Archive for ‘Cronache marziane’

12 ottobre 2016

L’ultima di Obama: “Andiamo su Marte”

Altro che il ponte sullo stretto di Messina. Il presidente USA le spara più grosse del Bomba nazionale: entro vent’anni gli Stati Uniti colonizzeranno il Pianeta Rosso
Cerca di dare un assist alla Clinton, il presidente Barack Obama, proprio lui che ha sempre odiato le missioni spaziali ed anzi ha tagliato il budget della NASA suscitando una sollevazione nel mondo scientifico, quando alla CNN spara la notizia che “entro vent’anni gli USA andranno su Marte”. Per il momento, è sufficiente che se ne vada via lui.
“Gli Stati Uniti saranno su Marte entro gli anni 2030”, ha promesso in tv (e son trent’anni che i presidenti USA lo stanno ripetendo, menando per il naso i contribuenti con l’illusione di un nuovo Far West, una nuova frontiera da conquistare, questa volta nello spazio, in nome della “grandezza” degli States). “Stiamo lavorando in partnership con delle aziende private”, spiega Barack, “per inviare degli esseri umani su Marte, una missione con l’obiettivo di rendere le nostre vite migliori qui sulla Terra”. Sicuramente: dipenderà da chi spediremo lassù.
Obama annuncia quindi come si stia già lavorando per costruire “nuovi habitat” in previsione di missioni oltre i confini dell’orbita terrestre. “Habitat”, spiega il presidente americano, “che possano sostenere e trasportare astronauti in missioni di lunga durata nelle profondità dello spazio. Queste missioni ci insegneranno come gli esseri umani possono vivere lontano dalla Terra, cosa fondamentale in vista del lungo viaggio verso Marte”. ( http://www.ilpopulista.it/ )

L'ultima di Obama: "Andiamo su Marte"

7 ottobre 2016

Meteo marziano: prevedere le tempeste globali sul Pianeta Rosso

Due immagini di Marte riprese dal Mars Global Surveyor nel 2001 che mostrano il drastico cambiamento del pianeta. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

 “Marte raggiungerà l’apice dell’attuale stagione delle tempeste di polvere il 29 ottobre di quest’anno. Basandoci sui modelli storici, riteniamo che probabilmente una tempesta globale inizierà nel giro di poche settimane o mesi da questa data”, ha dichiarato nelle press release James Shirley, scienziato planetario del Jet Propulsion Laboratory della NASA.
Le tempeste locali di polvere si verificano frequentemente su Marte. Queste a volte si sviluppano e si uniscono formando dei sistemi regionali, in particolare durante la primavera e l’estate australe quando il pianeta è più vicino al Sole. In rare occasioni, queste tempeste regionali producono una nebbia che circonda il pianeta oscurandone la superficie e, in alcuni casi, diventano fenomeni veramente globali come quello del 1971 che accolse l’orbiter Mariner 9 della NASA. Poter prevedere questi eventi sarebbe sicuramente un vantaggio per le future missioni ma soprattutto per i futuri astronauti.
La tempesta globale più recente si verificò nel 2007 e causò un sensibile calo di energia solare per i rover Spirit e Opportunity che all’epoca erano entrambi operativi.
“La tempesta globale di polvere del 2007 è stata la prima grande minaccia per i rover dall’atterraggio”, ha ricordato John Callas, project manager della missione MER al JPL.
“Abbiamo dovuto prendere misure speciali per assicurare la loro sopravvivenza per diverse settimane, tenendoli alimentati con poca luce solare. Ogni rover veniva alimentato solo pochi minuti al giorno, solo per riscaldarlo e poi veniva spento di nuovo senza neppure comunicare con la Terra. Per molti giorni nel corso della tempesta, i rover sono rimasti completamente soli”.
Il Pianeta Rosso è stato visto circondato dalla polvere nove volte a partire dal 1924, di cui cinque più recenti nel 1977, 1982, 1994, 2001 e 2007.
Però ora Shirley, che ha pubblicato i risultati del suo studio sulla rivista Icarus, sembra aver trovato un modello per le tempeste globali, relazionato al moto orbitale del Pianeta Rosso.
Altri pianeti hanno effetto sulla quantità di moto di Marte mentre orbita attorno centro di gravità del Sistema Solare. Questo effetto sulla quantità di moto varia con un ciclo di circa 2,2 anni, ossia poco di più del tempo necessario a Marte per completare un periodo di rivoluzione che è circa 1,9 anni. La relazione tra questi due cicli cambia continuamente ma Shirley ha scoperto che le tempeste globali di polvere tendono a verificarsi quando la quantità di moto è in aumento durante la prima parte della stagione delle tempeste (mentre nessuna delle tempeste globali osservate nel corso degli anni si è verificata quando la quantità di moto era in calo, durante la prima fase della stagione delle tempeste).

