Archive for ‘Nuova cronologia storica’

20 gennaio 2022

I cannoni dei giganti

Il libro di Enoc ci dice che i Nephilim, cioè i giganti , erano “esperti nella guerra”. Dopo la loro distruzione ad opera degli arcangeli capeggiati da Michele, i cannoni sono stati evidentemente recuperati e riutilizzati nelle guerre di epoche successive. Infatti, nessuna fonderia di tre o quattro secoli fa sarebbe stata in grado di sfornare armi così grandi e rifinite. Per me, ai giganti esperti anche di minerali terrestri dobbiamo anche l’invenzione della polvere da spero.
Dei giganti mancano solo i resti ma ci sono, è che i loro scheletri vengono sistematicamente nascosti o distrutti.

9 gennaio 2022

A rigor di logica

Porte giganti pensate da giganti per giganti. E che magnifica fattura. In passato, la popolazione era di minore statura. Chi avrebbe avuto interesse a costruire battenti così grandi, elaborati e, sopratutto, pesanti da aprire e chiudere. Questi palazzi sono il residuo di un mondo esistito solo pochi secoli fa di cui abbiamo totalmente perso memoria.
Nel Medioevo, quando sarebbero state edificate le principali cattedrali europee, le impalcature erano di legno e tutto era movimentato con la sola forza delle braccia umane. Con tali ponteggi, sarebbe stato arduo ostruire palazzi più alti di 3 o 4 piani (15 metri). In effetti, gli edifici veramente medievali sono alti circa tanto tranne quelli dotati di porte giganti, riccamente decorati e rifiniti, composti da pesanti elementi litici, talora megalitici. Un banale esempio è costituito dal duomo di Orvieto.

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Ponteggio di legno in stile medievale con argano azionato a mano.
Duomo di Orvieto, architettura gotica affrescata da Luca Signorelli -  Goticomania
L’immane duomo di Orvieto, caleidoscopico nelle sue pietre colorate di cui è fatto circondato da monotoni, bassi edifici medievali.
Un Giorno o Mezza Giornata ad Orvieto - Guida Completa della Città
Interno fantasmagorico del duomo di Orvieto.
25 dicembre 2021

Yeshua è nato, Buon Natale!

Una nota personale. Mi ero sempre chiesto cosa avrebbe potuto rafforzare la mia fede dopo la conversione avvenuta nel 2010. Nel 2015 scoprii l’inganno della forma della Terra. Mi si rafforzò la mia convinzione che Cristo è il Salvatore e che il mondo è veramente, d’altronde l’aveva detto lui, in mano al Maligno.
I re Magi non erano una costellazione ma autentici re dell’oriente, la Cometa un segno dal cielo, ora che sappiamo che esse sono “buchi” nel Firmamento da cui trapela la luce del Paradiso. Lo stesso Sole è luce divina come confermato da medium posseduti da demoni.
Anche il nome del Messia è stato storpiato introducendo il suono G di “Gesù” mentre la iniziale dovrebbe essere una I per “Ie-sciu-a”.
Nella primavera del 2019, scopersi anche l’inganno della Storia con l’aggiunta di mille anni inesistenti apposta per allontanare Cristo dal cuore degli uomini aggregandolo al mito.
Anche io credevo che le fotografie dei giganti fossero dei falsi creati con Photoshop finchè uno non collega i punti del disegno nascosto.
Non è pazzesco?
Mi rendo conto solo oggi di quanto sia stato benedetto. Quante persone vivono e muoiono ogni giorno abbindolati dalle menzogne.
Tutto si chiarifica, tutto si svela in questi tempi terminali. Il castello di carte diabolico crolla inesorabilmente e miseramente.
La pandemia, castigo divino, sferza il mondo ma Draghi “blinda” la scuola in presenza dopo i dati del Censis sui “terrapiattisti”. La DaD si era rivelata, infatti, un fallimento colossale, urge mantenere il lavaggio del cervello del pecorame attraverso l’istruzione obbligatoria.
Buon Natale!

17 dicembre 2021

Frode del calendario, il miglior documentario

Peccato che sia in russo ma con sottotitoli in inglese. Eccelsa dimostrazione che sono stati aggiunti mille anni alla Storia. E non a una storia qualsiasi, bensì alla Storia dopo la nascita del Messia Gesù Cristo.
L’unico libro in italiano, forse al mondo, che descrive organicamente cosa è veramente successo (e quale sarebbe la causa) è il mio ANNO DOMINI.

Osservate la data in alto a destra: “ANNO 519”, ablativo latino di tempo “NELL’ANNO 519”, non “1519”.
8 dicembre 2021

Come sono state tagliate le pietre megalitiche?

Machu Picchu, Puma Punku, Giza. Gli antichi Maya, gli egizi, ma anche gli Indù hanno creato opere in pietra super precise utilizzando antichi laser ad energia solare, ma come facevano a possedere questa antica tecnologia ormai perduta?

Rimane irrisolto il mistero della tecnologia sviluppata dai giganti esistente prima del diluvio universale. L’errore commesso nel video è di non riconoscere l’azione di entità più evolute della nostra. Appunto i Nephilim che erano ibridi fra spiriti decaduti e donne umane.

The Unfinished Obelisk (Aswan, Egypt) | Ashtronort - History's Mysteries
L’obelisco di Assuan non terminato. Alto 42 metri sarebbe pesato circa 1200 tonnellate. Perché i suoi costruttori si sono fermati? Ma soprattutto, come avrebbero avuto intenzione di spostare un oggetto pesante più di un milione di kg?!
5 dicembre 2021

Stasera si parla di giganti con Lupo Grigio

History of Giants & Nephilim - Home | Facebook

Ormai solito appuntamento domenicale con l’amico Lupo Grigio alle 21:00. Il tema saranno di giganti. Le prove storico-bibliche e della lotta senza quartiere per cancellare le prove della loro esistenza sulla Terra.

https://tartaria.video.blog/category/nephilim-giants/

27 novembre 2021

Quanto era grande l’impero romano?

Filmato interessante, però mancano alcune tessere del mosaico.
Ci sono templi romani nello Sri Lanka e in India come ho pubblicato nei miei libri. Anche in Australia e Nuova Zelanda. Ci sono acquedotti romani in Messico.
Che cosa era davvero l’impero romano? Una civiltà di giganti, come dimostra la struttura megalitica degli edifici, distrutto in un momento imprecisato della Storia da un evento catastrofico.
Il cosiddetto impero romano non decadde per secoli. Nessun impero su base militare crolla gradualmente ma di colpo, in pochi giorni o settimane. Sembra strano che un’autorità centrale dotata solo di cavalli e carri potesse controllare un territorio così vasto. A meno che non si trattasse di una civiltà di statura superiore, anche in senso figurato.

