Archive for ‘Mondo antidiluviano’

17 agosto 2018

PIANO DI ESISTENZA 3 – Il mondo prima del Diluvio

Sarà il tema che affronterò nella mia presentazione al convegno di Agerola (NA) il 24 agosto entrante. Risponderò alla domande provenienti dalla platea e dai giornalisti.

https://pianetax.wordpress.com/piano-di-esistenza/

16 luglio 2018

Baalbek: la Storia fuori ordinanza

Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Ancora molte che altre cose ancora più meravigliose sono stati raggiunti in passato lungo volte. A est si trova Libano una città chiamata Baalbek che può veramente laici sostengono di alcune delle più spettacolari rovine sulla terra: le rovine del Tempio di Giove. Ora nel tentativo di identificare la vera origine delle costruzioni a Baalbek, ci viene detto da accademici che nel 27 A.C., l’imperatore romano Augusto venne presumibilmente la decisione piuttosto insondabile di costruire ciò che è assolutamente e inconfutabilmente la più grandiosa, più potente e più sontuoso tempio costruito in di tutta l’antichità e di farlo in quello che è letteralmente, nel mezzo del nulla.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Le rovine di Baalbek sono assolutamente enormi con il suo enorme cortile costruito su una vasta piattaforma che è ancora mantenuta da tre enormi mura. Questi muri di sostegno contengono blocchi di calcare di ventisette, di dimensioni maggiori rispetto a quelli che possono essere trovati altrove nel mondo. Ciascuno dei blocchi in queste mura pesa oltre 300 tonnellate, tuttavia ci sono tre blocchi nel muro che pesano oltre 800 tonnellate ciascuno. Questo trio di blocchi ha guadagnato fama mondiale e è conosciuto collettivamente come il “Trilite”.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Il Tempio di Giove è davvero uno dei più imponenti templi antichi nel mondo. Misura 88 x 48 metri e sorge su una piattaforma o un podio raggiunto tramite una larga scalinata che può anche solo essere descritto come veramente monumentale. Il podio effettivo si erge in completo 13 metri sopra il terreno circostante. La Trillithon in muri di contenimento sono tre dei quattro blocchi di pietra più grandi mai scavati.
Ora se dobbiato davvero pensare a tutto questo e considerare eventi nell’ambito accademico ufficialmente accettato che ci è dato di storia, il sito scelto per il Tempio di Giove non ha alcun senso reale a tutti e si può non trovare nessun apparente o evidente rima o motivi ma Augustuo hanno avuto per selezionare il sito a Baalbek per tale un elaborato Tempio.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
In epoca romana, Baalbek (apparentemente) era solo una piccola città su un itinerario commerciale a Damasco. Ha non tenuto alcun significato religioso o cultura speciale per Roma, oltre ad essere al centro di una regione ambita sepoltura che è stata favorita dalle tribù locali. Inoltre sembra completamente fuori del personaggio per la Roma innegabilmente egoista se ne sono andati a tutti i problemi di creazione di tale architettura sontuosa e stravagante in Libano – e in un posto come Baalbek che si trova così lontano da Roma. I Romani erano, dopotutto, un impero enormemente e innegabilmente avido e sono stati nel processo di rubare tesori storici da altri paesi, come gli obelischi dall’Egitto, allo stesso tempo che il Tempio di Giove era in costruzione.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Ha molto più senso ipotizzare che Baalbek possa aver avuto qualcos’altro romani volevano dal sito. Forse qualcosa nessun altro posto, nemmeno Roma, poteva offrire loro. Potrebbe anche essere la ragione perché così tante persone hanno voluto essere sepolto lì. Ma ci viene detto da accademici che no, il tempio è sicuramente e indiscutibilmente di origine romana.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Tuttavia, ci sono seri problemi con questa affermazione. I blocchi nel muro di contenimento del sito del Tempio di Baalbek: indagine mostra molto chiaramente loro di essere molto più erosa che la buona fede rovine romane del Tempio di Giove e i due altri templi romani che si trovano nel sito. Ora poiché la pietra del muro di contenimento è dello stesso tipo come il tempio, è ragionevole e logico supporre che i blocchi pesantemente erosi sono naturalmente, molto più vecchi.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Quindi è anche logico supporre che il tempio romano era infatti, un aumento di una piattaforma pre-esistente molto più vecchio, e questo naturalmente inoltre aiuterebbe a spiegare perché sulla terra ad un sito remoto è stato scelto per il tempio – perché offriva ad Augusto un ready made , pre-esistente piattaforma su cui costruire.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Il problema è davvero molto semplice e dritto in avanti ed è difficile capire perché l’idea che la costruzione della piattaforma e del muro di sostegno potrebbe avere avuto luogo prima del tempio è deriso dalla comunità archeologica tradizionale. La notevole quantità di erosione visibile sui grandi blocchi del muro di contenimento si qualifica abbastanza adeguatamente come prova materiale della loro età di gran lunga maggiore rispetto alle effettive rovine del Tempio di Giove. È ragionevolmente evidente che se abbastanza sostanza evidenza geologica apposes significativamente la teoria quindi la teoria è ovviamente corretta!
Ma c’è un problema con questo per accademici, perché questo naturalmente avrebbe dovuto dire che quando i Romani avevano costruito il Tempio di Giove, avessero fatto su una piattaforma che era stato precedentemente costruita da una parte molto più antica, che in questa fase rimane unk nown e certamente non vogliono visualizzare nuovamente quella cosa di “Civiltà”.
Un punto notevole a questo problema è che l’impero romano era ben noto di essere stato abbastanza un regime egoistico e ancora non troviamo alcuna pretesa di costruire l’incredibile muro di sostegno ovunque nel retaggio rmano. Esiste ancora, testi attuali che registrano la capacità di trasporto romano durante il Regno di molti Roman Emperors, tra cui Augusto. Queste registrazioni mostrano chiaramente che il limite di carico per il trasporto di grossi blocchi altrove nell’impero romano al tempo era solo un po’ più di 300 tonnellate metriche e che è stato raggiunto solo con la maggiore quantità di difficoltà. Il trasporto molto celebrato della tonnellata 323 Obelisco del Laterano a Roma, per esempio, era un compito enormemente difficile e pericoloso che ha misurato il Regno di tre imperatori. E ancora troviamo che trasporto dei blocchi massicci 800 ton a Baalbek per il Tempio di Giove non è menzionato dalla storia romana ovunque a tutti. Questo fatto pone anche domande immediate.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
È anche molto la pena di notare che il Regno di Augusto, i romani anche sapevano e molto spesso utilizzati, calcestruzzo. Il Colosseo ancora in piedi a Roma oggi è un buon esempio di una struttura in calcestruzzo romano classico. Non è semplicemente mai stato in stile romano di costruire con blocchi megalitici. In realtà tale architettura megalitica non appare nessun dove altro affatto in tutto l’impero romano. È anche significativo che Tolomeo ha conferito il titolo di Heliopolis a Baalbek.
Per lui hanno dato il posto che il titolo particolare, e ‘ ovvio che Baalbek doveva essere stato un antico luogo sacro e deve aver avuto già qualche architettura notevole o qualche collegamento significativo con altri il Heliopolis (città del sole), anche parte del Tolomei dominio in Egitto. E c’è ancora un ulteriore indizio: nel 636 D.C. il Tempio di Giove è stata rilevata da arabi che lo trasformò in una fortezza, anche facendo qualche ulteriore costruzione di propria iniziativa. Ciò significa che i blocchi utilizzati nelle sezioni arabi di Baalbek sono state poste circa 650 anni dopo i blocchi del Roman Temple.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Quindi prendere in considerazione questo enigma: grandi blocchi del muro di contenimento erano romani, se i blocchi più recenti di arabi avrebbero segnato l’erosione dei vecchi blocchi romani come erano dopo i primi sei o sette – cento anni poiché essi sono state poste. Ok? Così come allora, l’erosione dei grandi blocchi nel muro di contenimento possibile tanto maggiore l’erosione di entrambi i vecchi blocchi del tempio romano e i blocchi più recenti delle rovine arabe, durante gli anni successivi 1500 poiché la sezione araba è stata costruita?
Secondo la leggenda locale, Baalbek presumibilmente era stato un centro religioso dedicato a Baal in epoca fenicia e leggende locali arabi effettivamente posizionare i blocchi ciclopici del muro di contenimento risalgono ai tempi di Caino e Abele. Altri racconti dicono che la piattaforma è stata costruita dagli dèi del vecchio.
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Vicino all’ingresso meridionale di Baalbek c’è una cava dove le pietre utilizzate in templi e muri di sostegno sono state tagliate. Nessuna traccia di qualsiasi antica strada si trovano tra la cava e il tempio che solleva anche interrogativi su come i monoliti enormi 800 ton estratta mai persino sono stati trasportati al sito. Questa mancanza di qualsiasi strada può significare solo una delle due cose: in entrambi i blocchi del muro di contenimento sono stati trasportati finora indietro nell’antichità che ogni traccia della strada è sparito, o: una strada non è mai stato richiesta per l’attività del loro trasporto. In realtà una strada sarebbe stato poco utile comunque a causa del peso puro dei blocchi. Le fondamenta di qualsiasi strada forte abbastanza per essere utilizzato per un tale compito avrebbe dovuto sono stati veramente immenso e se tale strada fosse mai esistita qualche traccia di esso sarebbe senza dubbio ancora rimangono oggi. Così come essi sono stati spostati?
Baalbek's Roman Temple Of Jupiter's Ruins: Out-of-place Artifacts (OOPArt)
Un altro enorme blocco di pietra, conosciuto come la “pietra della donna incinta” ancora oggi si trova nell’antica cava dove è stato tagliato nell’antichità. Misura 21,5 x 4,8 m x 4.2meters dimensioni, pesa circa 1.000 tonnellate ed è la più grande pietra sbozzata si trovano ovunque nel mondo.
Non c’è Nessun appaltatore o gru al mondo che è capace di spostare questi blocchi sbozzati dalla cava per il sito del tempio. Tale compito è ancora ben di là di qualsiasi delle nostre attuali capacità di trasporto.

