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8 settembre 2016

La soluzione è lo “scollocamento”, non la fuga

Bill Kaysing tribute website

Home page del Tributo a Bill Kaysing

Interessante video di un italiano emigrato alle Canarie da molti anni. Colgo l’occasione per dire, anzi ribadire, che andarsene dall’Italia non serve. Il piano Kalergi riguarda anche la Spagna, giacchè citato nel video. Trasferirsi all’estero alla fine costa decine di migliaia di euro, fra una cosa e l’altra. Con 10 mila euro si trova un rustichetto da ristrutturare con terreno in Appennino e Alpi. Con altri 10 mila euro si fa una ristrutturazione essenziale e funzionale. Poi serve solo l’allacciamento all’ENEL. Con uno smarthphone si ha telefono, internet, TV con una sola spesa. Il po’ di terreno annesso al rustico può diventare, o già essere all’acquisto, un frutteto, vigneto e orto biologico. In collina giù non necessita condizionatore data la tenue afa. La sera fa fresco anche d’estate. Poi, se uno soffre particolarmente il caldo, si prende una casetta sul versante nord di un monte. Li immobili e terreni costano perfino meno causa la scarsa insolazione.
Molti pensano di risolvere i loro problemi semplicemente scappando all’estero, non rendendosi conto del fatto che cercano di fuggire da loro stessi. Quindi, nessuna fuga verso lontani lidi basterà a sopire le angosce. Altra cosa, l’Italia è uno dei paesi più assistenzialisti al mondo. All’estero, o hai un lavoro onesto o sei veramente handicappato, non esiste il lavoro nero (come norma) o il falso invalido.
Lo scollocamento è, per prima cosa, una condizione intima, si può essere scollocati anche abitando in centro a Milano. La base funzionale consiste nell’eliminare l’indottrinamento che su di noi svolgono i media: gettare alle ortiche TV, radio, giornali. Imparare dai libri, frequentare biblioteche pubbliche che prestano libri gratuitamente. Rifiutare in toto il consumismo, comprare solo roba usata qualora disponibile e funzionante al pari del nuovo.
Un ottimo viatico per lo scollocamento è proprio la mia biografia di Bill Kaysing: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

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2 ottobre 2015

Cresce la rete degli uffici di scollocamento

Cambiare-vitaUno dei primi uffici di scollocamento è sorto a Varese, poi a Roma, a Torino, poi sono arrivati il progetto di scollocamento per imprenditori e i corsi di formazione al Per; a inizio 2015 ha preso il via un progetto a Marano sul Panaro (Modena) e ora si parte anche a Padova. Il cambiamento ormai è realtà travolgente.
L’Ufficio di Scollocamento è uno “sportello” per aiutare le persone a scollocarsi da lavoro eccessivo, stile di vita sbagliato, stress, ansia, consumismo; qualcosa che aiuta a costruire una nuova vita. Di fatto, aiuta in un cammino di emancipazione e cambiamento rispetto alla cultura imperante, per cercare l’autentico benessere e dire basta a schiavitù e omologazione. Uno dei primi uffici di scollocamento è sorto a Varese, poi a Roma, a Torino, poi sono arrivati il progetto di scollocamento per imprenditori e i corsi di formazione articolati; a inizio 2015 ha preso il via un progetto a Marano sul Panaro (Modena) e ora si parte anche a Padova. Il cambiamento ormai è realtà travolgente.
L’ultimo in ordine di tempo, appunto, è sorto a Padova, da culture ed esperienze vicine al pensiero della decrescita e del downshifting, e «a tutte le numerose correnti di pensiero che animano l’ampio tentativo di costruire una cultura alternativa da quella vigente che mette l’economia davanti alle persone» dicono i promotori Matteo Majer, Federica Bruno e Gianfranco Torre.
«L’intento è di fornire alla persona strumenti e metodi concreti per riflettere sul proprio stile di vita, definire con efficacia un progetto di realizzazione personale alternativo, del tutto o in parte al di fuori dell’attuale sistema, che risponda alle proprie aspirazioni, allo scopo di vivere un’esistenza più funzionale, costruttiva e realizzante».
«Al già alto numero di persone che decide di cambiare vita, la situazione attuale ha aggiunto quelle che della crisi sono già vittime – spiegano i tre ragazzi padovani. Ma una crisi è anche una grande opportunità. Nonostante nell’uso comune questo termine abbia assunto un’accezione negativa, possiamo coglierne la sfumatura positiva originaria: momento di riflessione, di valutazione, di scelta, di discernimento. Rappresenta di conseguenza il presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita.
Sempre più persone, in Italia e nel mondo, decidono di cambiare vita e lavoro, operando scelte personali e collettive in direzione di una vita più vicina alle loro aspirazioni. Chi si avvicinerà all’Ufficio di Scollocamento di Padova, non riceverà un numero e un modulo da riempire, ma la proposta di un percorso articolato per mettere a fuoco e poi in pratica le proprie motivazioni interiori al fine di realizzarsi come persona prima e come lavoratore poi.
Cambiare non presuppone l’utilizzo di una bacchetta magica né tantomeno l’abbandono del proprio lavoro, quanto piuttosto una pianificazione adeguata di una strategia che possa dare la possibilità di uscire da un’occupazione che non rende felici e promette risultati per il futuro che probabilmente non manterrà mai. Per coloro che, invece, non stanno lavorando, UDS Padova può fornire supporto per una definizione di un progetto di vita alternativo, non necessariamente legato al sistema dominante, che spesso blocca le energie individuali e l’iniziativa personale per poter “relegare” gli individui al ruolo di semplici consumatori».
Le attività proposte si articolano in incontri di formazione tematici di gruppo e sessioni di coaching individuale o di gruppo.
«Si lavorerà inizialmente sullo sviluppo della consapevolezza individuale, dell’autostima e della forza di volontà, elementi di partenza che servono per gettare le basi alla progettazione del percorso – aggiungono i promotori del nuovo sportello. Verranno presentati ed approfonditi gli strumenti per il miglioramento personale: per esempio come affrontare lo stress, gestire i propri impegni, risolvere le situazioni problematiche e prendere le decisioni più adeguate al proprio benessere individuale.
Si agirà sulla definizione del proprio scopo nella vita e dei propri obiettivi e verranno forniti gli strumenti per redigere un progetto di vita più in linea con le proprie aspettative. Infine sarà dedicato spazio alla leadership individuale e alle capacità relazionali, essenziali per comunicare e rapportarsi al meglio con gli altri. Inoltre, nelle fasi finali del percorso, sarà possibile, se richiesto, l’affiancamento da parte di professionisti esterni (analisti finanziari, esperti di marketing, esperti di legge, ecc.) al fine di definire negli ultimi dettagli il personale piano d’azione».
Per contatti: ufficiodiscollocamentopd@gmail.com

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/uffici_di_scollocamento.html

Rammentate però, amici, di non cadere nella “trappola” del “eco”, “bio”, “equo” eccetera che sono parole chiave con cui il Sistema cerca di frenare chi sta cercando di uscire da Mateix, OK? In bocca al lupo, verso la libertà! Quella vera, non di scegliere tra mille canali televisivi o tra mille cellulari!