Onde giustificare la presenza di templi, archi e anfiteatri lontano dal mondo greco-romano, gli archeologi dei miei stivali hanno dovuto escogitare la storiella dell’esistenza di “rapporti commerciali marittimi” con territori distanti.
Ma ai tempi, presumibilmente, il canale di Suez non c’era ancora (in realtà, c’era già col canale di Panama) e, pertanto, come avrebbero fatto le navi romane e greche a intrattenere rapporti commerciali con il golfo Persico e persino con India, Indonesia e Sri Lanka? Circumnavigando l’Africa?
nel corso dei secoli, tali “rovine romane” sono state demolite da intemperie o attività antropica. Gli edifici meglio conservati furono riattati e riutilizzati. In molti casi renderli irriconoscibili come “edifici di epoca romana”. Per rendere credibile ciò, gli storici fantasiosi hanno inventato il “romanticismo” e la “smania” di costruire edifici in stile “greco-romano” (esempio l’arco di trionfo a Parigi).

https://www.researchgate.net/publication/353920212_Sri_Lanka_and_Greco-Roman_Maritime_Trade_Relations

https://pianetax.wordpress.com/2021/09/16/acquedotti-del-mistero/

Tempio romano in Cile. Riedizione “romantica” o antico edificio recuperato?
23 novembre 2021

Le cave dei giganti

https://holylandphotos.files.wordpress.com/2014/01/atcolumns.jpg

Emergono sempre più le prove di una umanità gigantesca esistita prima della nostra epoca. Solo dei giganti potevano estrarre materiale da miniere gigantesche. Stavano costruendo qualcosa di importante quando furono costretti a interrompere le operazioni da un qualche evento catastrofico… ma quale evento?

20 novembre 2021

Alessandro Barbero e il Risorgimento

La storia dell’unità d’Italia è una delle tante grasse bugie che il potere ci ha inculcato attraverso la istruzione obbligatoria. Barbero è uno totalmente immerso nella “matrice” ed è un burattino del grande architetto dell’universo. Se perfino la Storia meno antica di 250 anni è tutta da rivedere, figuriamoci gli avvenimenti storici vecchi di secoli o di millenni…

Alessandro Barbero - Wikipedia


14 novembre 2021

Quanto erano alti i giganti?

Vivendo come siamo in un’epoca in cui il Libro di Enoch sta tornando alla ribalta e lontano dall’oscurità, ci vuole un po’ per tutti noi per conoscere questo libro che è stato così trascurato negli ultimi due millenni.

Stando così le cose, ci sono una serie di idee sbagliate e supposizioni errate che vengono promosse via web riguardo a ciò che insegna il Libro di Enoc e come erano le condizioni ai giorni di Noè e nel mondo pre-diluvio.

Queste supposizioni errate erano probabilmente prevedibili dati i molti, molti secoli che sono mancati alla mostra e al commento sul Libro di Enoch.

Stiamo solo iniziando a conoscere questo libro in Occidente, mentre il rispetto e l’accettazione del libro stanno esplodendo nel nostro mondo.

{Nota per il lettore}: La pagina seguente è offerta da qualcuno che crede che il Libro di Enoc sia un libro della Bibbia, perché è sempre stato incluso nelle Bibbie di alcuni credenti fin da quando chiunque può determinare.

Inoltre, credo che il Libro di Enoch sia l’autentico scritto del biblico Enoch, nato settimo da Adamo.

Tuttavia, non tutto ciò che viene detto su questo libro ai nostri giorni è vero.

~ RI Burns

Mito: i giganti erano alti centinaia, se non migliaia di piedi

Quanto erano alti i giganti pre-alluvione, davvero?

In realtà, il Libro di Enoch in origine probabilmente non diceva quanto fossero alti i giganti.

Contrariamente a Charles, Schodde e Laurence, Enoch 7: 2, contiene una corruzione degli scribi in etiope.

Su questo punto, sono d’accordo con alcuni studiosi testuali moderni sul fatto che la versione greca di Enoch 7:2 sia più vicina all’originale.

Nickelsburg / Vanderkam traduce il versetto 2 da un testo greco che non dice nulla sull’altezza dei giganti.

“E concepì da loro e partorì loro grandi giganti.

E i giganti generarono Nephilim, e per i Nephilim nacque Elioud- e crebbero secondo la loro grandezza ”.

La linea di fondo è che, in origine, il Libro di Enoch molto probabilmente non diceva quanto fossero alti i giganti.

Qual era la base dell’errore in Enoc 7:2?

È un fatto noto che i nomi propri (come “Elioud”) e i numeri (ad esempio 3.000 ell) risentono maggiormente della copia e della traduzione degli scribi nel corso dei millenni.

Presumibilmente, nei tempi antichi un copista scriba non capiva il nome proprio di Elioud, e presumeva che si riferisse all'”el” che ci diceva quanto fossero alti i giganti.

Per essere chiari, “3000 ells” nella traduzione di Charles, non è un errore di traduzione inglese.

Cominciò con l’errore di un antico copista che cambiò un versetto sulle “3” razze della progenie dei Guardiani, (una di quelle razze era chiamata “Elioud”), in un commento sull’altezza del gigante.

“Elioud” divenne “ells” e “3” divenne “3.000” nella mia comprensione.

George Nickelsburg e James Vanderkam (così come Daniel Olson e John Baty) traducono un frammento greco (Synchellus) per il verso per ripristinare una lettura più originale.

L’unico errore dei traduttori è stato non discernere l’antico errore di scriba e scovare la lettura migliore.

Forse l’errore dello scribale / copista ERA un errore di traduzione se quando l’errore è stato introdotto lo scriba non è stato in grado di tradurre il versetto e ha sbagliato in quel modo.

Ma nelle traduzioni inglesi non sembrano essere in errore, solo nella scarsa selezione del loro testo sottostante ed eclettico da utilizzare prima della traduzione in inglese.

È interessante notare che John Baty, nella sua traduzione del 1839 di Enoch, individuò e risolse molto presto questo problema testuale!

