Archive for novembre, 2011

27 novembre 2011

La curiosità ha ucciso il gatto

Curiosity: parte sabato l’ultima grande missione Nasa per Marte titola il Sole 24ore online.
Aggiungendo: Parte sabato 26 novembre ed è una delle missioni più complicate, se non la più complicata, mai pensata dalla Nasa, che fra disegno e realizzazione ci ha speso 2.5 miliardi di dollari, una cifra che probabilmente non potrà più permettersi per una missione come questa, specie dopo i recentissimi tagli al suo budget, operati dal Congresso nonostante la raccomandazione positiva del presidente Obama.

Assemblaggio di CuriosityNaturalmente Curiosity non scoprirà qualcosa che non sia già stato nascosto abbondantemente. Non svelerà che la pressione atmosferica è assai maggiore di quella che dice Wikipedia altrimenti i paracadute neanche si aprirebbero ad alta quota, se fosse vero che già al suolo la pressione atmosferica marziana è fisiologicamente un vuoto.

Non esibirà le foreste di “conifere” esistenti sul pianeta e Dio solo sa come si sono formate. Non mostrerà l’acqua liquida presenti in abbondanza in vari bacini poiché, grazie al potentissimo effetto serra causato dalla CO2 presente per oltre il 95% in atmosfera (secondo Wikipedia), la temperatura è simile a quella terrestre a dispetto della maggior distanza dal Sole.

Curirosity con combinerà nulla, anzi è probabile che facciano “fallire” la missione com’è avvenuto per la maggior parte delle sonde spedite lassù. Solo il 47% ha avuto successo finora, lo scrive Wikipedia.
O possibilmente, al pubblico diranno che la sonda è andata perduta, svanita, scoppiata, interrotti i contatti, inghiottita dal buio a causa della Maledizione di Marte sulla quale Hollywood speculerà realizzando un film di cassetta. I risultati scientifici rimarranno a pannaggio delle elite dominanti che ne faranno uso per consolidare il potere e indottrinare le folle. Il nome, supporrei, non è stato scelto a caso: un antico proverbio inglese ammonisce non essere troppo curiosi come felini domestici, Curiosity killed the cat.
Curiosity non è curiosa per nulla.

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23 novembre 2011

Le Aquila di Spazio 1999

Non riuscirei a descrivere adeguatamente quale effetto ebbe su di me la serie televisiva di fantascienza italo – britannica Spazio 1999, specie la prima serie, girata e andata in onda a metà degli anni 70.
Al pari di altri, rimanevo magnetizzato, tra le molte cose, dalle Aquila, le astronavi ideate per la serie. Nella realtà erano modellini di metallo e plastica da 112 cm di lunghezza, le più grandi, o in altra scala (Quanto è grande un’Aquila?).

Aquile di Spazio 1999

Aquila di soccorso alluna accanto ad un’aquila precipitata al suolo.

Una rampa di lancio a croce della Aquila nella Base Lunare Alfa.

Impressionanti erano anche gli interni di quelle astronavi di scena. In particolare la cabina di pilotaggio di cui, credo, milioni di ragazzini di allora sognavano di starvi veramente alla cloche.

La scenografia della cabina di pilotaggio delle Aquila durante una pausa di ‘Fiocco azzurro su Alfa’. Notare i sedili con poggiatesta e le cloche.

Grazie all’edizione in Blu-ray, ossia ad alta definizione, è possibile osservare e apprezzare come quella scenografia fosse stata realizzata con cura tecnologica per l’epoca ma perfino, oserei dire, per la nostra a 40 anni di distanza.

Astronauti con tuta spaziale in Spazio 1999

La complicatissima plancia di comando e i pannelli delle Aquile. Notare anche l’estintore.

Alan Carter (l’attore australiano Nick Tate) al posto del co-pilota. Notare la complessità tecnica dei pannelli laterali.

La strumentazione di un’Aquila è formata da oltre 150 pulsanti e interruttori frontali più altri 300 sul pannelli laterali. Nelle vere capsule Apollo delle missioni lunari gli elementi di controllo erano 380 mentre nelle attuali Soyuz russe della classe TMA i pulsanti sono 160.

