Archive for ‘Cronache marziane’

10 gennaio 2017

Ieri sera mi sono sentito un “marziano”

ieri sera stavo a casa di parenti e la TV era (ovviamente) accesa. Sintonizzata su uno di quei canali che trasmettono 24 ore su 24 le offerte delle concessionarie di automobili. In genere, vengono proposti veicoli usati ma in ottimo stato tipo “auto aziendali” o “km zero” (un ossimoro tutto italiota, come fa un’auto “usata” ad avere percorso “0” km?).
Ad un certo punto, hanno presentato dei modelli di una nota marca tedesca, spinti da potenti turbodiesel da quasi 200 cavalli, a 4 ruote motrici. Prezzo da 35 a 50 mila euro. E c’è gente che davvero le compra tali vetture praticamente nuove a quei prezzi ritenendo di fare un affare.
Ieri sera mi sono sentito davvero un “diverso”.
Ho pensato. Ma chi spende 50 mila euro per un auto da 200 cavalli che, causa le 4 ruote motrici è pesante, ha poca efficienza energetica e, di certo, più di 10 km con un litro di gasolio difficilmente li fa. Inoltre, nelle società multirazziali, il tasso di criminalità è elevatissimo, quindi è indispensabile anche l’assicurazione contro il furto-incendio oltre alla RC obbligatoria. Tra una cosa e l’altra, comprare e mettere in strada tali vetture costa da 40 mila a 60 mila euro. Essendo poi veicoli già immatricolati, fra 6-7 anni varranno una frazione minima del prezzo d’acquisto odierno.
Se avessi 50 mila euro, me ne starei in una baita di montagna, respirando aria pura, vivendo senza lavorare per una decina d’anni centellinando tale somma. Come faceva Bill Kaysing.
Contrariamente, noto che più la popolazione tiene accesa la TV, più si danna l’anima per comprare oggetti di nessun senso e perfino estremamente dannosi per il fisico quali tabacco e droga. C’è gente che, di questi tempi, muore letteralmente di fame pur di non rinunciare a un grammo di coca spacciato, pur a buon mercato, dai passeggeri gratis di Mare Nostrum.
Mi sono sentito diversamente un re ieri, fuori dalla matrix, libero da impulsi al consumo e da bisogni indotti dal Sistema fintamente “ambientalista”, “buonista” ed “equo-solidale”.
Sapete, la vita è più bella se non si possiede una TV! Non c’è bisogno di trasferirsi su Marte, in fondo.

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4 gennaio 2017

MegaRover e Discovery

MegaRover e Discovery

Nei pressi dell’areoporto di Fiumicino è possibile ammirare (due immagini in alto) questo enorme rover che si ispira chiaramente ai MER Spirit e Opportunity ma su scala decisamente più grande (c’è anche la cabina per il pilota!).
In basso c’è invece una riproduzione piuttosto rozza dell’astronave “Discovery”, quella del celebre film “2001: odissea nello spazio”. ( http://aliveuniverse.today/ )

27 dicembre 2016

Un altro “cucchiaio” su Marte: le rocce equivoche del pianeta rosso

Un altro cucchiaio su Marte: le rocce equivoche del pianeta rosso
C’è un cucchiaio su Marte, un altro. I cercatori di vita extraterrestre, sempre a caccia di segni a prova dell’esistenza di civiltà aliene alle nostre porte, hanno scovato la seconda ‘posata da zuppa’ che affiora dalla polvere del pianeta rosso. L’immagine è stata scattata dal rover della Nasa Curiosity e mostra la sporgenza di una roccia scolpita dal vento e che ha preso una forma simile a un cucchiaio. Un altro era stato scoperto a settembre 2015, sempre spulciando nell’archivio delle foto di Curiosity. Viene naturale associare alcune forme, anche in contesti extraterrestri, a oggetti noti, familiari o di uso comune. È un fenomeno noto come “pareidolia”: se ne contano, da decenni, diversi esempi
a cura di MATTEO MARINI ( http://www.repubblica.it/ )

30 novembre 2016

Le prime immagini da Marte di ExoMars

La camera ad alta risoluzione CaSSIS a bordo di TGO, l’orbiter della missione ExoMars, ha inviato a Terra le prime immagini della superficie del pianeta. Elaborate in tempo quasi reale da un team di astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Padova, stanno entusiasmando i ricercatori.

https://i2.wp.com/www.focus.it/site_stored/imgs/0005/025/immagine_1_20161122_161611_arsia_chasmata_pan_new.630x360.jpg

Doveva essere un semplice collaudo. Invece è stato un successo oltre ogni attesa. CaSSIS, la camera stereo ad alta risoluzione a bordo del Trace Gas Orbiter (TGO) della missione europea ExoMars, reduce dalle prime orbite attorno al Pianeta rosso, ha inviato a Terra immagini che hanno lasciato gli astronomi a bocca aperta per la loro qualità. «Sono veramente spettacolari», commenta soddisfatto Nick Thomas, direttore del dipartimento di fisica dell’università di Berna e principal investigator dello strumento.
Exomars attualmente si trova in un’orbita molto ellittica, 100mila km dal pianeta nel punto più lontano e 240 km in quello più vicino. Il passaggio a distanza ravvicinata avviene a velocità estremamente elevata. Non tale comunque da impedire a CaSSIS di osservare la regione di Hebes Chasma con una risoluzione di 2.8 metri per pixel, riuscendo anche a ottenere immagini stereo (vedi immagine qui sotto), ovvero coppie d’immagini.
«Il satellite TGO è perfettamente funzionante, così come tutti gli strumenti a bordo», osserva Gabriele Cremonese dell’Osservatorio astronomico di Padova dell’INAF, co-principal investigator di CaSSIS, «e per noi a Berna e a Padova quest’ultimo mese è stato molto intenso, perché abbiamo dovuto prepararci a elaborare le prime immagini e coppie stereo».
«Abbiamo lavorato con le bellissime immagini di CaSSIS praticamente “in tempo reale”, appena arrivate a Berna», sottolinea Cristina Re, ingegnere dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova «ed è stato davvero emozionante. Siamo riusciti ad ottenere il primo modello 3D utilizzando una versione preliminare del nostro software, che stiamo realizzando a Padova, pensato e sviluppato ad hoc per le particolari coppie stereo di CaSSIS, e i risultati sono già eccellenti».
La prima ricostruzione stereo è stata compiuta sulle immagini di una cresta nella regione di Noctis Labyrinthus, e ha fornito una mappa 3D con una risoluzione in altezza inferiore a 6 metri. «La prima orbita del TGO era piuttosto eccentrica, il satellite andava molto veloce e cambiava rapidamente la distanza dalla superficie, portando a variazioni di quota anche del 10 per cento nelle immagini utilizzate. Questo ha reso il trattamento delle immagini a Terra molto complesso. Ma attraverso l’uso di cinque approcci diversi di ricostruzione stereo, sempre all’interno del nostro software», spiega Emanuele Simioni, ingegnere del CNR-IFN di Padova e associato INAF, che insieme a Re ha lavorato a Berna a fianco del team svizzero, «abbiamo comunque ottenuto dei risultati notevoli e i primi modelli 3D. Devo dire che è stato davvero toccante lavorare su queste nuove immagini di Marte».
Un inizio come meglio non si poteva sperare, e c’è ancora margine di miglioramento. Alcuni parametri come il tempo di esposizione per il filtro pancromatico, per esempio, saranno ritoccati per produrre risultati ancora più soddisfacenti. Lo stesso sviluppo del software per la generazione delle immagini 3D non è ancora finito – sta proseguendo alacremente, grazie anche al finanziamento dell’ASI – ma la versione preliminare ha già mostrato le sue notevoli potenzialità in queste prime immagini di CaSSIS.
«Queste primissime immagini della camera ad alta risoluzione CaSSIS a bordo del TGO di ExoMars sono affascinanti e ci avvicinano sempre di più a Marte, la destinazione più importante dell’esplorazione robotica e umana» commenta Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. «Sono tanto più straordinarie perché arrivano a pochi giorni dall’attivazione di CaSSIS, strumento realizzato in Italia, e quindi le prossime potrebbero avere una risoluzione ancora più accurata. Si tratta della dimostrazione di come la collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana, INAF, partner internazionali e industrie italiane come Leonardo-Finmeccanica porti a livelli di eccellenza notevolissimi. Congratulazioni a tutti i partner istituzionali e industriali. Mi sembra di ottimo auspicio per la ministeriale di Lucerna». CaSSIS è realizzata da un consorzio coordinato dall’università di Berna, del quale fanno parte l’Osservatorio astronomico di Padova dell’INAF e lo Space Research Center di Varsavia, e finanziata dallo Swiss Space Office, dall’ASI e dalla Polish Space Agency. Alla costruzione della camera ha contribuito anche l’industria italiana, con Leonardo-Finmeccanica.
A cura di Inaf e ASI (Focus.it)