Articoli di approfondimento: Scappare dall’Italia rimanendo in Italia? Si può!

21 maggio 2015

Scollocamento: un filmato illuminante

Cambiare-vitaUna bella conferenza di Paolo Ermani, uno degli autori di Ufficio di Scollocamento. Mi rendo conto di quanto la mia biografia di Bill Kaysing sia un “libro mastro” dello scollocamento. Consiglio vivamente di seguire attentamente e integralmente questo video.
Ne approfitto per chiarire che lo “scollocato” non è un “disadattato” come viene fatto erroneamente credere ma una persona veramente libera. Si può essere scollocati anche abitando in centro a Milano. Non c’è bisogno di rifugiarsi sul cucuzzolo di una montagna, si tratta di una forma mentis direbbero i latini. Il collocato lavora come uno scemo tutto l’anno attendendo le agognate ferie. Quando è in vacanza, non vede l’ora di tornare al lavoro poichè anche quelle non lo soddisfano. Il “collocato” sgobba per tutta la vita pregustando la pensione, peraltro sempre più lontana, che non si godrà essendo vecchio e acciaccato, ammesso che all’età della pensione ci arrivi.

7 maggio 2015

Scollocamento: avere le idee chiare

Prendo spunto dal libro Ufficio di Scollocamento di Simone Perotti e Paolo Ermani per aggiungere qualche integrazione cui tanta gente sfugge inclusi gli autori del libro stesso, in taluni casi:

  1. Diffidare dai prefissi eco- bio- equo- i quali possono essere parole chiave forma-pensiero. Impiegate dal sistema per controllare anche chi pensa di essere ‘incontrollabile’.
  2. Allontanarsi da chi coinvolge in ‘comuni’ dedite a droghe leggere o pesanti. Le droghe sono forme di controllo al pari del calcio o del tabacco. Dopo un secolo e centinaia di milioni di morti causa nicotina, hanno criminalizzato la sigaretta, senza peraltro vietarla, ora impongono la droga come business “antipolitico”. Un fumatore di sigarette o spinelli non può scollocarsi.
  3. Chiunque sia appassionato sfegatato di sport professionistici in genere, TV, gossip sui VIP, che sono sempre forme di controllo mentale, non può scollocarsi. Trasferirsi in alta montagna per poi interessarsi a ‘Belem’ o ‘Kate’ (senza essere parente o conoscente), non ha senso.
  4. Diffidare di internet. È uno strumento che va impiegato con parsimonia. Un’arma di controllo sociale mille volte più potente della TV.

La mia biografia di Bill Kaysing si può dire sia tutto un inno allo scollocamento. Lui queste cose le aveva capite oltre mezzo secolo fa. Lo scollocamento è, prima di tutto, un attitudine mentale poi comportamentale. Il concetto fondamentale espresso da Bill è che bisogna trasformare la propria vita come si trattasse di una perenne vacanza rifuggendo anche dall’incombenza di “dovere prenotare le ferie”.

12 maggio 2017

La schiavitù delle ferie

Ciao Marco, il lavoro salariato è schiavitù, se il lavoratore non può decidere del suo tempo, un tempo invece i contratti si decidevano tra lavoratore e “padrone”, era uno scambio reciproco, io ti do la mia manodopera, tu mi dai dei soldi, ma decidiamo insieme come e quanto lavorare e a che condizioni, oggi no, o accetti la merda proposta o dentro un altro bisognoso…
Chi lavora in proprio in parte è già libero, in quanto unico amministratore del suo tempo, ma la burocrazia, l’Iva e le tasse stellari, tutt’ora impediscono agli autonomi di vivere decentemente di quello che fanno, ovviamente il discorso cambia quando si parla di pesci grossi.
Quella che manca oggi è la visione stessa di una società migliore, tutti semplicemente si accontentano di ciò che viene loro proposto: lavori precari, stipendi vergognosi, turni snervanti, zero diritti, straordinari e flessibilità obbligatorie.
Tutto questo “menù” d’alto sfruttamento è stato servito alla gente un poco alla volta, in modo tale che la massa distratta non si rendesse conto del cambiamento in atto, ecco perché oggi mi chiedi a me una soluzione invece che pensarla tu stesso. ( http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/ )

Mi fanno ridere coloro i quali, prima maledicono la schiavitù del lavoro, poi corrono a prenotare le ferie. Come se andare via non costituisse un lavoro, uno stress, uno speco di denaro e risorse ambientali persino superiore alle infauste zone industriali. Giova solo rammentare l’impatto ambientale devastante causato dalle seconde case (case-vacanza) e dai villaggi turistici ubicati giocoforza in aree di grande valore naturalistico. Qui dalle mie parti, colpisce quanto un pugno in un occhio la cementificazione bestiale attorno il lago di Garda. Una persona attende un anno intero per trascorrere due settimane striminzite di ferie in cui si stancherà di più della routine quotidiana solo per potere vantarsi al bar di essere stato in un certo posto. Fra l’altro, la storia delle ferie dimostra come sia efficace ed effettivo il condizionamento mentale della greggi umane: la gente pensa veramente di riposarsi di più in “vacanza” con aeroporti, trasferimenti, documenti, attese, prenotazioni e poche ore trascorse in spiaggia escogitando disperatamente qualcosa da fare per passare il tempo!

Libro sullo “scollocamento”: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST.

