Archive for marzo, 2013

26 marzo 2013

La “superluna” prossima ventura

Il termine “superluna” non è astronomico bensì astrologico. Si tratta dell’allineamento su di una retta ideale tra Luna, Terra al centro e Sole con il nostro satellite al perigeo, il punto più vicino a noi. Cosicchè appare enorme e molto brillante (luna piena super). L’interazione gravitazionale della Luna, da un lato e il Sole dall’altro, genera tensione sulla crosta terrestre la quale può innescare dei terremoti di grande magnitudo. A pochi giorni dalla “superluna” del 2011 avvenne il disastroso terremoto con tsunami del Giappone. Similmente nel 2004, in concomitanza con la supeluna, avvenne l’altrettanto disastroso sisma con maremoto dnell’oceano indiano al largo dell’Indonesia e di Sumatra.
Una superluna avverrà il prossimo 23 giugno. Possibile aspettarsi qualche evento catastrofico in un intorno cronologico di ± 7 giorni, quindi dal 16 al 30 giugno 2013.
Queste sono le date dei futuri eventi della “superluna”:

23 giugno 2013 (30,0% più grande della media)
11 agosto 2014 (30,8% più grande della media)
28 settembre 2015 (31,4% più grande della media)
15 novembre 2016 (30,5% più grande della media)
4 dicembre 2017 (29,7% più grande della media)

Luna emergente dalle acque

24 marzo 2013

Apollo 11: ripescati i motori F1

Presunto motore F1 del SaturnoVRoma, 22 mar. (Ign) – Dopo averli scoperti circa un anno fa, il Ceo di Amazon Jeff Bezos è riuscito nella sua impresa: ha recuperato dai fondali dell’Oceano Atlantico i motori F-1 del razzo Saturn V, utilizzato nella missione Apollo 11, il razzo con cui gli Usa nel 1969 portarono sulla Luna con Neil Amstrong, Edwin Aldrin e Michael Collins. Ad annunciarlo non senza emozione egli stesso sul sito delle Bezos Expedition: “E’ stata una avventura incredibile. Abbiamo visto un universo sommerso da meraviglia, un giardino marino con sculture fatte da pezzi contorti dei motori del Saturn. Ogni pezzo che portiamo sul ponte evoca per me il lavoro compiuto da migliaia di ingegneri per realizzare ciò che era stato pensato impossibile”. Il ripescaggio non è stato sempicissimo: “La tecnologia usata per il recupero – ha spiegato Bezos – è stata a suo modo ultraterrena come quella dell’Apollo. I veicoli operati in remoto (Remotely Operated Vehicles, Rov nda) hanno lavorato a una profondità di circa 14mila piedi (oltre 4.260 metri, nda), collegati alla nostra nave con fibre ottiche per la trasmissione dati e cavi elettrici per trasmettere energia a più di 4mila volt. Noi del team eravamo spesso presi da echi poetici delle missioni lunari. Il galleggiamento dei Rov sembrava ricordare la microgravità. L’oscurità dell’orizzonte. Il grigio pavimento oceanico senza colori. Solo occasionalmente pesci d’alto mare rompevano l’illusione”. Purtroppo dai due motori F-1 recuperati mancano alcuni dei numeri di serie originali e non è quindi possibile risalire per ora a quale delle missioni Apollo appartenessero. I lavori di restauro che si svolgeranno a Cape Canaveral in Florida potrebbero rivelare questo dettaglio. Finita l’opera di risanamento, i reperti saranno poi esposti nel museo Smithsonian dello Spazio a Washington e a Seattle. L’amministratore della Nasa, Charles Bolden, ha definito il recupero ”un evento storico”.

  • Secondo voi l’oggetto ritratto nell’immagine è un razzo usato rimasto sul fondo dell’oceano per oltre 43 anni? Potrebbe essere un rottame qualsiasi!
  • Mancano i “numeri di serie originali”? Ancora una volta l’ambiguità consente alla Nasa di non essere inchiodata dai fatti!
  • Nel suo libro Bill Kaysing scrive che i potentissimi razzi F1 erano affetti da instabilità di combustione per cui la Nasa impiegò i B1, motori meno potenti ma più affidabili e capaci di arrivare solo in orbita bassa terrestre. Sentite cosa dice Kaysing in persona:
23 marzo 2013

UFO International Magazine – marzo 2013

Nelle migliori edicole è disponibile il numero di marzo 2013 di UFO International Magazine, la rivista ufologica diretta da Roberto Pinotti.