https://www.spaceanswers.com/wp-content/uploads/2016/11/x20161122_163828_north_of_da_vinci_PAN_1.jpg.pagespeed.ic.Ppi8iuKz17.jpg

29 ottobre 2016

Spruzzata d’acqua su Marte?

Osservando l’immagine ripresa dal MRO sui rottami del lander Schiaparelli sganciatosi dalla sonda europea ExoMars, si notano due cose: la prima sono i crateri a forma di cuore (simbolo esoterico); inoltre, si ha l’impressione che l’immagine impieghi come sfondo (suolo marziano) una foto di una spruzzata d’acqua sopra un vetro e visto dall’altro lato. Ci avete fatto caso?
Lo strano incidente fa parte di una sequela di rovesci cosmici stanti forse a significare una perturbazione nella “Matrix”. Forse non vogliono più “spingere” con le missioni spaziali mentre si discute di esplorazioni con equipaggi umani sempre più distanti nel tempo e nello spazio.

Articoli di approfondimento: Una X sulla Luna

schianto Schiaparelli

23 ottobre 2016

Schiaparelli fotografato da MRO!

In alto, il sito di atterraggio di Shiaparelli all'interno dell'ellisse prevista; sotto, le immagini prima e dopo lo schianto riprese dalla Context Camera (CTX) a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA il 29 maggio 2016 (a sinistra) e il 20 ottobre 2016 (a destra).

  La missione ExoMars 2016 ha perso il lander Schiaparelli, questo è ormai un dato di fatto. L’ulteriore conferma è arrivata dalle immagini della Context Camera (CTX) della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).
 MRO ha identificato nuovi segni sulla superficie del pianeta rosso, presumibilmente correlati all’impatto del dimostratore EDL dell’ESA. Schiaparelli è entrato nell’atmosfera marziana alle 14:42 GMT del 19 ottobre ma, come abbiamo raccontato nella nostra “diretta“, i contatti sono stati persi al quinto minuto della discesa, per la precisione 50 secondi prima del momento previsto per il touchdown. I dati registrati dalla sonda madre, il Trace Gas Orbiter (TGO), sono attualmente oggetto di analisi per capire cosa è successo durante la sequenza di discesa; da indiscrezioni, sembra che l’accensione dei retrorazzi, subito dopo lo sgancio dal paracadute, sia durata solo 3-4 secondi e che di conseguenza il lander si sia schiantato dopo una caduta di circa 20 secondi; è da capire se la causa sia un malfunzionamento del computer, del radar-altimetro o del paracadute o un difetto del software di bordo.
Nel frattempo, il CTX ha preso le immagini del sito di atterraggio previsto nel Meridiani Planum il 20 ottobre scorso, nell’ambito di una campagna di imaging pianificata. L’immagine rilasciata ieri ha una risoluzione di 6 metri per pixel e mostra due cambiamenti della superficie rispetto a un’immagine scattata nel maggio di quest’anno. Una delle due macchie è chiara e potrebbe essere associata con il paracadute di 12-m utilizzato nella seconda fase di discesa di Schiaparelli, dopo il frenamento tramite lo scudo termico. Il paracadute e lo scudo posteriore associato si sono separati da Schiaparelli prima della fase finale, durante la quale i nove propulsori avrebbero dovuto rallentarne la discesa fino a un paio di metri dalla superficie marziana.
L’altra macchia è scura e sfumata, misura circa 15 x 40 metri ed è situata circa 1 km a nord del paracadute; essa viene interpretata come derivante dall’impatto del modulo Schiaparelli. Si stima che Schiaparelli si sia lasciato cadere da un’altezza tra i 2 ei 4 chilometri, concludendo quindi il volo con un impatto a notevole velocità, superiore a 300 km/h invece dei 10 km/h previsti. Le dimensioni relativamente grandi della macchia deriverebbero dal materiale di superficie “disturbato”, ovvero scavato e sparso tutt’intorno dal violento urto. E’ anche possibile che il lander sia esploso al momento dell’impatto, dato che i serbatoi di propellente erano probabilmente ancora pieni. Queste interpretazioni preliminari saranno perfezionate a seguito di ulteriori analisi. Uno sguardo più ravvicinato sarà ripreso la prossima settimana con HiRISE, la fotocamera a più alta risoluzione a bordo MRO, e stavolta i dettagli saranno dell’ordine di 25 cm/pixel, dunque 24 volte migliori; si spera di rivelare anche la posizione dello scudo termico anteriore, sganciatosi a circa 7 km di quota.PIA21130 16sLe due nuove macchie si trovano a 353.79 gradi di longitudine est e 2,07 gradi di latitudine sud. La posizione del segno scuro indica che Schiaparelli ha colpito la superficie circa 5,4 km a ovest del suo punto di atterraggio previsto, ben all’interno della ellisse nominale di 100 x 15 km preventivata per l’atterraggio; questo è sicuramente un buon risultato per il team che si è occupato delle dinamiche di volo. Nel frattempo, le squadre continuano a decodificare i dati sulla discesa di Schiaparelli, registrati dal TGO ExoMars, al fine di stabilire correlazioni con le misure effettuate con il complesso di radiotelescopi per onde metriche GMRT (Giant Metrewave Radio Telescope) situato vicino a Pune in India, e con Mars Express dell’ESA dall’orbita marziana. Una notevole quantità di dati di grande valore ingegneria Schiaparelli sono stati inoltrati al TGO durante la discesa e viene analizzata dagli ingegneri giorno e notte. Dal momento che la traiettoria di discesa del modulo è stata osservata da tre posizioni diverse, le squadre sono fiduciose nella possibilità di ricostruire la catena di eventi con grande precisione.
L’orbiter ExoMars TGO è attualmente in un’orbita di 101000 x 3691 km rispetto al centro del pianeta, con un periodo di 4,2 giorni, ben all’interno dell’orbita iniziale programmata. La sonda sta lavorando molto bene e raccoglierà dati di calibrazione scientifici nel corso di due orbite nel novembre 2016, per poi effettuare le previste manovre aerobraking a partire da marzo 2017; questa fase continuerà per la maggior parte dell’anno, portandolo in un’orbita circolare a 400 km di altezza. A fine 2017 TGO inizierà la sua missione scientifica primaria per studiare l’atmosfera di Marte alla ricerca di possibili indicazioni di vita sotto la superficie, fungendo poi  da stazione ripetitrice per le telecomunicazioni con il rover ExoMars 2020 e altri eventuali lander.
Fonti:

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/ExoMars/Mars_Reconnaissance_Orbiter_views_Schiaparelli_landing_site
http://www.planetary.org/blogs/emily-lakdawalla/2016/10211542-schiaparelli-update-ctx.html
http://www.planetary.org/blogs/emily-lakdawalla/2016/10191525-brief-update-opportunitys.html
http://www.planetary.org/blogs/guest-blogs/2016/1020-exomars-schiaparelli-analysis-to-continue.htmlhttp://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6658

( http://aliveuniverse.today/ )

22 ottobre 2016

Schiappe

Tutte le missioni verso il suolo marziano, hanno l’amaro sapore di una colossale presa in giro. Già il programma Apollo, verso il nostro satellite/pianeta doppio Luna, è stato solo un’operazione mediatica, realizzata interamente a Terra con la partecipazione artistica di Stanley Kubrick. Tale costosissima produzione di fiction è pateticamente strapiena di banali errori di editing, sviste, paradossi fisici, cattiva recitazione.

Delle prodigiose e sedicenti avventure marziane invece, di solito danno in pasto ai media ricostruzioni di modellazione tridimensionale al computer, con tanto di sbuffi di polvere, vibrazioni eroiche, inquadrature vorticose, riflessi mirabolanti.

Una volta giunta sul suolo marziano (in realtà si tratta di alcune isole vicino alla Groenlandia – letteralmente: terra verde, divertente, no? – oppure dell’entroterra californiano) diffondono desolanti immagini di un pianeta molto simile alla Terra (e ti credo!) eppure pateticamente virate verso il rosso.

La mirabolante sonda del genio italiano, ‘Schiapparelli’, è purtroppo precipitata al suolo. Miliardi in fumo. Per questa volta però i grafici delle agenzie (balle) spaziali potranno dormire sonni sereni. Buon sonno. ( http://offskies.blogspot.it/ )

BREVE COMMENTO Dato che tali sonde non esistono, il fallimento della sonda italiana potrebbe essere l’ennesimo messaggio fra le righe alla colonia di straccioni italiota. Renzi non riesce più a soddisfare le esigenze della Casa Bianca, non si vendono abbastanza Iphone e Android, non intromettiamo abbastanza “migranti” desiderosi di imparare l’inglese, McDonalds non fattura abbastanza nell’ex belpaese. E quanto alla legalizzazione delle droghe, probabilmente da noi rischiano di fare crollare perfino il consumo già legale del tabacco. L’italietta marocchina rischia di fare saltare il merdoso progetto di super-stato europeo americanizzato. Anche questo lo avevo scritto molti anni fa.

Libri di approfondimento: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WESTLA LUNA DI CARTACALEIDOSCOPIO MARTE.

19 ottobre 2016

L’arrivo di ExoMars 2016: live update!

Rappresentazione artistica del distacco TGO-Schiaparelli, avvenuto domenica

Seguiamo in diretta l’atterraggio di Schiaparelli sulla superficie e l’inserimento di TGO in orbita marziana.

L’avventura dell’Agenzia Spaziale Europea su Marte era iniziata 13 anni fa con la missione Mars Express (orbiter ancora in funzione) e oggi raggiunge nuovi obiettivi con ExoMars 2016. Si tratta di una impegnativa missione partita il 14 marzo dalla Guyana francese e che, dopo un viaggio interplanetario di 7 mesi, giungerà domani a destinazione. La sonda è composta dal “Trace Gas Orbiter”, il veicolo principale che entrerà in orbita attorno al pianeta rosso studiandone l’atmosfera, e il piccolo lander Schiaparelli che servirà come banco di prova per una impresa ancor più ambiziosa, l’invio di un grosso Rover su Marte tra pochi anni (Exomars 2018/20).

L’ultima volta che avevamo parlato di questa missione è stato a fine luglio quando c’è stata una importante manovra di correzione della traiettoria per raggiungere l’obiettivo. Una ulteriore correzione è avvenuta lo scorso 14 ottobre seguita, due giorni dopo, dal distacco di Schiapparelli dalla sonda madre. Nella giornata del 19 ottobre sono previste le due fasi più delicate: l’atterraggio di Schiaparelli e l’ingresso nell’orbita marziana da parte di TGO.

Di seguito ripercorriamo le ultime tappe in dettaglio, aggiungendo gli aggiornamenti e le novità man mano che arrivano; la fonte principale è il Live update dell’ ESA. Le fasi critiche saranno diffuse tramite una diretta ESA su Web e segnaliamo anche la diretta televisiva all’interno della trasmissione “C’è spazio” su TV2000 (ch.28) a partire dalle 21.05 di Mercoledi.