Marte: tempeste globali

Il grafico indica una somiglianza tra il 2016 (linea blu scura) ed i cinque anni passati in cui Marte ha sperimentato tempeste di polveri globali (linee e fascia arancione), rispetto agli anni senza tali fenomeni (linee e fascia azzurra). Crediti: NASA/JPL-Caltech

Lo studio ha anche sottolineato che le condizioni attuali di Marte sono molto simili a quelle degli anni in cui gli eventi su scala globale si sono verificati ma solo le osservazioni dei prossimi mesi potranno confermare o smentire tale previsione. ( http://aliveuniverse.today/ )

15 settembre 2016

SpaceX: immagini meno realistiche di un videogioco!

SpaceX, l’agenzia spaziale privata posseduta dal miliardario Elon Musk, vuole sbarcare sul pianeta Marte. Per ora, oltre ai numerosi fallimenti non distante dalla superficie terrestre, i loro filmati appaiono francamente fasulli. Meno attendibili della grafica di certi videogiochi di ultima generazione. Hanno parecchia strada da percorrere per non fare la fine della trama di Capricorn One.

29 agosto 2016

I fiumi fossili di Marte

Una vista prospettica di Aram Dorsum, uno dei siti candidati per l'atterraggio della missione ExoMars.

Una vista prospettica di Aram Dorsum, uno dei siti candidati per l’atterraggio della missione ExoMars. Crediti: NASA/JPL/MSSS
 Una rete di alvei fossili è stata scoperta in un’antica regione di Marte, a sostegno dell’idea che 4 miliardi di anni fa il pianeta doveva essere un luogo accogliente, caldo ed umido.
Lo studio, condotto dalla University College London, ha individuato oltre 17 mila chilometri di una rete di canali ormai asciutta, in Arabia Terra.
“I modelli climatici per Marte primordiale prevedono piogge su Arabia Terra ma finora vi erano poche prove geologiche a sostegno di questa teoria. Ciò ha portato alcuni a credere che Marte non sia mai stato caldo e umido ma piuttosto coperto di ghiacci. Ora abbiamo trovato le prove di vasti sistemi fluviali”, ha spiegato l’autore, Joel Davis.
Il team ha esaminato le immagini riprese dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) con una risoluzione di sei metri per pixel di un’area estesa quasi come il Brasile.
Le caratteristiche riscontrate provano la presenza di alvei fossilizzati, chiaramente visibili come “canali invertiti“, cioè canali in cui la topografia ha invertito la sua elevazione. Questo di verifica quando alcune zone vengono riempite da lava o sedimenti che induriscono rimanedo più resistenti all’erosione rispetto al materiale circostante.
I canali invertiti sono simili ad altri individuati su Marte o a quelli presenti sulla Terra. Sono formati da sabbia e ghiaia depositata a seguito del prosciugamento dei fiumi.
Un canale invertito sulla Terra, nello Utah.
Un canale invertito sulla Terra, nello Utah.
Crediti: Rebecca Williams
“Le reti di canali invertiti in Arabia Terra sono circa 30 metri di altezza e fino a 1-2 chilometri di larghezza il che significa che potrebbero essere i resti di grandi fiumi che scorrevano miliardi di anni fa. Arabia Terra è essenzialmente un enorme pianura alluvionale al confine con gli altopiani e le pianure di Marte. Pensiamo che i fiumi erano attivi 3,9-3,7 miliardi di anni fa, asciuganosi poco dopo, sepolti e protetti rapidamente per miliardi di anni, conservando potenzialmente gli antichi materiali biologici presenti”, ha aggiunto Davis.
“Queste antiche pianure alluvionali marziane sarebbe luoghi da esplorare per la ricerca di prove di vita passata. In effetti, uno di questi canali invertiti, chiamato Aram Dorsum è un sito candidato per l’atterraggio del rover della missione ExoMars che l’Agenzia Spaziale Europa lancerà nel 2020“, ha concluso Dr Matthew Balme, co-autore del documento. ( http://aliveuniverse.today/ )
26 agosto 2016

La Cina svela qualche dettaglio del suo rover marziano

La Cina svela qualche dettaglio del suo rover marziano

Fonte: Xinhua
 Ieri, la Cina ha rilasciato alcune immagini della sonda, del lander e del rover che raggiungeranno Marte nel 2020. La missione dovrebbe partire con il razzo Long March-5 dal centro spaziale di Wenchang, nella provincia di Hainan nel sud della Cina. Il lander si separerà dall’orbiter dopo circa sette mesi di viaggio per atterrare in una zona alle basse latitudini dell’emisfero settentrionale di Marte, dove un rover esplorerà la superficie.Le immagini mostrate alla conferenza stampa indicano un robottino a sei ruote, alimentato da quattro pannelli solari, due in più rispetto al rover Yutu inviato alla Luna. Progettato per lavorare tre mesi marziani, pesa circa 200 chilogrammi.