How Enoch 7: 2 ha sofferto nella traduzione inglese dal 1883 ad oggi:

John Baty aveva ragione nel 1839

“E nacquero a loro tre specie, la prima furono grandi giganti, e ai giganti nacquero Nephilim, e ai Nephilim nacque Elioud.”

Robert Henry Charles tornò al testo problematico nel 1883

“E portarono alla luce grandi giganti, la cui altezza era di tremila ell”.

Nickelsburg / Vanderkam hanno affermato di nuovo la correzione nel 2004

“E partorì loro grandi giganti.

E i giganti generarono Nephilim, e ai Nephilim nacque Elioud. ”

Oltre a tutto questo, nell’interpretazione biblica, crediamo che ogni questione significativa dovrebbe essere corroborata da due o tre testimoni: non vedo motivo per credere che i giganti pre-diluviano fossero di dimensioni diverse da quelli post-diluvio. ( https://tartaria.video.blog/2020/06/09/how-tall-were-the-pre-flood-giants-really/ )

Condivido il tono dell’articolo. I giganti non erano alti perfino km come viene erroneamente detto. Probabilmente, secondo la mia teoria, v’erano diverse razze e tribù di altezza variabile in dipendenza delle varie generazioni di Nephilim figli dei compagni di Semeyaza. Alcuni erano altri 2,5-3,5 metri (quelli arrivati fino a noi?). Altri erano alti 5-7 metri (quelli che hanno costruito le cattedrali tipo Laterano a Roma?). C’erano i titani che erano alti più o meno 18-20 metri e forse più (i costruttori delle piramidi?). È inverosimile che i Nephilim fossero alti centinaia di metri, altrimenti, non ci sarebbe stato abbastanza cibo per loro sulla faccia della Terra.
Il libro di Enoc è la fonte più completa a nostra disposizione circa la storia dei giganti. Eppure, tale documento esiste in varie stesure e traduzioni in molti passi difformi fra loro.

Why the Skeleton of the "Irish Giant" Could Be Buried at Sea | Smart News |  Smithsonian Magazine
La regina d’Inghilterra visiona lo scheletro di un gigante esposto in un museo irlandese. https://www.smithsonianmag.com/smart-news/why-skeleton-irish-giant-could-be-buried-sea-180969443/
7 novembre 2021

Titano esposto in un museo di Napoli

Statue delle Virtù - Pudicizia - Museo Cappella Sansevero

Ho parlato nel libro ANNO DOMINI delle strane statue impossibili esposte nella cappella Sansevero a Napoli. Neanche con la stampa 3D, sarebbero riproducibili, tanto meno nel marmo per mano umana. Da chi e come sono state realizzate?


https://tartaria.video.blog/2019/03/10/il-virtuosistico-groviglio-del-disinganno-una-statua-impossibile/

È incredibile costatare come il Potere ci nasconda la verità davanti ai nostri occhi. Mescolano il vero col falso. I giganti stanno nei musei in bella mostra. Però loro dicono che questi interessantissimi resti di un Titano (era alto 24 metri, non era un “semplice” gigante) sono opera di un qualche oscuro artista di nessuna fama.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/02/09/foto/un_gigante_in_mostra_al_confine_tra_vero_e_falso-106872842/1/

4 novembre 2021

Lambrenedetto parla di terra piatta

Vi ho già detto alcune volte che questo signore è un gatekeeper dei poteri occulti (scarso).
Mi ricorda Berlusconi. Non solo per il fatto che pure a lui, a differenza dei comuni mortali, col trascorrere del tempo la capigliatura gli ringiovanisce!
In lui, a differenza di altri falsi antagonisti stile Mazzucco, il muro di gomma eretto contro la terra piatta, si sta sgretolando. Dalla negazione, è passato al possibilismo del “che differenza fa se la terra è piatta o tonda”.
Un mondo di differenza lo fa, bisogna dirlo. La base del discorso è che non esiste uno straccio di prova che la Terra gira su se stessa ne che la superficie curva, essendo ipoteticamente una sfera. A parte ciò che afferma la scuola e la TV.
La totale invenzione della Storia antica e dell’universo infinito, zeppo di galassie e buchi neri, sono la radice del sistema che Lambrenedetetto finge di combattere. Finge, poiché l’alternanza lavoro-consumismo-brevi-ferie-lavoro-consumismo-brevi-ferie, fino a quando si crepa, è giusto il metodo di controllo diabolico della popolazione. Così Satana gremisce le gradinate dell’inferno.
A proposito, “Lambre” non ci ha ancora detto che cosa ne pensa del green pass e se lui si è vaccinato o meno, visto che dice che è occupato nel settore automazione.
Ha forse paura di fare outing?!


15 ottobre 2021

Uno strano libro ma non troppo

Vi ho già detto che Border Nights è un canale inteso per attrarre verso l’occulto e l’esoterismo onde condurre più uomini e donne possibile verso l’Abisso.
Mi imbatto in questo video che presenta un libro intitolato come il mio: ANNO DOMINI. Che strano. Ascoltando, si capisce che l’unico scopo, parecchio evidente, sia del video che del libro è quello di negare l’esistenza di Gesù Cristo (“Mi dispiace per i credenti”). Ormai Satana e i suoi posseduti non sanno più che pesci pigliare.
L’autore del libro, di cui non conosciamo il nome, dice di essere un grande ricercatore. Non lo metto in dubbio.
Peccato, però, che nel video non si faccia alcun riferimento alla Tartaria, della quale esistono innumerevoli mappe antiche, che era l’impero dei giganti (secondo i miei studi). Nessun riferimento alla alterazione dei calendari manipolati ad arte per allontanare il Messia dal cuore degli uomini. Nessun accenno, monumenti alla mano, che i cosiddetti cittadini romani erano giganti e che la loro civiltà universale (in America e India si trovano resti romani, esattamente come in Europa e Africa) fu spazzata via repentinamente a seguito di un misterioso cataclisma mille anni fa. Non è vero, pertanto, che l’impero romano decadde progressivamente in alcuni secoli verso il Medioevo. La civiltà umana non arretra mai, a meno che non ci sia di mezzo un evento talmente apocalittico da cancellare il mondo precedente per crearne uno nuovo con regole spirituali e naturali diverse.
Il libro del tizio sembra sia stato concepito in risposta alle verità che il mio svela con oltre 200 illustrazioni a conferma. È la mia netta sensazione.