19 Ottobre (il giorno fatidico!)

ore 18:53 – Confermata la ricezione del segnale da ExoMars/TGO ale 18:34 CEST, come atteso. La corretta tempistica indica che il burn è andato come previsto e che la sonda è entrata con successo in orbita attorno a Marte (si è comunque in attesa di una conferma in questo senso anche da parte del team di dinamica del volo ESOC). Per quanto riguarda Schiaparelli, invece, si continuano ad aspettare indicazioni di un atterragio; gli ingegneri stanno ora aspettando il pacchetto di dati che dovrebbe essere stato ricevuto dalla sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter, che ha appena sorvolato il sito dell’atterraggio. I dati dovrebbero giungere a Terra intorno alle 20.

ore 18:35 – Acquisizione del segnale da TGO dopo che è riemerso da dietro Marte.

ore 17:40 – anche il burn di TGO dovrebbe essere appena terminato…. si aspettano conferme ufficiali ma potrebbero essere necessarie alcune ore prima che arrivino.

ore 17:12 – fine delle trasmissioni da Schiaparelli, in base ai piani. I segnali iniziali sono stati ricevuti dal GMRT mentre Schiaparelli scendeva verso la superfice ma non ci sono ancora segnali dopo l’atterrraggio. Questo non è così strano considerando la debolezza del segnale, la situazione sarà più chiara appena si riceveranno i dati telemetrici registrati da Mars Express, l’altro orbiter europeo.

ore 16:48 – Schiaparelli dovrebbe essersi posato su Marte (considerando anche il tempo di propagazione del segnale) – in attesa di conferma!

ore 16:17 – Michel Denis conferma che, tramite il GMRT, il segnale di Schiaparelli viene ricevuto forte e chiaro durante la fase di discesa.

ore 15:43 – tramite un debole segnale rilevato dal Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) vicino a Pune (India), è giunta la conferma che Schiaparelli si è svegliato e si è attivato come previsto; in questo momento il lander EDM ruota su se stesso a 2.75 rivoluzioni/min!

ore 15:27 – In questo momento Schiaparelli dovrebbe essersi risvegliato e dovrebbe iniziare a prepararsi per l’ingresso in atmosfera, previsto per le 16:21 (in attesa di conferma)

ore 15:15 – L’accensione dei motori di ExoMars Trace Gas Orbiter è confermata! L’orbiter ha iniziato la manovra critica di inserzione in orbita marziana e il burn (con una spina di 424 newton) rallenterà TGO di oltre 5500 km/h, per consentire la sua cattura da parte del campo gravitazionale marziano.

ore 14:41 – Il Flight Director dell’ESA Michel Denis è ora alla console nella Main Control Room dell’ESOC con il team per un turno di 12 ore. TGO ha iniziato a ruotare e la sua antenna non punta più verso la Terra, in modo da avere l’ugello del motore orientato nella direzione di moto, così da ridurre la sua velocità rispetto a Marte e iniziare la spinta (il cui segnale di conferma è atteso intorno alle 15:15); il burn durerà ben 139 minuti.

ore 7:35: l’orbiter ExoMars/TGO orbiter è in gran forma e pronto ad entrare in orbita attorno a Marte, mentre Schiaparelli è pronto a svegliarsi dal torpore (dovrebbe farlo alle 15:37) ed effettuare il suo atterraggio. E’ in atto una grande campagna internazionale di ascolto per ricevere i segnali dal lander durante la fase di ingresso e discesa nell’atmosfera, cui aderisca anche il “Giant Metrewave Radio Telescope” in India; per i dettagli si veda Listening to an alien landing.

18 Ottobre (Martedi)

Giornata relativamente tranquilla alla vigilia del grande giorno. I controllori di volo hanno caricato su TGO la sequenza finale di comandi che permetteranno all’orbiter di gestire autonomamente la fase critica di inserzione orbitale, prevista domani alle 15.04. Per non interferire con tali operazioni, non ci saranno altre comunicazioni nelle prossime ore, a parte un “ping” per accertarsi che TGO sia attivo e pronto a ricevere eventuali comandi “di emergenza”. Le comunicazioni sono gestite dalle antenne ESA deep-space da 35m a New Norcia (Australia) e Malargüe (Argentina) e dalle stazioni NASA DSS 26 (Goldstone, California) e DSS 45 (Canberra, Australia); il tempo necessario per ricevere un segnale da ExoMars è di 9 minuti e 45 secondi.

17 ottobre (lunedi)

Alle 04:42 TGO ha completato la manovra la manovra pianificata di innalzamento dell’orbita, senza la quale avrebbe seguito una traiettoria analoga a quella di Schiapparelli precipitando su Marte. L’accensione dei motori, durata 106 secondi, ha impresso una velocità addizionale di 11.6 m/s spostando la traiettoria di alcune centinaia di km rispetto al pianeta rosso. La conferma dell’avvenuta correzione è stata data alle 5.

I controllori di volo hanno confermato che TGO ha ricevuto correttamente i segnali di Schiaparelli e che entrambi i veicoli sono in ottima salute. Subito dopo il distacco, il lander è andato in standby come previsto, e si risveglierà solo 75 minuti prima dell’ingresso nell’atmosfera, previsto alle 16.42 di Mercoledi. I tecnici ESOC hanno configurato TGO in modo da evitare che un qualsiasi problema sulla sonda possa porla in “safe mode” durante la fase critica di “frenata” prevista per Mercoledi (una accensione di 134 minuti e 1.6 km/s scherzosamente ribattezzata “Burn baby, burn!”). Si tratta della cosiddetta modalità ‘fail-op’

16 ottobre (domenica)

Alle 10:10 Schiapparelli è stato acceso, i suoi sistemi sono stati controllati e gli esperti italiani della Thales Alenia Space hanno verificato per l’ultima volta la sequenza temporale dei comandi caricati nella sua memoria, che permetteranno al Lander di operare in autonomia.

Alle 13:25 la sequenza di separazione è iniziata con una rotazione per ottenere il corretto orientamento del veicolo.

Alle 16:42 la separazione è avvenuta con successo, 72 ore prima dell’ingresso in atmosfera; la conferma è arrivata 20 minuti dopo da parte del direttore di volo sulla base del segnale Doppler ed è stata poi verificata dal radiotelescopio per onde metriche (GMRT) a Pune in India. Una certa preoccupazione si è avuta a causa della mancata ricezione dei dati di telemetria dal TGO ma, in serata, il collegamento è stato pienamente ristabilito tramite l’antenna ESA da 35 m a Malargue in Argentina.