Primo piano della strumentazione di pilotaggio con il monitor da 10 pollici.

Sulle Aquile si trovano in generale due tipi d’interruttori: tasti a sfioramento con luce bianca, blu, rossa, gialla, arancione o verde e interruttori a pulsante, bianchi o neri spesso etichettati con numeri o lettere latine, greche o cirilliche. Anche se nei primi episodi molti pulsanti erano “anonimi”.  Esistiono numerosi altri “strumenti” di segnalazione di varia grafia: tastiere e pulsantiere, innumerevoli spie luminose fisse o intermittenti. I pulsanti di vario tipo emettono tutti un “beep” quando premuti.

Dettaglio che mostra la cura notevole con cui venne costruita la scenografia dell’abitacolo.

I pulsanti sui pannelli sono spesso compresi da strisce colorate o inclusi in una cornice indicando che fanno parte del medesimo gruppo funzionale. Incorporati nella console anche i monitor da 10 pollici delle video comunicazioni.

John Koenig al posto di pilotaggio

Il comandante John Koenig (l’attore americano Martin Landau) al posto di pilotaggio in una situazione ‘delicata’ visto che indossa la tuta spaziale e la cintura di sicurezza a 4 punti di tipo aeronautico.

Aquile di Spazio 1999

Aquila cargo si appresta ad agganciare l’aquila precipitata dopo che gli occupanti sono stati soccorsi.

La scenografia di Spazio 1999 era più verosimili e affidabile di quella delle missioni Nasa sulla Luna del medesimo periodo. Ed è tutto dire rispetto alla improbabilità di Star Trek.

Aquile sorvolano Alfa

Aquile sorvolano Alfa per difendere la base.

Il capo degli effetti speciali della serie, Brian Johnson, ricevette all’epoca la visita di George Lucas, che era rimasto molto impresso dai suoi lavori per Spazio 1999, in preparazione di Guerre Stellari.
Le Aquila, a mio avviso, sono senza dubbio la migliore navicella spaziale fittizia mai ideata.

Aquila semisepolta dalla neve

Alan Carter deve decollare con l’aquila prima che venga sepolta dalla bufera di neve sul ‘pianeta di ghiaccio’

Dettaglio di un'Aquila

Particolare di un’Aquila. Notare l’incastellatura tubolare della struttura nonchè i ‘piedi’ con gli ammortizzatori idraulici.

20 novembre 2011

Notiziario UFO novembre 2011 in edicola!

In edicola da questi giorni la nuova edizione di Notiziario UFO, mensile diretto da Roberto Pinotti. Il periodico è organo del CUN, Centro Ufologico Nazionale. La rivista rimpiazza UFO Magazine di cui riprende redazione e contenuti.

Ecco la copertina della nuova rivista periodica, novembre 2011.

UFO Notiziario - novemmbre 2011

Non mi rimane che augurare un in bocca al lupo alla redazione e una felice lettura ai suoi acquirenti!

18 novembre 2011

Muoia il neutrino con tutti i filistei

Neutrini: ok test, ‘piu’ veloci della luce’
Superata nuova prova. Eliminata ogni possibile fonte di errore

Ma siamo sicuri? Che questi eretici gransassaioli elvetici vogliono uccidere il dio Einstein su cui si basa tutta la scienza che in 100 anni ci è stata propinata da Hollywood?
Un peccato mortale imperdonabile ribellarsi a quel dio beffardo che i padroni del mondo ci vogliono fare adorare in vece del vero Dio. Il superamento della velocità della luce apre scenari incontrollabili che saranno subito richiusi. Come la questione della “direzione” del tempo, solo per fare un esempio.