( http://thebiggestsecretsoftheworld.blogspot.com/2011/02/baalbeks-roman-temple-of-jupiter-out-of.html )

Articoli di approfondimento: Eccolo il globo… piatto!

15 giugno 2018

Eccolo il globo… piatto!

Apparentemente un nuovo pallone d’alta quota (32 km di altezza). Eccola la “sfera”… assolutamente piatta e stazionaria. Inoltre, l’orizzonte rimane a livello dell’occhio anziché scendere seguendo la curvatura della sfera..
Interessante la musica dalla colonna sonora de “Il Gladiatore”. Romani e greci classici, come li conosciamo non sono mai esistiti. I cosiddetti templi, Partenone, valle dei templi di Agrigento, Baalbeck, Karnak, Sachsayuman e le altre costruzioni megalitiche sono in rovina.
Furono magnificenti costruzioni antidiluviane squassate da tremendi sismi e tsunami. L’immane massa di sedimenti ricoprì (deposito alluvionale) le città che ora vengono beffardamente chiamate “catacombe” o “necropoli” come se davvero qualcuno le avesse intenzionalmente progettate sottoterra. Lo dimostra anche il piano di calpestio attuale che è di svariati metri, in media, più alto delle rovine romane.
La Storia che conosciamo è integralmente falsa.
L’impero bizantino e le invasioni barbariche, ad esempio, furono la ripresa dopo il Diluvio. La civiltà non fa marcia indietro al buio del Medioevo come ci fanno credere gli storici di fama, quasi tutti massoni o satanisti. A meno di un evento talmente catastrofico da annientare la civiltà dalla faccia della Terra.
I monaci emanuensi semplicemente ricopiarono gli scritti “classici” (pre-diluviani) della biblioteca di Alessandria, che andò distrutta per un motivo mai veramente chiarito.
A causa del Diluvio, le acque s’innalzarono e molte città rimasero sommerse. Ora fingono di scoprirle ma loro lo sanno, lo sanno che stanno ancora la sotto.  Uno di loro, francese nato in Marocco si chiama Franck Goddio (affrancato da + dio in inglese + dio in italiano). Avevo menzionato già in passato che la parola inglese dog (cane) fu coniata, in luogo del germanico hound, in spregio alla parola God (Dio).
I sopravvissuti malvagi della punizione divina riedificarono la prima città, Ur, e da allora vogliono che siamo tutti “cittadini” (URbanizzati) anche se viviamo in campagna. “Cittadini italiani”, “cittadini del mondo”. Il Nuovo Ordine Mondiale è il semplice coronamento della loro celeste vanità (scusate se mi autocito). Per disprezzo dell’Onnipotente hanno chiamato il pianeta più vicino al cielo Ur-anus (buco del kulo di Ur, Ben HUR, MarkUR, (il creatore del file sharing E-mule), a Roma c’è l’EUR. Il cosmodromo teatro del finto programma spaziale russo sta a BaykonUR in Kazakistan la cui nuova capitale Astana è l’anagramma di Satana. Il loro dio si fa chiamare in mille altri modi, per brevità Ra (IRA , Irish RA, RAI, RA italiano, i sacrifici umani di vergini: YaRA, SaRA, ChiaRA, RA-dio, V-dio, oggi per la decima volta, il TG3 Lombardia ha informato che i musulmani hanno terminato il RAmadan, notizia in funzione anticristiana.
Bramano ricostruire la torre di Babele (capitolo 11 della Genesi) per la quale furono severamente puniti. E ci stanno riprovando sempre più pervicacemente. Anche la Bibbia è stata pesantemente artefatta. Ma non in Rivelazione 9-11 (°), l’unico passo dei testi sacri in cui il loro signore e padrone è menzionato per nome.
A noi non resta che pregare e invocare che al più presto Gesù Cristo mantenga la promessa di ritornare in terra e ogni dubbio sarà sciolto, ogni ansia sopita e ogni noia superata.
Pura fantasticheria e mere coincidenze, chi lo sa.
PS Dei drammatici eventi che procedettero il Diluvio Universale e della sua meccanica parlerò il 24 agosto ad Agerola durante PIANO DI ESISTENZA 3.

Sul nuovo ordine mondiale: QUADERNI DALLA TERRA PIATTA.
Sul meccanismo fisico del Diluvio Universale: Archeo Misteri Magazine – maggio 2018

(°)  Rivelazione 9-11 “Esse hanno su di loro un re, l’angelo dell’abisso. Il suo nome in ebraico è Abaddon,* ma in greco ha nome Apollion.*+

https://travelingcanucks.com/wp-content/uploads/2013/09/luxor-egypt13.jpg

Le immense rovine di Karnak (Egitto) che gli egittologi, falsi e bugiardi,  si ostinano a definire “egizie”.  Wikipedia dice che le colonne sono alte 14 metri,  solo alcune 21.  Ma osservando i turisti a confronto, ce ne sono forse di alte 30 metri (dicono di 3 m. di diametro ma sono almeno di 4) che nessun “nipote di Mubarak” avrebbe saputo edificare.

17 maggio 2018

Rotoli del mar Morto: scoperta camera segreta e nuovi 50 frammenti

Rotoli del Mar Morto, scoperta camera segreta tra le grotte e 50 frammenti dei Vangeli segreti
Ha fatto il giro del mondo la scoperta di una nuova camera tra le grotte in cui vennero ritrovati i famosi rotoli, compiuta da un team internazionale di ricercatori. Nei magazzini dove sono conservati gli antichi manoscritti della Torah sono stati rinvenuti altri 50 nuovi frammenti degli antichi papiri che, secondo alcuni, raccontano versioni diverse della vita di Gesù finora conosciuta.
Sono passati oltre settant’anni da quando sono state identificate le prime camere segrete nel sito di Qumran, in Israele, luogo custode dei più antichi e preziosi manoscritti della Torah pervenutici fino ad oggi. Era il 1947. E ancora oggi, dopo diversi decenni, i rotoli del Mar Morto non smettono di far parlare di sé. Di recente ha fatto il giro del mondo la scoperta di una nuova camera tra le grotte in cui vennero ritrovati i famosi “rotoli”, compiuta da un team di ricercatori di cui fa parte anche un italiano, Alessandro Maifredi, geologo e speleologo del Centro Studi Sotterranei di Genova.
( https://www.fanpage.it/rotoli-del-mar-morto-scoperta-camera-segreta-tra-le-grotte-e-50-frammenti-dei-vangeli-segreti/ )

Come era prevedibile, onde mistificare la Bibbia e i Vangeli, i poteri occulti producono quest’altro falso ritrovamento.
Scommetto che nei nuovi  “frammenti” manoscritti ci sarà scritto che Gesù dice che la Terra è sferica e le scie chimiche sono una benedizione divina!
Dell’inquinamento del testo biblico ho parlato, facendo un clamoroso esempio, nell’articolo sul Diluvio Universale questo mese in edicola su Archeo Misteri Magazine di maggio 2018.
Archeomisteri Magazine numero 243 maggio 2018