sfruttamento lavoro

10 gennaio 2017

Ieri sera mi sono sentito un “marziano”

ieri sera stavo a casa di parenti e la TV era (ovviamente) accesa. Sintonizzata su uno di quei canali che trasmettono 24 ore su 24 le offerte delle concessionarie di automobili. In genere, vengono proposti veicoli usati ma in ottimo stato tipo “auto aziendali” o “km zero” (un ossimoro tutto italiota, come fa un’auto “usata” ad avere percorso “0” km?).
Ad un certo punto, hanno presentato dei modelli di una nota marca tedesca, spinti da potenti turbodiesel da quasi 200 cavalli, a 4 ruote motrici. Prezzo da 35 a 50 mila euro. E c’è gente che davvero le compra tali vetture praticamente nuove a quei prezzi ritenendo di fare un affare.
Ieri sera mi sono sentito davvero un “diverso”.
Ho pensato. Ma chi spende 50 mila euro per un auto da 200 cavalli che, causa le 4 ruote motrici è pesante, ha poca efficienza energetica e, di certo, più di 10 km con un litro di gasolio difficilmente li fa. Inoltre, nelle società multirazziali, il tasso di criminalità è elevatissimo, quindi è indispensabile anche l’assicurazione contro il furto-incendio oltre alla RC obbligatoria. Tra una cosa e l’altra, comprare e mettere in strada tali vetture costa da 40 mila a 60 mila euro. Essendo poi veicoli già immatricolati, fra 6-7 anni varranno una frazione minima del prezzo d’acquisto odierno.
Se avessi 50 mila euro, me ne starei in una baita di montagna, respirando aria pura, vivendo senza lavorare per una decina d’anni centellinando tale somma. Come faceva Bill Kaysing.
Contrariamente, noto che più la popolazione tiene accesa la TV, più si danna l’anima per comprare oggetti di nessun senso e perfino estremamente dannosi per il fisico quali tabacco e droga. C’è gente che, di questi tempi, muore letteralmente di fame pur di non rinunciare a un grammo di coca spacciato, pur a buon mercato, dai passeggeri gratis di Mare Nostrum.
Mi sono sentito diversamente un re ieri, fuori dalla matrix, libero da impulsi al consumo e da bisogni indotti dal Sistema fintamente “ambientalista”, “buonista” ed “equo-solidale”.
Sapete, la vita è più bella se non si possiede una TV! Non c’è bisogno di trasferirsi su Marte, in fondo.

Libri per lo scollocamento: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

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27 novembre 2016

Democrazia, costituzione & referendum

Buona base filosofica dello scollocamento.

FUORI CONTESTO Devo essere divenuto un VIP del web. Ricevo variopinte e valete minacce da parte di personaggi inquietanti:
marin

25 novembre 2016

La Rivoluzione è inviata a data da destinarsi

Spesso si legge sui social e si sente dentro i bar pronunciare la parola rivoluzione e la cosa mette tristezza e al contempo fa sorridere.
Ma di quale rivoluzione si sta parlando?
Quale rivoluzione vogliamo fare con un popolo assopito e completamente asservito che prende per buone tutte le notizie che gli vengono propinate dai mass media nemmeno fossero dei poppanti almeno 3 volte al giorno, prima ,durante e dopo i pasti.
Si iniziano a sedare gli animi già dalle scuole, quel dove dovrebbero insegnare ma in realtà si fa di tutto per tenere le persone nella totale ignoranza, viene inculcato nelle menti solo quello che vogliono, é tutto programmato, é tutto studiato a tavolino per costruire degli automi il cui unico compito è quello di andare a lavorare ed essere salariato da qualcun’altro suo simile e che deve pure ringraziare perchè gli lascia le briciole per una misera sopravvivenza mentre i “magnanimi signori”,i quali appartengono a caste e a classi privilegiate conducono delle vite agiate sulle spalle di chi sfruttano.
Va bene così? E’ così che deve continuare?
Allora io mi chiedo, ha ancora senso a questi punti parlare di rivoluzione quando si accetta tutto questo per una misera esistenza?
Risultati immagini per italiani calcioLa rivoluzione è facile che si possa verificare quando gioca la nazionale in caso di un rigore negato, perchè si, il calcio, é un’altro cancro sociale ,e di rivoluzione se ne può parlare solo dentro a un bar dove l’aspirante rivoluzionario si anima parlando delle trattative e degli stipendi dei giocatori con una disinvoltura estrema facendo sua la causa nemmeno fossero soldi suoi, non si pone il problema di dove vengano quei soldi, non pensa a quanto siano pagati loro per calciare una palla e a quanto valga il loro tempo in una fabbrica chiusi tra quattro mura, tempo che viene quantificato in pochi euro all’ora.
Fino a quando non si capirà che il tempo di un uomo è inestimabile non si arriverà da nessuna parte e non ha quindi alcun senso parlare di rivoluzione.
Rivoluzioniamoci prima individualmente, vediamo di attingere a diverse informazioni senza limitarci ad assorbire e a prendere per buono l’indottrinamento mass-mediatico di regime, perchè si, che lo si voglia accettare o meno siamo in un “regime democratico”, loro la chiamano democrazia ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che il fascismo non è mai cessato, esiste ancora, in maniera più meschina e subdola celandosi dietro la maschera democratica che ti consente di dissentire sulla carta e poi non appena scendi in piazza per rivendicare i tuoi diritti é subito li pronta a far vibrare il bastone.
Per uscire da tutto questo si deve ripartire dalle scuole vere fucine di ignoranti le quali fondano le loro basi su sistemi autoritari e fascisti. La rivoluzione é un sogno di rinnovamento e di libertà che ai giorni nostri non siamo in grado e non meritiamo neppure di sognarcela.
( http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/ )

Libri di approfondimento sullo ‘scollocamento’: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

5 maggio 2016

Abolizione del Contante (come previsto)

Draghi preme per abolire la banconota da 500€

La Banca Centrale Europea dovrebbe decidere oggi di abolire la banconota da 500 euro, ritenuta troppo utile a criminalità e organizzazioni che finanziano il terrorismo, oltre che essere molto apprezzata in chi deve far circolare denaro sporco o pagare tangenti. Nelle prossime 24 ore dovrebbero conoscersi le modalità con cui l’abolizione verrà messa a punto. Mario Draghi dovrà però vedersela ancora una volta con i tedeschi della Bundesbank, apertamente scettici su tale ipotesi. (www.teleromagna24.it)
La presunta diatriba tra tedeschi e Draghi è una messinscena. Il piano dei ben noti mondialisti assassini procede senza tregua. L’abolizione del denaro contante, già realtà in molti paesi del nord Europa, è da anni uno dei loro obiettivi primari, propinato oggi con la sempre valida scusa della ‘sicurezza‘. La smaterializzazione finale (dopo l’astuta abolizione del controvalore in oro) della forma di pagamento consentirà loro di gestire ancora meglio l’economia in modo occulto e privatistico, permettendogli di imporre un controllo capillare ed esaustivo di tutte le transazioni finanziarie. Il passo successivo consisterà nell’obbligatorietà dell’uso del bancomat wireless oppure del microchip sottopelle. Gli oscuri maneggioni avranno così la possibilità di escludere dalla vita civile chi vorranno (disattivando il chip) impedendogli di muoversi, mangiare, bere.
Ci saranno solo una maggioranza di connessi conformati ed una esigua minoranza in estinzione di disconnessi ribelli, come nei peggiori film di fantascienza. Ovviamente la malavita organizzata non ne verrà per nulla inficiata e potrà continuare a fare affari più e meglio di prima, con il beneplacito delle istituzioni. ( http://offskies.blogspot.it/ )

Tutte cose che avevo predetto oltre 10 ani fa, la cui filosofia ho sintetizzato nell’articolo su NEXUS 120. Facile spiegare anche perchè tutti i movimenti “equo-solidali”, “antipolitici” e “progressisti” invochino il wi-fi libero. E la “lotta al terrorismo globale”, “combattere l’evasione fiscale”. È tutto in mano a banchieri e petrolieri.
Ci possiamo fare ben poco ma il poco è questo: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WESTINIZIARE LO SCOLLOCAMENTO.