File:CEM-09-Asiae-Nova-Descriptio-Tartaria-2508.jpg
Tartaria era un toponimo indicante un vasto impero comprendenti circa la Russia attuale e la Cina.
24 settembre 2021

Copernico ha detto per primo che la terra gira intorno al sole? falso

È diventato popolare dire che per migliaia di anni c’è stato un “consenso” per affermare che la Terra è il centro dell’universo, che è stazionaria o che è piatta

ipotesi diverse

Naturalmente, il posto della Terra nell’universo ha turbato a lungo gli umani. Ma le loro risposte non sono state così coerenti come si potrebbe pensare. durante l’antichità, Scienziati di astronomia I greci proponevano vari modelli, alcuni dei quali molto creativi.

Crotone filolao, nel V secolo a.C., si ritiene che la Terra ruoti attorno ad un fuoco centrale diverso dal Sole. Anche quest’ultimo, come altre stelle e un pianeta chiamato Anti-Terra, ruota attorno a questo fuoco. Filolao è allo stesso tempo il primo a scrivere che la terra si muove. Vi farà riferimento anche Copernico nell’introduzione al suo libro. Le rivoluzioni delle sfere celestianno 1543.

Tuttavia, è l’archetipo del filosofo greco Aristotele, un secolo dopo, che è più conosciuto. Secondo lui, la Terra è una sfera perfetta posta al centro dell’universo. Tutte le altre stelle descrivono movimenti circolari perfetti intorno a loro.

Questo modulo dice geocentrismo Era popolare nell’antichità. Va detto che gli argomenti sono convincenti. Dal nostro punto di vista di terrestri, le stelle sembrano muoversi nel cielo e la terra è stabile sotto i nostri piedi. Inoltre, se la Terra si muovesse, pensiamo che dovremmo vedere la posizione delle stelle cambiare di ora in ora, il che non è il caso. Oggi sappiamo che la ragione di ciò è che le stelle sono ben oltre ciò che i greci avrebbero potuto immaginare.READ  A est di Montreal | Le seconde dosi di AstraZeneca che vanno molto veloci

per lo storico della scienza Kostas GavrogluLa Grecia all’epoca rimase molto aperta a discussioni “contro-intuitive” sul posto della Terra nell’universo. Aristark SamosUn secolo dopo che Aristotele suggeriva, inoltre la terra si muove intorno al sole. È giunto a questa conclusione sulla base delle sue osservazioni delle fasi e delle eclissi della Luna: il diametro della Terra sarebbe tre volte quello della Luna e il Sole sarebbe 19 volte più lungo della Luna. Secondo lui, il sole dovrebbe essere al centro perché è molto più grande.

Questo modello sembra essere stato una scelta ragionevole per diverse centinaia di anni: ad esempio troviamo in un libro di testo dell’anno 420 una variante della teoria eliocentrica – il sole al centro – proposta da Eraclide del Pont (c. 340 aC), per il quale Venere e Mercurio orbitano attorno al Sole, ma non alla Terra (tuttavia, sostiene che quest’ultima orbita entro 24 ore).

Critiche al modello geocentrico

Tuttavia, questi vecchi modelli eliocentrici non sono privi di difetti. Ad esempio, non spiegano il moto retrogrado di certi pianeti: quando osserviamo le loro traiettorie per un periodo di diversi mesi, sembrano fermarsi, tornare sui loro passi, e poi riprendere la loro traiettoria “in avanti”.

Il filosofo e matematico greco Tolomeo (100-168) propose un modello matematico per riconciliare il tutto. Secondo lui, le stelle hanno un percorso a spirale causato da un sistema di sfere immateriali e in movimento. Immagina anche un punto vicino al centro delle orbite di queste sfere chiamato equant. Quindi è in grado di prevedere il movimento dei pianeti.

Sebbene il modello di Tolomeo sia stato adottato dalla maggioranza fino ai tempi di Copernico, alcuni astronomi lo criticano, soprattutto in parola araba. I membri dell’Osservatorio Maragha e l’astronomo Ibn al-Haithan, tra gli altri, mettono in dubbio l’importanza dell’equant. Correggono questo errore usando strumenti matematici simili a quelli usati da Copernico. Tuttavia, i loro modelli rimangono geocentrici. D’altra parte, l’astronomo arabo Ibn al-Shatir pubblicò la teoria eliocentrica un secolo e mezzo prima di Copernico. Non è noto se Copernico abbia letto l’opera di questo precursore.READ  È tornato! L’inizio del periodo di osservazione

Infine, alcuni filosofi europei medievali hanno messo in dubbio il posto della Terra nell’universo. Per esempio, Nicholas de Coz (1401-1464) basato su argomenti metafisici Dire che sarebbe logico che la Terra non sia al centro dell’universo: se quest’ultimo è infinito, allora non c’è un centro per quello, e la Terra può muoversi senza che il suo moto ci sia apparente. Gli storici lo considerano un altro antenato di Copernico.

Qual è il contributo di Copernico?

copernicano Quindi arriva il momento in cui i problemi del modello di Tolomeo vengono criticati da tempo. Dopo anni di ricerche e riflessioni, Copernico ha trovato una semplice soluzione matematica: posizionare il Sole al centro dell’universo.

Il suo modello ha il vantaggio di risolvere fenomeni celesti incompatibili con il modello di Tolomeo come le fasi di Venere o Mercurio. Inoltre, Copernico suggerisce che la distanza tra il Sole e la Terra è piccola rispetto alla distanza tra noi e le stelle. Quindi, spiega perché il movimento della Terra nello spazio non cambia la posizione delle stelle nel cielo. Il suo modello pone le basi per l’astronomia moderna.

C’è ancora un ultimo dettaglio: immagina i pianeti che seguono orbite perfettamente circolari attorno al sole. Fu il tedesco Johannes Kepler a scrivere, dopo 66 anni e supportando calcoli matematici, che le orbite hanno in realtà la forma di un’ellisse. E fu Isaac Newton che, dopo altri 80 anni, spiegherebbe per gravità le leggi stabilite da Keplero.