12 maggio 2018

Bugie archeologiche: Necropoli della Banditaccia

Necropoli della Banditaccia, veduta aerea

È una delle più grandi necropoli del mondo antico. Attraversata da una via sepolcrale lunga più di 2 Km, si sviluppò dal IX secolo a.C. ad età ellenistico-romana. Le tombe più antiche sono del tipo a pozzo, con incinerazioni entro vasi biconici, e del tipo a fossa per inumati. Dal VII secolo a.C., con il prevalere del rito dell’inumazione, si sviluppano grandi tumuli con camere funerarie scavate nel tufo e decorate con motivi ispirati alle forme dell’architettura domestica. Tali monumenti, appartenuti a famiglie di alto rango, hanno restituito ricchi corredi ove frequente è la presenza di materiali importati dal Vicino Oriente e dalla Grecia. Nel corso del VI secolo a.C., alla tipologia del tumulo, ora di forme medie e piccole, si affiancano e progressivamente si affermano le tombe a dado allineate regolarmente lungo le vie sepolcrali e quelle a caditoia. Nel corso del IV secolo a.C. risulta diffuso il tipo di ipogeo costituito da un solo ambiente e con banchine addossate alle pareti rispetto ai quali costituiscono episodi isolati più imponenti monumenti funerari appartenuti a famiglie di rango gentilizio. È il caso della tomba dei Rilievi che, ubicata all’interno del Recinto della Banditaccia, esibisce sulle sue pareti una ricca parata di oggetti di uso quotidiano resi a stucco e dipinti, come pure, fra le tombe ‘del Comune’, si ricordano quelle dell’Alcova, dei Sarcofagi, del Triclinio, dei Tamsnie, monumenti che come la Tomba Torlonia nella necropoli di Monte Abatone, offrono testimonianza dell’eccezionalità delle esperienze dell’architettura funeraria dell’antica Caere.
Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono state incluse nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2004 e costituiscono il primo esempio di siti riferibili alla civiltà etrusca (approfondimenti). ( http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=150137&pagename=157031 )

Ennesima menzogna: le necropoli avevano una pianta urbana simile a quelle di una vera città. Forse perché erano vere città!
Ma coma mai gli studiosi mentono? Perchè ci raccontano che questi insediamenti furono intenzionalmente progettati ed edificati nel sottosuolo?
A tale domanda, rispondo nell’articolo in edicola su Archeo Misteri Magazine nel numero di maggio 2018.
Archeomisteri Magazine numero 243 maggio 2018https://www.youtube.com/watch?v=PpXzEDJKa8o

7 maggio 2018

Archeo Misteri Magazine – maggio 2018

Sappiamo che la Storia, così come ci viene insegnata, è stata integralmente manipolata se non riscritta di sana pianta.
In edicola, il numero di maggio 2018 del mensile Archeo Misteri Magazine. In un articolo di 12 pagine, intitolato Il meccanismo fisico del Diluvio Universale, spiego come il cataclisma si sia effettivamente svolto dal punto di vista geofisico. Il resoconto biblico pare sia stato alterato e travisato da imperscrutabili poteri occulti.
Le “necropoli” non sono città sotterranee bensì regolari insediamenti edificati alla luce del Sole che furono seppelliti durante quel terrificante evento. Perché gli archeologi mentono?
I mammut e altri animali furono sterminati dal Diluvio e non da “cambiamenti climatici” improvvisi grossomodo inspiegabili. Ma alcune specie, non sono andate estinte ma la loro esistenza in vita viene tenuta nascosta per alimentare il mito delle “estinzioni” avvenute in tempi remotissimi.
Fantascienza, pensate voi? Buona lettura.

Archeomisteri Magazine numero 243 maggio 2018

12 aprile 2018

Libertà individuali e Legge dell’Ammiragliato

https://pianetax.files.wordpress.com/2018/04/dc920-deep2bammiragliato.jpg?w=370

Ve ne siete accorti? Come individui contiamo poco o nulla. Con la scusa della democrazia, ci hanno costretto a condurre le nostre esistenze in un recinto precostituito, organizzato secondo le loro leggi e condizionato dalle loro esigenze. La classe dominante, occulta o palese che sia, continua così ad imporre i suoi desiderata indisturbata, dietro la finzione democratica. Quando la superpotenza statunitense intendeva esportare la democrazia, in realtà voleva solo allargare quel recinto.
Come esempio possiamo citare il recente e mortifero governo Monti, considerato da molti, a ragione, un vero e proprio colpo di stato autoritario. Qualche individuo a tentato di denunciare l’enormità della cosa alla magistratura, raccogliendo un nulla di fatto prevedibile. Le forze dell’ordine e l’apparato giudiziario infatti servono solo a mantenere saldo lo status quo, contro i voleri dei dominati (noi).
Parlare di diritti quindi facendo riferimento a leggi, trattati e carte costituzionali non ha alcun senso. Le leggi, i trattati e le carte costituzionali sono stati redatte proprio per impedire agli individui di far valere i propri diritti universali. Prova ne è l’orrida nostrana carta costituzionale, propagandata come ‘la migliore del mondo’ ed invece straboccante di concetti inaccettabili ed antilibertari.
Dalla ferale bolla papale ‘Unam Sanctam Ecclesiam’, sino agli odierni trattati transnazionali, il percorso seguito appare chiaro: impedire il risveglio delle masse, impedendo ai singoli individui di conoscere la verità sul vero loro ruolo nella società degli uomini e le varie leggi che lo impediscono. Utilissimo in proposito, guardare questo video, semplice ed illuminante: ( http://offskies.blogspot.it/ )

Occorre puntualizzare che il diritto marittimo ascende direttamente dal retaggio diluvio universale.

