La Teoria Copernicana, con il Sole al centro dell’Universo

Locher era un anti-copernicano, un seguace dell’antico studioso degli astri Tolomeo, uno studente dell’establishment (il suo mentore era Christoph Scheiner, un illustre astronomo gesuita). Locher sosteneva che Copernico avesse torto riguardo alla teoria eliocentrica e credeva invece che la Terra fosse ferma e fissa in un punto al centro dell’universo, come diceva Tolomeo. Ma non ne faceva una questione religiosa. Certamente, l’idea di un pianeta Terra che si muove non va molto d’accordo con certi passaggi della Bibbia, come quello in cui Giosué dice al Sole di stare fermo, ma fa anche a pugni con alcuni concetti astronomici, come ad esempio il tramontare – dal latino, andare al di là dei monti – e il sorgere – levarsi, alzarsi – entrambi verbi che implicano un movimento. I copernicani avevano trovato alcune argomentazioni contro le obiezioni religiose dei tolemaici, per quanto complesse. Ma a quelle di tipo scientifico non riuscivano a rispondere. In questo senso, Locher propose persino una teoria che spiegava come la Terra potesse orbitare attorno al Sole (una sorta di caduta continua, e questo decine di anni prima che Isaac Newton spiegasse le orbite attraverso il moto perpetuo), ma sosteneva che questo non avrebbe aiutato i copernicani a sostenere la loro teoria, che aveva comunque diversi altri problemi.

Un’antica stampa che mostra la Teoria Tolemaica

Uno bello grosso, ad esempio, era la dimensione delle stelle nell’universo copernicano. Copernico sosteneva che alcune stranezze osservate nel movimento dei pianeti attraverso le costellazioni erano dovute proprio al fatto che fosse il pianeta Terra stesso a muoversi. Le stelle non mostravano di per sé alcuna bizzarria, quindi lo scienziato polacco dovette teorizzare che non fossero semplicemente “oltre” i pianeti, come tradizionalmente avevano pensato gli astronomi, ma che fossero così incredibilmente distanti che il moto della Terra appariva insignificante in confronto. Viste dal nostro pianeta, le stelle appaiono come puntini di una certa dimensione, o “magnitudine”. L’unica spiegazione che potesse giustificare una tale distanza delle stelle, era che queste fossero veramente enormi, anche più del Sole. Tycho Brahe, il più illustre astronomo dell’epoca, in linea con il pensiero ufficiale dell’Accademia, pensava che questa teoria fosse assurda, mentre Peter Crüger, un noto matematico polacco, si domandava addirittura come il sistema copernicano potesse sopravvivere di fronte a questo problema della dimensione delle stelle.

Niccolò Copernico

Locher pensò che ci fosse ancora molto in cielo da approfondire e studiare. Circa la questione delle stelle, gli parve chiaro che la Terra non poteva muoversi: era il Sole a girarle attorno. Tuttavia, il telescopio dimostrò che era Venere a orbitare intorno al Sole. E Brahe aveva teorizzato che facessero così anche tutti gli altri pianeti, mentre questo orbitava intorno alla Terra. E Locher pensò che fosse plausibile, anche se era chiaro che il telescopio dava ragione a Tolomeo.