La sonda, invece, porterà a bordo 13 strumenti tra cui una fotocamera per telerilevamento ed un radar penetrante per studiare l’atmosfera ed il suolo del Pianeta Rosso.

“Grazie all’analisi di anni di esplorazione di Marte e prendendo in considerazione la nostra tecnologia attuale e le tendenze internazionali, abbiamo deciso di dividere la nostra missione in due fasi. La fase uno è entrare nell’orbita marziana, la fase due riportare indietro dei campioni da realizzare entro il 2030”, ha dichiarato il capo progettista Zhang Rongqiao.
La finestra di lancio sfrutterà l’allineamento tra Marte e la Terra: “Non possiamo rimandare, c’è solo una possibilità ogni 26 mesi, altrimenti dovremo aspettare altri due anni. Ora abbiamo in programma di lanciare a luglio o agosto 2020. A soli quattro anni da oggi. Abbiamo un calendario pieno”, ha aggiunto Zhang.
Il progetto passerà ora alla realizzazione di un prototipo e questa fase durerà circa due anni. Con l’occasione è stato anche lanciato un concorso pubblico per selezionare il nome ed il logo della missione.

( http://aliveuniverse.today/ )

20 luglio 2016

20 luglio 1976: il Viking 1 Lander atterrava in Chryse Planitia

40 anni fa alle 11:53:06 UTC, il Viking 1 lander atterrava in Chryse Planitia, aprendo un importate capito di esplorazione su Marte.
Le due sonde Viking 1 e 2 inviarono a Terra 55.000 immagini dall’orbita e 55.000 immagini dalla superficie (che nulla hanno da invidiare a quelle delle più recenti missioni!), dati sull’atmosfera del Pianeta Rosso e sulla sua composizione.
La foto in apertura è stata scattata il 30 agosto 1976.
Il blocco bianco a sinistra e al centro è la copertura del generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG). mentre in alto a destra è visibile l’antenna ad alto guadagno in banda S. La fotocamera inquadrava verso nord-ovest di Chryse Planitia, una grande pianura ricoperta di rocce, sabbia sciolta e polvere.
L’immagine elaborata assemblando i canali rosso, verde, blu è disponibile sul nostro album di Flickr. ( http://aliveuniverse.today/ )

Già nel ’76, su Marte c’erano le scie chimiche! I marziani sono più avanti! Significa che anche le chemtrails, al pari dei Vaccini, Isis, Ebola e Veganismo sono operazioni di manipolazione dell’inconscio collettivo.
Chi fosse interessato a una galleria integralmente a colori di immagini marziane, l’unico libro cartaceo in alta qualità in italiano credo sia il mio CALEIDOSCOPIO MARTE.

2 luglio 2016

Su Marte, il vento crea increspature di sabbia simile a quelle che l’acqua forma sulla Terra

Vento sabbia Marte

Nuovi risultati sul campo di dune Bagnold, visitato da Curiosity tra dicembre 2015 e gennaio 2016, mostrano che le increspature di sabbia marziana di medie dimensioni sono uniche e niente di simile è stato visto sulla Terra. La loro forma, messa in relazione con la sottile atmosfera di oggi, può offrire ulteriori indizi sulla storia climatica del pianeta. ( http://aliveuniverse.today/ )

Siccome le immagini del “pianeta rosso” le scattano in qualche isola disabitata artica, devono escogitare tale panzana. In un posto la cui pressione atmosferica è assimilabile a un vuoto fisiologico, come fa il vento a produrre morfologie tipiche dell’azione idrica? Oltretutto, simili alla Terra ove la gravità è maggiore?
Dell’isola Davon, in Canada, e delle strane operazioni della NASA nel deserto di Atacama, in Sudamerica, ho trattato diffusamente nel mio libro: CALEIDOSCOPIO MARTE.

16 giugno 2016

La vera storia del film Capricorn One

Negli incartamenti appartenuti a Bill Kaysing che ho utilizzato per scrivere la sua biografia LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST, si parla della genesi del film Capricorn One.
Lo scrittore britannico Carl James inserirà un brano tratto dal mio libro nel suo prossimo lavoro.
Richard D. Hall, giornalista televisivo inglese che ho già citato per il film: UFO’s & NATO – The Human Mutilation Cover Up, mi ha menzionato e letto un brano tratto dal mio libro in un incontro pubblico di cui potete vedere uno stralcio nel filmato sotto.
L’evento fa parte di un giro di conferenze che Richard sta tenendo in Gran Bretagna, su misteri spaziali e alieni.
Per chi fosse interessato ad approfondire la questione dello sbarco sulla Luna, consiglio anche di leggere il mio altro libro: LA LUNA DI CARTA.
Capricorn One completo in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=MhYDVE3fDNs
Film di Richard D. Hall da RICHPLANET.TV: UFOs: The Human Mutilation Cover Up

Capricorn One – film completo in italiano.