17 marzo 2018

Cena con bistecche di mammut ibernato: l’evoluzione di una strana indiscrezione

Una delle affermazioni che vediamo di volta in volta proiettate intorno alla letteratura marginale, specialmente tra i catastrofisti, è che i mammut ei mastodonti erano “congelati” in une apocalisse inesplicabile che li teneva accuratamente preservati e bloccati nella loro freschezza. Sebbene i cadaveri di mammut sopravviventi non sembrino essere Ziploc-freschi, la storia ricorre ogni pochi anni. Ad esempio, David Childress li usa come esempio di spostamento della crosta terrestre nelle sue Città perdute e antichi misteri dell’Africa e Arabia : “Ammirate mammut lanosi congelati nell’Artico con ranuncoli nello stomaco. Apparentemente erano congelati in un lampo della crosta terrestre. “I nostri teorici marginali conoscono la storia più direttamente da Charles Hapgood, che ha scritto di” bistecche di mammut commestibili “che hanno dimostrato l’ipotesi di spostamento della crosta terrestre. La sua richiesta ha lasciato in eredità i nostri mammut congelati alla storia marginale.
Tuttavia, i promotori più attivi del mito furono i creazionisti biblici, che speravano di dimostrare in tal modo che il Diluvio offusca i mammut. Ecco come il catastrofista Donald Patten ha messo nel Biblical Flood e Ice Epoch del 1966, come citato nella Guida alla Bibbia di HL Wilmington: “La loro sepoltura e refrigerazione è stata così efficace che le carcasse di mammut sono state scongelate per nutrire i cani da slitta, sia in Alaska che Siberia; infatti, le bistecche di mammut sono apparse anche nei menu dei ristoranti di Fairbanks. “I menu potevano aver letto” mammut “, ma certamente non lo servivano. Ricordo di aver letto su quei vecchi menu di vecchi libri di fatti strani quando ero un ragazzino, e il brano che ho appena citato da Patten sopra appare quasi del tutto letterale in Impronte degli dei di Graham Hancock, citato a Patten.
Secondo la versione online del testo di Patten, la fonte è Ivan T. Sanderson, “Riddle of the Quick-Frozen Giants”, Saturday Evening Post , 16 gennaio 1960, p. 82. Ricorderai Sanderson come lo scrittore marginale le cui affermazioni su giganti antichi lanciarono David Childress sul sentiero di accusare lo Smithsonian di una vasta cospirazione. Sembra essere una fonte inaffidabile, ma uno che ha dato più della sua parte di cattive idee all’immortalità. Hapgood ha ottenuto le sue informazioni da Sanderson.
Ad ogni modo, una propaggine di questa affermazione è la storia ricorrente che alcuni di questi mammut diventarono cene congelate per sovrani europei, gruppi di scienziati o qualche combinazione di questi.
Ne parlo a causa di un nuovo rapporto che rileva che la più recente di queste affermazioni è stata una bufala. La leggenda narra che nel 1951 il Club dell’Esploratore servisse carne da un mammut congelato, come si può leggere in questo articolo del 2014 sul filo interdentale che prende la storia almeno in qualche modo seriamente. Ma una nuova analisi dei resti conservati di quella cena (non chiedere perché qualcuno ha conservato gli avanzi per 65 anni) ha determinato che il cibo era in realtà una tartaruga, che era stata spacciata non come un mammut ma come un megatherium, un bradipo di terra estinta. Il Christian Science Monitor non capì cosa fosse un megatherium nel 1951 e riferì che il cibo era gigantesco, causando la leggenda.
Ma questo è lontano dall’unica cena di mammut per essere poco più che aria calda. La più famosa cena del genere si sarebbe svolta poco dopo lo scavo del mammut Beresovka in Russia nel 1901. Si diceva che gli scienziati avessero cenato generosamente sulla carne fresca congelata. Tuttavia, IP Tolmachoff esaminò la storia nel 1929 e scoprì che era stato notevolmente esagerato. “Anche se parte della carne recuperata dai cadaveri era” fibrosa e marmorizzata di grasso “e sembrava” fresca come carne di manzo o carne congelata “, solo i cani mostravano un certo appetito; “Il fetore. . . era insopportabile “, ha scritto in un articolo accademico. Uno scienziato ha cercato di assaggiare la carne, ma si è trovato incapace di tenere giù la carne putrida.
Da ciò nacque una leggenda secondo cui il prof. Otto Herz, che montò il mammut per l’Accademia delle Scienze imperiale dello Zar a San Pietroburgo, trattò la famiglia imperiale in una festa di carne gigantesca, con contorni portati da reperti archeologici in tutto il mondo, come il grano conservato dalle tombe egiziane. Mentre questa è una bella storia del miserabile eccesso della dinastia dei Romanoff, sfortunatamente è completamente falsa.
Tuttavia, la storia era abbastanza popolare da assumere una vita propria, in varie versioni. Nell’ottobre del 1959, la rivista Boy’s Life raccontò ai suoi giovani lettori in un articolo sui mammut che erano congelati in blocchi di ghiaccio. Citava un professore universitario, identificato solo come Elmer, che diceva “Una volta ho incontrato un uomo che mangiava carne gigantesca durante un banchetto dello zar Nicola di Russia durante la prima guerra mondiale. Come pensi che sia successo? “
Suppongo che sia successo perché alla gente piace raccontare storie alte, e alcuni pensatori non troppo critici le hanno ripetute nella migliore parte di un secolo. Non smette mai di stupirmi come le storie continuano a ripetersi senza alcun controllo dei fatti. ( http://www.jasoncolavito.com/blog/dining-on-frozen-mammoth-steaks-the-evolution-of-a-strange-rumor )

I casi possono essere solo due: o si tratta di una bufala, reiterata nel tempo, partorita per un qualche motivo oppure…
Sappiamo che la Terra è molto più grande di quanto viene ufficialmente ammesso. Probabilmente perché quando le dimensioni del globo furono stabilite, territori erano ancora incogniti.
Non si può escludere che in remote terre oltre la Siberia o vicino all’Antartide, qualche mandria di pachidermi lanosi sia ancora presente. Di tanto in tanto, qualcuno importa clandestinamente la loro carne e viene servita come prelibatezza per buongustai dal portafogli abbastanza gonfio. Non riusciamo, infatti, a credere che essi rimangano commestibili dopo 10 mila anni, seppur trascorsi in ibernazione.

carne di mammut

4 gennaio 2018

Archeo Misteri Magazine – gennaio 2018

In edicola il numero di gennaio 2018 del mensile Archeo Misteri Magazine. L’articolo di copertina è dedicato a un mio pezzo sulle petrosfere. In un contesto di revisionismo archeologico generalizzato, ho rivisitato la questione. Cosa sono le “sfere di pietra” che si ritrovano in giro per il mondo? Chi le ha realizzate e perché? Appare chiaro, ormai di giorno in giorno, che la storia delle civiltà umane va interamente reinterpretata e riscritta. Buona lettura!

23 novembre 2017

Alberi giganti pietrificati: scoperte le radici?

Un’enorme e sorprendente scoperta è stata fatta alla Devils Tower nel Wyoming. Gli scienziati del dipartimento dei parchi statali del Wyoming stavano conducendo letture sismiche fotografiche sotto la torre, quando hanno scoperto un sistema di radici pietrificato incredibilmente grande sotto la torre.
Il dipartimento dei parchi ha rilasciato una dichiarazione dicendo: “Abbiamo scoperto, quello che sembra un gigantesco apparato radicale proveniente dalla base di The Devils Tower: il sistema di radici è stato misurato a 4 miglia di profondità e 7 miglia di larghezza. prova per confermare che questo è in realtà un sistema di radici e non una coincidenza. ” Questa scoperta è ai margini della riscrittura della storia e della scienza così come la conosciamo.
Continueremo ad aggiornarvi con qualsiasi nuova informazione, poiché in questo momento le informazioni sono molto limitate.

Alessandto ( https://movimentosovrano.blogspot.it/ )

ADDENDUM La notizia è stata valutata come ‘fake news’. Tuttavia, l’apparato radicale di questi alberi mastodontici è riconoscibile nell’orografia delle cartine geografiche fisiche anche in Italia.

Articoli di approfondimento: Una nuova paleontologia? La pianta di pomodoro gigante di Kei Mori: un indizio paleo-climatico?

Alberi giganteschi pietrificati

22 novembre 2017

Sorpresa: dinosauri e mammut potrebbero essere ancora vivi!

Di tanto in tanto, ciclicamente, appaiono sui giornali notizie di avvistamenti di dinosauri e altri animali dati per estinti da lungo tempo quali i mammut.
Alla luce della teoria della “terra piatta”, tali segnalazioni assumono nuovo colore. Se la evoluzione non esiste e la Terra è stata creata da pochi millenni, può darsi alcuni grandi animali possono essersi estinti in tempi recenti o non essersi estinti affatto.
Sappiamo, quasi con certezza, che ci sono territori sconosciuti oltre i poli che non sono cartografati nelle mappe sui libri. In quei territori, mammut, dinosauri e altre misteriose creature potrebbero tutt’oggi albergare.
Del resto, suona strano che, ad esempio, il calendario cinese contempli tutti animali viventi eccetto uno: il drago che ha tutta la sembianza di una specie di dinosauro. Questi grandi rettili si sarebbero estinti 65 milioni di anni fa, marcando la fine del Cretaceo (Cretacico) e l’inizio del Terziario ben prima dell’epoca storica. Perché i cinesi li avrebbero aggiunti al loro calendario, se scomparsi?
I mammut si sarebbero estinti in epoca storica ma nulla esclude che nella vastissima Siberia, tuttora largamente inesplorata, qualche gruppo sia sopravvissuto nella fitta boscaglia. Rari filmati sono reperibili a testimonianza di ciò. Le rilevazioni satellitari sono fasulle dato che i satelliti artificiali non esistono.
Se la Storia Naturale che conosciamo è quasi integralmente frutto di fantasia, forse anche la verità sulle grandi estinzioni ci sfugge.
Testi di approfondimento: QUADERNI DALLA TERRA PIATTA.

19 settembre 2017

Souvenir da Ur

Guardiamoci attorno. Il nuovo ordine mondiale è ormai ‘tutto intorno a noi’. E’ nel cibo, nell’aria, nei luoghi di lavoro, finanche dentro di noi. E’ una marea oscura e lenta quanto potente ed inesorabile.
Assume a volte i connotati tangibili di una controversa linea ferroviaria ad alta velocità, di un mastodontico sistema di telecomunicazioni militari oppure si palesa in modo appena percettibile tramite campi elettromagnetici, manipolazioni genetiche, normative capestro.
I suoi araldi sono invece ben riconoscibili. Si tratta di esseri umani che, con fare perentorio e saccente, agiscono per il malessere dell’umanità a cui sembrerebbero invece appartenere. Un araldo dell’oscurità può diventare politico, leader religioso, giornalista spesso, medico od opinionista. Può incarnarsi in un uomo di spettacolo oppure nel nostro vicino di casa, inconsapevolmente colpevole.
Gli araldi del nuovo ordine mondiale sono esseri umani vinti. Sono esseri umani che si sono arresi ed hanno preferito alla battaglia per la libertà, una schiavitù dorata oppure soltanto appena patinata. Sono vili, inermi e traditori. Sanno benissimo che alla fine della partita non otterranno nulla o quasi, ma la paura è troppa.