14 ottobre (venerdì)

Nella mattina si è svolto un briefing all’ESOC nel quale è stato confermato il via libera (“go”) per la separazione tra i due veicoli e per le successive operazioni. Nel primo pomeriggio è arrivata la conferma che, alle 10:45 (ora italiana), l’ultima correzione di rotta prima dell’arrivo è avvenuta quasi alla perfezione (con una piccola sovraperformance dei motori) ed ha inserito la sonda nella giusta ( http://aliveuniverse.today/ )

12 ottobre 2016

L’ultima di Obama: “Andiamo su Marte”

Altro che il ponte sullo stretto di Messina. Il presidente USA le spara più grosse del Bomba nazionale: entro vent’anni gli Stati Uniti colonizzeranno il Pianeta Rosso
Cerca di dare un assist alla Clinton, il presidente Barack Obama, proprio lui che ha sempre odiato le missioni spaziali ed anzi ha tagliato il budget della NASA suscitando una sollevazione nel mondo scientifico, quando alla CNN spara la notizia che “entro vent’anni gli USA andranno su Marte”. Per il momento, è sufficiente che se ne vada via lui.
“Gli Stati Uniti saranno su Marte entro gli anni 2030”, ha promesso in tv (e son trent’anni che i presidenti USA lo stanno ripetendo, menando per il naso i contribuenti con l’illusione di un nuovo Far West, una nuova frontiera da conquistare, questa volta nello spazio, in nome della “grandezza” degli States). “Stiamo lavorando in partnership con delle aziende private”, spiega Barack, “per inviare degli esseri umani su Marte, una missione con l’obiettivo di rendere le nostre vite migliori qui sulla Terra”. Sicuramente: dipenderà da chi spediremo lassù.
Obama annuncia quindi come si stia già lavorando per costruire “nuovi habitat” in previsione di missioni oltre i confini dell’orbita terrestre. “Habitat”, spiega il presidente americano, “che possano sostenere e trasportare astronauti in missioni di lunga durata nelle profondità dello spazio. Queste missioni ci insegneranno come gli esseri umani possono vivere lontano dalla Terra, cosa fondamentale in vista del lungo viaggio verso Marte”. ( http://www.ilpopulista.it/ )

L'ultima di Obama: "Andiamo su Marte"

7 ottobre 2016

Meteo marziano: prevedere le tempeste globali sul Pianeta Rosso

Due immagini di Marte riprese dal Mars Global Surveyor nel 2001 che mostrano il drastico cambiamento del pianeta. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

 “Marte raggiungerà l’apice dell’attuale stagione delle tempeste di polvere il 29 ottobre di quest’anno. Basandoci sui modelli storici, riteniamo che probabilmente una tempesta globale inizierà nel giro di poche settimane o mesi da questa data”, ha dichiarato nelle press release James Shirley, scienziato planetario del Jet Propulsion Laboratory della NASA.
Le tempeste locali di polvere si verificano frequentemente su Marte. Queste a volte si sviluppano e si uniscono formando dei sistemi regionali, in particolare durante la primavera e l’estate australe quando il pianeta è più vicino al Sole. In rare occasioni, queste tempeste regionali producono una nebbia che circonda il pianeta oscurandone la superficie e, in alcuni casi, diventano fenomeni veramente globali come quello del 1971 che accolse l’orbiter Mariner 9 della NASA. Poter prevedere questi eventi sarebbe sicuramente un vantaggio per le future missioni ma soprattutto per i futuri astronauti.
La tempesta globale più recente si verificò nel 2007 e causò un sensibile calo di energia solare per i rover Spirit e Opportunity che all’epoca erano entrambi operativi.
“La tempesta globale di polvere del 2007 è stata la prima grande minaccia per i rover dall’atterraggio”, ha ricordato John Callas, project manager della missione MER al JPL.
“Abbiamo dovuto prendere misure speciali per assicurare la loro sopravvivenza per diverse settimane, tenendoli alimentati con poca luce solare. Ogni rover veniva alimentato solo pochi minuti al giorno, solo per riscaldarlo e poi veniva spento di nuovo senza neppure comunicare con la Terra. Per molti giorni nel corso della tempesta, i rover sono rimasti completamente soli”.
Il Pianeta Rosso è stato visto circondato dalla polvere nove volte a partire dal 1924, di cui cinque più recenti nel 1977, 1982, 1994, 2001 e 2007.
Però ora Shirley, che ha pubblicato i risultati del suo studio sulla rivista Icarus, sembra aver trovato un modello per le tempeste globali, relazionato al moto orbitale del Pianeta Rosso.
Altri pianeti hanno effetto sulla quantità di moto di Marte mentre orbita attorno centro di gravità del Sistema Solare. Questo effetto sulla quantità di moto varia con un ciclo di circa 2,2 anni, ossia poco di più del tempo necessario a Marte per completare un periodo di rivoluzione che è circa 1,9 anni. La relazione tra questi due cicli cambia continuamente ma Shirley ha scoperto che le tempeste globali di polvere tendono a verificarsi quando la quantità di moto è in aumento durante la prima parte della stagione delle tempeste (mentre nessuna delle tempeste globali osservate nel corso degli anni si è verificata quando la quantità di moto era in calo, durante la prima fase della stagione delle tempeste).

Marte: tempeste globali

Il grafico indica una somiglianza tra il 2016 (linea blu scura) ed i cinque anni passati in cui Marte ha sperimentato tempeste di polveri globali (linee e fascia arancione), rispetto agli anni senza tali fenomeni (linee e fascia azzurra). Crediti: NASA/JPL-Caltech

Lo studio ha anche sottolineato che le condizioni attuali di Marte sono molto simili a quelle degli anni in cui gli eventi su scala globale si sono verificati ma solo le osservazioni dei prossimi mesi potranno confermare o smentire tale previsione. ( http://aliveuniverse.today/ )

15 settembre 2016

SpaceX: immagini meno realistiche di un videogioco!

SpaceX, l’agenzia spaziale privata posseduta dal miliardario Elon Musk, vuole sbarcare sul pianeta Marte. Per ora, oltre ai numerosi fallimenti non distante dalla superficie terrestre, i loro filmati appaiono francamente fasulli. Meno attendibili della grafica di certi videogiochi di ultima generazione. Hanno parecchia strada da percorrere per non fare la fine della trama di Capricorn One.

29 agosto 2016

I fiumi fossili di Marte

Una vista prospettica di Aram Dorsum, uno dei siti candidati per l'atterraggio della missione ExoMars.

