Archive for giugno, 2011

29 giugno 2011

Missione di Transformers 3

Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon in inglese) è il terzo capitolo nelle sale cinematografiche della saga Transformers diretto da Michael Bay e prodotto da Steven Spielberg. Notoriamente originata da una linea di giocattoli trasformabili giapponesi che dette poi seguito a numerose serie di fumetti e cartoni animati.

Transformers 3

Non sto a illustrarvi la trama di questo film, la cosa importante è che la pellicola riproduce lo sbarco sulla Luna del 1969 i cui astronauti sono coinvolti nella finzione narrativa. Nel film non allunano nel mare della Tranquillità bensì nel lato nascosto in cerca di un astronave aliena precipitata.

La cosa interessante è che, almeno a giudicare dal trailer, vengono riprodotti fedelmente i movimenti balzellanti e “rallentati” degli astronauti nei “veri” filmati lunari. Ciò significa solamente che, trattandosi di un film, che una ambientazione lunare può essere facilmente inscenata dentro uno studio cinematografico come, in effetti, avvenne in quel tempo. Non c’è bisogno di andare sulla Luna!

http://www.youtube.com/watch?v=-mAEb7S0mhg

Oggigiorno le scene filmiche sono più verosimili di quelle prodotte allora per simulare le missioni lunari. Questo è il secondo film in breve tempo, essendo l’altro Apollo 18 , che mostra  uno sbarco sulla Luna. In un periodo in cui cresce il numero di persone che dubita della veridicità delle spedizioni lunari come osservato da Jarrah White.

Perché?
La prima cosa che mi viene in mente è che vogliano forse preparare il pubblico, di cui il cinema hollywoodiano è il grande ammaestratore, alla verità sulle imprese spaziali. Oppure semplicemente inculcare ancora meglio nella testa della gente un’astronomica menzogna sempre meno credibile.

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24 giugno 2011

Un incidente nucleare dimenticato

A luglio ricorre il 52° anniversario di una catastrofe nucleare accaduta in America di cui tuttora si conosce ben poco.
Si era in piena guerra fredda e, a causa della assoluta segretezza,  solo 5 settimane dopo l’incidente fu emesso un laconico comunicato stampa datato 29 agosto 1959:

Durante un’ispezione degli elementi del combustibile il 26 luglio al Reattore Sperimentale al Sodio  operante sotto l’egida della Commissione per l’Energia Atomica a Santa Susana, California, dalla Atomics International, una branca della North American Aviation fu osservata la rottura di una cella a combustibile.
Il danneggiamento di una cella a combustibile non è indice di un reattore insicuro. Non vi è stato alcun rilascio di materiale radioattivo nell’impianto o nei suoi paraggi e il personale all’opera non è stato esposto a situazioni nocive.
In ogni caso, tutti e sette i condotti delle celle a combustibile sono rimasti nel nocciolo. Questo carico  di combustibile, avvicinandosi il termine della sua vita utile, era destinato ad  essere rimosso entro breve tempo.

Cosa nascondono queste parole dietro il lessico tranquillizzante?
Probabilmente il più grave disastro nucleare nella storia degli Stati Uniti e la prima fusione parziale di un reattore nucleare al mondo.
Fu l’unico avviso al pubblico che qualcosa di anomalo era successo alla “Collina”, così era soprannominato il laboratorio. Per i 20 anni successivi non se ne seppe più nulla.

SRE Santa Susana

Il Santa Susana Field Laboratory e lo SRE (Sodium Reactor Experiment) erano situati sulla cima di una montagna sul lato orientale della contea di Ventura al confine con la valle di San Fernando. Dal 12 al 26 luglio 1959 una quantità sconosciuta di gas radioattivo fu deliberatamente fatta uscire dal reattore onde prevenirne il surriscaldamento e la conseguente esplosione.

Diversamente dai reattori atomici convenzionali, che utilizzano l’acqua per raffreddare le barre di materiale fissile nel nocciolo, il SRE utilizzava il sodio poiché tale elemento chimico può operare a pressione minore. Il sodio allo stato puro è un metallo infiammabile all’aria che diventa esplosivo al contatto con l’acqua.
Trattandosi di un reattore sperimentale era privo di particolari strutture per garantirne la sicurezza. Non è dato sapere quanta radioattività realmente si sparse per la valle di San Fernando e la vicina metropoli di Los Angeles.

Chi conosce Bill Kaysing, padre della teoria della beffa della Luna, sa che lui giovane laureato lavorò al Propulsion Field Laboratory presso la Rocketdyne nel medesimo complesso proprio nel periodo dell’incidente. La sua famiglia viveva in una tipica villetta a schiera stile anni 50 a Canoga Park (ora chiamato West Hills), nell’estremità occidentale della valle di San Fernando alle pendici della montagna di Santa Susana. Kaysing scelse quel posto per la vicinanza con il luogo di lavoro alla Rocketdyne. Una estate la moglie Carol, mentre era fuori a curare il giardino, vide una gigantesca nube rossastra alzarsi dalla sommità della montagna in una giornata altrimenti senza nuvole.  Decenni dopo si ricordò della strana evenienza assieme alla figlia minore Jill. C’è da chiedersi come quella emissione probabilmente di gas fosse collegata con gli eventi del reattore al sodio.

Propulsion Field  Laborastory

Bill Kaysing (in piedi a sx con i colleghi d'ufficio) durante la sua permanenza alla Rocketdyne (© BillKaysing.com)

Quanto alla NAA (North American Aviation), che ora fa parte della Boeing, gli storici delle imprese spaziali sanno che fu una delle maggiori aziende aerospaziali americane coinvolta nel programma Apollo e dello Space Shuttle.

12 giugno 2011

UFO Magazine n° 19 in edicola!

Finalmente in edicola il numero 19 (giugno) di UFO Magazine, il mensile diretto da Roberto Pinotti.

Copertina di UFO Magazine numero 19Ricordo che sul numero 17 (aprile 2011) della medesima rivista fu pubblicato un mio articolo intitolato Luna e Nasa: Reductio ad absurdum.

Buona lettura!

2 giugno 2011

Consigli per le vacanze 2011

Decollerà l’8 luglio (ma io ipotizzo l’11) l’ultima missione del programma spaziale Space Shuttle. Di gran lunga il più magnifico gruppo di navi costruite dall’ingegno umano per esplorare il cosmo. Sicuramente l’unico campo, le navette spaziali riutilizzabili, in cui gli USA hanno sopravanzato i sovietici prima e i russi poi.

Sarà l’”Atlantide” (Atlantis, foto sotto), l’ultimo shuttle costruito della prima serie, a svolgere il volo finale dell’intero programma iniziato 30 anni fa con ben 134 lanci ad oggi.
L’equipaggio è costituito da 4 astronauti (da sinistra a destra nella foto sotto):  specialista di missione Rex Walheim, comandante Chris Ferguson, pilota Doug Hurley e specialista di missione Sandra Magnus.

Equipaggio dell'ultima missione dello Shuttle.Il lancio avverrà dal Kennedy Space Center in Florida.
Suggerimento: non sapete cosa fare per le vostre vacanze 2011? Vi annoiano la riviera romagnola, Sharm e la Sardegna vi hanno stufato?

Se fossi in voi non mi perrderei il momento storico della partenza dell’ultima missione della navetta spaziale americana. Probabilmente l’ultima avventura spaziale con uomini a bordo nell’intera storia della Nasa.
L’unico inghippo è la data del lancio  (decisione ultima il 28 giugno) che viene sovente posticipata e rimandata anche più volte per cui conviene nel ritorno prenotare un biglietto aereo “open”.