Foto: una copia stampata della prima edizione di Copernico (1543). ( https://www.barsport.net/copernico-ha-detto-per-primo-che-la-terra-gira-intorno-al-sole-falso/ )

La semplice verità è che fin all’istituzione della scuola dell’obbligo, la maggioranza della popolazione riteneva che la Terra fosse piatta e immobile sulla scorta degli insegnamenti religiosi. Solo le élite rivoluzionarie avevano preso a cuore la teoria copernicana in contrapposizione alla verità biblica. Con la rivoluziona americana, francese e poi russa, i poteri occulti hanno cambiato il paradigma di pensiero comune implementato con l’istituzionalizzazione della scuola dell’obbligo. In ogni classe elementare un mappamondo fa bella mostra di se.
La Storia antica è puramente fantastica. Oggi ci propinano come veritieri documenti e notizie che risalirebbero a ben oltre 20 secoli fa.
Dove sono stati conservati tali documenti così a lungo? Non si sono persi nei meandri del tempo? Chi ha deciso quali documenti archiviare e quali no? Come fanno a conoscere date precise di nascita e morte degli antichi quando, fino a due secoli fa, non c’era traccia di anagrafe all’infuori dei registri religiosi che sono non più antichi del 1500? Come fanno gli storici a essere certi, ad esempio, che Cicerone era nato il 3 gennaio del 106 avanti Cristo? Ben 2127 anni fa, prima della riforma giuliana, cioè di Giulio Cesare, del calendario?
Gli studi di Fomenko e le recenti ricerche sulla Tartaria dimostrano che, in effetti, non abbiamo certezze alcuna degli eventi storici più vecchi di due o trecento anni. Come è possibile che gli “esperti” snocciolino riferimenti temporali precisi di biografie, resoconti di battaglie e racconti epici risalenti a 3000 anni or sono?!
Qualcuno ci ha mai pensato?

16 settembre 2021

Acquedotti del mistero

Che cosa erano quegli “acquedotti”? A che cosa servivano realmente? Perché si trovano in ogni parte del mondo? Ci sono acquedotti romani in Messico e India? Domande alle quali sarà forse difficile dare risposta. Almeno in tempi brevi.

Visiting a Roman aqueduct near Tepotzotlán in the state of Mexico. - YouTube
Tepotzotlán, in Messico, viene senza mezzi termini chiamato “acquedotto romano”. https://www.youtube.com/watch?v=_r8vx_4uW0E
2 settembre 2021

Che cosa erano varamenti gli “archi di trionfo”?

Si trovano in tutto il mondo, anche fuori dal cosiddetto “impero romano”. Diversi sono stati distrutti nel corso del tempo e alcuni camuffati inglobandoli in costruzioni posteriori.
L’enigmatica presenza degli “archi di trionfo”. Sembrano tutti coetanei e residuo di un passato a noi estraneo e importuno come se provenissero direttamente da un altro pianeta. O da un altro “riassetto”.
La loro storia sembra perdersi nella notte dei tempi oltre la narrazione che gli storici ordinari fanno di essi.

27 luglio 2021

Che giorno è oggi?

https://www.archbibsessa.it/wp-content/uploads/2019/09/9_Fondo-della-parrocchia-di-s-onofrio.jpg
Il fondo contiene il complesso documentario prodotto dalla Parrocchia di Sant’Onofrio di Sessa Aurunca nel corso dei secoli. La documentazione principale è costituita dai registri parrocchiali, i libri in cui, a cura del parroco, vengono annotati gli avvenimenti correlati alla vita religiosa della parrocchia: battesimi, cresime, matrimoni e decessi. La parrocchia era tra le più antiche e popolose di Sessa Aurunca centro. A seguito del crollo dell’antica chiesa il titolo parrocchiale è stato conservato sino alla metà del XX secolo per poi passare sotto l’attuale di Santo Stefano.

Qual è la data riportata sul registro parrocchiale a Sessa Aurunca? “Zↄ05“?
Può darsi, invece, che la “c” rispecchiata stesse per “500” e la prima cifra, in realtà, la maiuscola “I”.
Come mai di queste strane grafie nelle datazioni si parla pochissimo in ambito filologico?
Nessuno si pone la domanda? Un incantesimo?
Che ne sappiamo della data odierna? In che anno siamo davvero?

NOTA PERSONALE Ringrazio tutti coloro che acquistano ANNO DOMINI invitandoli a scrivere recensioni per la rete. La verità ci rende liberi!

20 luglio 2021

Le ere geologiche mutate da un atto divino?

Che cosa è il processo di fossilizzazione? Tutti noi conosciamo i fossili e sicuramente, nella nostra vita, qualcuno lo abbiamo anche visto in un museo o semplicemente facendo un’escursione. I fossili sono probabilmente tra gli oggetti naturali più belli e affascinanti, perché raccontano non solo la storia e l’evoluzione di organismi (o di tracce di essi) ormai estinti ma anche tutti i fenomeni geologici e biologici che che si sono verificati dopo la morte dell’organismo. La fossilizzazione è il processo cardine della tafonomia e consiste nella trasformazione in roccia delle componenti biologiche di organismi vegetali e animali. Cosa penseremmo se la spiegazione fosse diversa da quella ufficialmente ammessa nelle facoltà di Geologia? La trasmutazione della materia era il sogno degli alchimisti medievali. Cosa avevano capito che noi non abbiamo compreso, invece? Se invece di un lentissimo processo di trasformazione mineralogica, si fosse trattato di un mutamento immediato a opera di Dio? E avvenuto pochi millenni o, persino, secoli fa?

fossilizzazione
Le ammoniti erano un gruppo di molluschi cefalopodi comparsi nel Devoniano Inferiore (circa 400 milioni di anni fa).
10 luglio 2021

L’occultamento degli scheletri giganti in Sardegna

«Venivamo qui a giocare con lo scheletro, che era mummificato: ossa, nervi e pelle. Afferravamo il braccio, tiravamo un nervo e gli facevamo muovere le dita della mano. Era un gioco, ma durò poco: 5-6 mesi, poi lo presero». A parlare è Luigi Muscas, figlio di pastori, oggi scultore e scrittore. E’ autore di libri come “Il popolo dei giganti figli delle stelle“, edito nel 2008 da La Riflessione. Un evento: l’inizio della riscoperta dei giganti, nel cuore della Sardegna. Una specie di grande segreto, sistematicamente occultato. Qualcosa che ricorda la denuncia del professor Gaetano Ranieri, dell’università di Cagliari, scopritore – mezzo secolo fa – di 38 “giganti di pietra” a Mont’e Prama, nel Sinis, appartenenti a una civiltà sconosciuta. Secondo Ranieri, il georadar rivela la presenza sotterranea di una città estesa su 16 ettari. Ma l’archeologia esita: non vuole scavare. Per paura di trovare altri giganti, ma in carne e ossa, come quello in cui si imbatté nel 1972 nelle campagne di Pauli Arbarei l’allora giovane Luigi Muscas, che all’epoca aveva appena dieci anni?