Una vista prospettica di Aram Dorsum, uno dei siti candidati per l’atterraggio della missione ExoMars. Crediti: NASA/JPL/MSSS
 Una rete di alvei fossili è stata scoperta in un’antica regione di Marte, a sostegno dell’idea che 4 miliardi di anni fa il pianeta doveva essere un luogo accogliente, caldo ed umido.
Lo studio, condotto dalla University College London, ha individuato oltre 17 mila chilometri di una rete di canali ormai asciutta, in Arabia Terra.
“I modelli climatici per Marte primordiale prevedono piogge su Arabia Terra ma finora vi erano poche prove geologiche a sostegno di questa teoria. Ciò ha portato alcuni a credere che Marte non sia mai stato caldo e umido ma piuttosto coperto di ghiacci. Ora abbiamo trovato le prove di vasti sistemi fluviali”, ha spiegato l’autore, Joel Davis.
Il team ha esaminato le immagini riprese dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) con una risoluzione di sei metri per pixel di un’area estesa quasi come il Brasile.
Le caratteristiche riscontrate provano la presenza di alvei fossilizzati, chiaramente visibili come “canali invertiti“, cioè canali in cui la topografia ha invertito la sua elevazione. Questo di verifica quando alcune zone vengono riempite da lava o sedimenti che induriscono rimanedo più resistenti all’erosione rispetto al materiale circostante.
I canali invertiti sono simili ad altri individuati su Marte o a quelli presenti sulla Terra. Sono formati da sabbia e ghiaia depositata a seguito del prosciugamento dei fiumi.
Un canale invertito sulla Terra, nello Utah.
Un canale invertito sulla Terra, nello Utah.
Crediti: Rebecca Williams
“Le reti di canali invertiti in Arabia Terra sono circa 30 metri di altezza e fino a 1-2 chilometri di larghezza il che significa che potrebbero essere i resti di grandi fiumi che scorrevano miliardi di anni fa. Arabia Terra è essenzialmente un enorme pianura alluvionale al confine con gli altopiani e le pianure di Marte. Pensiamo che i fiumi erano attivi 3,9-3,7 miliardi di anni fa, asciuganosi poco dopo, sepolti e protetti rapidamente per miliardi di anni, conservando potenzialmente gli antichi materiali biologici presenti”, ha aggiunto Davis.
“Queste antiche pianure alluvionali marziane sarebbe luoghi da esplorare per la ricerca di prove di vita passata. In effetti, uno di questi canali invertiti, chiamato Aram Dorsum è un sito candidato per l’atterraggio del rover della missione ExoMars che l’Agenzia Spaziale Europa lancerà nel 2020“, ha concluso Dr Matthew Balme, co-autore del documento. ( http://aliveuniverse.today/ )
26 agosto 2016

La Cina svela qualche dettaglio del suo rover marziano

La Cina svela qualche dettaglio del suo rover marziano

Fonte: Xinhua
 Ieri, la Cina ha rilasciato alcune immagini della sonda, del lander e del rover che raggiungeranno Marte nel 2020. La missione dovrebbe partire con il razzo Long March-5 dal centro spaziale di Wenchang, nella provincia di Hainan nel sud della Cina. Il lander si separerà dall’orbiter dopo circa sette mesi di viaggio per atterrare in una zona alle basse latitudini dell’emisfero settentrionale di Marte, dove un rover esplorerà la superficie.Le immagini mostrate alla conferenza stampa indicano un robottino a sei ruote, alimentato da quattro pannelli solari, due in più rispetto al rover Yutu inviato alla Luna. Progettato per lavorare tre mesi marziani, pesa circa 200 chilogrammi.

La sonda, invece, porterà a bordo 13 strumenti tra cui una fotocamera per telerilevamento ed un radar penetrante per studiare l’atmosfera ed il suolo del Pianeta Rosso.

“Grazie all’analisi di anni di esplorazione di Marte e prendendo in considerazione la nostra tecnologia attuale e le tendenze internazionali, abbiamo deciso di dividere la nostra missione in due fasi. La fase uno è entrare nell’orbita marziana, la fase due riportare indietro dei campioni da realizzare entro il 2030”, ha dichiarato il capo progettista Zhang Rongqiao.
La finestra di lancio sfrutterà l’allineamento tra Marte e la Terra: “Non possiamo rimandare, c’è solo una possibilità ogni 26 mesi, altrimenti dovremo aspettare altri due anni. Ora abbiamo in programma di lanciare a luglio o agosto 2020. A soli quattro anni da oggi. Abbiamo un calendario pieno”, ha aggiunto Zhang.
Il progetto passerà ora alla realizzazione di un prototipo e questa fase durerà circa due anni. Con l’occasione è stato anche lanciato un concorso pubblico per selezionare il nome ed il logo della missione.

( http://aliveuniverse.today/ )

8 agosto 2016

Una nuova paleontologia?

Monte Roraima, Brasile. Uno dei più grandi misteri della natura, la montagna dalla cima piatta è una delle formazioni geologiche più singolari del pianeta. Non solo è la forma della montagna peculiare, ma ospita pure una enorme varietà di vegetazione e fauna selvatica che non può essere trovata in qualsiasi altro luogo del pianeta.

Un video sta spopolando in ambito del complottismo scientifico. L’idea che siano esistiti alberi giganteschi, ora mutati in pietra, è vecchia. Il concetto è quello della “foreste pietrificate” in cui uno o più minerali sostituiscono il materiale organico mantenendone la struttura originaria nei più minuti dettagli. Ciò è ufficialmente riconosciuto dalla paleobotanica. Il filmato nega ciò sia possibile, qualunque tessuto organico molle o duro, una volta morto, semplicemente marcisce o viene mangiato o corrotto da altri esseri viventi oppure ancora dagli elementi atmosferici.
Nel video si suggerisce che gli enormi tavolati (“Mesas”) che si trovano in varie parti del mondo siano ceppi di giganteschi alberi, alti chilometri, una volta dimoranti sulla faccia della Terra. La loro struttura riprodurrebbe esattamente quella di alberi viventi ma su scala ciclopica.
Ciò mi porta a supporre che altri fossili, sarebbero similmente pietrificazioni di esseri vissuti nel passato. Ma quando?
Forse un evento ha pietrificato in un istante un mondo per generarne uno nuovo, il nostro.
In antiche scritture, si narra di alberi talmente alti da porre la chioma a livello delle nuvole. Qualcuno li tagliò ma venne severamente punito.
Fu a causa dell’ira di Dio che scomparve?
Nella Bibbia si parla di stirpi di giganti esadattili. Furono loro ad abbattere quegli alberi? E di persone pietrificate, tramutate in statue di sale. La moglie di Lot che si voltò per vedere la distruzione di Sodoma e Gomorra. Secondo la teoria espressa nel video, le attuali foreste pietrificate sarebbero altro che ricostruzioni per turisti impiegando i rami di quegli alberi giganteschi.
Curioso il fatto che si dica di alberi chilometrici presenti su Marte pure.
Stiamo per assistere a un’ennesima immane rivelazione?
Non esistono foreste sella Terra [doppiato in italiano]. Grazie a Dino Tinelli.

