Archive for luglio, 2010

31 luglio 2010

Credete ai vostri occhi?

La Nasa sta velocemente procedendo, col pretesto del “restauro”, al ritocco  delle foto che immortalano gli sbarchi lunari nella speranza di renderli più credibili. Visto che le immagini originarie, si presume  scattate sulla superficie lunare,  mostrano caterve di stranezze e anomalie da fare abbondantemente sospettare la loro falsità.

Uno dei moltissimi esempi è l’immagine AS17-147-22527, un delizioso quadretto dalla missione Apollo 17 includente Lem con Rover.

Osservate l’originale:

Clicca per ingrandire

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Con una semplice linea ho evidenziato una demarcazione retta esistente tra il terreno circostante la scena e lo sfondo “sopra” che sembrano staccarsi di netto e non con un gradiente.

Date un’occhiata, senza strabuzzare gli occhi mi raccomando!

Delimitazione dello stage dallo sfondo aggiunto in postproduzione

Delimitazione dello stage dallo sfondo aggiunto in postproduzione

Noterete con facilità come sotto la linea il terreno, le ombre, il tono del griogiore, la “consistenza” delle pietruzze e perfino la forma della loro ombra, siano in qualche modo  differenti.

Sul lato destro della foto lo stacco di ambiente forma un angolo, che probabilmente era il limite  dello studio in cui era montata la messa in scena.

Personalmente,  nutro un solo dubbio. Se almeno sfondo  sia davvero quello  lunare, ottenuto attraverso una sonda automatica, oppure scenario anch’esso frutto di un’elaborata mistificazione.

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27 luglio 2010

Fiori per Bill Kaysing

Grazie a Jarrah White, mio alter ego d’oltreoceano, ho potuto inviare un mazzo di fiori sulla tomba di Bill Kaysing. Fu uno scrittore americano autore di una ventina di libri improntati ad uno stile di vita differente da quello tipico degli americani. Ma noto tuttavia per essere il precursone della teoria della beffa della Luna per mezzo del suo celebre  libro Non siamo mai andati sulla Luna.

I fiori come appaiono da un fotogramma del film di Jarrah White

I fiori come appaiono da un fotogramma del film di Jarrah White

Alla presenza di Wendy, figlia primogenita di Kaysing, Jarrah ha sistemato un mazzo di fiori in mia vece  nel luogo ove le ceneri dello scrittore furono sparse.

Qui  il filmato Youtube all’interno della serie:
MoonFaker: Phil Plait, Mythbusters & Dirty Tricks

Buona visione!

4 luglio 2010

Nibiru nella tradizione sumera

Nel 1851, in quello che ora conosciamo come Iraq (già Babilonia), gli archeologi scopersero una biblioteca composta da 22 mila tavolette d’argilla in  una scrittura ritenuta la più antica della Terra. Databile da 6000 a 8000 anni fa, frutto di un’altrettanto antica civiltà: i Sumeri.
Tra la vasta letteratura sumera giunta a noi anche storie simili a quelle riportate dalla Genesi. Si parla di una grande inondazione che riconfigurò la faccia della Terra e rimestò le sue popolazioni. Di costruttori di una Torre e della creazione di linguaggi parlati.

Sistema Solare in particolare di tavoletta sumera

Una di queste tavolette include un disegno di una mappa spaziale del sistema solare. Nella quale sono rappresentati i pianeti nel giusto ordine con le corrette dimensioni reciproche.
Singolarmente, vi appare un decimo pianeta nella rappresentazione, collocato tra Marte e Giove. Da sempre gli scienziati cercano un  Pianeta X e finora hanno scoperto Plutone, però di recente retrocesso a pianeta nano.
Narra la tradizione sumera che il pianeta Nibiru collise con un altro di nome Tiamat, la gran parte del quale divenne la nostra Terra ed il resto la fascia degli asteroidi tra il gicante gioviano e il pianeta rosso.
Nibiru sarebbe un pianeta con un moto retrogrado rispetto agli altri pianeti ruotanti attorno al Sole con un’orbita molto eccentrica e un periodo di 3600 anni. Una volta raggiunte le vicinanze del nostro astro transiterebbe appunto dove ora vi si trova la fascia degli asteroidi, tra Marte e Giove a una distanza compresa tra 2 UA e 3,3 UA dal Sole cioè da 150 a 350 milioni di km dalla Terra.

Sistema solare secondo i Sumeri reso riconoscibile

Secondo gli antichi testi sumeri, tali dettagliate informazioni astronomiche sarebbero state fornite loro  dagli Annunaki (o Anunnaki)  che significa coloro che dal Cielo vennero sulla Terra. Essi descrivono gli annunaki come una razza rettiliana di dei che viaggiando su vascelli fiammeggianti provenivano dal pianeta Nibiru. Viene riportato che queste divinità giunsero sulla Terra per cercare oro e altri elementi indispensabili  alla sopravvivenza del loro pianeta.
In conseguenza di una rivolta dei lavoratori nelle miniere  le loro elite desiderarono creare, tramite la manipolazione genetica, una nuova stirpe di minatori che costituisce oggi la specie umana come la conosciamo.
Stando ai sumeri, quindi,  noi fummo creati come schiavi degli annunaki, i quali tornarono in maggioranza su Nibiru prima del diluvio universale. Qualcuno è rimasto, in numero di seicento secondo gli ordini del re Anu, a sorvegliare la Terra ed i suoi nuovi  abitanti  intelligenti, parlanti, capaci di creare una letteratura scritta. Ai quali fu proibito di effigiare i creatori nella loro vera sembianza aliena.
Un certo numero di retaggi culturali, dal Giappone agli aborigeni australiani passando per la Bibbia e i nativi americani,  tramandano di dei rettiliani che crearono la razza umana attuale incrociandosi con le figlie degli uomini.
Probabilmente i Cro Magnon o tardi Neandertaliani, ominidi capaci di costruire e impiegare  utensili ma privi di linguaggio verbale articolato ed incapaci di organizzarsi in città pianificando  culture agricole e allevamento di animali. L’ Homo sapiens sarebbe, secondo questa versione, stato creato da extraterrestri provenienti dal pianeta Nibiru