Teschi

«Nella grotta del gigante ero finito per ripararmi da un acquazzone», racconta Muscas, in un reportage trasmesso nel 2009 da “Cinque Stelle Tv”, storica emittente locale di Olbia. «Quel giorno scappai in paese col gregge e raccontai tutto a mio nonno. E il nonno mi disse: ora ti spiego dove sono sepolti tutti gli altri». Il giovane Muscas allora si fece coraggio e tornò in quella grotta, con i suoi amici, a “giocare” con il gigante. «Non era l’unico: altri scheletri emersero dalle campagne, dove cominciavano a essere impiegati potenti aratri, trainati da trattori cingolati, macchine capaci di scavare il terreno in profondità». Ricorda il video-reportage della televisione di Olbia: Pauli Arbarei (Sud Sardegna, 50 chilometri a nord di Cagliari) è al centro della Marmilla, area in cui sopravvive la tradizione della cosiddetta Città Perduta. «Una leggenda – racconta un anziano del paese – dice che qui c’era una cittadina di diecimila abitanti, almeno 10-12.000 anni fa, con un lago, nel quale era solito pescare un gigante solitario». La storia del gigante pescatore la racconta anche Raffaele Cau, pastore di Pauli Arbarei: «Un nostro terreno di famiglia è chiamato la Terra della Pietra del Gigante, perché ha l’impronta delle natiche dell’essere gigantesco che pescava nel lago».

Non sono solo suggestioni: «Grandi ossa sono state portate alla luce dagli aratri dei nuovi trattori cingolati», conferma Cau, la cui testimonianza è tra quelle raccolte da Luigi Muscas nel suo libro. L’autore – spiega “Cinque Stelle Tv” – si appassionò al mistero dei giganti sardi scoprendo che Platone, quando parla di quegli esseri colossali, li descrive come di casa in luoghi molto simili alla Sardegna. L’uscita in libreria de “Il popolo dei giganti figli delle stelle” scatenò una vera e propria operazione-memoria: «Tanti testimoni raggiunsero Muscas per raccontargli di analoghi ritrovamenti vicino ai loro paesi, ma poi tutto sparì nel nulla senza lasciare traccia», dice la Tv di Olbia, che ha comunque raccolto alcune testimonianze dirette. «Nella primavera del 1962, ad aprile o maggio – racconta un uomo di Pauli Arbarei – il trattore smosse il terreno e portò allo scoperto un teschio gigante e poi l’intero scheletro, lungo quasi 3 metri». Un caso isolato? Nemmeno per idea: ne saltarono fuori a decine, nel cantiere archeologico (nuragico) di Sant’Anastasia, nel centro storico di Sardara, a due passi da Pauli Arbarei.

In quel cantiere, fra pozzi sacri e tombe, l’operaio Giuseppe Serra lavorò dal 1973 al 1996. «Fra il 1982 e il 1983 – racconta – trovammo più di 40 scheletri, alcuni con anelli al dito». La loro lunghezza? Imbarazzante: 4 metri e 20, 4 metri e 80, anche 5 metri e 10. «Il più piccolo era alto 2 metri e 40 centimetri», dice Serra, alla troupe televisiva. «Erano proporzionati. In alcuni, la testa era grande come la ruota di un’auto». Un collega conferma: «A metà degli anni ‘80, alcuni scheletri erano stati deposti in scatole di cartone dietro l’altare della chiesa, che era sconsacrata: c’erano femori lunghi un metro. Fuori, trovammo scheletri sepolti anche l’uno sopra l’altro». E dove sono finiti? «Non si sa». Conferma Giuseppe Serra: «Le ossa erano state raccolte in sacchi e deposte all’interno della chiesa. Poi sono venuti a ritirarle e non si sa dove siano andate a finire». Dice Luigi Muscas: «Non si sa chi li prendesse, quegli scheletri. Ma lì poteva entrare solo chi comandava».

Giuseppe Serra

Nel 2008, ricorda “Cinque Stelle Tv”, il sindaco di Sardara scrisse alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari per chiedere un confronto tra i suoi compaesani, testimoni dei ritrovamenti, e gli archeologi che avevano lavorato nel cantiere di Sant’Anastasia. Il primo cittadino rivoleva indietro i “suoi” reperti, ma l’appello non ricevette nessuna risposta (se non la richiesta, ufficiosa, di lasciar perdere). «Ma Muscas è testardo, e non si è mai fermato: non ha mai cessato di cercare testimoni». Giganti? Certo: ne parla anche la Bibbia, li chiama Nephilim. Uno di loro era Golia, avversario di Davide. Altri giganti, “colleghi” di Golia, abitavano le città filistee (palestinesi) come Gaza. La letteratura ebraica considera i giganti come figli dell’unione impropria tra “figli dei dèi” e “figlie degli uomini”. Secondo Zecharia Sitchin, invece, nelle tavolette sumere è scritto che il “popolo dei giganti”, progenitori dell’umanità come gli Anunnaki, proveniva dal pianeta Nibiru. Le testimonianze letterarie sugli esseri giganteschi sono innumerevoli, ma l’archeologia sembra non volersene occupare: come spiegare, infatti, quelle inquietanti presenze ossee?

L’ultima ipotetica scoperta – scrive “L’Unione Sarda” – è molto recente: un femore fuori misura sarebbe stato ritrovato a Mont’e Prama (la terra delle statue giganti) il 15 ottobre 2015. “Spunta uno scheletro gigante ed è subito silenzio”, titola il sito “Sardegna Sotterranea“, facendo notare però che, dopo le iniziali ammissioni di Nello Cappai, sindaco di Guamaggiore, sul caso sarebbe stata fatta calare la solita coltre di riserbo. Per dare un’occhiata a qualche reperto osseo fotografato o filmato vale la pena di visionare il reportage di “Cinque Stelle Tv”, che riporta anche una impressionante selezione delle testimonianze raccolte da Luigi Muscas nel suo famoso libro sul “popolo dei giganti figli delle stelle”. Racconta un uomo di Pauli Arbarei: «Un giorno, mia figlia piccola rincasò spaventata per aver visto degli scheletri giganti», in un cantiere nuragico. «Il capo degli archeologi aveva rimproverato i bambini, intimando loro di non guardarli, perché erano “i diavoli”. Andammo al nuraghe e vidi anch’io gli scheletri». Aggiunge l’uomo: «Ne avevo visti già nel 1958 in Costa Smeralda, ai cantieri dei primi impianti turistici».