12 marzo 2016

Sei uno “scollocato”? Fai il test

Mentre la crisi italiana avanza come da programma (ricordate quando Mario Monti disse che bisognava aggravare la crisi) molte persone hanno le idee confuse. Molti ritengono che lo scollocamento sia una “moda” tipo i “dark” o i “paninari” anni ’80 ma non è così. In realtà, esso è una attitudine mentale dalla quale fare derivare le decisioni nella vita quotidiana
Ho elaborato un breve elenco di locuzioni, se seguite le quali, sarete veramente liberi come lo è il sottoscritto:

  • Lo scollocato non vive per lavorare attendendo il momento di andare in ferie e poi, una volta in vacanza, non vede l’ora di tornare a lavorare.
  • Lo scollocato sa che sigarette, TV, droga, la moda e sport professionistici sono la stessa identica cosa: forme di distrazione mentale da parte del potere.
  • Lo scollocato pensa che l’automobile sia solo un mezzo di trasporto che serve per recarsi dal Luogo A al Luogo B.
  • Per lo scollocato il tempo non è denaro.
  • Lo scollocato sa che la burocrazia, il sistema sanzionatorio giudiziario, la tassazione sono strumenti di controllo del potere verso i cittadini mantenendoli poveri.
  • Lo scollocato preferisce acquistare oggetti usati, sono soltanto per risparmiare, anche per timore che altrimente ci sarebbero più rifiuti da smaltire.
  • Lo scollocato preferisce, se possibile, mangiare cibo biologico prodotto in proprio consumandolo fresco di stagione.
  • Lo scollocato usa i mezzi di trasporto pubblici, anche se lenti, e parcheggia l’auto a distanza anziché sprecare tempo e carburante cercando un posteggio vicino al luogo di destinazione.

Pensate a quanti suicidi di imprenditori ci sono stati cui avevano fatto il lavaggio del cervello sui “soldi” da guadagnare per diventare ricchi e comprarsi una vettura di lusso. Pensate alla gente che ha acceso mutui inutili per case che oggi valgono la metà. Le banche si riprendono gli immobili per acquistare i quali avevano prestato ai clienti soldi creati dal nulla. per non dire di quelli che buttano soldi col gratta e vinci, vinci-casa e rumenta simile. però ci sono gli annunci tranquillizzanti che dicono il gioco essere vietato ai minori e che può provocare dipendenza!
E infine, riflettete su quanti morti ci sono a causa del (costoso) vizio del tabacco (non solo tumori ma anche malattie cardiocircolatorie) e ora vogliono legalizzare la droga poiché da più assuefazione e incrementerebbe i profitti delle multinazionali del tabacco che entrerebbero anche nel mercato degli spinelli di stato.

Libri di approfondimento: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Scollocamento Bill Kaysing

17 febbraio 2016

La legge “salva suicidi”

A noi sembra normale che debbano esistere filmati come quello sotto ma non dovrebbe essere così. Pensare la suicidio perché non si riescono a pagare le rate della macchina nuova. L’automobile è unicamente un mezzo di trasporto, nulla più. Serve per trasferirsi dal Posto A al Posto B. Immaginare di finire sul lastrico per un accumulazione di metallo, gomma e plastica è quanto di più insulso si possa concepire. Eppure la nostra società a tanto ci spinge. Tutto è lecito per operare sofferenza fingendo l’opposto: istigare al fumo e allo sballo perché “fa figo”, riempirsi di debiti per sentirsi appagati nella società dei “consumi”. Come vi dice Bill Kaysing, anche attraverso di me, “non c’è bisogno di incatenarsi a niente“.
A noi sembra normale, ma ciò non lo è come ho spiegato su NEXUS in edicola da qualche giorno.

Articoli di approfondimento: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST –  Una bella casa indipendente a soli 7200 euro!Il discorso tipico dello schiavoScollocamento: un filmato illuminante

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11 novembre 2015

Come vivere con pochi quattrini senza emigrare

Pullula la rete di siti e pagine web che consigliano come vivere con poco denaro, limitati soldi. Molti suggeriscono di emigrare in paesi improbabili mangiando “cibo di strada” e altro sistema veloce per vivere forse con poco ma morire certamente di colera. L’invito a emigrare in mitici luoghi esotici in cui il costo della vita sarebbe irrisorio è un sotterfugio con cui i poteri occulti intendono mescolare le razze (capitolo 11 della Genesi).
In verità, ho già spiegato che si può stare bene ovunque, anche nella viuzza dove si è nati e cresciuti.
Su cosa si può risparmiare:

  • Abolire completamente sigarette, droga, gratta e vinci, lotterie e giochi, legali o meno.
  • Visto che internet c’è, servirsene per acquistare qualunque roba usata esclusi biancheria intima, calze e scarpe.
  • Ridurre le bollette possibilmente a due: luce e acqua. In campagna si può anche avere un pozzo privato e pagare solo la corrente. Riscaldamento e cucina alimentati ad elettricità con sistemi innovativi. Eliminare ogni forma di domotica in favore della semplicità ed economicità nella gestione della propria abitazione.
  • Se si deve rinnovare l’arredamento o pavimenti/piastrelle di un’abitazione, sempre preferire materiale che non passi di moda o ammodernabile con poca spesa.
  • Limitare il rapporto con le banche (o Poste) a un solo conto corrente famigliare che il caro Monti ha reso obbligatorio. (lo hanno premiato col senato a vita per questo)
  • Eliminare il più possibile i telecomandi i quali richiedono la sostituzione periodica  delle batterie (es. tastiera, mouse wireless ecc.).
  • Auto-produzione del cibo (ortaggi, uova, frutta) ogniqualvolta possibile.
  • Escludendo i sanitari, acquistare mobili ed elettrodomestici usati anzichè la rumenta di certe catene nordiche. Frequentare aste pubbliche, rigattieri online, fallimenti ecc. dove si spuntano buoni prezzi anche per il lusso e arredi nuovi.
  • Automobili, motocicli e bici, solo usato.  Utilizzare i trasporti pubblici o in condivisione.

Tuttavia, LA PRIMA REGOLA DELLO SCOLLOCAMENTO È DI NON FARSI ABBINDOLARE DAI MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA. Ignorare ogni forma di pubblicità e sollecitazione all’acquisto. La soluzione migliore per risolvere il problema dei rifiuti è di non produrli.