14 giugno 2016

Elon Musk e i viaggi su Marte

Elon Musk viaggi su Marte

Elon Musk, il fondatore miliardario e CEO della compagnia aerospaziale privata SpaceX, dopo aver recentemente affermato di voler inviare essere umani su Marte nel 2024, ha ora anticipato qualche dettaglio sui primi voli senza equipaggio, propedeutici per la futura colonizzazione.
Terminati i voli di rifornimento per la Stazione Spaziale (ISS), la SpaceX proseguirà la collaborazione con la NASA per un viaggio della Dragon verso il Pianeta Rosso nel 2018 ma non è ancora chiaro se l’Agenzia Spaziale Statunitense sia coinvolta anche nei piani di colonizzazione di Musk, i quali verrebbero attuati con largo anticipo rispetto al programma stesso della NASA che per ora indica come data tutt’altro che definitiva il 2030.
Ad accompagnare i pionieristici coloni, una grande quantità di strumenti consentirebbe la produzione di fertilizzanti, di metano ed ossigeno direttamente sfruttando le risorse atmosferiche e sotterranee del pianeta. Nel frattempo, delle grandi cupole trasparenti consentirebbero la coltivazione di colture terrestri su suolo marziano. Una volta diventato autosufficiente, il primo nucleo di esploratori potrebbe essere ampliato.
Il viaggio storico non verrà però affidato alla Dragon ma forse al Mars Colonial Transporter (MCT), un grande razzo riutilizzabile, evoluzione del Falcon 9, con capsula per il trasporto di essere umani di cui ancora si sa molto poco. Il biglietto costerebbe circa 500.000 dollari ma secondo le stime di Musk, degli 8 miliardi di persone che popolano la Terra solo 1 su 100.000 sarebbe disposto a partire per un potenziale equipaggio complessivo di 80.000 migranti.
Nel frattempo, però, mentre la colonizzazione richiede ancora molti punti da definire e svelare, l’imprenditore ha annunciato alcuni dettagli sui voli senza equipaggio in un’intervista sul The Washington Post.
Il viaggio sarà sicuramente “duro, rischioso, pericoloso e difficile” ha detto Musk che è comunque fiducioso che ci saranno molte persone disposte a partire spinte da quello stesso spirito pionieristico che guidò le prime colonie inglesi. Ma prima che ciò avvenga, sarà necessario trovare un modo per inviare con successo cargo di forniture sul Pianeta Rosso. Con i primi lanci in programma per il 2020, questi rifornimenti saranno puntuali come un “treno merci” in partenza ogni 26 mesi, quando le orbite della Terra e di Marte saranno più vicine. “Se gli scienziati di tutto il mondo sapranno che possono contare su questo potranno pianificare molti esperimenti”, ha aggiunto Musk.
Altri dettagli verranno forniti nel mese di settembre.
Per riuscire nell’impresa, però “ci vorrà fortuna e che le cose vadano secondo i piani”.
“La prima missione [MCT] non trasporterebbe comunque un gran numero di persone perché se qualcosa andasse storto vogliamo rischiare il minor numero di vite possibile”.
“Ma voglio sottolineare che non si tratta di un paio di missioni su Marte”, ha continuato. “Si tratta di studiare un’architettura che consenta di avere una città autosufficiente con l’obiettivo di trasformare il genere umano in una specie multi planetaria, una vera e propria civiltà spaziale”. ( http://aliveuniverse.today/ )

10 giugno 2016

ENIGMI di giugno 2016 recensisce CALEIDOSCOPIO MARTE

La rivista mensile Enigmi, nel numero di giugno 2016 ora in edicola, pubblica una recensione del mio ultimo libro CALEIDOSCOPIO MARTE. Buona lettura!

ENIGMI giugno 2016

4 giugno 2016

Marte visto con una Nikon P900 a 83x

Il pianeta Marte ci viene descritto con abbondanza di dettagli dalle innumerevoli fotografie scattate nelle varie missioni della NASA.
Ma come appare immortalato con una fotocamera dal teleobiettivo potentissimo? Esso appare in maniera totalmente diversa. Un’aberrazione ottica causata dall’atmosfera terrestre? O di che altro si tratta?