Un dente che Muscas attribuisce a un gigante

«Rientrando dalla campagna – ricorda Giorgina Medda, sempre di Pauli Arbarei – mio padre Raimondo (classe 1874) diceva: anche oggi ho trovato un osso di un gigante». Aggiunge la donna: «In un nostro terreno c’era una tomba: da una fessura si notava il luccichio di metalli». Giganti misteriosi anche nell’esperienza di Angelo Ibba, agricoltore di Sardara: «Mi è capitato di vedere un gigante nel 1938. L’aratro si incastrò in una lastra di pietra, che aveva dei fori disposti in modo tale da rappresentare un disegno. Nella buca c’era un teschio enorme. Ricoprimmo tutto: quelle ossa sono ancora là». A volte, le ossa gigantesche vengono allo scoperto nei cantieri edili. Virgilio Saiu, muratore di Pauli Arbarei (classe 1915), racconta: «Nel 1950, nel fare le fondamenta per la casa di Francesco Lai, dietro la chiesa di Sant’Agostino, io e altri trovammo una tomba enorme, grande tre volte me. Rimosso il coperchio di pietra, apparve uno scheletro gigantesco. Aveva sicuramente un vestito: un mantello nero di stoffa, che al contatto con l’aria si deteriorò. Nella tomba, c’erano anche tre monete d’oro. In paese la voce si sparse, arrivò il prete e ritirò lui le monete: disse che le avrebbe consegnate a chi di dovere».

Si tratta di un ricordo preciso: «Quelle monete erano d’oro massiccio, lucenti, di dimensioni paragonabili a quelle delle vecchie 100 lire». E le ossa? «Erano grandi: la testa enorme, le narici grandi quanto il mio pugno. La dentatura ancora perfetta, i denti lunghi quanto le dita delle mie mani. Tutte le articolazioni erano ancora intatte. E le dita delle mani erano grosse e lunghe 20 centimetri». Si rammarica, Virgilio Saiu: «Purtroppo, non comprendendone l’importanza, lasciammo le ossa sepolte nella fondazione della casa. E sono ancora lì». Il muratore assicura poi di aver visto altri scheletri, «in località Nuragi De Passeri, nel terreno di Natale Pusceddu, durante i lavori per piantare una vigna». Precisa: «Insieme a me c’erano Candido Toco, Luigi Noaruffu, Sperandiu Scanu e suo fratello, e Angelo Mandis». Le vanghe portarono alla luce 20 lastre di pietra. «Nelle tombe c’erano scheletri enormi, lunghi più di 3 metri, qualcuno anche 4. Il proprietario ci chiese di non dire niente a nessuno, perché altrimenti avrebbero fermato i lavori. E così anche quegli scheletri furono rotti e lasciati nella vigna». ( https://comedonchisciotte.org/giganti-in-sardegna-scheletri-di-4-metri-spariti-nel-nulla/ )

L’archeologia nasconde e distrugge tutto ciò che non collima con la narrazione accademica. Ma soprattutto che conferma la veridicità della Bibbia e questo va dato per scontato. Questi giganti mummificati, ancora relativamente ben conservati, non possono avere 12.000 anni ma forse mille o duemila al massimo. O risalenti a poche centinaia di anni fa, prima del “diluvio di sangue” come lo ho definito io. In Anno Domini, avanzo l’ipotesi che i cosiddetti “cittadini romani” fossero, in effetti, dei giganti e gli uomini i loro schiavi.

Per chi volesse contribuire, tramite una donazione, alla mie ricerche sulla Tartaria e manipolazione dei calendari: paypal.me/1000years

28 giugno 2021

La storia della prima fotografia scattata a Torino

https://citynews-torinotoday.stgy.ovh/~media/horizontal-hi/37586364106950/fotografia-piu-antica-di-torino-gran-madre-2.jpg
Da “Torino sparita su Facebook”

Per chi ama la storia, o meglio le storie della nostra città c’è un gruppo Facebook a cui è fortemente consigliato iscriversi: si chiama “Torino sparita su Facebook” ed è un’autentica miniera di immagini e aneddoti sulla Torino del passato. Ed è in questo gruppo che qualche giorno fa è stata pubblicata la fotografia più antica mai scattata a Torino, risalente al settembre 1839.

Il soggetto della foto è uno scorcio che ogni torinese riconosce al volo, la Chiesa della Gran Madre di Dio, anche se i più attenti noteranno un particolare curioso: il campanile che si trova a destra della chiesa, guardando da piazza Vittorio, in questa antica immagine è a sinistra. Come è possibile? La risposta sta nella tecnica usata per “scattare la foto”

L’immagine, infatti, è quello che si chiama un “dagherrotipo”, dal nome del suo inventore Louis Daguerre che brevettò nel 1829 questo procedimento che si ottiene utilizzando una lastra di rame su cui è stato applicato elettroliticamente uno strato d’argento, quest’ultimo sensibilizzato alla luce con vapori di iodio. La riproduzione finale era quindi speculare rispetto all’immagine reale, ed è questo il motivo dello “spostamento” del campanile e in realtà di tutto il resto. 

L’autore della foto scattata quasi duecento anni fa è Enrico Federico Jest, pioniere italiano della dagherrotipia che pochi giorni prima aveva costruito da solo il suo apparecchio fotografico. Nel corso degli anni, spiegano nei commenti all’immagine pubblicata in “Torino sparita su Facebook”, questo e gli altri dagherrotipi scattati da Jest e dal figlio Carlo andarono perduti, per poi essere fortunatamente ritrovati. Così che oggi possiamo tutti ammirare la fotografià più antica di Torino.  ( https://www.torinotoday.it/dalla-rete/prima-fotografia-storia-torino.html )