31 ottobre 2015

Un piccolo naviglio e un’erma casetta

Casette di legno arredamentoCosì s’intitola uno dei capitoli della mia biografia di Bill Kaysing dedicato ai mille modi in cui riusciva ad aiutare i senzatetto a trovare una sistemazione. Aiutato, a sua volta, dagli inseparabili compagni d’avventura.
Apprendo oggi, con un po’ di stupore, anche in Italia sono reperibili, a prezzi abbordabili, casette di legno che si possono travisare da capanni per gli attrezzi o altro. Dipende dai regolamenti edilizi dei vari comuni. In genere, se non hanno fondamenta, si possono piazzare senza licenza edilizia e senza ulteriori spese. Basta informarsi adeguatamente.
Non è bello? Un tetto sulla testa  senza dovere incatenarsi a un mutuo assassino divenendo schiavi delle banche per decenni. Un’occasione per lo scollocamento definitivo dalle imposizioni della società costituita.

Casetta-prefabbricata

Bill Kaysing (al centro) con Charles Ellery mentre visiona il progetto delle loro micro-case destinate a offrire riparo ai derelitti, in particolare donne anziane senzatetto e ragazze madri sbandate. (da LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST )

12 ottobre 2015

Lavoratori in affanno, inizia lo sciopero fiscale.

La RESISTENZA FISCALE o DISOBBEDIENZA FISCALE è un gesto di ribellione consistente nel rifiuto di pagare le tasse allo Stato. Tale gesto è spesso dovuto ad una forte opposizione a determinate politiche del governo, sia da un punto di vista civile che economico, oppure un’opposizione allo Stato in quanto istituzione in sé (gesto spesso attuato da movimenti anarchici). Molti resistenti fiscali storici sono stati dei pacifisti, oppure particolari movimenti religiosi, come i quaccheri.Questa “tecnica” è stata spesso usata anche da movimenti e personaggi non violenti, come ad esempio Mahatma Gandhi e Martin Luther King.
Qualora praticata da un esteso numero di cittadini simultaneamente, ha l’effetto dirompente di colpire al cuore i VERI interessi di quei politicanti che operano secondo logiche del favoritismo personale e lobbistico, mettendo al tappeto in un sol colpo l’apparato statale di riscossione delle imposte, incapace di gestire un numero incalcolabile di pratiche di insolvenza.

ARGOMENTI PRO RESISTENZE FISCALE
I resistenti fiscali hanno utilizzato diversi argomenti a favore della propria lotta, tra i quali:
1.Il governo esercita un’oppressione fiscale tale da rendere schiavi i contribuenti.
2.Il governo attua politiche ritenute immorali, se non criminali, come guerre o pena di morte.
3.Il governo non è legittimato.
4.Il governo attua un regime di corruzione e malaffare.
5.Il governo è inefficiente e mal funzionante.
6.Contrarietà verso la natura coercitiva dello Stato.
7.Mancanza di rappresentanza

Vista e dimostrata la gravità della situazione, mai come ora il popolo italiano è chiamato a far sentire la propria voce sovrana per ripristinare la legittimità della pretesa fiscale dello Stato. Parafrasando il presidente Thomas Jefferson, le vere rivoluzioni non possono attuarsi se non quando i concetti di legalità, giustizia e legittimità vengano rielaborati, ridefiniti e ricollocati dalla nuova coscienza collettiva in un quadro di VERA e REALE equità. ( http://www.attiviamoci.it/ )

Non lasciatevi forviare da iniziative come questa. Il fatto non è lo sciopero fiscale ma lo scollocamento cui bisogna mirare. Bisogna smettere di consumare, riciclare tutto il riciclabile, smettere di fumare assumere droghe, farla finita con giochi e lotterie. La vera cospirazione è il lavoro, agogniate uno stipendio da spendere in un battibaleno. Gettare la TV, radio solo per ascoltare musica, saltare a piè pari ogni inserto pubblicitario. Mi fanno ridere quelli che paventano l'”oppressione fiscale” e hanno in mano l’Iphone ultimo tipo!
Il signore del video che si lamenta delle tasse forse ha un SUV in garage di cui va fiero e fuma un pacchetto di “bionde” al giorno, lontano dalla telecamera. Magari tiene villa al mare sulla quale non vorrebbe pagare l’IMU. Un’altra iniziativa dei poteri forti simile ai “forconi”. Ricordate? Aria fritta.
I riferimenti a Luther King e Jefferson sono indicativi che il pezzo sopra è stato scritto a Washington al pari dei discorsi di Renzi e dei post di Grillo. Fidatevi che io sono uno buono a fare una sintesi delle cose.
ADDENDUM Notate che hanno creato nei sondaggi elettorali, completamente inventati, il duopolio Renzi-Grillo come spiegai qui in tempi non sospetti: https://pianetax.wordpress.com/2012/11/23/risultato-delle-elezioni-del-10-11-marzo-2013/

 

25 luglio 2015

Una bella casa indipendente a soli 7200 euro!

Casa a basso costo La casetta illustrata sopra, che riporto unicamente a titolo esemplificativo, è fabbricata in legno. Viene consegnata in kit di montaggio ed è veramente economica. Costa solamente 7200 euro. Molto carina, ma sarà una specie di bungalow, direte voi.
Mica tanto.
L’abitazione è di 41 m2 a un solo vano, che si può suddividere a piacimento, e quasi 10 m2 di veranda. Oltre 50 metri  quadri coperti. Non c’è bisogno di impiccarsi ad un mutuo da 100 mila euro per un pidocchioso bilocale in mezzo a Milano o Roma. Pure senza condizionatore che, di questi tempi, equivale abitare dentro un “forno crematorio” di hitleriana memoria. Gli istituti di credito passano ai raggi x la vostra situazione finanziaria prima di concedervi un prestito. A loro, però, basta un click con un mouse di un PC per creare dal nulla i soldi che vi concedono.
La struttura sopra è in legno di pino molto sano e isolante.
In fase di montaggio, potete praticare sulla parete un foro del 12 dove infilare il tubo scarico aria calda di un condizionatore portatile. In questo modo, evitate la imposta sui condizionatori fissi che il malefico governo italiano ha deciso di istituire tassando letteralmente l’aria fresca.

http://www.venditacasette.com/catalogo/casette-in-legno-pareti-58mm/casetta-in-legno-mod-toscana-i

La casa non ha bisogno di alcuna manutenzione, se non riverniciare l’esterno con impregnante apposito onde preservare il legno. Nel mio libro su Kaysing LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST elenco una lunga serie di modi per procurarsi un’abitazione perfino del tutto gratuitamente. Ideale per lo scollocamento.