21 maggio 2016

Da Hubble un nuovo ritratto di Marte

Marte colore

Questa immagine di Marte è fresca fresca! E’ stata ripresa dal telescopio spazile Hubble il 12 maggio 2016.
La grande regione scura a destra è Syrtis Major Planitia, una delle prime caratteristiche individuate con le osservazioni terrestri seicentesche, usata da Christiaan Huygens per misurare la velocità di rotazione del pianeta. Oggi sappiamo che la Syrtis Major è un antico vulcano a scudo inattivo, coperto dalle nubi del tardo pomeriggio marziano.
L’area arancione nel centro dell’immagine è Arabia Terra una vasta regione montagnosa dell’emisfero nord, probabilmente uno dei terreni più antichi di Marte.
Una fitta coltre di nubi copre il polo sud.
Questa osservazione globale, che è in grado di risolvere caratteristiche di 30 – 50 chilometri circa, è stata ripresa pochi giorni dell’opposizione del 22 maggio, quando il Sole e Marte si troveranno esattamente ai lati opposti della Terra.
Il 30 maggio il Pianeta Rosso si troverà nel punto più vicino a noi degli ultimi 11 anni.
Marte è particolarmente fotogenico durante l’opposizione perché può essere visto completamente illuminato dal Sole.
Questo emisfero ospita siti di atterraggio di diverse missioni robotiche tra cui Viking 1 (1976), Mars Pathfinder (1997) e l’instancabile Opportunity. I siti di atterraggio dei rover Spirit e di Curiosity sono, invece, dall’altra parte del pianeta. ( http://aliveuniverse.today/ )

Fino a qualche anno fa, veniva negata la possibilità che nubi si formassero nella tenue atmosfera di Marte. E che i colori fossero diversi dal rossastro, color ruggine o, tuttalpiù, ocra.
Oggi il pianeta “rosso” si riveste di nuovi e sconcertanti colori.
Osservate poi la chiazza biancastra a destra posizionata a livello equatoriale. Essa è solcata da una linea retta scura. Di cosa si tratta?
Per me, sono tutte immagini tarocche, ci prendono per il sedere.

11 maggio 2016

Ossigeno su Marte, NASA conferma ma non si può respirare

Dopo 40 anni la NASA torna a misurare l’ossigeno atomico nell’atmosfera di Marte: è importante per capire meglio l’atmosfera del Pianeta Rosso.
Per la prima volta in 40 anni i ricercatori della NASA hanno rilevato la presenza di ossigeno atomico nell’alta atmosfera di Marte, grazie allo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA). Che nella mesosfera di Marte ci fosse ossigeno atomico non è una novità assoluta, l’avevano già rilevato in passato le sonde Viking e Mariner.

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Da quattro decadi però non si effettuava una misurazione simile, perché l’ossigeno atomico è difficile da rilevare dato che si debbono impiegare lunghezze d’onda all’infrarosso: un requisito che obbliga a trovarsi a quote molto alte.
Ecco perché è stato fondamentale SOFIA, un aereo di linea Boeing 747SP modificato su cui è stato caricato un telescopio a infrarossi da 254 centimetri. Frutto di un progetto congiunto della NASA e del Centro aerospaziale tedesco, l’aereo si è portato a 13mila metri di altitudine, in modo da trovarsi al di sopra delle nuvole e del 99 percento del vapore acqueo dell’atmosfera terrestre.

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Il risultato è stata una misurazione dell’ossigeno atomico negli strati superiori dell’atmosfera marziana (mesosfera appunto), da cui è risultato che la sua presenza è pari a circa la metà della quantità prevista. Il dato ha una rilevanza perché l’ossigeno atomico influenza il modo in cui altri gas sfuggono dall’atmosfera marziana e quindi ha un impatto significativo sul clima del pianeta.
Il suo valore può essere dovuto a variazioni nell’atmosfera marziana, ed è per approfondire questo aspetto che gli scienziati continueranno a utilizzare SOFIA. L’obiettivo della ricerca è infatti quello di cercare di comprendere meglio l’atmosfera del Pianeta Rosso. ( http://www.tomshw.it/ )

Tutto finto. I dati ufficiali riportano da sempre piccole quantità di ossigeno nell’atmosfera marziana. Per me, non sanno più cosa inventare per giustificare i loro stipendi.

7 maggio 2016

UFO International Magazine presenta CALEIDOSCOPIO MARTE

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Nel numero di maggio 2016 la rivista ufologica UFO International Magazine riporta una breve presentazione del mio ultimo libro CALEIDOSCOPIO MARTE nella rubrica “Visti e letti”.
Il prestigioso mensile di scienza alternativa è diretto da Roberto Pinotti, massimo ufologo nazionale, della cui gentile prefazione il mio nuovo libro si fregia.

