche le missioni Apollo hanno avuto lo stesso problema. La luce riflessa dalla regolite di cui è coperta la superficie è così intensa che avrebbe reso sbiancate tutte le immagini.
Ma le foto delle stelle non mancano. Sono però di un tipo particolare chiamato time-lapse. In pratica la camera viene lasciata esposta per durate molto lunghe in modo da permettere a molto più fotoni di fissarsi nell’immagine. Un effetto è che poi le stelle si vedono durante il loro movimento, come strisce lunghe nel cielo.

Fotografia ottenuta da Don Pettit, astronauta ed ingegnere di volo della Expedition 30 e 31 a bordo della ISS. L’immagine è stata ottenuta con tempo di esposizione di circa 15 minuti, ottenuta scattando multiple rapide esposizioni da 30 secondi, aggiunge poi insieme grazie ad un software. Credit: NASA/Don Pettit

Per registrare l’immagine di una singola stella, l’obbiettivo dev’essere esposto per minuti o anche ore, per arrivare ad avere abbastanza fotoni da distinguere la pallida luce stellare. Ovviamente si tratta di casi in cui non c’è un altra cosa nella fotografia. Se gli astronauti facessero lo stesso quando riprendono se stessi, la luce riflessa dalla loro tuta sarebbe così tanta che alla fine del processo si vedrebbe tutto sbiancato.
Una cosa da ricordare però, è che dallo spazio non si vedono tantissime stelle in più rispetto ai posti migliori sulla Terra. Il numero di stelle visibili dalla Terra durante una serata particolarmente buia, in cima ad una montagna con l’atmosfera molto secca, è più o meno lo stesso visibile dagli astronauti. Con l’aggiunta di alcune più pallide, ma non un numero così grande da vedere la differenza ad occhio nudo. ( http://www.link2universe.net/ )

L’orrendo castello di bugie contenuto in questo articolo può essere facilmente demolito con una sola considerazione: se era impossibile, dalla Luna, fotografare contemporaneamente stelle, pianeti e astronauti, perchè non hanno preso immagini con regolazioni apposite delle macchine fotografiche? Un’occasione più unica che rara di scattare immagini meravigliose di nebulose e galassie in totale assenza di atmosfera, 20 anni prima del lancio del telescopio spaziale Hubble. O no?

17 settembre 2016

Il giroscopio non ne vuole sapere della sfera rotante!

Una delle evidenze più strabilianti a sostegno dell’inconsistenza della “scienza”. I giroscopi non registrano in alcun modo la rotazione terrestre a dispetto del fatto che i testi scientifici relativi sostengano il contrario. Perché?

28 agosto 2016

L’illuminazione della Luna non quadra

Un evento comunemente osservabile in cielo. Si ha l’impressione che la fonte di luce che illumina la Luna provenga da una direzione nettamente diversa. Fino a 90 gradi di deviazione dal punto ove si trova il Sole come evidenziato nei due brevi filmati.

13 agosto 2016

NASA: il vuoto più vuoto sulle tute spaziali

La NASA allena i propri astronauti allo spazio nelle piscine. L’ente spaziale americano possiede, tuttavia, una grande camera per riprodurre il vuoto (quasi) assoluto esistente nello spazio ma essa non viene impiegata. Il vuoto assoluto è un concetto che sfugge intimamente. Nessuna tuta spaziale è garantita da perdite verso uno spazio ove esiste il nulla. Il filmato mostra un test in cui l’uomo per poco non ci rimette la pelle a causa dell’improvvisa depressurizzazione del suo scafandro.
Anche andare in piscina è rischioso! Qualche anno fa, l’astronauta italiano Luca Parmitano quasi annegò “nello spazio”. Significa che le “passeggiate spaziali” sulla Luna e fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sarebbero infinitamente pericolose. Pertanto è stato tutto simulato in uno studio cinematografico. Da sempre.