9 luglio 2015

Il discorso tipico dello schiavo

Ottima questa sintesi di Silvano Agosti.
Il segreto è capire che la schiavitù è prettamente psicologica.
A me fanno ridere quelli che parlano sempre contro le banche e hanno magari tre o quattro conti bancari quando gliene basterebe uno. E purtroppo, grazie ai maneggi dei politici, camerieri dei banchieri, ci hanno costretto a tenerne almeno uno.
L’unica salvezza è la scelta di Bill Kaysing, scollocamento da tutto e liberarsi dalla schiavitù del lavoro e dei soldi.
La prima igiene mentale è affrancarsi dai soldi. Dato che la società è stata costruita per obbligare gli invidiai a usare denaro, quindi dovere lavorare sodo per guadagnarlo, l’alternativa è scappare in alta montagna, riattare un rustico e vivere semplicemente nutrendosi dei frutti che la natura offre spontaneamente o che si coltiva gratuitamente. Ma, studiando la legislazione, si può anche costruire una deliziosa casetta in legno a propria misura integrata nell’ambiente naturale.
Mi fanno ridere pure coloro che si lamentano del costo della verdura e poi hanno dietro casa un grande giardino all’inglese, pure oneroso da mantenere. Perchè non ci ricavano una bella ortaglia, invece?
Qua a Brescia muoiono continuamente persone in incidenti stradali mentre stanno correndo al lavoro. Lavorano forsennatamente ancora più di quanto facessero dieci anni fa per pagare le crescenti tasse perchè hanno paura dei carabinieri, di Equitalia, delle multe.
Vita (breve) da schiavi.
Come ha opportunamente osservato Marco Saba, questo è uno schiavismo inconscio persino peggiore di quello antico. In antichità, il proprietario dello schiavo era tenuto a procurare cibo e un giaciglio alla sua proprietà. Oggi il sistema non si cura nemmeno del fatto che i cittadini siano denutriti e senzatetto.
ADDENDUM ‘Ocse, senza lavoro il 42,7% dei giovani’ Stanno terrorizzando i giorani. Dovete trovare un lavoro grazie allo Steve Jobs Act anche 400 € il mese, giovani schiavi lavorate!

Articoli di approfondimento: Scappare dall’Italia rimanendo in Italia? Si può!Homes for the Homeless

Homes-for-the Homeless Bill Kaysing

12 giugno 2015

Risparmiare su tutto: vivere senza tanti soldi nel 2015

Come risparmiare su tutto? Vivere senza tanti soldi in Italia è un’idea che passa nella testa di molte persone anche nel 2015: ma si può davvero campare con poco, risparmiando denaro su ogni cosa? Purtroppo non si può fare a meno dei soldi, sebbene li odiamo: servono per comprare beni di prima necessità, e sarà così fino a quando la società non cambierà del tutto. Non c’è niente di male nello spendere soldi, diventa una stupidaggine sprecarli per acquistare cose inutili e moto spesso buone solo per chi cerca di venderle. In questo articolo cercheremo appunto di capire come risparmiare soldi ogni giorno, trovando un modo di ridurre il fabbisogno mensile di denaro. Pochi consigli per vivere più serenamente e senza l’ossessione di dover aspettare lo stipendio alla fine di ogni mese.

Leggi anche: Quando finirà la crisi economica in Italia?
Come risparmiare su tutto: vivere senza tanti soldi in Italia
Prima di leggere i consigli di Affari Miei, potrebbe tornarvi utile dare uno sguardo ad alcuni articoli in cui abbiamo già trattato il tema:

