Musk: bombe termonucleari su Marte per renderlo abitabile

Per trasformare Marte in un pianeta abitabile ci vuole un bombardamento termonucleare ai poli, parola di Elon Musk. Come sempre fanno scalpore le affermazioni del numero uno di SpaceX, e non fanno eccezione quelle rilasciate durante il programma “The Late Show with Stephen Colbert”. Musk ha ribadito che gli piacerebbe andare su Marte, ma Colbert si è detto un po’ scettico riguardo alla colonizzazione del pianeta e ha chiesto delucidazioni sulle condizioni di vita.

Elon

Musk ha riconosciuto che Marte al momento è un luogo inospitale in cui vivere, ma che si potrebbe trasformarlo in un posto più simile alla Terra. Quello che serve è l’equivalente su Marte del riscaldamento globale che alza le temperature sulla Terra o, se si ha fretta, le bombe nucleari.
La prima opzione è quella che fa meno scalpore: introdurre gas serra, che riscalderebbero Marte in un certo numero di anni, con un processo analogo a quello che viene accusato del riscaldamento globale sulla Terra. Di proposte per la terraformazione di Marte ce ne sono parecchie e l’irroramento con i gas serra è una di quelle che va per la maggiore: per lo più consisterebbe nell’importazione di metano congelato da altri pianeti o lune, o di cianobatteri e alghe che producano ossigeno.

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A fare notizia però è la soluzione “veloce”: sganciare “armi termonucleari sui poli” usando i razzi riutilizzabili di SpaceX. Così facendo secondo Musk si accelererebbe il processo di terraformazione e Marte diventerebbe abitabile nel giro di due o tre anni.
Bombardare le calotte di ghiaccio del Pianeta Rosso con armi nucleari rivoluziona l’intero concetto di colonizzazione di Marte.  Però, come fanno notare in molti, così facendo si ostacolerebbe la ricerca di segni vita sul Pianeta, che è un’attività in cui varie agenzie spaziali, in primis la NASA stanno investendo molto denaro.
IFL Science spiega più in dettaglio che l’idea di Musk, anche se potrebbe sembrare la trama di un film di fantascienza più che una proposta seria, ha una certa logica. Lo sgancio di bombe termonucleari dovrebbe produrre enormi quantità di calore, sciogliendo l’anidride carbonica ghiacciata ai poli. Questo libererebbe notevoli quantità di CO2 e, in teoria, potrebbe addensare l’atmosfera marziana. Se quest’ultima diventasse abbastanza spessa, potrebbe rendere possibile la presenza di acqua liquida in superficie. Si avrebbe insomma un effetto serra accelerato: più il pianeta si scalda più il ghiaccio si scioglie, più l’atmosfera diventa spessa, più diventa caldo … e così via.
Jonathan O’Callaghan tuttavia fa notare che questo “piano veloce” non è esente da problemi. Per esempio, dato che all’inizio l’atmosfera è sottile la maggior parte delle radiazioni potrebbe fuoriuscire facilmente dal pianeta, ma non è chiaro quanto tempo ci vorrebbe per disperderle. In seconda battuta, secondo O’Callaghan far cadere una bomba al polo non scioglie molto ghiaccio. Per ottenere un effetto degno di nota bisognerebbe scaricare sui poli marziani l’intero arsenale nucleare di Stati Uniti e Russia. Francamente pare difficile immaginare uno scenario in cui le due super potenze consegnino a Musk il loro intero arsenale difensivo per farlo recapitare su un pianeta a 225 milioni di chilometri di distanza. Voi cosa ne pensate? ( http://www.tomshw.it/ )

Per la serie “se non sono matti, non li vogliamo”. Trasformando Marte in un deserto radioattivo, chi ci va ad abitare poi?

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