UFO International Magazine Maggio 2016

3 maggio 2016

La partenza di ExoMars 2018 slitta al 2020

Dopo un’attenta valutazione, l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos ed Europea ESA hanno deciso di posticipare il lancio della seconda parte della missione ExoMars dal 2018 al 2020. La notizia è stata rilasciata ieri in un comunicato.
“Tenendo conto dei ritardi nelle attività e nelle consegne degli strumenti scientifici, un lancio nel 2020 sarebbe la soluzione migliore”, ha dichiarato l’ESA.
Mentre l’orbiter TGO (Trace Gas Orbiter) ed il lander Schiaparelli sono in ottima forma e stanno viaggiando verso Marte, la seconda parte della missione costituita dalla Rover and Surface Platfor, cioè da un lander russo che rilascerà un rover europeo sulla superficie del Pianeta Rosso, probabilmente in Oxia Planum, è stata sottoposta alla valutazione di un team ESA-Roscosmos che ha presentato la propria relazione in occasione dell’incontro Joint ExoMars Steering Board (JESB) a Mosca. La situazione è stata ulteriormente discussa dal direttore generale dell’ESA Johann-Dietrich Woerner e dal direttore generale del Roscosmos Igor Komarov che hanno convenuto in accordo di posticipare la partenza alla finestra di lancio successiva disponibile per Marte, a luglio 2020. ( http://aliveuniverse.today/ )

La partenza di ExoMars 2018 slitta al 2020

28 aprile 2016

Curiosity fora la sua decima roccia su Marte

Perforazioni Marte

Curiosity ha usato il trapano per la decima volta su Marte durante il sol 1320 (23 aprile 2016), forando un’affioramento dell’altopiano Naukluft, chiamato “Lubango”. La roccia è un alone chiaro sulla cosiddetta unità Stimson, l’arenaria scura resistente all’erosione trovata alla base del monte Sharp. […] ( http://aliveuniverse.today/ )

Voi ci credete? Che da Marte possano essere inviate a Terra immagini così nitide? Senza il minimo sporco sopra l’obbiettivo della fotocamera? Chi lo pulisce periodicamente? Eppure i famigerati “diavoli di polvere” dovrebbero insozzare sistematicamente le lenti delle telecamere. Non è una contraddizione?

25 aprile 2016

La Cina volerà verso Marte nel 2020

La Cina ha ufficialmente approvato una missione su Marte per il 2020 che prevede l’invio di un rover per l’esplorazione del pianeta: “Quello che vogliamo fare è raggiungere l’orbita di Marte, atterrare e schierare un rover in una sola missione, sarà molto impegnativo”.
La Cina sta portando avanti un ricco ed costoso programma spaziale al pari degli Stati Uniti e dell’Europa ma su Marte è rimasta indietro, battuta da un suo vicino asiatico, l’India, che a settembre 2014 ha raggiunto il Pianeta Rosso con la sua Mars Orbiter Mission (MOM) il cui orbiter è tutt’ora operativo.
Un paio di anni fa, aveva presentato il designer del rover al salone aerospaziale cinese dall’Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), molto simile a Yutu della missione lunare Chang’e 3, ma più grande e con qualche modifica necessarie per affrontare il pianeta.
In base a quanto dichiarato da Xu Dazhe, direttore dellla National Space Administration, gli obiettivi scientifici saranno studiare il suolo, l’atmosfera, l’ambiente e cercare tracce di acqua.
“Solo completando una missione su Marte, la Cina potrà dire veramente di aver intrapreso l’esplorazione dello spazio profondo”, ha aggiunto.
Nel 2011 la Cina, in collaborazione con la Russia, aveva già tentato di raggiungere Marte con la missione Yinghuo-1 Mars Orbiter ma il razzo Russo, purtroppo, non uscì dall’orbita terrestre, portando al fallimento anche la missione russa Fobos-Grunt che faceva parte dello stesso lancio. ( http://aliveuniverse.today/ )

Notizia sceneggiata di sana pianta. Il solito riferimento all’Europa come se fosse uno stato unico. La Cina falsificherà lo sbarco su Marte esattamente come ha fatto per la Luna. Siccome non riescono a riprodurre i paesaggi lunari in maniera abbastanza credibile rispetto a quanto fece la NASA, pure i “gialli” optano per il pianeta rosso. Sono tutti d’accordo a ingannare la popolazione mondiale.