https://pianetax.files.wordpress.com/2015/06/681fd-apriresito2.jpg

Nei post indicati abbiamo già dato qualche indicazione in tema di risparmio e di riorganizzazione della propria vita in funzione di sé stessi. Per introdurre il tema, possiamo partire dal racconto di un’esperienza personale di qualche giorno fa che raccontiamo, contravvenendo alla nostra abitudine, in prima persona.
Di buon mattina mi recai all’Università per ritirare il mio diploma di laurea in Giurisprudenza: dopo 5 anni di sacrifici, sono andato a prendere il mio pezzo di carta. Sul banco della segreteria c’erano dei volantini colorati che hanno attirato la mia attenzione: ne ho preso uno, nel mentre aspettavo che l’impiegata mi consegnasse i documenti. La firma che ho apposto, tra l’altro, è stato probabilmente il mio ultimo atto ufficiale con l’Università. Ma non è di questo che intendo parlare. Il volantino conteneva la pubblicità di una società che proponeva prestiti praticamente per tutti: “10 mila euro anche a pensionati e cattivi pagatori” si leggeva. Uscendo ho gettato nella spazzatura la carta e mi sono messo in macchina per tornare a casa: fermo ad un incrocio, ho visto una grande pubblicità che sponsorizzava l’ennesima automobile da 30 mila euro da pagare in “comode rate mensili”. Sono andato a fare benzina al distributore: il prezzo del carburante, che tra dicembre 2014 e gennaio 2015 pareva essere sceso, sta inesorabilmente salendo di nuovo. Probabilmente le stime di crescita dell’Italia saranno nuovamente tagliate per questo motivo, ma per ora non ce lo dicono. Perché questi messaggi incrociati in una mattina di pioggia mi hanno così tanto incuriosito? Perché mi è venuto in mente quanto è stupido, in certi casi, indebitarsi per comprare beni non alla nostra portata. Ci “vendono” prestiti, il credito al consumo spera di ripartire: e noi, come bambini, molto spesso accettiamo pur di avere il telefonino, la macchina o l’elettrodomestico. Eppure sono beni che non costano tantissimo: basterebbe risparmiare un po’ di più e comprarli un po’ per volta ma noi, come dei poppanti, vogliamo tutto e subito. Poi magari arriva la crisi economica, perdiamo il lavoro e siamo sovrastati dai debiti. Ma vale la pena accettare questo gioco? Il nostro excursus su un normalissimo pensiero mattutino si chiude e torniamo ad essere seri. Come risparmiare su tutto? Per vivere senza soldi o comunque senza lo stress del denaro bisogna seguire alcuni principi che le persone sane di mente sicuramente già conoscono.
1. Non fare debiti
I due esempi dimostrano quanto sia facile oggi contrarre debiti: ottenere un prestito è la fissazione di molte persone. Sebbene questo consenta di avere subito quello che si vuole, nel lungo periodo ce lo fa pagare di più. E’ giustissimo, per carità, ci stanno prestando dei soldi. La cosa può avere senso se applicata ad un investimento produttivo: compro un macchinario per produrre 10 ogni mese, destino 3 al pagamento della rata. Meno senso ha il credito al consumo. Premesso che per noi comprare l’ultimo modello di IPhone è uno spreco colossale (non perché lo smartphone è inutile ma perché è inutile comprare un telefono oggettivamente inferiore ad altri modelli che costano al massimo la metà), si può ugualmente avere denaro per acquistarlo e pagarlo meno: basta programmare. Se imparassimo a risparmiare su tutto, infatti, sarebbe facile in un anno aggiungere una piccola quota alla cifra mensile da pagare. Il discorso cambia se il frazionamento non ha costi aggiuntivi ma qui subentra un altro aspetto che spiegheremo nel prossimo paragrafo.
2. Pagare le cose il prezzo giusto
Molto spesso non sappiamo come risparmiare su tutto perché tendiamo a non dare la giusta valutazione alle cose. Per vivere senza tanti soldi è necessario imparare a dare un valore ai beni di cui abbiamo bisogno. Ci serve la macchina: qual è la nostra esigenza reale? E’ inutile comprare un veicolo di grossa cilindrata se lo utilizziamo semplicemente per recarci al lavoro. Sarebbe inutile anche comprarlo per correre come gli imbecilli e mettere a rischio anche la vita degli altri, però se proprio non riusciamo a resistere…Ancora: ci serve il computer, ma per fare cosa? Ci sono apparecchi di 1000 euro e altri da 350: se noi usiamo il pc un’ora al giorno per controllare la posta elettronica ed andare su Facebook non abbiamo bisogno dell’ultimo modello. Generalmente, ma non è sempre così, un prodotto super sponsorizzato costa di più rispetto ad uno di pari livello meno promosso: la pubblicità è un costo, è chiaro che la paghiamo noi. Come faccio a capire qual è il prezzo giusto? Basta fare un’indagine di mercato preliminare all’acquisto.
Quando due anni fa comprai lo smartphone (e si ritorna a parlare in prima persona) ritenni che, all’epoca, rispetto a ciò che il mercato offriva e alle mie esigenze, il prezzo giusto fosse 300 euro. Beccai un’offerta sul Nexus 4 ed ancora oggi è un signor telefono. Ho conosciuto persone che hanno speso 749 euro per comprare un apparecchio che gli serve essenzialmente a scattare una foto (che nemmeno sanno modificare) da condividere su Facebook. Se avessero seguito un principio logico nell’acquisto, avrebbero risparmiato almeno 400 euro. Leggi anche: Agevolazioni fiscali risparmio energetico 2015: ultimo anno buono per gli incentivi 
3. Comprare solo quello che serve
Anche questa cosa può sembrare veramente elementare ma non lo è. L’acquisto di cose inutili è una costante che avviene ovunque, sia nelle grandi città che nei piccoli paesi. Per esempio quando ci sono le feste di paese capita spesso che arrivano mercanti a vendere leccornie e oggetti. Molto spesso, osservando, si notano persone che si fermano dinanzi a bancarelle che vendono prodotti asiatici di bassa qualità: attratti dal fatto che costano poco, acquistano oggettini che si rompono dopo pochi giorni o che nemmeno useranno più. Questo è un acquisto “straordinario” ma gli sprechi spesso sono quotidiani: a cosa serve comprare il gratta e vinci? E’ necessario fumare? Il fumo è un vizio orribile, fa bene soltanto alle multinazionali: nemmeno lo Stato ne beneficia visto che le vostre malattie future saranno curate negli ospedali.
Leggi anche: Comprare casa oggi, investire nel mattone senza fare il mutuo
Conclusioni: come risparmiare su tutto e vivere senza tanti soldi in Italia
In questo post, con alcuni brevi e personalissimi esempi, abbiamo visto gli sprechi quotidiani a cui siamo portati inconsapevolmente. Qualcuno penserà: “questo post è la scoperta dell’acqua calda”. E non avrà torto perché essenzialmente non fa altro che ripetere alcuni sani principi che, se tutti osservassero, renderebbero le nostre vite meno schiave del consumismo. Eppure, nonostante la facilità con cui si reperiscono informazioni, quando si entra in un negozio di elettrodomestici c’è la coda di persone che firmano il finanziamento per acquistare un televisore gigante o un computer di ultimissima generazione. (Fonte: http://www.affarimiei.biz/ )
Un buon manuale, generico ma che apre la mente, sullo scollocamento è la mia biografia di Bill Kaysing.

23 maggio 2015

Scappare dall’Italia rimanendo in Italia? Si può!

A me fanno quasi sorridere coloro che anelano fuggire dall’Italia perchè ci sono troppe tasse, troppa burocrazia, troppa criminalità. Costoro vorrebbero trasferirsi, ad esempio, ai Caraibi, in Venezuela o Ucraina (!) come se in quei luoghi la situazione fosse mediamente migliore.
Lasciare l’Italia rimanendo sul territorio peninsulare è una scelta ottimale. Nelle vaste aree collinose e medie montagne italiane, per circa 15 mila euro, ci sono miriadi di immobili antichi con terreno, casali e rustici da ristrutturare. Oltre i 600 metri di quota, se non erro, non si paga l’IMU agricola. Con altri 15 mila euro, si può effettuare una sistemazione funzionale e rustica impiegando materiali poveri ma efficaci per l’isolamento, quali il legno. Spesso quei rustici sono venduti con un lotto di terreno adiacente ove dimorano alberi da frutta antichi che producono annualmente quintali di buona frutta lasciata a marcire dato che nessuno la raccoglie.
Con le efficienti stufe a legna di oggi, si può ottenere riscaldamento e calore per cucinare. Se si riesce a procurarsi acqua potabile localmente, con scarico a norma, l’unica bolletta da pagare è quella per l’elettricità. Con un piccolo piano cottura a induzione e caldaietta elettrica, non ci sono bolletta gas, bolletta acqua, spese condominiali litigando nelle assemblee e telefono fisso, da saldare. Grazie alla telefonia mobile,  potete avere internet e comunicazione telefonica. Trasferirsi all’estero costa, c’è la barriera della lingua in molti casi, il problema della criminalità e della mancanza di servizi sanitari di qualità può rimanere un affanno perfino più stringente che in Italia.
Le tasse? Qui non solo sorrido ma mi “scompiscio” dalle risate. In Italia non pagare tasse legalmente è facilissimo. Poichè da noi, comanda la gente che non lavora (dai centri sociali ai magistrati della consulta passando per i politici), le imposte sono quasi tute a carico dei consumi e del lavoro. Quindi, basta non lavorare e non consumare per pagare quasi zero tasse. Nei siti web di annunci gratis, si trova di tutto, nuovo e usato a  prezzo abbordabile. Dicono, ma in collina o montagna, se c’è brutto tempo o nevica, uno rimane bloccato. Se nevica uno se ne sta rintanato aspettando che le strade ritornino agibili, come si faceva una volta. Una Panda 4 x 4, e similari, è un veicolo ideale per abitare in collina percorrendo strade al limite della praticabilità e per recarsi in città quando occorre.
Lavoro? Conducendo una vita a basso costo, rimboccandosi le maniche, si può vivere facendo lavoretti saltuari seguendo la propria indole: imbianchino, manovale, baby-sitter, commessa in negozio durante periodi di ressa, badante per anziani, lezioni private di latino, filosofia, greco, matematica, informatica, chimica per ragazzi. Senza esagerare, a 10 euro l’ora, basta lavorare 10 ore la settimana per vivere in montagna, il tutto esentasse. Li il costo della vita è basso, ci sono trattorie a conduzione famigliare dove si mangia sano per 15 euro a coperto o anche meno. Se poi si riesce ad avere un modesto introito finanziario fisso come una pensione o rendita, il gioco è fatto!
Ma la cosa più bella è che, immersi nella natura, ci si sente in ferie 365 giorni su 365!
Non serve sbattersi per aprire un caffè a Santo Domingo o andare a fare lo sguattero a Londra. Questo costituirebbe “falso scollocamento”, lavorando ancora più che in Italia.

