Difendersi dalle radiazioni nucleari

Il 7 ottobre 1963 John Kennedy firmava il Trattato per il bando degli esperimenti nucleari in atmosfera, nello spazio e in acqua dopo che fu dimostrata la grande pericolosità delle radiazioni nucleari, il fall out radiattivo il quale, grazie ai venti e alle correnti marine, poteva ricadere su superfici enormi raggiungendo luoghi molto distanti dai siti sperimentali. Kennedy siglava il documento un mese e mezzo prima di venire assassinato e neanche a vent’anni da quel 16 luglio 1945 in cui gli USA condussero il primo esperimento nucleare in assoluto ed il primo in atmosfera. Nonostante il bando delle esplosioni atmosferiche alcuni stati proseguirono gli esperimenti di questo tipo e sembra che la Cina ne abbia compiuti fino agli anni 80.

Mappa dei test nucleari atmosfericiAnche se non lo dicono, gran quantità di radionuclidi è stata diffusa e sarà rilasciata nell’ambiente dal recente incidente nucleare nella centrale giapponese di Fukushima come fu per Chernobyl. La nube di Cherrnobyl in quasi 30 anni ha fatto 5-6 volte il giro del mondo. Tracce di quelle radiazioni sono state rinvenute perfino nei ghiacci polari.

Mappa distribuzione fallout di Cesio 137 dopo ChernobylNoto che due sole furono le bombe atomiche impiegate in periodo bellico, a Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945. Importante conoscere come ci si può difendere dalla ricaduta radioattiva nel caso avvenissero esplosioni nucleari durante conflitti tra nazioni o incidenti in centrali atomiche per uso civile anche in terre distanti da noi.
Tre sono i fattori incidenti nella problematica nucleare:

I. La durata dell’esposizione
II. La distanza dalla fonte radioattiva
III. La schermatura di un luogo

Distanza e tempo di esposizione nelle radiazioni atomichePer ridurre la dose di radiazioni che assorbiremo possiamo agire sulla quantità su tempo tramite una schermatura nel posto dove normalmente tracosrriamo più ore ossia il luogo dove dormiamo.
La capacità di un materiale di assorbire radiazioni si misura in spessore di dimezzamento ossia la profondità di tale materiale in grado di trattenere emissioni radioattive dimezzandone la quantità al momento della fuoriuscita sul lato opposto. Il piombo è un ottimo isolante da radiazioni: infatti, basta lo spessore di un solo centimetro per ridurre alla metà le radiazioni. Tuttavia il piombo è un metallo costoso e a sua volta potenzialmente tossico.

Che materiali di facile reperibilità possono essere impiegati come schermatura? (*)

  • ACCIAIO spessore dimezzamento 2,5 cm
  • CALCESTRUZZO/MATTONI PIENI spessore dimezzamento 6 cm
  • VETRO spessore dimezzamento 16 cm
  • ACQUA spessore dimezzamento 18 cm
  • LEGNAME spessore dimezzamento 30 cm

Radiazioni nucleari come proteggersi?Ad esempio: una lastra di acciaio di 5 cm in spessore è in grado di ridurre la quantità di raggi γ e raggi x, i più penetranti, a un quarto (½ x ½ = ¼). Uno strato di calcestruzzo di 30 cm può ridurre molto la contaminazione (½ x 30/6 = 1/32 ≈ 0,03). In poche parole, solo il 3% di radiazione penetra interamente 30 cm di calcestruzzo. In generale, la capacità schermante incrementa con la densità del materiale.

Cosa potete fare in casa vostra?
Se i muri perimetrali sono fatti di mattoni pieni con spessi oltre 50 cm (70 cm per forati o doppi uno) inclusi gli intonaci, la protezione latreale è accettabile. La falla viene dal tetto lato della casa che non è costituito da strati spessi come i muri. Dal punto di vista schermografico è come non aveste un tetto da cui è il soffitto che va meglio isolato dalle radiazioni.
Se avete un solaio/sottotetto verificate attentamente quanto peso esso può sopportare senza pericolo strutturale. Poi tappezzatene completamente il pavimento con lastre d’acciaio o lastroni di calcestruzzo. Oppure con diversi strati, secondo il peso sopportabile, di mattoni pieni la cui capacità assorbente è simile al calcestruzzo.
Per migliorare l’isolamento dalle radiazioni nelle abitazioni esistenti si può:

  • Ispessire i muri esterni con strati consistenti d’intonaco e “cappotti” isolanti termici.
  • Installare vetri molto spessi alle finestre (doppi vetri) isolanti anche dal freddo e dal caldo.
  • Installare battenti delle porte e finestre in legno di notevole spessore o in acciaio per schermare meglio quelle aperture quando sono chiuse.
  • Sistemare mobili e suppellettili sui muri petrimetrali in modo che contribuiscano a fare da scudo.

Forse questo è il sitema più semplice ed economico per proteggersi dal fallout. Tre strati di mattoni alti 6 cm ognuno sono probabilmente in grado di ridurre a 1/8 la radiazione che li trapassa.
Necessario difendere maggiormente le zone della casa più frequentate come cucina, soggiorno, camere da letto preferendo dimorare nelle stanze più interne. Dove possibile, sarà utile anche una schermatura lateralmente alle pareti ridimensionando le aperture verso l’esterno come porte e finestre. Se abitate ai piani bassi di un palazzo il problema non si pone poiché sopra le vostre teste c’è facilmente abbastanza calcestruzzo da ridurre sensibilmente il fall out radioattivo.

Ho già trattato del vantaggio antisismico dei vecchi immobili dai muri molto spessi. (La casa antisismica quasi perfetta).
Nell’immagine sottostante, del Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense, possiamo osservare come gli immobili di mattoni e calcestruzzo siano più protettivi di quelli in legno o solo impiallacciati di mattoni. I piani bassi dei palazzi, sovrastati da diverse barriere costituite dai piani superiori, sono più sicuri. I radionuclidi arrivano da ogni direzione ma soprattutto dall’alto (fall-out). I locali interni e sotterranei offrono una protezione più efficace. Meno consigliabile il piano terra probabilmente a causa dell’accumulo di radioattività al suolo.

Livello di protezione nucleare degli edifici

Legenda: wood frame = struttura in legno, brick veneer = struttura in legno con facciate esterne di mattoni, brick concrete = struttura interamente in calcestruzzo e mattoni pieni o cemento armato.

(*) http://www.nuclead.com/radiationshielding.html

© NOTA SUL COPYRIGHT Tutta la produzione di Albino Galuppini è coperta dal diritto d’autore. Gli articoli in questo blog possono essere interamente o parzialmente riportati su altro sito o stampati con l’assenso dell’autore e citando la fonte. Anche per l’uso delle registrazioni audio è necessario il consenso preventivo.