State pur certi che il neutrino impossibile verrà offuscato e presto mandato nel dimenticatoio come un errore grossolano degli strumenti.
Altrimenti cadrebbe l’immondo castello si carte su cui si regge la società occidentale e la sua scienza farlocca che ha ritrattato la fusione fredda di Martin Fleischmann e Stanley Pons , per compiacere i petrolieri, più ancora per il fatto che avrebbero dovuto riscrivere buona parte della fisica moderna. Ai due scienziati fu fatto capire che sarebbero stati loro offerti un sacco di soldi e posizioni di prestigio in cambio di scoprire niente, intanto che gli scienziati “ortodossi” demolivano dimostrando “sbagliata” la loro teoria fondamentale sviluppata all’università dello Utah. Dopo che le prime innocenti controprove avevano confermato la validità della fusione fredda.

 Stanley Pons e Martin FleischmannContinueranno a raccontarci che la velocità della luce è insuperabile, che 12 coraggiosi astronauti sono sbarcati sul nostro vicino corpo celeste selenico e tante altre amenità.
Forse è la cosa più tranquillizzante. La verità nuda e cruda fa più male di una menzogna ben confezionata. Meglio la pillola blu, chi lo sa.
Mi rendo conto di stare debordando, ma per una volta me lo si conceda.

14 novembre 2011

Metodo CICAP

Qualcuno ha postato il link della pagina dello screenshot sotto nei commenti al mio post Un passaporto per il CICAP  che questiona la stranezza del passaporto di scena del protagonista (Neo) nel film The Matrix  la cui data di scadenza è il 11/09/01 tre anni prima dell’11 settembre 2001.

Si tratta di una non risposta secondo il metodo CICAP in cui una complicata esegesi matematica produce nulla probante ma che i boccaloni che guardano la televisione senza perdersi neanche un telegiornale e sono disposti a credere senza esitazione.

Equazione fondamentale di Matrix

Rammento che una volta il mio vecchio professore di Analisi Matematica fu avvicinato durante la pausa tra un’ora e l’altra di lezione da uno studente il quale gli chiese perché non avesse nel suo programma una certa roba di analisi. Rispose che i docenti devono cercare di avere un programma adatto alla media gaussiana degli studenti in modo da portare avanti la maggior parte di essi. Poiché il compito dei professori è di occuparsi né di chi ci arriva subito che andrà avanti per conto suo né di chi non ci arriverà mai e prima o poi cambierà corso di laurea.

Ora, mi domando quale sia la percentuale di blogger in grado di districarsi in tale pappardella di notazione matematica che anche quando eviscerati non dimostra affatto la casualità della data stampigliata sul passaporto.

10 novembre 2011

Congiunzioni astrali

Mi ci sono voluti solamente cinque minuti per trovare in internet una graziosa fotografia di stelle più vecchia delle missioni Apollo. Una congiunzione di pianeti. Si tratta di Mercurio in basso a malapena distinguibile dal bagliore di sfondo, risalendo  ci sono Venere, la Luna con Marte e Giove alla sua destra. Si notano pure svariate stelle perfino a livello di Venere dove il cielo è luminoso!

Congiunzione planetaria di Mercurio Marte Venere GioveLa foto è datata 14 agosto 1966, tre anni prima del presunto primo sbarco sulla Luna. Tenendo a mente che l’immagine contiene parecchio riverbero atmosferico della luce solare e decine, se non centinaia, di km di atmosfera considerando l’angolo basso, immaginate per un istante dalla Luna come sarebbero stati nitidi a brillanti i corpi celesti in particolare i pianeti.
Ora mi aspetto di sentire il solito bla bla bla di alcuni sobillatori sul tempo di esposizione, il tipo di pellicola, la marca del cavalletto e il numero di scarpe del fotografo.

Come si vede, negli anni 60 si potevano ottenere meravigliose fotografie a colori del cielo stellato. Mentre in ben sei, dico sei, missioni lunari, in cui furono scattate centinaia di fotografie in assenza di atmosfera dalla superficie selenica, non si riesce a intravedere uno straccio di stellina. Gli astronauti si portarono martelli da geologo e mazze da golf sulla Luna ma non un cavalletto per ottenere dagherrotipi  delle galassie in condizioni ottimali e vent’anni prima del lancio del telescopio spaziale Hubble.
Già questa osservazione ci suggerisce indirettamente che sulla Luna non ci sono mai andati.