UFO International Magazine marzo 2013

21 marzo 2013

Ritorno al futuro

Nei film di fantascienza degli anni 50, si ipotizzava che nel 1980 i viaggi interplanetari sarebbero stati la norma, negli anni 70 si ipotizzava che nel 1999 sarebbe esistita una enorme base lunare.
Quale è lo stato dell’arte astronautica oggi? Beh, siamo ritornati ai primordi un cui i soli russi, ex sovietici, sono gli unici ad andare nello spazio con una certa sicurezza ma con la medesima tecnologia degli albori. Questo è il filmato del rientro sulla Terra della Soyuzz TMA-06M  avvenuto sabato scorso 16 marzo 2013. Potrebbe tranquillamente essere il 1960, un “ritorno al futuro”. Potrebbe essere uno scenario da piena guerra fredda, un’ambientazione per un giallo spionistico scritto da John Le Carrè. Nulla muta, i sovietici vanno nello spazio e gli americani si aggrappano ai russi, altrimenti dovrebbero fingere i loro exploit cosmici in uno studio cinematografico occultato nel deserto del Nevada.
Il futuro dell’esplorazione spaziale è un ritorno al passato!

18 marzo 2013

Il pianeta fantasma

Il pianeta fantasma del 1961 è il film di fantascienza di stasera. Opera integrale in italiano ed in HD. Questa pellicola, diretta da William Marshall, è interessante poiché, agli inizi degli anni 60, si profetizzava che nel 1980 ci sarebbero state basi sulla Luna utilizzate come trampolino di lancio verso mondi lontani. Devo dire un film affascinante, grazie anche alla patina del tempo. Buona visione!

 

15 marzo 2013

Vere dimensioni di ISON C/2012 S1

La cometa C/2012 S1 “ISON” (La cometa del millennio), acronimo di International Scientific Optical Network (Пулковская кооперация оптических наблюдателей) rete di osservazione russa che l’ha individuata, viene stimata avere un nucleo cometario di circa 3 km di diametro. La stupefacente cometa Hale-Bopp della primavera del 1997 venne accreditata con un nucleo di 30-40 km. In fotografie ravvicinate di Hale-Bopp alcuni hanno intravisto crateri, catene montuose e vallate tali da fare sospettare dimensioni assai maggiori, fino a 1000 km e oltre. Del resto, l’impatto visivo fu tale da giustificare anche dimensioni ben maggiori da quelle confermate ufficialmente per un oggetto che transitò a una distanza minima di 1,3 UA (200 milioni di km) il 22 marzo 1997.

Il filmato sottostante, prodotto recentemento dalla Nasa, farebbe pensare che anche ISON sia enormente più grande di quanto annunciato. A metà marzo 2013 essa mostra già la coda e il nucleo sembra più grande. La distanza dichiarata da ISON della sonda Deep Impact che ha scatto la sequenza fotografica, 793 milioni di km (3,29 UA), lascia supporre che l’oggetto non sia di soli tre km, considerato che al largo di Giove non vi era ancora dispersione di materiale che ne possa incrementare la dimensione apparente. Giudicate voi:

AGGIORNAMENTO: Nuove dimensioni per ISON C/2012 S1

13 marzo 2013

Marte: la Nasa prende per i fondelli

Spazio: Curiosity, in passato Marte poteva essere abitabile

(AGI) – Washington, 12 mar. – Se ne e’ sempre parlato ma ora c’e’ il crisma dell’ufficialita’ scientifica: una volta su Marte esistevano le condizioni necessarie per consentire forme di vita. Lo ha annunciato la Nasa citando il risultato delle prime analisi delle trivellazioni effettuate dalla sonda Curosity. Secondo quanto riferito da Michale Meyer, capo del programma Nasa per l’esplorazione di Marte sono state trovate nelle rocce analizzate da Curiosity alcune sostanze, come idrogeno, carbonio e ossigeno, indispensabili per consentire la sopravvivenza di forme di vita. “La fondamentale domanda cui (doveva rispondere) questa era se Marte avrebbe potuto sostenere un ambiente abitabile. Da quanto abbiamo appreso la risposta e’ si”, ha sentenziato Meyer. (AGI).

Come vi prendono per i fondelli! Su Marte scoprono che ci sono “sostanze” (in verità elementi) comunissimi nell’universo conosciuto. Non c’era bisogno di inviare un super rover come Curiosity per sapere che si trovavano lì. Manca l’acqua? Però idrogeno, ossigeno, anioni OH-, cationi H+ non esistono solo sulla Terra. La Nasa ci mostra che Marte è “rosso”, tuttavia osservato al telescopio appare azzurrognolo o verdognolo, perché?
Marte era “abitabile”, ma da che cosa? Procarioti, amebe, piante vascolari, animali o esseri intelligenti? Non si sa ma, questa sì che c’è, la prova irrefutabile che la Nasa vi prende per il sedere. Il dispaccio d’agenzia andrebbe rititolato come il mio post.
Marte visto dal telescopio spaziale Hubble

12 marzo 2013

Dossier UFO Magazine speciale 2013

In edicola Dossier UFO numero speciale 2013 di UFO International Magazine, la rivista ufologica diretta da Roberto Pinotti. Molto interessante, curata e ben confezionata, da collezionare.