La Cina volerà verso Marte nel 2020

6 aprile 2016

Microsoft e NASA insieme per simulare il viaggio su Marte

NASA e Microsoft fanno squadra per un progetto denominato Destinazione Marte. Si tratta di un giro turistico del pianeta rosso utilizzando gli stessi occhiali olografici impiegati dagli scienziati per guidare il rover Curiosity che sta attualmente esplorando la superficie marziana. Con tutta probabilità, la NASA sta, come al solito, cercando di mischiare realtà con cyberspazio in modo da rendere più credibile il prossimo (e fasullo) sbarco umano sul pianeta rosso. Hanno assoldato allo scopo quella vecchia cariatide di Buzz Aldrin, (per renderlo “immortale”, dicono nel video) che fu il secondo uomo a sbarcare per finta sulla Luna nel 1969.

4 aprile 2016

Un diavolo di Sabbia su Marte

Bellissimo scatto della sonda Opportunity

Diavoi di polvere Marte

Nonostante l’atmosfera molto rarefatta, anche su Marte possono verificarsi fenomeni atmosferici spettacolari. Oltre alle gigantesche tempeste, che arrivano a coprire vaste aree del pianeta, può capitare che si ‘sveglino’ anche i “diavoli di polvere”. Come questo, fotografato da Opportunity, uno dei rover della Nasa che sta esplorando il pianeta rosso da ormai 13 anni. I ‘dust devils’ sono piccole trombe d’aria che, all’aspetto, ricordano un tornado in miniatura. Fenomeni osservabili sulla Terra e abbastanza frequenti anche su Marte ma, data la notevole distanza che implica ritardi fino a oltre 20 minuti per la ricezione dei segnali, è impossibile avere immagini ‘live’ per sapere dove puntare l’obiettivo. In passato sia i rover Spirit e Opportunity che le sonde in orbita sono riusciti a riprenderli con scatti affascinanti che mostrano del movimento nell’immobilità della superficie desertica. In un’occasione il rover Spirit ha tratto beneficio dall’incontro con uno di questi vortici che lo ha investito. In quell’occasione il vento ha infatti ripulito dalla polvere i suoi pannelli fotovoltaici rendendoli più efficienti. Fonte La Repubblica ( http://www.meteogiuliacci.it/ )

Ma sarà vero? Nel mio ultimo libro la cosa viene messa in discussione: CALEIDOSCOPIO MARTE.

17 marzo 2016

Statistiche sulla distanza percorsa, posizione, velocità e altezza del rover Curiosity

https://lh3.googleusercontent.com/proxy/Ri-RNbY00uQ8jcHg6i33QrwZOxUH4ShSCrBqepPQAS_ljh72A-PpUm1SZAUjmF3JAmxEcsxPVILmit5ZcgMqeAak7nsDQA2r8KMiUxd83SrIEfHJFy7BxJ0lstKbAe8XAAimULE8eFWN=w506-h398

erzo drive consecutivo in 3 giorni, stavolta verso Ovest, nella “Stimson unit”, addentrandosi nell’altopiano Naukluft. Più sotto, sono stati aggiornati sia i grafici storici che la mappa.
Gli aggiornamenti qui sopra (ultimi 2 mesi) sono quasi quotidiani e le fonti principali delle informazioni sono http://curiosityrover.com/ e http://astrogeology.usgs.gov/news.
The plots above, showing last 2 months progress, are updated (almost) daily. Main data sources are http://curiosityrover.com/ and http://astrogeology.usgs.gov/news
Qui sotto, invece, i grafici integrali a partire dall’inizio della missione (compreso il numero di immagini trasmesse dal rover); nelle targhette sono indicati anche i nomi dei principali siti di indagine. Naturalmente, questi grafici sono aggiornati meno spesso (tipicamente 2-3 volte ogni mese). Ultimo aggiornamento: 16 Marzo.
Herebelow, integral plots from the beginning of the mission, including picture statistics; main waypoints names are indicated as labels. Last update on Sol 1283.

MSL 1603o3

MSL 1603e3
Drive-map ufficiale, aggiornata al Sol 1281:

MSL TraverseMap Sol1281 br2Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona ( http://aliveuniverse.today/ )

15 marzo 2016

I vettori spaziali sono semplici missili balistici?


Il recente lancio della sonda ExoMars ripropone il tema della veridicità dei voli spaziali. Si tratta con tutta probabilità di una delle più grandi bufale della Storia umana. Le immagini televisive mostrano che il razzo assume traiettoria orizzontale molto prima di raggiungere una sedicente orbita. In tutti i casi. Ne è esempio il filmato sopra.
Immagini fotografiche scattate con pellicola ad alta sensibilità durante i lanci notturni del programma Shuttle mostrano inequivocabilmente (foto sotto ad esempio) che la rotta del velivolo è indistinguibile da quella seguita da un missile balistico. Il vettore arriva a 30 o 40 km massimi di altitudine disegnando una traiettoria parabolica che ritorna verso terra. Probabilmente il razzo, evidentemente privo di equipaggio, viene fatto inabissare in una zona remota dell’oceano lontano da occhi indiscreti.
Per la cronaca, lo spazio inizia convenzionalmente a 100 km di altezza (linea di Karman) e lo Shuttle avrebbe dovuto raggiungere fra i 190 e 960 km di altezza, a seconda del tipo di missione, onde immettersi in orbita.