Ciò che spaventa di più del nuovo ordine mondiale è l’assetto generalizzato e totalitario che desidera imporre a tutta la biosfera. Non appena sarà disponibile, il sistema si chiuderà a riccio, inglobando ogni aspetto del nostro vivere, riducendo ogni essere umano ad un inserviente muto, sordo e senza desideri che non siano quelli indotti dal sistema stesso.
Ogni uomo obbedirà ad impulsi esterni, in una struttura serrata di stimolo-risposta. La reificazione definitiva dell’umanità è dietro l’angolo. Una volta ridotti ad oggetti, scomparirà l’umanità stessa, sostituita da un insieme organizzato di robot biologici, interfacciati dalla tecnologia più insidiosa e pervasiva che si possa immaginare. Chi ha interesse ad imporre tanto abominio?
Tanti sono stati nel nostro recente passato i tentativi di indurre un simile stato di cose. Tali tentativi non sono falliti ma sono stati utilizzati per perfezionare la grande trappola contemporanea. Probabilmente il momento di chiudere il recinto è vicino ma le sue fila vengono da lontano, molto lontano … da Ur e forse anche prima. ( http://offskies.blogspot.it/ )

Ur fu la prima città rifondata dai superstiti nefasti del Diluvio Universale. Un evento la cui traumatica storia non è stata ancora completamente raccontata. Non tante generazioni dopo, stavamo frammisti alla folla aizzandola gridando “liberate Barabba”.
Ora non paghi, sti rotti in kulo stanno “chiamando” una sonora punizione divina. La loro empia vanità vuole farci diventare tutti froci, cocainomani, pervertiti, incestuosi, vogliono legalizzare i matrimoni con animali e piante e il suicidio mascherato da eutanasia. Quella vanagloria senza limiti chiamata NWO ci ha già spinti sul ciglio del precipizio.

28 aprile 2017

La pianta di pomodoro gigante di Kei Mori: un indizio paleo-climatico?

Kei Mori

Kei Mori

Il dottor Kei Mori, fisico dell’università di Keio in Giappone, ha lavorato con una pianta di pomodoro varietà “ciliegino” che ha cominciato nel suo seminterrato. Ha fornito luce alla pianta con un cavo in fibra ottica che filtrava la luce UV, un processo chiamato Himawari Sunlighting. Ha anche aggiunto CO 2 pressurizzato in una guarnizione attorno al sistema di gambo e radice. A un certo punto, questa pianta è stata spostata in una serra che ha riprodotto queste condizioni. In due anni, l’impianto di pomodoro aveva superato una altezza di 5 metri producendo 800 pomodori. In 16 anni, l’esemplare pare abbia raggiunto i 15 metri di altezza con 15.000 pomodori prodotti. Si è inoltre riferito che, in queste particolari condizioni atmosferiche, le bacche rimarrebbero verdi finché non vengono raccolte. Tali parametri fisici, forse esistiti in un lontano passato, possono avere favorito il gigantismo in animali e piante. Pertanto, non c’è da stupirsi come antichissimi testi riferiscano storie di esseri giganteschi inclusi gli esseri umani.

Articoli di approfondimento: Una nuova paleontologia?

21 marzo 2017

In Sardegna spunta uno scheletro gigante ed è subito silenzio

Uno scheletro umano probabilmente molto antico e quasi certamente GIGANTE.
Eh si, avete letto bene ma… quanto sarà gigante questo scheletro?
Le ossa umane sono state scoperte nel corso degli scavi archeologici nel nuraghe Barru.
Ci troviamo in Sardegna al confine tra Guasila e Guamaggiore.
“Era sepolto a circa 80 centimentri di profondità e stando ad alcuni testimoni è di dimensioni notevoli” leggiamo sul quotidiano l’Unione Sarda, che prosegue: “Ha un femore enorme” spiega “il sindaco di Guamaggiore, Nello Cappai, subito accorso sul luogo del ritrovamento“.
Contattato telefonicamente dal nostro team esplorativo, Cappai, ha preferito non scucire parola solo dopo averci rivelato: “sta arrivando il mondo qui, tutti ci chiamano e quindi c’è molto fermento. Sarò io a chiamarvi per una conferenza stampa che faremo con la soprintendenza archeologica e le amministrazioni comunali della zona.
Ora – conclude il sindaco – c’è chi da altri paesi lamenta la territorialità di questa scoperta“. Vabbè. E quindi? Lo scheletro di dimensioni notevoli esiste o no? È stato ritrovato?
Quasi certamente la risposta è si. Altrimenti come potrebbe l’articolista ed anche il sindaco Cappai aver parlato di ossa umane notevoli?
E perché dagli addetti ai lavori vige il solito e a volte inspiegabile riserbo.
“Il ritrovamento – ha detto Nello Cappai – ha suscitato grande interesse nella zona grazie anche alla straordinaria importanza di questo sito nuragico che vogliamo valorizzare per fini culturali e turistici“.
Ancor meglio, aggiungiamo, ma sarà l’ora di dire basta all’omertà cultural-nostrana?
Non è un segreto: qualvolta in Sardegna si parla di scoperte che escono dell’ordinario, specialmente per voce dei “non addetti ai lavori”, cala poi un velo (colpevole?), di silenzio.
Questa storia che frustra gli amanti disinteressati dell’identità sarda, ricorda l’analoga affermazione di un altro sindaco che si lasciò scappare qualche affermazione di troppo e venne poi “richiamato” all’ordine, per non lasciarsi troppo trasportare dall’entusiasmo.
Raccontò di aver visto personalmente scheletri umani molto alti durante lo scavo archeologico in una tomba di giganti. Ciò accadde due anni fa alle porte di Suelli. ( http://www.sardegnasotterranea.org/ )

20 ottobre 2016

Le “necropoli” erano città vive

Le necropoli dell’Antico Egitto

In Egitto le necropoli erano generalmente ubicate fuori dai villaggi, ai margini del deserto, in luoghi non raggiungibili dalle piene del Nilo; poiché tali siti si trovavano a ovest del fiume, i defunti venivano chiamati “occidentali”. Il tipo di tomba monumentale più antico, risalente alle prime fasi della storia faraonica (periodo tinita, 3100–2755 ca. a.C.), è la mastaba: inzialmente destinata esclusivamente al sovrano, consiste in una struttura in pietra, ciottoli e sabbia, che copre il pozzo funerario. L’articolazione interna della mastaba si complicò col passare del tempo, arrivando a comprendere varie sale e corridoi.
Agli inizi della III dinastia venne introdotta la piramide, anch’essa riservata ai sovrani, secondo una pratica che restò in uso durante tutto l’Antico Regno (2778-2220 ca. a.C.) e il Medio Regno (2000-1785 a.C.). Collegato alla piramide era un tempio funerario dove si svolgevano le sacre cerimonie. Le mastabe passarono ad accogliere le spoglie dei personaggi di rango, e furono spesso collocate attorno alla tomba del sovrano, formando vere e proprie città dei morti.
Nel Nuovo Regno (1580-1085 a.C.) la sepoltura più diffusa divenne l’ipogeo, sia per i sovrani sia per i nobili. Scavato in pronfondità nella roccia ai lati della valle del Nilo, era composto da una serie di corridoi e sale. I faraoni del Nuovo Regno fecero realizzare i loro ipogei nella Valle dei Re, la vasta necropoli tebana. Grandiosi templi funerari furono costruiti lontano dall’entrata degli ipogei reali, ai margini della valle. Le più celebri tra le necropoli egiziane si trovano a Menfi, Abido e Tebe. ( http://www.aton-ra.com/ )

Emerge piano la vera storia dell’umanità. Le necropoli che si rinvengono in giro per il mondo non sono “città dei Morti” cioè cimiteri bensì villaggi e città una volta in superficie e sommersi da metri di fango e argilla causati da una immane inondazione probabilmente riconducibile al Diluvio Universale.
Basta pensarci un attimo. Ad esempio, perchè gli egizi per seppellire un morto avrebbero dovuto scavare tombe grandi come palazzi riccamente adornati? Per adagiarci un cadavere sigillandoli per sempre? Voi spendereste migliaia di euro per arredare un’abitazione per non metterci più piede, senza farla vedere più a nessuno?
A Pompei ed Ercolano è avventa la stessa cosa ma in tal caso ammettono che si trattava di cittadine abitate colpite da un evento improvviso. Loro dicono da una eruzione del non lontano vulcano Vesuvio. Tutto ciò che viene dissepolto dagli archeologi viene definito come “sepoltura” ma probabilmente il 95% è costituito da insediamenti abitativi coperti da sedimenti di una alluvione generale avvenuta in un tempo remoto e incommensurabile.
Per quale motivo ci nascondono la Storia?