3 ottobre 2014

LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

ISBN: 978-960-93-5531-5 – Rilegatura in brossura filo refe, pagine: 288 – Prezzo: € 15 (inclusa spedizione ordinaria oppure 20 € con spedizione raccomandata e dedica autografata).Albino Galuppini - La penna più veloce del West - biografia di Bill KaysingDopo tre anni di intenso lavoro di ricerca e scrittura, viene alla luce la biografia di quello straordinario personaggio che fu Bill Kaysing.

PRESENTAZIONE DE “LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST
La notizia del recente allunaggio della sonda cinese Coniglio di Giada, a 41 anni dall’ultima spedizione umana, ha riportato l’attenzione del grande pubblico sull’esplorazione della Luna, squarciando il velo di imbarazzante silenzio sceso sul nostro satellite naturale.
Quello che è stato considerato il più grande successo dell’uomo in campo spaziale, la conquista della Luna, è da allora avvolto in un silenzio sconcertante, dopo i tanto sbandierati allunaggi della NASA, dal 1969 al 1972, che avrebbero dovuto dare inizio a un’epoca di nuove eclatanti missioni. La fantastica impresa americana, mai più ripetuta, ha ingenerato in diverse persone la convinzione che si sia trattato di una grandiosa messa in scena, volta unicamente ad affermare la supremazia degli Stati Uniti sull’allora Unione Sovietica nella conquista dello spazio.
Uno dei principali assertori della “beffa della Luna” fu lo scrittore americano Bill Kaysing, che già nel 1976 pubblicò il suo libro “We never went to the Moon” (“Non siamo mai andati sulla Luna”), nel quale si avanzava l’ipotesi che i filmati dello sbarco in realtà fossero stati girati in uno studio cinematografico allestito dalla NASA con la collaborazione degli Studio di Hollywood.
Lo scrittore e divulgatore scientifico Albino Galuppini, dopo una lunga e minuziosa ricerca basata su varie fonti e sulla grande mole di documenti appartenuti a Kaysing, ne traccia un accurato e completo profilo, che non mancherà di coinvolgere il lettore nel racconto di una vita avventurosa e non convenzionale.
Bill Kaysing, nato nel 1922 a Chicago, dopo una tormentata infanzia trascorsa sull’altra sponda oceanica, nei dintorni di Los Angeles, il servizio militare svolto negli anni della seconda guerra mondiale in Marina e una laurea in letteratura inglese nel ’49, fu per oltre 7 anni funzionario di una società dell’industria aerospaziale.
Nei primi anni ’60, stanco degli obblighi e dei condizionamenti imposti dal sistema all’americano medio, decise di abbandonare quella vita che lui stesso definì da “rat race ” (la corsa dei topolini) scegliendo uno stile di vita alternativo, “on the road”, vagabondando assieme alla famiglia con un camper nei vasti spazi virtualmente spopolati del Grande Ovest o vivendo a bordo di una vecchia imbarcazione dismessa dalla Marina, trasformata in casa galleggiante ormeggiata in una delle numerose baie californiane.
Questa scelta di vita, alla quale Kaysing si attenne fino alla scomparsa, avvenuta nel 2005, gli permise di esprimere al meglio la sua vocazione di scrittore, consentendogli di vedere il mondo da una prospettiva diversa, libera dalle consuetudini radicate.
La sua esistenza, pure grazie al matrimonio con la seconda moglie Ruth, si trasformò in una continua avventura, fatta d’incontri con i più strampalati e anticonformisti personaggi incappando in sempre nuove esperienze a stretto contatto con la natura. Dalla sua copiosa produzione letteraria, emerge lo spirito di un uomo profondamente libero, fuori dagli schemi, ma tutt’altro che individualista.
Kaysing fu, infatti, molto sensibile alle istanze sociali quali le condizioni di vita degli homeless (senzatetto), i barboni, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’errata alimentazione, l’inquinamento atmosferico, il controllo di massa e la manipolazione dell’informazione.
La sua opera più conosciuta è il libro sulla falsificazione dello sbarco sulla Luna, ma Bill Kaysing scrisse anche numerosi libri su diversi argomenti che spaziano dalla costruzione di abitazioni a basso costo, alla coltivazione e consumo di specie vegetali normalmente trascurate ma dall’alto valore nutritivo, alla cucina povera, al modo di difendere la propria riservatezza dalle ingerenze statali e delle multinazionali, all’utilizzo di risorse rispettando l’ambiente. Il tutto in uno stile sobrio e scorrevole, intriso di sano pragmatismo e con intenti didascalici come quello adottato da Albino Galuppini scrivendone la biografia che, a buon diritto, si può definire un manuale di scollocamento.
A distanza di qualche decennio, le soluzioni da lui proposte, per risolvere problemi che all’epoca erano percepiti solo da pochi ma che poi si sono puntualmente verificati, possono oggi essere in parte superate dall’evoluzione tecnologica, ma conservano integralmente la loro validità di fondo.

A chi acquista una copia cartacea del libro, in omaggio una copia digitale in formato PDF de: IL FRUTTETO DELL’EDEN.

Per informazioni, spedizione e modalità di pagamento: Skype: albino.galuppini | e-mail: a.galuppini@gmail.com

RECENSIONI & PRESENTAZIONI

Luogocomune.net parla de LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Nexusedizioni.it parla de LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Sotiris Sofias presenta LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Albino Galuppini intervistato da Salvo Mandarà

A Brief biography by Wendy L. Kaysing [English]

Stralcio da LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Albino Galuppini interviewed on THE FASTEST PEN OF THE WEST [English]

Science Fiction and the Hidden Global Agenda