5 agosto 2016

La NASA interrompe la trasmissione diretta dalla ISS

Dal 1 settembre entrante, la NASA ha deciso di interrompere la trasmissione “live” dallo spazio. Dicono chèe sarebbe troppo oneroso. A dire il vero, la trasmissione in diretta sulle 24 ore dalla Stazione Spaziale Internazionale non è mai esistita. Si tratta di segmenti di 45 minuti ogni ora.
Probabilmente sono filmati registrati con telecamere GoPro (che produce l’effetto curvatura) da aerei d’alta quota e poi inseriti elettronicamente sull’immagine della ISS.
Troppo costoso trasmettere in diretta dallo spazio? Quando perfino un cellulare da poche decine di euro è dotato di una camera ad alta definizione e la trasmissione in diretta via telefonino è alla portata dei privati cittadini.
Non sarà che vogliono nascondere qualcosa?
Forse intendono simulare un “incidente” per toglierla di mezzo. Sempre più imbarazzante, infatti, la messa in scena degli astronauti che fingono di salire su di un avamposto cosmico che non esiste?
Ci sarà un vile attentato “islamico” nello spazio tramite terroristi addestrati in Corea del Nord in appositi campi? Dove s’impara solo a proiettarsi nello spazio, non a scendere, essendo votati al suicidio?

4 luglio 2016

Missioni Apollo e fotografie delle stelle

Un filmato che cerca di smontare la banalità che la mancanza di stelle nelle immagini sia una prova della beffa. Si parla delle 200 immagini scattate durante l’Apollo 16, a raggi ultravioletti però. Durante le orbite intorno la Luna, nel suo cono d’ombra, gli astronauti avrebbero potuto scattare miriadi di “normali” fotografie nelle spettro visibile utilizzando la giusta esposizione. Ciò non è mai accaduto. Basta questa considerazione a giustificare il sospetto che la conquista della Luna sia rimasta solo sulla carta.

1 luglio 2016

L’antagonismo Est Ovest è fasullo: riferimenti visivi

Come riguardo al problema dell’esplorazione spaziale avevano detto Renè e Kaysing, la dicotomia Russia e America è artefatta e preconfezionata.
Dietro ci sono i poteri forti angloamericani e le lobby massoniche soprannazionali. Oggi stanno imbastendo una finta guerra al Califfato con la complicità di Assad (che guarda il caso non viene mai toccato da nessuna violenza o minaccia).
Osservate le due immagini sottostanti e fate una riflessione. Un recente fotografia di Vladimir Putin che, seduto all’austera scrivania  nel suo ufficio, pare avere in uso apparecchi telefonici stile anni ’70. Dentro le mura del Cremlino pianificano di andare sulla Luna e non hanno aggiornato l’apparecchiatura telefonica da 40 anni a questa parte?
Identico discorso vale per le immagini dicono provenienti dallo spazio.
Scusate, è mai possibile che la telemetria delle navicelle, sovrimpressa nel segnale televisivo rinviato a terra, abbia ancora una grafica anni ’60? Da un quarto di secolo il muro di Berlino è crollato e Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, non ha contattato nessuna azienda inglese, giapponese o coreana per aggiornare il programma di grafica.
Vi pare sensato?
No vero, neanche a me.


https://pianetax.files.wordpress.com/2016/07/5217e-soyuztma-09mapproachingtheinternationalspacestation.jpg?w=370

29 giugno 2016

La beffa di Istanbul


Il terrorismo islamico colpisce ancora Strage Isis all’aeroporto di Istanbul: 3 kamikaze fanno 41 morti e 239 feriti Gli jihadisti hanno aperto il fuoco contro i passeggeri allo scalo internazionale Atatürk. Salvini: “Italia, Europa, Onu e Nato incapaci o complici?” (Il Populista)

Siete mai stati in un aeroporto civile? Presumo di sì, se non altro per accompagnare o prelevare qualcuno a o da un volo di linea. Avete fatto caso alle eccezionali misure di sicurezza che ci sono negli scali?
Ora, vi chiedo. A vostro giudizio, è mai possibile che “terroristi islamici” possano compiere “stragi” DA DENTRO gli scali aerei? Dove perfino il personale che vi lavora è soggetto a restrizioni negli spostamenti.
Se ci pensate un attimo, vi rendete subito conto che queste operazioni sono “per forza” fasulle, preparate all’interno dei perimetri di sicurezza.
Notiamo come i giornali e i media manchino di sottolineare questo particolare. Significa che sono tutti espressione della massoneria e dalla CIA, inclusi gli pseudo complottisti e sedicenti giornalisti “anti-americani”. In realtà, tutti al servizio della menzogna.
ADDENDUM A seguito di un tale terrificante evento l’aeroporto Ataturk sarebbe dovuto rimanere chiuso per giorni, invece ha riaperto solo dopo 5 ore, basti questo.