8 agosto 2016

Una nuova paleontologia?

Monte Roraima, Brasile. Uno dei più grandi misteri della natura, la montagna dalla cima piatta è una delle formazioni geologiche più singolari del pianeta. Non solo è la forma della montagna peculiare, ma ospita pure una enorme varietà di vegetazione e fauna selvatica che non può essere trovata in qualsiasi altro luogo del pianeta.

Un video sta spopolando in ambito del complottismo scientifico. L’idea che siano esistiti alberi giganteschi, ora mutati in pietra, è vecchia. Il concetto è quello della “foreste pietrificate” in cui uno o più minerali sostituiscono il materiale organico mantenendone la struttura originaria nei più minuti dettagli. Ciò è ufficialmente riconosciuto dalla paleobotanica. Il filmato nega ciò sia possibile, qualunque tessuto organico molle o duro, una volta morto, semplicemente marcisce o viene mangiato o corrotto da altri esseri viventi oppure ancora dagli elementi atmosferici.
Nel video si suggerisce che gli enormi tavolati (“Mesas”) che si trovano in varie parti del mondo siano ceppi di giganteschi alberi, alti chilometri, una volta dimoranti sulla faccia della Terra. La loro struttura riprodurrebbe esattamente quella di alberi viventi ma su scala ciclopica.
Ciò mi porta a supporre che altri fossili, sarebbero similmente pietrificazioni di esseri vissuti nel passato. Ma quando?
Forse un evento ha pietrificato in un istante un mondo per generarne uno nuovo, il nostro.
In antiche scritture, si narra di alberi talmente alti da porre la chioma a livello delle nuvole. Qualcuno li tagliò ma venne severamente punito.
Fu a causa dell’ira di Dio che scomparve?
Nella Bibbia si parla di stirpi di giganti esadattili. Furono loro ad abbattere quegli alberi? E di persone pietrificate, tramutate in statue di sale. La moglie di Lot che si voltò per vedere la distruzione di Sodoma e Gomorra. Secondo la teoria espressa nel video, le attuali foreste pietrificate sarebbero altro che ricostruzioni per turisti impiegando i rami di quegli alberi giganteschi.
Curioso il fatto che si dica di alberi chilometrici presenti su Marte pure.
Stiamo per assistere a un’ennesima immane rivelazione?
Non esistono foreste sella Terra [doppiato in italiano]. Grazie a Dino Tinelli.

 

2 settembre 2015

Russia: scoperto strano scheletro con il cranio allungato nel sito di Arkaim

Il misterioso sito di Arkaim, conosciuto come la Stonehenge russa, ha consegnato ai ricercatori lo strano scheletro di una donna vissuta 2 mila anni fa e che presenta il cranio allungato. Quale storia si nasconde dietro la misteriosa donna antica?

Uno scheletro con il teschio dalla forma insolita è stato portato alla luce nel sito archeologico di Arkaim, conosciuto come la Stonehenge della Russia.
Alla diffusione della notizia, alcuni sostenitori della Teoria degli Antichi Astronauti hanno subito ipotizzato che il misterioso ritrovamento possa essere la prova che gli alieni hanno visitato la Terra in passato.
Tuttavia, le ipotesi degli archeologi sembrano andare nella direzione opposta. Secondo i ricercatori, le ossa appartengono ad una donna umana vissuta circa 2 mila anni fa. Il cranio allungato sarebbe il risultato di un’antica pratica legata alle tradizioni tribali. Si ritiene che la donna appartenesse ad una tribù che faceva parte di quello che oggi è il territorio dell’Ucraina.
I resti sono stati trovati ad Arkaim, vicino a Chelyabinsk nella Russia centrale, un insediamento risalente almeno a 4 mila anni fa. Il sito è associato a quello di Stonehenge perché si pensa fosse utilizzato dai popoli antichi per l’osservazione dei corpi celesti, proprio come il sito britannico. ( http://www.ilnavigatorecurioso.it/ )

Di questi ritrovamenti “inspiegabili”, ve ne sono in continuazione ma la verità viene taciuta. In giro per il mondo ce ne sono decine, se non centinaia, di scheletri incomprensibili con teschi oblunghi le cui suture craniali (le giunzioni tra le ossa della testa che si chiudono alla nascita) sono diverse dalle nostre. Significa che appartengono ad una altra specie umana o ibrida, a ben pensarci. Forse i giganti esadattili di cui parlano le scritture sacre furono un esperimento non riuscito. Altre razze ora estinte furono probabilmente tentativi da parte degli extraterrestri di generare la stirpe perfetta del pianeta Terra. Chi lo sa.
Certo è che non ci sono ancora riusciti.

https://i1.wp.com/www.ilnavigatorecurioso.it/wp-content/uploads/2015/08/scheletro-arkaim-russia.jpg

23 marzo 2015

Inspiegabili tracce di antichi carri in Turchia

Misteriose tracce in Frigia

In Frigia (in greco Φρυγία), che è una valle dell’Anatolia oggi in Turchia, si trovano delle curiose fattezze. Sembrano tracce di antichissimi carri. Sono incavate nella roccia e sono simili a ciò che è stato scoperto a Malta dove tracce simili misteriosamente si prolungano verso il mare riemergendo sull’isola vicina.

Visione dall'alto dele tracce in Turchia

Tali solchi sono identificabili pure da immagini satellitari, appaiati a una distanza di circa 130 cm come si trattasse di un trasporto su un tennero fangoso, col tempo solidificato pietrificandosi.
I Frigi migrarono dalla Tracia attraverso lo stretto dei Dardanelli (Ellesponto) nel 11esimo secolo prima di Cristo e la loro civiltà divenne fiorente verso l’ottavo secolo. La loro capitale fu Gordion, l’attuale Yassihoyuk, tra i loro sovrani, il più storicamente noto è Mida.
La regione venne coperta da ceneri vulcaniche eruttate dal vulcano chiamato Elaphoeis, in antichità, divenute rocce tipo tufo. Le tracce forse si devono a spostamento di popoli su carri trainati sulla cenere vulcanica bagnata da intense piogge che, in genere, si verificano dopo le eruzioni vulcaniche.
Quanti anni hanno questi segni?
Studiosi russi del Laboratorio di Storia Alternativa hanno recentemente datato l’ultima eruzione del vulcano a 5 milioni di anni fa. Per di più, non ci sono altri segni, oltre alle tracce appaiate, che indichino il passaggio di carri mossi da uomini o animali. Di cosa si tratta, in realtà?
Un altro della moltitudine di misteri archeologici che costellano la storia del nostro pianeta.

Tracce appaiate in Frigia

dettaglio delle tracce in Frigia

10 marzo 2015

Un fossile suggerisce che in passato le piramidi e la sfinge erano sommerse dal mare

Secondo una controversa teoria proposta dall’archeologo Sherif El Morsi, l’intera piana di Giza fu un tempo completamente sommersa dalla acque del mare. A sostegno della teoria un ritrovamento di un echinoidea fossile (riccio di mare). Potrebbe questa scoperta confermare l’ipotesi che i monumenti di Giza furono costruiti in epoca “pre-diluviana”?
 