20 luglio 2016

20 luglio 1976: il Viking 1 Lander atterrava in Chryse Planitia

40 anni fa alle 11:53:06 UTC, il Viking 1 lander atterrava in Chryse Planitia, aprendo un importate capito di esplorazione su Marte.
Le due sonde Viking 1 e 2 inviarono a Terra 55.000 immagini dall’orbita e 55.000 immagini dalla superficie (che nulla hanno da invidiare a quelle delle più recenti missioni!), dati sull’atmosfera del Pianeta Rosso e sulla sua composizione.
La foto in apertura è stata scattata il 30 agosto 1976.
Il blocco bianco a sinistra e al centro è la copertura del generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG). mentre in alto a destra è visibile l’antenna ad alto guadagno in banda S. La fotocamera inquadrava verso nord-ovest di Chryse Planitia, una grande pianura ricoperta di rocce, sabbia sciolta e polvere.
L’immagine elaborata assemblando i canali rosso, verde, blu è disponibile sul nostro album di Flickr. ( http://aliveuniverse.today/ )

Già nel ’76, su Marte c’erano le scie chimiche! I marziani sono più avanti! Significa che anche le chemtrails, al pari dei Vaccini, Isis, Ebola e Veganismo sono operazioni di manipolazione dell’inconscio collettivo.
Chi fosse interessato a una galleria integralmente a colori di immagini marziane, l’unico libro cartaceo in alta qualità in italiano credo sia il mio CALEIDOSCOPIO MARTE.

2 luglio 2016

Su Marte, il vento crea increspature di sabbia simile a quelle che l’acqua forma sulla Terra

Vento sabbia Marte

Nuovi risultati sul campo di dune Bagnold, visitato da Curiosity tra dicembre 2015 e gennaio 2016, mostrano che le increspature di sabbia marziana di medie dimensioni sono uniche e niente di simile è stato visto sulla Terra. La loro forma, messa in relazione con la sottile atmosfera di oggi, può offrire ulteriori indizi sulla storia climatica del pianeta. ( http://aliveuniverse.today/ )

Siccome le immagini del “pianeta rosso” le scattano in qualche isola disabitata artica, devono escogitare tale panzana. In un posto la cui pressione atmosferica è assimilabile a un vuoto fisiologico, come fa il vento a produrre morfologie tipiche dell’azione idrica? Oltretutto, simili alla Terra ove la gravità è maggiore?
Dell’isola Davon, in Canada, e delle strane operazioni della NASA nel deserto di Atacama, in Sudamerica, ho trattato diffusamente nel mio libro: CALEIDOSCOPIO MARTE.

16 giugno 2016

La vera storia del film Capricorn One

Negli incartamenti appartenuti a Bill Kaysing che ho utilizzato per scrivere la sua biografia LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST, si parla della genesi del film Capricorn One.
Lo scrittore britannico Carl James inserirà un brano tratto dal mio libro nel suo prossimo lavoro.
Richard D. Hall, giornalista televisivo inglese che ho già citato per il film: UFO’s & NATO – The Human Mutilation Cover Up, mi ha menzionato e letto un brano tratto dal mio libro in un incontro pubblico di cui potete vedere uno stralcio nel filmato sotto.
L’evento fa parte di un giro di conferenze che Richard sta tenendo in Gran Bretagna, su misteri spaziali e alieni.
Per chi fosse interessato ad approfondire la questione dello sbarco sulla Luna, consiglio anche di leggere il mio altro libro: LA LUNA DI CARTA.
Capricorn One completo in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=MhYDVE3fDNs
Film di Richard D. Hall da RICHPLANET.TV: UFOs: The Human Mutilation Cover Up

14 giugno 2016

Elon Musk e i viaggi su Marte

Elon Musk viaggi su Marte

Elon Musk, il fondatore miliardario e CEO della compagnia aerospaziale privata SpaceX, dopo aver recentemente affermato di voler inviare essere umani su Marte nel 2024, ha ora anticipato qualche dettaglio sui primi voli senza equipaggio, propedeutici per la futura colonizzazione.
Terminati i voli di rifornimento per la Stazione Spaziale (ISS), la SpaceX proseguirà la collaborazione con la NASA per un viaggio della Dragon verso il Pianeta Rosso nel 2018 ma non è ancora chiaro se l’Agenzia Spaziale Statunitense sia coinvolta anche nei piani di colonizzazione di Musk, i quali verrebbero attuati con largo anticipo rispetto al programma stesso della NASA che per ora indica come data tutt’altro che definitiva il 2030.
Ad accompagnare i pionieristici coloni, una grande quantità di strumenti consentirebbe la produzione di fertilizzanti, di metano ed ossigeno direttamente sfruttando le risorse atmosferiche e sotterranee del pianeta. Nel frattempo, delle grandi cupole trasparenti consentirebbero la coltivazione di colture terrestri su suolo marziano. Una volta diventato autosufficiente, il primo nucleo di esploratori potrebbe essere ampliato.
Il viaggio storico non verrà però affidato alla Dragon ma forse al Mars Colonial Transporter (MCT), un grande razzo riutilizzabile, evoluzione del Falcon 9, con capsula per il trasporto di essere umani di cui ancora si sa molto poco. Il biglietto costerebbe circa 500.000 dollari ma secondo le stime di Musk, degli 8 miliardi di persone che popolano la Terra solo 1 su 100.000 sarebbe disposto a partire per un potenziale equipaggio complessivo di 80.000 migranti.
Nel frattempo, però, mentre la colonizzazione richiede ancora molti punti da definire e svelare, l’imprenditore ha annunciato alcuni dettagli sui voli senza equipaggio in un’intervista sul The Washington Post.
Il viaggio sarà sicuramente “duro, rischioso, pericoloso e difficile” ha detto Musk che è comunque fiducioso che ci saranno molte persone disposte a partire spinte da quello stesso spirito pionieristico che guidò le prime colonie inglesi. Ma prima che ciò avvenga, sarà necessario trovare un modo per inviare con successo cargo di forniture sul Pianeta Rosso. Con i primi lanci in programma per il 2020, questi rifornimenti saranno puntuali come un “treno merci” in partenza ogni 26 mesi, quando le orbite della Terra e di Marte saranno più vicine. “Se gli scienziati di tutto il mondo sapranno che possono contare su questo potranno pianificare molti esperimenti”, ha aggiunto Musk.
Altri dettagli verranno forniti nel mese di settembre.
Per riuscire nell’impresa, però “ci vorrà fortuna e che le cose vadano secondo i piani”.
“La prima missione [MCT] non trasporterebbe comunque un gran numero di persone perché se qualcosa andasse storto vogliamo rischiare il minor numero di vite possibile”.
“Ma voglio sottolineare che non si tratta di un paio di missioni su Marte”, ha continuato. “Si tratta di studiare un’architettura che consenta di avere una città autosufficiente con l’obiettivo di trasformare il genere umano in una specie multi planetaria, una vera e propria civiltà spaziale”. ( http://aliveuniverse.today/ )

10 giugno 2016

ENIGMI di giugno 2016 recensisce CALEIDOSCOPIO MARTE

La rivista mensile Enigmi, nel numero di giugno 2016 ora in edicola, pubblica una recensione del mio ultimo libro CALEIDOSCOPIO MARTE. Buona lettura!