Space Shuttle traiettoria

10 marzo 2016

Intervista a Ralph Renè

Bart Sibrel realizzò una intervista televisiva al compianto scrittore Ralph Renè che ha condiviso su Youbute.
Chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza dell’istrionico personaggio, nel mio libro LA LUNA DI CARTA ci sono un suo articolo e la trascrizione di una lunga intervista che mi rilasciò nel 2009. Nel mio recente CALEIDOSCOPIO MARTE, ho inserito un suo altro  articolo, inedito in italiano, riguardo alle problematiche che si incontrerebbero in una spedizione umana verso il pianeta rosso.

9 marzo 2016

Una pistola su Marte?

Pistola rivoltella Marte

Il rover Opportunity ha fotografato uno strano oggetto sulla superficie marziana. L’immagine sopra risale al 2014 ma alcuni ufologi hanno scovato l’affare solo di recente. Si annida tra il monte Edgecumbe e la cresta denominata Wdowiak. Per qualcuno, si tratterebbe di una arma da fuoco proveniente da un UFO precipitato su Marte. Attorno infatti ci vedono detriti che sembrano rottami di un qualche scafo. Probabilmente un caso di pareidolia, tuttavia di immagini come queste, se ne trovano a bizzeffe. Molte di queste fotografie inspiegabili si trovano nel mio ultimo libro integralmente a colori CALEIDOSCOPIO MARTE.

3 marzo 2016

Canali di Marte

Giovanni Virginio Schiaparelli fu un astronomo piemontese vissuto nell’’Ottocento. Fu anche uno storico della scienza, membro dell’Accademia dei Lincei e senatore del Regno d’Italia. Lavorò per quarant’anni presso l’Osservatorio di Brera a Milano che lo ebbe come vulcanico direttore.

Giovanni Virginio Schiaparelli (1835 - 1910)

Giovanni Virginio Schiaparelli

Egli è noto per i suoi studi sul pianeta Marte in particolare svolti durante la “grande opposizione” del 1877.
Marte dista mediamente da noi circa 99 milioni di km ma durante queste “grandi opposizioni” si avvicina “terribilmente”! Fino a meno di 56 milioni di km (“solo” 55,8 milioni di km nel recente 2003).
Durante la “grande opposizione” del 1877 Schiaparelli fece delle osservazioni sorprendenti sul pianeta rosso. Osservò dei mari e dei continenti ma in particolare una fitta rete di canali lineari che furono interpretati come opere “artificiali”. La sua scopata fu confermata da altri ma subito nacque anche il presunto equivoco, probabilmente predisposto ad arte, sul significato della parola “canale” in riferimento alla loro genesi. Il suo lavoro ispirò La guerra dei mondi di H. G. Wells.
Crescono di giorno in giorno, grazie alle immagini inviate dalle sonde, le evidenze di strutture e costruzioni artificiali localizzate sul pianeta Marte.
In particolare dei canali o meglio tunnel translucidi che sembrano adagiarsi in canyon o fratture della crosta marziana. Talvolta semisepolti dalle frequenti tempeste di sabbia.
In qualche caso appaiono interrotti da crolli. Sorretti da formazioni ad anelli trasversali disposti a distanza prefissata per sorreggerne la struttura.

Quancuno suggerisce che queste strutture servano o siano servite trasportare un liquido verso bacini a cielo aperto che raccolgono della sostanza allo stato liquido. Schiaparelli sostenne nel libro La vita sul pianeta Marte che, data l’assenza di piogge, questo è il modo per distribuire grandi quantità di liquido sul pianeta.

Che cosa sono?
Vestigia di antiche civiltà? Bizzarrie della geologia extraterrestre? Tracce di vita fossile?
O cos’altro? Immagini ripresa dalla MOC (Mars Orbiting Camera) a bordo del MGS (Mars Global Surveyor) mostrano oggetti ancora più stravaganti. Impressionante il “duomo” cioè una costruzione che sembra una sfera di circa 300 metri di diametro dentro un cratere. Questo “oggetto” assomiglia a tutto fuorché a una formazione “naturale”.

Una ricostruzione tridimensionale dell’immagine conferma l’impressione di artificialità di un edificio geodesico.

Chi può dimostrare la reale natura di queste formazioni marziane che appaiono in fotografie regolarmente reperibili sui siti NASA?
Perché non se ne discute apertamente nella comunità scientifica?

Di Virginio Schiaparelli si parla nel mio libro: CALEIDOSCOPIO MARTE.