Dossier UFO International Magazine speciale 2013

11 marzo 2013

Spazio 1999 in HD sul blu-ray

La prima serie di Spazio 1999, uno dei migliori telefilm della storia della tv, è da un paio d’anni disponibile nella spettacolare edizione ad alta definizione in BD disc. In attesa che esca l’edizione in italiano, ho scovato il trailer in inglese in alta qualità.

Le Aquila di Spazio 1999Quanto è grande un’Aquila?I più begli episodi di Spazio 1999

8 marzo 2013

Cinghiali radioattivi: colpa di Fukushima

Cinghiali radioattivi in alta Valsesia. È giallo sul “cesio 137”
Sono state disposte nuove analisi sui cinghiali, in 27 capi abbattuti trovate tracce superiori di dieci volte i limiti. Interviene il ministero della Salute: oggi summit con i carabinieri. (La Stampa)

Non c’è forse nessun “giallo”. La tragica verità è che il cesio 137 è arrivato direttamente da Fukushima. Una sola nota presa a caso nei motori di ricerca:

Cesium-137 contamination: Fukushima amounts to four Chernobyls. TEPCO’s new estimates suggest that its Fukushima reactor has released more than quadruple the amount of radioactive cesium-137 leaked during the Chernobyl disaster.
(Contamianzione da cesio 137: Fukushima è quattro Chernobyl. Le nuove stime della TEPCO suggeriscono che il suo reattore di Fukushima abbia rilasciato più del quadruplo dell’ammontare di radiazioni cesio 137 disperse durante il disastro di Chernobyl.)

Naturalmente la storia dei cinghiali da spazio agli improvvisatori: «Non può essere altro che la ricaduta delle emissioni della centrale di Chernobyl», aggiunge Gian Piero Godio, di Legambiente Piemonte e Val d’Aosta, esperto in questioni nucleari. «Altre spiegazioni non potrebbero esserci: il comprensorio della Valsesia non presenta alcuna sorgente radioattiva». (Corriere della Sera).

La questione è semplicemente che a quasi due anni esatti dal terrificante terremoto e tsunami del 11 marzo 20011, la radioattività emessa dal reattore di Fukushima ha raggiunto l’Europa. Probabilmente la perdita radioattiva è stata incommensurabilmente superiore al ciò che ci hanno fatto credere finora.
Come avevo spiegato nel post Difendersi dalle radiazioni nucleari , dall’86 ad oggi la nube radioattiva di Chernobyl ha fatto sei o sette volte il giro del mondo. Adesso tocca alla nube di Fukushima, molto probabilmente più pericolosa. Difficile venga da Chernobyl il cesio 137, dato che il radionuclide ha un periodo di semitrasformazione di 30 anni, quindi ormai dimezzato. Vedrete che minimizzeranno tutto a cominciare dai politici (e “antipolitici”) nessuno parlerà più di cinghiali nucleari.  Temo invece un rimarcabile incremento delle malattie tumorali e di malformazioni fetali, già oggi è l’8 di marzo. Ecco il video della nube di Fukushima iniziale:

5 marzo 2013

La popò degli astronauti

Trovo questo curioso articolo che cita un progetto di viaggio su Marte, intitolato Il viaggio verso Marte utilizza la popò degli astronauti come protezione dalle radiazioni:

http://www.newscientist.com/article/dn23230-mars-trip-to-use-astronaut-poo-as-radiation-shield.html

Traduco i primi capoversi:
L’uomo e la donna a bordo della missione Inspiration Mars, destinata a sorvolare il pianeta rosso nel 2018, dovranno stare alle strette, soffrire di atrofia muscolare e di potenziali stati di depressione. Tuttavia, i maggiori rischi per la loro salute deriveranno dall’esposizione ai raggi cosmici. La soluzione? Foderare lo scafo dell’astronave con acqua, cibo ed i loro stessi escrementi.
“Suona un poco nauseante, ma non si sa dove mettere questo materiale, e funziona egregiamente come scudo dalle radiazioni” dice Taber MacCallum, membro della squadra formata dal miliardario Dennis Tito, il quale ha annunciato l’avventuroso proposito all’inizio di questa settimana.

Ralph Renè, nel suo libro Nasa mooned America, e Bill Kaysing, nel suo libro Non siamo mai andati sulla Luna, hanno più volte sottolineato non solo la pericolosità del vento solare intrappolato dalle fasce di Vam Allen. I due autori hanno sovente citato anche i raggi cosmici dai quali le navicelle Apollo non avevano in pratica schermatura. Oggi, per un presunto e irrealizzabile viaggio su Marte s’ipotizzano le soluzioni più fantasiose per fare fronte al pericolo della radiazioni nello spazio.
Naturalmente poi, questo progetto è una barzelletta. Non ci sarà nessuna spedizione umana verso Marte nel 2018, ne mai. Per un viaggio di 15-18 mesi occorrerebbe tanta di quell’acqua, cibo vero (lo stomaco non può resistere con pasticche per così tempo), ossigeno, medicinali, depuratori d’aria e acqua nonchè carburante da rendere imporponibile un’avventura del genere.

L'astronave Inspiration Mars di Dennis Tito