Il paesaggio della necropoli di Giza, comprese le piramidi e la Sfinge, mostra segni di erosione che secondo alcuni ricercatori suggeriscono che in passato l’intera area è stata sommersa dal mare. Il ritrovamento di un fossile sembrerebbe confermare questa teoria. La scoperta si deve all’archeologo Sherif El Morsi, il quale ha lavorato nella piana di Giza per oltre due decenni. Nel 2013, in collaborazione con la ricercatrice Antoine Gigal, fondatrice di Giza for Humanity, ha pubblicato i risultati della sua controversa ricerca. La ricerca di Morsi nasce dalle intuizioni del dottor Robert M. Schloch, uno dei primi ricercatori a suggerire che le strutture della piana di Giza siano più antiche di quanto si pensi. Nei primi anni ’90, Schloch suggerì i modelli di erosione trovati sulla Sfinge e sulle rocce circostanti mostravano un’età molto più antica rispetto alla datazione ufficiale, collocandola tra il 9000 e il 5000 a.C. Morsi ha idealmente continuato il lavoro di Schloch andando più a fondo nella questione. Durante una delle sue documentazioni fotografiche dei modelli di erosione nella Piana di Giza, l’archeologo ha fatto una scoperta che potrebbe indicare che l’intera zona è stata una volta sommersa dalle acque del mare. «Durante il mio servizio fotografico, sono quasi inciampato in un blocco di pietra», racconta Morsi in un articolo pubblicato su Gigal Research. «Con mia grande sorpresa, il rigonfiamento sulla superficie mostrava le sembianze di un esoscheletro pietrificato di quello che sembrava essere un echinoidea (riccio di mare), una creature che vive in acque marine poco profonde». Secondo Morsi, il fossile sarebbe la prova che la Piana di Giza ha subito una catastrofica inondazione, rimanendo per qualche tempo sommersa dalle acque del mare. Il sito dove si trova la Piramide di Micerino, in particolare, potrebbe essere stata un’antica laguna quando il livello del mare copriva la Necropoli di Giza, compresa la Sfinge e le Piramidi. Tuttavia, analizzando il fossile, alcuni scienziati hanno suggerito che l’echinoidea stessa è stata esposta ad erosione, dunque potrebbe già far parte della roccia calcarea originale formatasi circa 30 milioni anni fa. Come spiega The Epoch Times, Morsi ha contestato queste conclusioni, convinto che la creatura si è pietrificata in un tempo relativamente più recente, spiegando che si tratta di un grosso esemplare ben conservato, a differenza dei piccoli campioni che in genere si trovano nei blocchi di calcare. «Possiamo vedere chiaramente le condizioni originarie e i dettagli minuti della perforazione dell’esoscheletro», spiega Morsi, «il che significa che questa creature marina deve essersi pietrificata in tempi recenti. Non mostra le caratteristiche della maggior parte dei fossili risalenti a 30 milioni di anni fa. I depositi di sedimenti ne hanno riempito la parte cava».
Secondo Morsi, l’inondazione deve essere stata piuttosto significativa, raggiungendo un livello massimo di 75 metri sul livello attuale del mare, creando un litorale che attraversa il recinto della Piramide di Chefren, vicino alla Sfinge, fino ad arrivare alla Piramide di Micerino. L’erosione riscontrata sulle rocce mostra i tipici segni causati dalle onde e dal riflusso delle maree. Inoltre, siti come la Sfinge, il Tempio della Sfinge e i primi 20 livelli della Grande Piramide mostrano sedimenti di materiale alluvionale tipici dei fondali poco profondi e delle lagune. Il ritiro delle acque crea un effetto spugnoso nella roccia. 
L’echinoidea scoperta da Morsi ha un diametro di circa 8 centimetri. Per raggiungere tale dimensione, in genere questo organismo marino impiega circa 15 anni. Inoltre, la quantità di sedimenti e depositi alluvionali, nonché la qualità dell’erosione nelle zone meno profonde, richiederebbero diversi secoli, suggerendo che la zona è rimasta sommersa per diverso tempo. Tuttavia, rimane difficile determinare l’anno esatto delle inondazioni. Secondo i dati forniti dal CSIRO Marine and Atmospheric Research, negli ultimi 140 mila anni, i livelli del mare hanno oscillato per più 120 metri, seguendo la crescita e il ritiro delle grandi calotte durante i cicli glaciali. (Fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/ )

In verità, gli egiziani tirano l’acqua al loro mulino intorbidendola. Le tre piramidi maggiori non le hanno certamente costruite loro, sono più vecchie di quanto dicano i libri di storia. Ho scritto nel numero di Archeomisteri Magazine ora in edicola che esse presentano alterazione meteorica da ruscellamento il che le fa risalire a 12 millenni or sono, quando il clima nella zona era totalmente diverso dall’attuale. La presenza di fossili marini indica che la piana di Giza era sott’acqua ma ciò può essere avvenuto milioni di anni fa. Importante verificare la cronologia degli eventi.

Articoli di approfondimento: Archeo Misteri Magazine – febbraio 2015

25 febbraio 2015

Piccolo di rinoceronte lanoso scoperto in Siberia

https://s-i.huffpost.com/gen/2654874/images/o-RHINO-SASHA-facebook.jpg

È una piacevole coincidenza che appaia questa notizia. Un piccolo di rinoceronte lanoso è stato recentemente scoperto in Yakutia, regione siberiana. Il corpo è stato casualmente scoperto nel settembre 2014 da due cacciatori sulle rive del fiume Semyulyakh. Si ritiene che il rinoceronte lanoso fosse comune nel Pleistocene in Europa e America e si sia estinto circa 10 mila anni fa. Aveva sopravvissuto all’ultima glaciazione ma qualcosa di catastrofico è avvenuto che ha cambiato radicalmente e quasi istantaneamente il clima e l’habitat. Il cucciolo è stato, per la verità poco fantasiosamente, ribattezzato Shasha e doveva avere un anno e mezzo al momento della morte. Il continuo spostamento del letto dei fiumi, ha portato alla luce la carcassa, pesante circa 60 Kg, che è rimasta congelata, quasi intatta, nel permafrost per 10-12 millenni.
Probabilmente, per al pari dei mammut lanosi, qualcuno proporrà di de-estinguere la specie impiantando un embrione in una rinocerontessa. Ma siamo sicuri che essi siano veramente estinti?

Articoli di approfondimento: Archeo Misteri Magazine – maggio 2018

 

30 agosto 2014

Mastodontici megaliti scoperti in Siberia

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Uno dei misteri mai spiegati dagli scienziati e dagli storici è la presenza di megaliti sul pianeta Terra. I megaliti sono porzioni di roccia artificialmente sagomata che si ritrovano un po’ ovunque nel globo. Ci sono mura e costruzioni i cui “mattoni” pesano migliaia di tonnellate.
Gli scienziati evitano accuratamente di spiegare, poiché non ne sarebbero in grado, come queste pietre pesanti anche centinaia di tonnellate siano state scavate, intagliate e trasportate in loco.
A Baalbeck, in Libano, esisteva, il record conosciuto di peso per un singolo megalito: 1500 tonnellate.
Recenti perlustrazioni in Siberia, hanno portato alla luce megaliti pesanti, si ritiene,  addirittura 3000 tonnellate. Le immense lastre di roccia sono state scoperte e fotografate per la prima volta da Georgy Sidorov durante una spedizione sulle montagne di Gornaya Shoria nella Siberia meridionale.
Nessuno è attualmente in grado di formulare una spiegazione razionale di come uomini preistorici armati di arco e frecce abbiano potuto scolpire , trasportare e giustapporre pietre ognuna pesante quanto una cacciatorpediniere. Ne alcuna tecnologia attuale sarebbe in grado di farlo. Notare che alcune fratture appaiono naturali successive al loro posizionamento, forse causate da sismi.
Infine, nessuno conosce l’età di queste strutture, presumibilmente centinaia di migliaia di anni.

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5 gennaio 2014

Giganti esadattili: un antico esperimento di genetica?

Successe nella contea irlandese di Antrim. Un umano gigante fossilizzato venne scoperto nel 1895 dal signor Dyer nel corso di attività minerarie. Nelle fotografie (pubblicate dalla rivista britannica Strand, dicembre 1895) la stazza è confrontata con un vagone ferroviario. Le misure principali erano: altezza complessiva 3,70 metri, circonferenza toracica 1,97 metri, lunghezza delle braccia 1,37 metri, peso di oltre 200 Kg. Il piede destro era esadattilo ossia possedeva sei dita. Del gigante e dei suoi proprietari, dopo diverse dispute legali per determinarne la proprietà, non se ne è saputo più nulla. Non è il primo caso che tombe e resti di razze umane dalle corporature gigantesche vengono fatti sparire nel nulla e, quindi, per la scienza ufficiale nulla esiste. La Bibbia e altri antichissimi testi narrano di stirpi di giganti che furono creati e poi estinti a causa della loro cattiveria e irriducibilità. Forse un esperimento mal riuscito di chi ha creato poi noi? Interessante notare che, se questi corpi appartengono ad antichi esseri umani abonormemente cresciuti, tipo giocatori di pallacanestro, come mai se ne perdono costantemente le tracce?