ENIGMI giugno 2016

4 giugno 2016

Marte visto con una Nikon P900 a 83x

Il pianeta Marte ci viene descritto con abbondanza di dettagli dalle innumerevoli fotografie scattate nelle varie missioni della NASA.
Ma come appare immortalato con una fotocamera dal teleobiettivo potentissimo? Esso appare in maniera totalmente diversa. Un’aberrazione ottica causata dall’atmosfera terrestre? O di che altro si tratta?

21 maggio 2016

Da Hubble un nuovo ritratto di Marte

Marte colore

Questa immagine di Marte è fresca fresca! E’ stata ripresa dal telescopio spazile Hubble il 12 maggio 2016.
La grande regione scura a destra è Syrtis Major Planitia, una delle prime caratteristiche individuate con le osservazioni terrestri seicentesche, usata da Christiaan Huygens per misurare la velocità di rotazione del pianeta. Oggi sappiamo che la Syrtis Major è un antico vulcano a scudo inattivo, coperto dalle nubi del tardo pomeriggio marziano.
L’area arancione nel centro dell’immagine è Arabia Terra una vasta regione montagnosa dell’emisfero nord, probabilmente uno dei terreni più antichi di Marte.
Una fitta coltre di nubi copre il polo sud.
Questa osservazione globale, che è in grado di risolvere caratteristiche di 30 – 50 chilometri circa, è stata ripresa pochi giorni dell’opposizione del 22 maggio, quando il Sole e Marte si troveranno esattamente ai lati opposti della Terra.
Il 30 maggio il Pianeta Rosso si troverà nel punto più vicino a noi degli ultimi 11 anni.
Marte è particolarmente fotogenico durante l’opposizione perché può essere visto completamente illuminato dal Sole.
Questo emisfero ospita siti di atterraggio di diverse missioni robotiche tra cui Viking 1 (1976), Mars Pathfinder (1997) e l’instancabile Opportunity. I siti di atterraggio dei rover Spirit e di Curiosity sono, invece, dall’altra parte del pianeta. ( http://aliveuniverse.today/ )

Fino a qualche anno fa, veniva negata la possibilità che nubi si formassero nella tenue atmosfera di Marte. E che i colori fossero diversi dal rossastro, color ruggine o, tuttalpiù, ocra.
Oggi il pianeta “rosso” si riveste di nuovi e sconcertanti colori.
Osservate poi la chiazza biancastra a destra posizionata a livello equatoriale. Essa è solcata da una linea retta scura. Di cosa si tratta?
Per me, sono tutte immagini tarocche, ci prendono per il sedere.

11 maggio 2016

Ossigeno su Marte, NASA conferma ma non si può respirare

Dopo 40 anni la NASA torna a misurare l’ossigeno atomico nell’atmosfera di Marte: è importante per capire meglio l’atmosfera del Pianeta Rosso.
Per la prima volta in 40 anni i ricercatori della NASA hanno rilevato la presenza di ossigeno atomico nell’alta atmosfera di Marte, grazie allo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA). Che nella mesosfera di Marte ci fosse ossigeno atomico non è una novità assoluta, l’avevano già rilevato in passato le sonde Viking e Mariner.

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Da quattro decadi però non si effettuava una misurazione simile, perché l’ossigeno atomico è difficile da rilevare dato che si debbono impiegare lunghezze d’onda all’infrarosso: un requisito che obbliga a trovarsi a quote molto alte.
Ecco perché è stato fondamentale SOFIA, un aereo di linea Boeing 747SP modificato su cui è stato caricato un telescopio a infrarossi da 254 centimetri. Frutto di un progetto congiunto della NASA e del Centro aerospaziale tedesco, l’aereo si è portato a 13mila metri di altitudine, in modo da trovarsi al di sopra delle nuvole e del 99 percento del vapore acqueo dell’atmosfera terrestre.

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Il risultato è stata una misurazione dell’ossigeno atomico negli strati superiori dell’atmosfera marziana (mesosfera appunto), da cui è risultato che la sua presenza è pari a circa la metà della quantità prevista. Il dato ha una rilevanza perché l’ossigeno atomico influenza il modo in cui altri gas sfuggono dall’atmosfera marziana e quindi ha un impatto significativo sul clima del pianeta.
Il suo valore può essere dovuto a variazioni nell’atmosfera marziana, ed è per approfondire questo aspetto che gli scienziati continueranno a utilizzare SOFIA. L’obiettivo della ricerca è infatti quello di cercare di comprendere meglio l’atmosfera del Pianeta Rosso. ( http://www.tomshw.it/ )

Tutto finto. I dati ufficiali riportano da sempre piccole quantità di ossigeno nell’atmosfera marziana. Per me, non sanno più cosa inventare per giustificare i loro stipendi.

7 maggio 2016

UFO International Magazine presenta CALEIDOSCOPIO MARTE

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Nel numero di maggio 2016 la rivista ufologica UFO International Magazine riporta una breve presentazione del mio ultimo libro CALEIDOSCOPIO MARTE nella rubrica “Visti e letti”.
Il prestigioso mensile di scienza alternativa è diretto da Roberto Pinotti, massimo ufologo nazionale, della cui gentile prefazione il mio nuovo libro si fregia.

UFO International Magazine Maggio 2016

3 maggio 2016

La partenza di ExoMars 2018 slitta al 2020

Dopo un’attenta valutazione, l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos ed Europea ESA hanno deciso di posticipare il lancio della seconda parte della missione ExoMars dal 2018 al 2020. La notizia è stata rilasciata ieri in un comunicato.
“Tenendo conto dei ritardi nelle attività e nelle consegne degli strumenti scientifici, un lancio nel 2020 sarebbe la soluzione migliore”, ha dichiarato l’ESA.
Mentre l’orbiter TGO (Trace Gas Orbiter) ed il lander Schiaparelli sono in ottima forma e stanno viaggiando verso Marte, la seconda parte della missione costituita dalla Rover and Surface Platfor, cioè da un lander russo che rilascerà un rover europeo sulla superficie del Pianeta Rosso, probabilmente in Oxia Planum, è stata sottoposta alla valutazione di un team ESA-Roscosmos che ha presentato la propria relazione in occasione dell’incontro Joint ExoMars Steering Board (JESB) a Mosca. La situazione è stata ulteriormente discussa dal direttore generale dell’ESA Johann-Dietrich Woerner e dal direttore generale del Roscosmos Igor Komarov che hanno convenuto in accordo di posticipare la partenza alla finestra di lancio successiva disponibile per Marte, a luglio 2020. ( http://aliveuniverse.today/ )

La partenza di ExoMars 2018 slitta al 2020