Come è possibile che una intera città in centro sia priva di popolazione in pieno giorno?
La Mole era in fase di costruzione o è il camuffamento di una antica cupola di cui erano ricche le città prima del Grande Riassetto?
La fotografia sotto sarebbe stata scattata solo 17 anni prima della fondazione della Juventus e 19 anni prima della fondazione della FIAT. Dove sono tutti quanti?
La mia teoria è che dopo l’ultimo Riassetto (1630?) le popolazioni per sopravvivere dovessero essere tutte di agricoltori/allevatori di bestiame. Solo le élite dominanti (re/principi/governanti) vivessero nei centri città in quanto non dovevano produrre direttamente il cibo che consumavano.
Verosimilmente, i centri città furono occupati gradualmente quando giunse a maturazione il settore terziario dalla connotazione piccolo borghese. In una società più strutturata, questa classe sociale vive fornendo servizi in cambio di denaro col quale acquista derrate alimentari per vivere. Pertanto, queste persone potevano stare in città lontano dalla campagna.
A mio avviso, una ipotesi plausibile sul perché i “centri storici” delle grandi città risultano sostanzialmente disabitati sino alla fine dell’800.
Vi è possibile anche un’altra spiegazione, più fantasiosa, volendo escludere che l’immagine sia un falso. Ossia che la fotografia sia assai più vecchia, risalente a secoli fa. Ciò porrebbe in discussione la linea temporale dell’invenzione della tecnica fotografica.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5f/Maggi%2C_Giovanni_Battista_-_Torino_-_Panorama.jpg/800px-Maggi%2C_Giovanni_Battista_-_Torino_-_Panorama.jpg
Torino vuota nel 1880. Nessun segno di vita.
23 giugno 2021

Una casa dei giganti, la riconoscete?

Un video illustrativo di un immobile di lusso in vendita a Londra. Pesantemente ristrutturato ma riconoscibile. Soffitti altissimi e molto decorati. Architettura e colonne ricordano quelle di certi palazzi italiani. Residuo del vecchio mondo. Altre due caratteristiche rivelatrici: la presenza di un focolare che non funziona (non era un caminetto) e la presenza di un piano seminterrato. Vestigia del mondo esistito prima dell’alluvione di fango della quale si è persa memoria.

https://tartaria.video.blog/category/tartaria-in-italiano/

Un altro edificio dai soffitti “inspiegabilmente” altissimi. La tipa definisce il fatto “insane” (“pazzesco”).

17 giugno 2021

Sotto via Montenapoleone a Milano

Gentile Albino,
ho scoperto da poco il tuo sito “pianeta x”. Pur interessandomi di complottismo da moltissimi anni sono sempre rimasto scettico sul fenomeno Terra piatta, ma ultimamente mi sto assolutamente ricredendo soprattutto x il fatto incontestabile, perlomeno mi sembra sia la prova clou più, forse, di quella delle rotte aeree, che non esista la curvatura, secondo la formula che hai riportato nel sito, e che sembra non esistere realmente su entrambi gli angoli…insomma sto rivedendo tutto sotto una nuova ottica. Sulla falsità della storia: negli anni 90 leggevo già Cesco Ciapanna che scrisse centinaia di pagine sulle menzogne della storia e molto di più, dalle bugie del darwinismo, allo studio della lingua italiana piena di doppi sensi, e codici vari…Per quel che riguarda la faccenda del fango. Prima ancora di avere internet, mi son sempre chiesto che cosa ci facevano le rovine di tutta l’antichità sotto terra e la storia del fango che è uscita ora è assolutamente credibile. Ciapanna diceva di non leggere i libri di storia, tutti falsificati, ma di guardare semplicemente il paesaggio e… aveva ragione. Qui dove vivo ora, in Toscana, ci sono molti ruderi sparsi qua e là, anche di case con muri spessi e robusti…dopo cent’anni di abbandono crolla tutto e dopo un po’ sparisce anche il resto…quindi come si può dire che i ruderi dell’antica Roma e dell’antichità abbiano duemila anni… Ho visto i disegni del Piranesi che mostrano tutt’altro. Altro che Truman shows…Dio coi suoi angeli, è molto più vicino di quanto crediamo, dall’empireo gestisce tutto, la pantomima diabolica invece è affare di satana che è condannato a stare qui con noi sul piano…Ti allego tre foto che mi sembrano interessanti. Le scattai io qualche anno fa a Milano, in Via Montenapoleone. Stavano facendo dei lavori di interramento di alcuni tubi, nel centro strada e, sotto a pochi centimetri dall’asfalto(!) vennero fuori alcuni il capitelli di “antiche” colonne della Milano capitale Romanica. Ai tempi non fermarono i lavori, quindi già sapevano della loro esistenza, infatti dopo aver messo i tubi riasfaltarono tutto senza dare spiegazioni. Ma in centro a Milano è così. Quando fecero il parcheggio sotterraneo in Corso Matteotti, vicinissimo a Montenapoleone, sempre più o meno nello stesso periodo, le mura romaniche vennero fuori sotto a pochi centimetri di fango dall’asfalto, antichi muri in mattoni rossi… Sotto al moderno c’è subito l’impero “romano” e mancano tutti gli strati di tutte le epoche successive, qualcuno mi ha detto che gli uomini per 1700 anni sono vissuti nella capanne, ma certe sciocchezze io nn le commento neanche…l’impero romano cioè quello, forse, non dove abitavano i nostri avi di chissà quando, ma i nostri bis bis nonni prima del disastro che ha portato via l’antica civiltà preesistente.Comprerò i tuoi libri. Grazie per il tuo ottimo lavoro di divulgazione.Un saluto
Giorgio

10 giugno 2021

La Storia è una grande menzogna, deve essere riscritta

Video lungo ma molto chiaro e interessante che smonta le verità storiche ufficiali.

https://images.uffizi.it/production/attachments/1543315852048673-Piranesi-97760.jpg?ixlib=rails-2.1.3&w=1200&h=800&fit=clip&crop=center&fm=gjpg&auto=compress
4 giugno 2021

Le città vuote, fotografie di quale epoca?

Prendo spunto dal video sopra tradotto da Dino Tinelli. La fotografia in bianco e nero si diffuse solamente dopo il 1850. Almeno ci dicono così. Nella seconda metà del 1800, le città maggiori eano ampiamente abitate e c’erano già i giornali quotidiani. Molto difficile che interi quartieri di templi megalitici disabitati possano essere sfuggiti.
I casi sono due: o le immagini sono fasulle o scattate i luoghi differenti da quelli menzionati.
La seconda ipotesi è che le fotografie siano autentiche ma risalenti a secoli fa, subito dopo il “grande riassetto”. Secondo la mia teoria esposta nei libri, l’ultimo riassetto è avvenuto attorno il (1)630 quando scomparvero gli ultimi mostri medievali (draghi e altre chimere) creati dai Nephilim.
Quindi, la storia della fotografia non è quella che ci hanno detto a partire dai dagherrotipi in poi.

More On Tartaria: A Missing Legacy – Part II | Unariun Wisdom
Vecchia fotografia di Mosca.