3 giugno 2016

Palle lunari (con asteroide)

Oggi un asteroide di 103 metri di diametro è passato a 5,5 distanze lunari ( http://aliveuniverse.today/ )

Secondo voi riescono a monitorare oggetti di 100 metri a 5,5 distanze lunari?
Ci crediamo davvero?
La Luna dista 384.500 km in media dalla Terra, significa che l’asteroide è passato a oltre 2,1 milioni di km da noi.
Vi siete chiesti se sia mai possibile rilevare un oggetto grande come il solito campo da calcio a oltre 2 milioni di km di distanza?
Il Malaysia Airlines MH370 è svanito nel nulla, seguito da radar, contatti radio, transponder e satelliti, a 10 km di altezza e tuttora nessuno sa dove sia finito. Però ci raccontano di riuscire a tracciare oggetti lontani svariati milioni di km.
Ma dai!

30 maggio 2016

BEAM gonfiato e pressurizzato

BEAM ISS

Il Bigelow Expandable Activity Module (BEAM), il prototipo di habitat gonfiabile trasportato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) durante l’ultimo viaggio della capsula Dragon, è stato correttamente gonfiato e pressurizzato alle 20:34 UTC di ieri. Ora, è lungo 4 metri con un diametro di 3,20 metri circa per creare un volume di circa 16 metri cubi. ( http://aliveuniverse.today/ )

Voi ci credete? Come fa, dal punto di vista matematico, a reggere una struttura flessibile nello spazio contro il “vuoto (pressoché) assoluto”?
Come fa a resistere ai micrometeoriti (sancito nelle specifiche) che viaggiano a diversi km/s? Avete mai fatto il calcolo della forza d’impatto? (Esempio, un oggetto equivalente a  50 grammi che viaggia a 27.600 km/h, velocità della ISS, o 36.000 km/h = 10 km/s stando ai dati NASA)
Da quando lo pseudo-astronauta Tim Peake è stato sorpreso davanti a una grigia di riferimento dello schermo verde, le immagini della NASA sono zeppe di griglie dal significato recondito!
Articoli di approfondimento: La Stazione Spaziale Internazionale non può essere reale

28 maggio 2016

Andy Kaufman è diventato suo fratello

Andy Kaufman vivo
Andy Kaufman era un comico americano morto di tumore al polmone nel 1984 all’età di 35 anni. Mi imbattei in Kaufman studiando la beffa della Luna essendo notoriamente uno che agli sbarchi non credeva. A lui fu dedicato il film del 1999 A man on the Moon, diretto da Milos Forman, con Jim Carrey nel ruolo principale. Il fatto che Andy non credesse alla NASA è attestato anche nella canzone A man on the Moon a lui dedicata, scritta dai REM nel 1992.
Il testo si rivolge lui impiegando il tempo presente, come se fosse ancora vivo. E lo è!
Kaufman aveva più volte accennato all’idea di inscenare la propria morte.
Ora, è successo un fatto strano.
Un paio d’anni or sono un presunto fratello è salito sul palco di un teatro asserendo di essere stato vittima di una beffa. Ha esibito un lettera del fratello “defunto” in cui Andy ammette di essere ancora vivo, con una famiglia, e avrebbe una figlia di 24 anni che ha presentato al pubblico. La qual cosa sarebbe impossibile per un uomo deceduto nel ’84.
La semplice verità è che il “fratello” non è altri che Andy Kaufman in persona che vuole fare sapere delle cose.
A certi livelli, queste cose si conoscono o, quanto meno, si intuiscono. Per questo i REM si rivolgono a lui nella canzone: “Ti stai divertendo?” (sottinteso “a non essere più più sul palcoscenico fingendo di essere morto”).
Curioso anche che dicano “Ehi, Andy stai scimmiottando Elvis?”, come a suggerire che anche Elvis Presley abbia simulato la propria dipartita.
Si nota palesemente nel video della CNN che è lui. In studio se la ridono sotto i baffi. Come si muove e “tiene” la scena, non può essere il “parente impiegato alle poste”. Nella lettera Kaufman spiega i motivi del suo gesto. Se ci fate caso, essendo un cabarettista dotato di vis comica, in certi momenti sembra stare per scoppiare a ridere. Il mondo in cui viviamo è tutto finto.

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