Articoli di approfondimento: ArcheoMisteri Magazine – aprile 2013ArcheoMisteri Magazine – settembre 2013

Gigante con sei dita ritrovato in IrlandaUomo gigantesco ritrovato in Irlanda nel 1895

18 aprile 2013

ArcheoMisteri Magazine – aprile 2013

E’ in edicola il numero 2, aprile 2013, di ArcheoMisteri Magazine. La cover story è costituita da un mio articolo intitolato Morfogenesi ed evoluzione umana. Partendo dagli studi biblici di Mauro Biglino, ho sviluppato il tema della possibile ibridazione alieni-umani dallo stretto punto di vista paleoantropologico. Si tratta di un lavoro a carattere squisitamente scientifico che tratta di paleontologia umana, anatomia comparata, genetica e archeologia non convenzionale. Buona lettura!

ArcheoMisteri Magazine - aprile 2013

21 novembre 2012

Yonaguni e l’antropologia canonica

Circa 25 metri sotto le acque al largo del Giappone si trova una piramide a gradoni comunemente chiamata il Monumento di Yonaguni. Questa struttura fu scoperta casualmente nel 1986 durante un’immersione per documentare gli squali martello, che abbonda in questa specifica zona del Giappone. La struttra che sembrava un castello artificiale o una piramide attirò l’attenzione di un professore di geologia marina, Masaaki Kimura, che dal momento in cui visitò il sito lo ritenne artificiale e a tutt’oggi si adopera perché venga considerato tale; infatti fondò un’organizzazione dedicata a dimostrare che il Monumento Yonaguni non è solo la formazione naturale, come sembrerebbe essere, ma piuttosto una struttura artificiale, costituito da una rete enorme di edifici, castelli, monumenti, uno stadio, e di altre strutture, tutte collegate da un elaborato sistema di strade e corsi d’acqua. Dato che questa è il tipo di storia che il pubblico ama. La Notizia della scoperta di Kimura fece il giro del mondo accompagnate da frasi come ” studiosi mistificati “,” città sommersa “e” Atlantide giapponese “. Misteri della Storia su History Channel ha prodotto un episodio chiamato “Giappone: misteriose piramidi”, Ancient Discoveries un episodio chiamato “Lost Cities of the Deep”, mentre altri documentar inerenti all’argomento furono trasmessi dalla BBC e Discovery Channel. Forum e siti Web pocco attendibili amano esagerare su queste notizie, non a caso dopo poco tempo incominciarono a girare in rete false foto e teorie approposito di Yonaguni. Un esempio di ciò che sostengo è la famosa foto della testa scolpita nella formazione individuata dal Dr. Kimura. Si tratta di una grande roccia tondeggiante, con due depressioni vicino a dove dovrebbero essere gli occhi, ma dato la sua approssimatezza lo stesso Kimura non ha la pretesa di identificare come totalmente artificiale, egli, infatti, sostiene che gli occhi sono artificiali, ma che il resto della roccia è naturale. Tuttavia, c’è una fotografia completamente diversa su Internet che mostra tre subacquei intorno ad una testa di pietra enorme totlmente artificiale che sembra essere avere un copricapo piumato. Ovviamente è un falso ma molti internauti cadono nell’inganno.

Struttura di Yonaguni comparata con struttura in superficieMa quello che molti non sanno è che lo stesso Kimura per la sua teoria sulle strutture artificiali ha ben pochi sostenitori tra archeologi e scienziati e ancora meno consenso da pseudoscienziati come lui. Tra questi Dr. Robert Schoch, geologo presso la Boston University, conosciuto per il suo lavoro sulla Sfinge e su quello delle date della Grande Piramide che secondo in base ai suoi studi e alle sue analisi degli agenti atmosferici, da ritenere molto più antichi. Schoch dopo aver fatto alcune immersioni su Yonaguni, ha osservato ciò che si oppone all’idea che Yonaguni sia artificiale:
“… La struttura è, per quanto ho potuto determinare, composta interamente di solido fondamento. Nessuna parte del monumento è costruito in blocchi separati di roccia che, risulta collocato in una posizione. Questo è un punto importante, poiché i blocchi di roccia disposti in un certo ordine sarebbero definitivamente la prova dell’origine artificiale della struttura – ma sono riuscito a trovare alcuna prova del genere. Queste rocce contengono numerosi e ben definiti, piani di stratificazione paralleli lungo i quali gli strati sono facilmente separati. Le rocce di questo gruppo sono anche attraversate da numerosi set di giunti paralleli e verticali … e fratture. Yonaguni si trova in una regione sismica; tali terremoti tendono a fratturare le rocce in modo regolare; confrontando la naturale erosione, molto regolare, dovuta agli agenti atmosferici sulla costa moderna dell ‘isola con le caratteristiche strutturali del Monumento Yonaguni, si ha la certezza che il Monumento Yonaguni è principalmente il risultato di processi geologici naturali e geomorfologiche del luogo. Infine sulla superficie ho trovato anche depressioni e cavità che formano naturali buchi nella roccia come alcuni ricercatori hanno notato sul Monumento sottomarino di Yonaguni “.

Struttura di Yonaguni comparata con struttura in superficie

Come probabilmente siete a conoscenza, il Giappone si trova in una regione di grande instabilità tettonica, ovvero, l’Anello di fuoco del Pacifico; l’isola si trova infatti proprio accanto alla convergenza della placca pacifica e la placca Mar delle Filippine, questo ha fatto si che si creino particolari strutture naturali rocciose; Patrick D. Nunn , professore di Geoscienze presso la University of the South Pacific , ha studiato queste strutture e rileva che le formazioni marine di Yonaguni sono rocce di ardesia come le Sanninudai di superfice (rocce stratificate di forma piatta o squadrata) , modellate esclusivamente da processi naturali, e conclude per quanto riguarda le strutture sottomarine che “non c’è ragione di supporre che essi sono artificiali”. Altri esempi di formazioni naturali con facce piane e taglienti, spigoli rettilinei sono le colonne di basalto del Giant’s Causeway e la formazione scala naturale sul Monte Old Rag .

Struttura di Yonaguni comparata con struttura in superficieInfine va sottolineato come negli ultimi anni, il dottor Kimura ha riconosciuto che la struttura di base del monumento è probabilmente naturale, ma afferma che fu comunque “abitato” dagli esseri umani. Il geologo giapponese in un primo momento stimò che questa popolazione doveva risalire ad almeno 10.000 anni fa (8.000 aC), ma in un rapporto del Pacific Science Congress nel 2007, Kimura stesso ha rivisto questa stima e datato a 2.000 o 3.000 anni fa lo stanziamento,ma anche questa teoria è stata smentita in quanto Yonaguni è una delle isole Ryukyu, e la prima prova archeologica della presenza dell’uomo risale al 300 aC, inoltre studi genetici hanno dimostrato che le popolazioni fondatrici Ryukyu migrarono verso sud dal Giappone, non da Taiwan come le più antiche popolazioni.

Perchè la scienza canonica cerca di negare disperatamente che le fattezze sottomarine di Yonaguni siano artificiali?
Semplicemente perchè, basandosi sulla tettonica a zolle e sullla variazione del livello marino, quelle strutture dovrebbero avere almeno 50mila anni, il che scombussolerebbe gran parte della cronologia dell’Homo sapiens. Per supporre un livello del mare più basso di 25-30 metri almeno bisogna risalire parecchio nel tempo, a quando molta acqua era conservata sotto forma di ghiaccio e neve alle medie e alte latitudini (glaciazione) quindi il livello dei  mari era sensibilmente inferiore all’attuale.

Yonaguni era il versante di una montagna rocciosa che qualcuno aveva modellato con gradoni, terrazzamenti e scalinate, probabilmente per renderlo più percorribile e accessibile.  Gli spigoli perfetti e le piatte superfici rettilinee, ben identificabili nonostante lunghissima esposizione alle correnti, non possono essere naturali. Ma per gli antropologi e gli storici ortodossi, che vedrebbero crollare assieme alle loro certezze intere carriere universitarie imbastite sul nulla,  è un fatto troppo difficile da accettare. Meglio nascondere la testa sotto la sabba, del fondo marino naturalmente.